Nuovo sito, stesso impegno!

Seguici sulla nostra nuova pagina informativa Facebook CGIL: Coord Filcams Basi USA e NATO per il Personale Italiano.
Che aspetti? Siamo sempre noi, ancora più forti e ad un solo click di distanza!

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale

Dall'Etna alle Alpi, Buon Natale a tutti i colleghi lavoratori (ed ex) delle Basi USA in Italia!

LIBU LIBERI

giovedì 20 dicembre 2012

Lettera da Aviano

Un saluto a tutti voi della LIBU!
Mi chiamo Federica Mazzanti e sono una dipendente della Base di Aviano.

Dopo alcuni anni di esperienza sindacale come delegata, ho avuto l'opportunità di diventare, per un breve periodo di tempo, rappresentante sindacale UilTucs nella base in cui lavoro.
La brevità del mio incarico non è dipesa dalla mia volontà: l'attività mi piaceva molto e ho investito molto del mio tempo per cercare di sviluppare dei progetti innovativi e seri per i dipendenti. Purtroppo, dopo una serie di eventi sgradevoli a me successi e che non elencherò qui in quanto non ritengo sia la sede più opportuna, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni, cancellando anche la mia iscrizione al sindacato. E' stata una scelta non facile, maturata dopo una lunga e dolorosa valutazione personale. All'epoca  decisi  che non avrei mai più partecipato ad alcuna attività. In altre parole che non avrei più "voluto saperne". 
Ho comunque mantenuto rapporti cordiali ed in alcuni casi anche di amicizia con alcuni colleghi di UilTucs ed anche di Fisascat Cisl di altre basi. Lo stesso posso dire per  Fisascat Cisl a livello locale, a cui riconosco professionalità e competenza. Il resto è storia.

Oggi scrivo quindi dopo aver letto con interesse alcune informazioni che riguardano questa nuova iniziativa. Tuttora ricordo con piacere l'attività sindacale che ho svolto e sono riconoscente a tutti coloro, per certi aspetti anche il mio datore di lavoro, per tutto quello che ho imparato e l'opportunità di crescita professionale che ho avuto conoscendo il "backstage" del mondo sindacale delle basi USA, così diverso  se paragonato ad altre realtà lavorative.

Mi permetto solo di fare una precisazione e soltanto perchè posso dire "io c'ero". 

Vanno bene le nuove iniziative soprattutto se mirate a migliorare le condizioni di lavoro di tutti. Va  ancora meglio la presenza di stampa e mezzi di comunicazione che in tutte le altre realtà nel mondo del lavoro sono la quotidianità: avendo lavorato anche nel privato e all'esterno delle basi ricordo la presenza di articoli di stampa e foto sui quotidiani a seguito di assemblee e/o incontri di vario genere, mentre noi ci rivediamo in televisioni locali o sulla stampa, e quasi esclusivamente locale, solo in caso di cause, vertenze, scioperi e così via. Quanta ignoranza c'e al di fuori del nostro posto di lavoro sulla nostra situazione, in quanti credono che siamo pagati in dollari, che non andremo in pensione con il sistema previdenziale italiano e "wow, ma tu fai la spesa in base?"...... So che molti si riconosceranno nel leggermi....
Tutto bene, ma, se mi posso permettere, so che il nostro ambiente è fortemente condizionante, ma la forza di ogni persona è data dal  suo esprimersi, dal suo esistere. Ho notato nel blog i commenti di molti che però hanno preferito la forma anonima,  pur tuttavia nominando  apertamente altre persone e sottolinenando i loro fatti e misfatti. Certo dando un nome ed un volto al nostro dire ci esponiamo, ma solo così facendo le  parole che pronunciamo sono credibili e che ci legge può identificarsi con i nostri obiettivi. 

Tutti coloro che nella storia di una nazione hanno contribuito al rinnovamento, spesso  a spese della propria vita, oggi sono ricordati da noi posteri con nome, cognome e vissuto. Quando si rimane nel rispetto delle regole e degli altri ritengo non sia sbagliato esporre i propri pensieri alla "luce del sole" e non per prendersi alcun merito, solo per non essere come gli "altri", solo per dare un significato alla parola democrazia.

Buon lavoro a tutti voi ed un saluto particolare agli "ex" colleghi

Federica Mazzanti

lunedì 17 dicembre 2012

Auguri dalla LIBU

Voglio ringraziare, a nome della LIBU, tutti i colleghi intervenuti lo scorso Venerdì dopo le 16.00 all'incontro organizzato dalla nostra associazione per un affettuoso scambio di auguri. L'affetto e la vicinanza che ci dimostrate ci ripaga di tanta fatica e impegno che ci sono voluti in questi ultimi mesi per tutti noi fondatori di questa associazione .
I Lavoratori Italiani delle Basi USA in Italia hanno finalmente la loro associazione, una realtà con un’ enorme potenzialità di crescita e sviluppo,  e il suo processo è ormai irreversibile. Niente e nessuno può piú bloccare ormai questa voglia di libertà e di civiltà. Tutti noi sappiamo che non è la soluzione di tutto, ma sicuramente é uno strumento altamente democratico dove incontrarci, crescere e confrontarci in piena libertà.
Il prossimo anno sará ancora piu impegnativo, e l’associazione avrà bisogno del contributo di tutti per ristabilire nelle basi una rappresentanza dei lavoratori degna di questo nome. Colleghi, il futuro ha bisogno di tutti noi, non lasciamolo gestire dagli altri, mettiamoci in prima linea perché é tempo di cambiare ciò che gli uomini possono cambiare, il resto va lasciato alla storia e alla coscienza di ognuno di noi.

Buon Natale e Buon Anno a tutti Voi dalla LIBU, 
ai colleghi che ci hanno seguito,
a quelli che si sono nascosti facendo finta di non crederci,
alle strutture che ci hanno attaccato e infangato,
a quelli che ci vogliono bene e vedono in noi la speranza

Buon Natale e Buon Anno al popolo Americano che in questi giorni vive un lutto straziante. A loro il nostro doveroso silenzio e il nostro abbraccio, il loro dolore e’ anche il nostro, i loro figli erano anche i nostri.

Che l’anno nuovo ci dia un mondo migliore, un mondo dove i bambini e gli innoccenti non devono aver paura, un mondo dove il nostro impegno e il nostro contributo sono indispensabili. Che l’anno nuovo ci dia questa consapevolezza e questa forza.

Tanti Auguri a tutti NOI.

Rosario Pellegrino

venerdì 7 dicembre 2012

Comunicato Stampa: Il documento

Cari amici e colleghi,
cliccate qui per leggere il comunicato a firma CGIL Catania, oggetto della conferenza stampa di oggi. Diverse testate giornalistiche, non solo "La Sicilia" ma anche "La Repubblica" e diverse TV locali (TeleJonica, D2, TirrenoSat...) hanno oggi assistito, intervistato e ripreso i dirigenti CGIL ed il portavoce LIBU (Rosario Pellegrino), in quello che possiamo già considerare una giornata storica per l'intera nostra categoria.
Cosa che ci ha fatto piacere, una quindicina di lavoratori di Sigonella hanno chiesto le ferie, solo per venire ad assistere a questo evento: qualcuno di loro era un membro attivo della LIBU, altri erano invece lavoratori che, con la loro presenza, volevano testimoniare la  partecipazione alle nostre iniziative. A tutti loro dobbiamo dire Grazie.
Continueremo ad aggiornare questo articolo man mano che i giornali e gli altri organi di stampa pubblicheranno l'evento di oggi. In ogni caso, tra domani e dopo domani, metteremo online la ripresa video della conferenza stampa, per consertirVi di vedere, con i Vostri occhi, come si è svolto l'incontro e la comunicazione alla stampa.

08/12: L'articolo su La Repubblica

08/12: L'articolo su La Sicilia

07/12: Servizio TV su DNews
07/12: Servizio TV su TG8
07/12: Servizio TV su TirrenoSat

10/12: L'articolo su CTZen 
07/12: L'articolo su BlogSicilia 
07/12: L'articolo su IeneSicule 
07/12: L'articolo su Zenzero Quotidiano

Nota bene: 
Siamo costretti a precisare che, differentemente da come appare in alcuni articoli tesi un po' troppo a semplificare, la petizione e la conferenza stampa di oggi restano due iniziative separate e che chiedono cose tra loro diverse. 

LIBU: FATTI, NON CHIACCHIERE 

giovedì 6 dicembre 2012

Venerdi 7 dicembre, ore 10:30

Amici,
questo è un piccolo promemoria per ricordare che domani, venerdi 7 dicembre, alle ore 10:30, presso la sala "Russo" della Camera del Lavoro (sede CGIL) in via Crociferi (quasi ad angolo con via S.Giuliano), la CGIL, in collaborazione con noi della LIBU, presenterà alla stampa un documento che denuncia la limitata libertà di scelta sindacale, per le lavoratrici ed i lavoratori delle Basi USA in Italia.
Già ieri La Sicilia ha pubblicato un sunto del documento (cliccate qui per leggerlo), domani su questo blog lo pubblicheremo interamente, insieme (se possibile) alla ripresa video della stessa conferenza. Nel documento, la CGIL chiede ufficialmente al datore di lavoro ed alle organizzazioni sindacali firmatarie del nostro contratto di lavoro (COE o CCNL), di modificare l'articolo 2 comma 1 che limita la contrattazione sindacale alle sole FISASCAT CISL e UILTUCS UIL.
Speriamo di vederVi numerosi ad assistere. A domattina!

martedì 4 dicembre 2012

CONFERENZA STAMPA!!!!!

Cari amici,
abbiamo davvero lavorato tanto su questa iniziativa ma adesso, possiamo finalmente avere il piacere di comunicarVi che essa è sul punto di spiccare il volo!

La CGIL di Catania, in collaborazione con la LIBU, organizza una conferenza stampa per venerdì 7 dicembre, alle ore 10:30, presso la sede della CGIL in via Crociferi a Catania

Durante la conferenza stampa, verrà presentato un documento da inviare alla Segreteria Nazionale CGIL in cui si chiede ai Comandi delle Basi USA ed alle organizzazioni sindacali attualmente ammesse nelle Basi (FISASCAT e UILTUCS) di modificare l'articolo 2, comma 1 del nostro contratto di lavoro (COE), il quale incredibilmente limita la contrattazione sindacale alle sole due sigle sopra menzionate. In altre parole, il documento chiede (era ora!!) la completa libertà di scelta sindacale per tutti i lavoratori delle Basi USA in Italia, così come garantito dalla nostra Costituzione. Ripetiamo: tutti i lavoratori delle Basi USA in Italia, siano essi a Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza o Aviano. Tutti.

Questa è una battaglia che vede la CGIL chiedere il rispetto di un diritto che non vale per la sola CGIL ma per TUTTE le organizzazioni sindacali Italiane, in piena, completa e libera autonomia di scelta e di rappresentatività: deve essere il lavoratore a scegliere da chi farsi rappresentare e non viceversa! 
Questa è una battaglia fatta per tutti ed in nome di tutti, da un gruppo d'avanguardia come la LIBU insieme ad un Sindacato (questo sì con la S maiuscola) che ha avuto il coraggio di denunciare una stortura incomprensibile ed anacronistica, insita nel nostro contratto. Non un'azione contraria al datore di lavoro ma, anzi, una richiesta di apertura per ottenere né più né meno che lo stesso diritto degli altri lavoratori Italiani. Un diritto che, forse, è stato invece  colpevolmente "dimenticato" da coloro che hanno rappresentato la nostra categoria in tutti questi anni. A Voi il giudizio! 
Comunque sia, oltre alla CGIL è giusto anche ricordare come già l'Onorevole Giuseppe Berretta aveva aperto la questione della libertà di scelta sindacale nella nostra categoria, attraverso un'interpellanza dalla quale si attendono ulteriori  sviluppi (Vi terremo informati).

La LIBU chiede a tutti i colleghi di Sigonella che possono, di intervenire alla conferenza stampa: colleghi, che vale un giorno di ferie per presenziare ad un evento che potrebbe cambiare la storia della nostra categoria?  Noi ci saremo, sia a parlare con la stampa che in platea. Venite anche Voi, Vi aspettiamo.
Per quanto riguarda gli altri colleghi, quelli che non potranno intervenire perché impiegati nelle altre Basi in Italia, Vi chiediamo ancora una volta di farci sentire il Vostro sostegno attraverso la firma della nostra petizione, la quale, ora come e più di prima, ha bisogno dell'adesione massiccia della categoria! È da qualche giorno ormai, che le firme sono ferme a 400 (online e cartacee), di queste, 350 vengono da Sigonella. Diamo una scossa a questi numeri! Aviano, Livorno, Napoli, Vicenza... non lasciateci soli!


lunedì 19 novembre 2012

Al lupo! Al lupo!

Probabilmente sarà perchè, come da noi prospettato tempo addietro, anche "loro" adesso intravedono un tracollo del consenso sindacale che, almeno a Sigonella, dovrebbe portare una perdita di iscritti non inferiore allo 80%! Probabilmente sarà perché, a restare -"pochi (anzi pochissimi!)"- (come spavaldamente blaterato dal segretario UIL-TuCS di Catania, Giovanni Casa, in una sua invettiva contro l'interpellanza dell'onorevole Giuseppe Berretta), saranno invece proprio gli stessi componenti Sigonelliani della UIL-TuCS. Forse sarà anche perchè, solo in questo periodo dell'anno, ci si ricorda improvvisamente di avere degli scritti e di voler continuare ad "incassare" le loro quote, anche per l'anno successivo. Sarà per tutto questo o forse no ma, sta di fatto, che da qualche giorno, ci dicono, i "sindacalisti" sembrano essersi risvegliati dal coma profondo in cui erano caduti in questi ultimi mesi, ed aver cominciato a girare intorno (e forse anche dentro) i vari reparti.
Che diranno mai ai lavoratori? Porteranno forse nuove idee per fare sindacato? Parleranno dei loro errori e di come non farne altri per il futuro? Mostreranno i loro progetti per rappresentare meglio una categoria sempre più precaria? No, nulla di tutto questo! Sembra invece che questi signori continuino a fare quello che hanno sempre fatto: gridare "Al lupo! Al lupo!" Secondo quanto riferitoci dai lavoratori, a Sigonella gli RSA (o pseudo) improvvisano comizi vaneggiando di licenziamenti ed altri disastri che dovrebbero colpire tutti i lavoratori nel futuro prossimo venturo. Ovviamente però, solo quelli non iscritti al sindacato, quelli cioè che non possono usufruire della "protezione" delle organizzazioni i cui "grandi successi" si ammirano nella gestione degli esuberi a Livorno. È tornato dunque il famoso "Nun su i tempi" (come nell'articolo profetico da noi pubblicato qualche mese fa su questo Blog): non è il momento di revocare le deleghe o, per dirlo con le parole di una mail ricevuta qualche tempo fa: "non è detto che chi ci tiene nella m**da lo faccia davvero per il nostro male". Il messaggio è chiaro: turiamoci il naso e restiamo iscritti!
Cosa c'è da rispondere loro? A me personalmente verrebbe: restateci voi con quella cosa fino al collo, noi altri meritiamo di meglio!
Mah... sfoghi a parte, in verità crediamo che non ci sia bisogno di perdere tempo per stigmatizzare chi immagina ipotetiche riduzioni di personale, assolutamente campate in aria, o chi strumentalizza le tristi vicende che hanno recentemente colpito i nostri colleghi di Livorno! La categoria non casca più in queste trappole vecchie e logore. È meglio che trovino altri argomenti se vogliono riconquistare la fiducia dei lavoratori!... Auguri!
Comunque sia, mettiamo pure il caso che alcune delle vaneggiate riduzioni fossero anche vere, allora almeno una cosa dovremmo chiederla: quale sarebbe, secondo questi signori, la differenza tra essere iscritti o meno ai sindacati? Forse che i non iscritti sarebbero meno "protetti" degli iscritti? Gli esempi di Napoli, Sigonella e Livorno ci dicono che non è affatto così. Il dovere dei sindacati sarebbe quello di tutelare TUTTI i lavoratori, non solo gli aderenti alla propria sigla e, in ogni caso, qui il problema è diametralmente opposto: i recenti accadimenti dimostrano inequivocabilmente che questo sindacato non è in grado di proteggere proprio nessuno, sia iscritti che non! Infatti, non solo è ovvio che nella scelta dei tagli non intervengono in alcun modo scelte basate sull'appartenenza o meno ad una sigla sindacale ma, la recente lettera nella quale i sindacati supplicano l'aiuto dell'ambasciatore USA in Italia, dimostra per loro stessa ammissione, che questi non sono neppure in grado di  perseguire ogni possibile soluzione per salvare il lavoro a chi in pericolo di perderlo. E allora? Nel caso non si abbia più fiducia verso queste sigle, perché iscriversi o restare iscritti ad un sindacato che non è comunque in grado di difendere il nostro posto di lavoro? Perché turarsi il naso quando si può semplicemente "uscire" e respirare un po' di aria pura?  
Abbiamo già detto molte volte di come noi reputiamo importante aderire e dare forza al Sindacato (quello con la S maiuscola) ma questa adesione deve essere frutto di una fiducia verso chi ci rappresenta, non certo del timore di ricevere ritorsioni! La LIBU si sta muovendo per aprire nuovi orizzonti sindacali che consentano maggior pluralità e maggior democrazia nella scelta della propria rappresentanza. Presto, molto presto, avremo delle notizie da condividere con tutti Voi. Ogni nostra azione però, passa anche attraverso la firma della petizione, che ci attendiamo avvenga da parte di tutti quei lavoratori che non si sentono ben rappresentati. Nel frattempo, è nostra opinione che non ci sia davvero nulla da aspettarsi da chi, pur avendo il mandato ufficiale di rappresentare la categoria, lo spreca gridando a zonzo: "Al Lupo! Al Lupo!"… cosa si inventeranno adesso? Vuoi vedere che, magari, diranno che i lavoratori di Livorno sono stati licenziati per colpa della LIBU? Chissà, ormai non ci sorprende più nulla.

Tra firme online e cartacee siamo già a 400... ma non basta ancora. 
Firmate colleghi, firmate!

martedì 13 novembre 2012

A "Braghe Calate"

Credevamo di averle già viste tutte… e invece riescono ancora a sorprenderci!
Da qualche giorno nelle Basi gira una lettera, apparentemente autentica, che non può essere in alcun modo definita se non patetica. Questa lettera (che potrete leggere cliccando qui), è stata inviata dalle segreterie nazionali FISASCAT e UILTUCS all'ambasciata Statunitense in Italia. In essa si ammette senza alcun pudore: 
Riteniamo, come Organizzazioni Sindacali, di non aver seguito tutte le strade possibili per evitare i licenziamenti
Si…. avete capito bene: FISASCAT e UILTUCS confessano, nero su bianco, di NON aver fatto tutto il possibile per salvare i lavoratori licenziati a Livorno!!! Da non credere, vero? Eppure sembrerebbe essere proprio così! Benché distanti mille miglia da questo modo di fare sindacato, non riusciamo comunque e non vergognarci per loro e per noi, per essere così "rappresentati" davanti al datore di lavoro. Certo, ribadiamo il fatto che la lettera giunge a noi per vie traverse, che non possiamo in alcun modo certificarne l'autenticità e, per quanto scarsa (anzi scarsissima) sia la nostra stima verso questa dirigenza sindacale, anche a noi sorprende una confessione così candida, a "braghe calate": dei sindacati che confessano un'enorme inadempienza, pagata a caro prezzo da chi oggi è a casa, senza più lavoro né stipendio. Vergogna! Questa lettera è assurda e per certi aspetti ci stordisce; eppure non abbiamo alcuna ragione per ritenerla falsa. Aspettiamo (e un po' lo speriamo) un'imminente smentita.
In ogni caso, è doveroso avanzare almeno una richiesta: dopo l'ammissione di una mancanza così grave, crediamo che questi vertici sindacali dovrebbero dimettersi IMMEDIATAMENTE per palesi incapacità operative o, altrimenti, che TUTTI i lavoratori delle Basi USA dovrebbero revocare la propria adesione a queste sigle sindacali!!! 
Questo nostro sfogo potrebbe chiudersi qua: basta infatti leggere poche righe di questa lettera per deprimersi non poco. Ma bisogna farsi forza e proseguire: torniamo allora ad una lettera che potremmo tranquillamente definire "supplica". Una richiesta di aiuto (fuori tempo massimo) inviata al datore di lavoro, il cui tono sembra essere: "va bene, è vero, noi abbiamo sbagliato… ma adesso aiutateci comunque perché non sappiamo più che pesci prendere!" Questo è un sindacato senza idee, senza vigore e senza spina dorsale, che sconsolatamente abbandona 41 lavoratori i quali (forse) credevano in un'organizzazione che adesso ammette di non aver fatto l'unica vera cosa per la quale era chiamata ad operare: tutelare il diritto al lavoro. Se le prime righe già squalificavano questo sindacato, leggere la lettera fino in fondo (Vi invitiamo di nuovo a farlo cliccando qui) significa sostituire la pena con la preoccupazione: la situazione ivi descritta pone i nostri colleghi licenziati in una posizione non solo distante dall'essere ricollocati presso gli enti pubblici ma, addirittura, dal poter usufruire dei benefici della mobilità!! Inoltre, perché scrivere all'ambasciata solo adesso, dopo che i giochi si sono già (penosamente) conclusi? Perché non rivolgersi alle istituzioni Italiane, affinché il diritto venga ripristinato ed i lavoratori ricollocati presso gli enti Statali (enti ai quali, vista la natura del nostro lavoro, dovremmo appartenere a prescindere)? 
Questa lettera, se autentica, è un'ulteriore conferma di quanto sia più che mai necessario per tutti noi scuotere (per non dire sradicare) un sistema rappresentativo che non funziona più, che non ci tutela più. Cos'altro dovremmo aspettare, che tocchi a noi? No! Ci sono tante cose che noi e Voi possiamo, anzi DOBBIAMO fare insieme a partire da subito! Oggi, ancora una volta, Vi chiediamo di firmare la nostra petizione, di smettere di aspettare che altri agiscano al posto vostro! Oggi è indispensabile dare un forte segnale a chi avrebbe il dovere di tutelarci meglio, molto meglio di come ha invece fatto finora, in attesa che altre iniziative possano aprire nuovi orizzonti rappresentativi. 
Colleghi, e ci rivolgiamo soprattutto a Livorno, Vicenza ed Aviano: è il momento di svegliarVi da un torpore durato molti, troppi anni! Sappiamo che leggete il nostro blog… ma dove sono le Vostre firme? I complimenti mandati in privato non sono sufficienti, senza il vostro aiuto attivo anche questa nostra voce verrà spenta. E poi? Cosa succederà allora? Aspetteremo come tante pecore che altre lettere simili arrivino, sperando magari di non ritrovarci noi stessi tra gli sfortunati oggetti della discussione? La nostra petizione è solo uno dei passi che dovremo percorrere…. ma ha comunque bisogno di TUTTI! Questo è un primo tassello per mettere in gabbia i coccodrilli e le loro lacrime tardive, per non dover più leggere altre lettere come questa a "braghe calate".

Ora BASTA! Non possiamo essere loro complici! Svegliamoci, dimostriamo di essere migliori di chi ci rappresenta e... seppelliamoli di firme!!!

sabato 10 novembre 2012

Io firmo perché: Rosario Pellegrino

IO HO FIRMATO LA PETIZIONE!

Ho firmato perché, in onore alla libertà, ho deciso di essere anch'io parte e protagonista del mio futuro.

Ho firmato perché, in onore alla libertà, voglio scegliere io chi mi deve rappresentare.

Ho firmato perché, in onore alla libertà, decido io sequando e quale sigla sindacale pagare per la mia tutela.

Ho firmato perché non temo l’arroganza di chi usa il potere solo per sottrarci ció che ci appartiene: la dignità.

Ho firmato perché sono stufo di essere preso in giro, stufo di incompetenze, di soprusi e di inettitudini.

Ho firmato perché, in onore alla libertà, credo nei miei colleghi, e con loro voglio costruire un futuro migliore di quello che ci offrono, più giusto e in piena DEMOCRAZIA!!!

Rosario Pellegrino

lunedì 29 ottobre 2012

200!

Amici, 
grazie ai colleghi di Sigonella e Napoli (guarda le statistiche), sono state oggi superate le 200 firme online. Tutte queste firme, aggiunte a quelle che i lavoratori hanno già depositato su carta (spontaneamente ed al di fuori dell'orario di lavoro), superano ormai le 300!
Non è male per una sola settimana… ma non è ancora sufficiente. Dove sono i nostri colleghi di Livorno, Vicenza ed Aviano? Qualcuno ha già firmato ma sono ancora pochi, troppo pochi!

L'unica ragione per cui un lavoratore possa decidere di non firmare una petizione del genere, è quella che lo stesso trovi corretto delegare le segreterie territoriali delle uniche due sigle sindacali ammesse a trattare col datore di lavoro, a designare "arbitrariamente" tutti i rappresentanti sindacali. Ma non basta: questo lavoratore dovrebbe anche essere d'accordo a non poter revocare la propria adesione quando decide di farlo, tranne che a fine anno solare. Infine, lo stesso lavoratore dovrebbe poi ritenere giusto che, una volta revocata (o mai concessa) la propria delega a questi sindacati, debba comunque continuare a pagare loro una quota mensile; per sempre!

Se queste sono le ragioni che animano i molti colleghi che non hanno ancora firmato la nostra petizione, allora ci ritiriamo in buon ordine ma… se invece le ragioni fossero da ricercare nelle assurde paure di scontentare un sindacato che, negli ultimi anni, si è comportato nei modi in cui ogni lavoratore può giudicare da solo, allora sarebbe il caso di riconsiderare la propria scelta: firmando non si aderisce a nessun "nuovo" sindacato, non si contravviene a nessun regolamento e non si vilipendia assolutamente niente e nessuno! I lavoratori delle Basi USA in Italia, firmando chiedono di poter controllare la propria adesione ai sindacati, scegliendo CHI deve rappresentarli e QUANDO concedere la propria quota mensile.

Amici e colleghi di tutte le Basi USA d'Italia: firmate la nostra, la Vostra petizione.
SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!!

martedì 23 ottobre 2012

100!

Raggiunte le prime 100 firme dopo soli due giorni dal lancio ufficiale della nostra petizione!!! 
Il traguardo è relativo alla raccolta online e non conta le altre 49 firme già raccolte su carta! Speriamo di raddoppiare a breve e poi di raddoppiare ancora.... e tu... hai firmato? 

Sigonella non può farcela da sola! Invitiamo i colleghi di tutte le Basi USA in Italia ad unirsi a noi, a leggere la petizione e, se d'accordo, a firmare senza alcuna paura. Solo uniti si vince!! Dimostriamolo a chi ha colpevolmente diviso in questi anni la nostra categoria: firmiamo tutti, firmiamo insieme. 
Non è più tempo di attendere che altri facciano il lavoro al posto nostro: se sei  d'accordo con noi, clicca qui e firma anche tu per poter eleggere democraticamente i tuoi rappresentanti e mantenere il controllo delle quote che versi o non versi ogni mese al sindacato!

domenica 21 ottobre 2012

PETIZIONE!

Ci siamo!!
Parte finalmente l'annunciata petizione dei Lavoratori Italiani Basi USA, un'iniziativa che chiede di unirVi a noi nelle seguenti richieste:

Volete poter eleggere democraticamente i Vostri rappresentanti presso il datore di lavoro?
Volete poter decidere di smettere di pagare il sindacato in ogni momento, senza dover aspettare fine anno?
Volete poter evitare di pagare una quota del Vostro stipendio ai sindacati anche quando non iscritti a nessuno di loro?

Se le Vostre risposte sono , allora FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE anche Voi con noi la petizione online, che troverete in calce a questo articolo! Non puoi più attendere, adesso è arrivato il tempo di esprimerti, se sei d'accordo con le iniziative LIBU per la nostra categoria! Firma se vuoi farti sentire; firma se non vuoi la scomparsa della LIBU; firma se non vuoi la morte di questo blog. Noi non abbiamo altri colpi in canna: se il lavoratore non sarà disposto a fare la sua parte, noi non potremo più fare la nostra! Se questa raccolta firme sarà fallimentare, non saremo in grado di proporre ulteriori iniziative. L'unica nostra forza è data dal Vostro supporto: non firmare questa petizione equivale a preferire che la Vostra rappresentanza sindacale rimanga così com'è. Sappiate che la LIBU si inchina sempre e comunque al volere della categoria: se con le Vostre firme dimostrerete di volerci, noi saremo onorati di continuare a lottare per Voi, altrimenti, sapremo che è arrivato il momento di smettere. Abbiamo fatto molto, adesso dipende solo da Voi

Per garantire la Vostra privacy, potrete scegliere di non mostrare in Internet la Vostra firma virtuale, che rimarrà nascosta fino al momento della stampa, quando la lista verrà inviata ai vertici sindacali ed al datore di lavoro. Questa petizione NON entra in contrasto col datore di lavoro e con nessuna delle sue direttive. La raccolta firme si concluderà se e quando si raggiungerà un numero di firme ritenuto congruo. 

Per stampare la versione cartacea della petizione ed i fogli di raccolta firme, cliccate qui. Potrete poi contattarci e spedire i fogli firmati a libuliberi@gmail.com

Noi speriamo che si raccolgano moltissime firme, così da costringere le sigle sindacali, poste davanti al volere della categoria, ad accettare le Vostre richieste. 

Seppelliamoli di firme! Non possiamo più attendere, seppelliamoli di firme! Oggi!




Nel caso doveste avere problemi a visualizzare la finestra (proprio qui sopra) che consente di firmare la petizione direttamente da questa pagina, siete pregati di cliccare qui.

mercoledì 17 ottobre 2012

I sondaggi di LIBU #4

Amici, 
visti i temi sollevati a seguito dell'interpellanza parlamentare dell'Onorevole Giuseppe Berretta e dell'ultimo nostro articolo sull'Agenzia delle Entrate che ci equipara ai dipendenti pubblici, vorremmo adesso sondare la Vostra opinione sul settore che meglio "veste" la nostra categoria. Il sondaggio (colonna a destra del Vostro schermo), si chiuderà il 30 novembre; speriamo che voterete in tanti.

LIBU LIBERI

lunedì 15 ottobre 2012

L'Uovo di Colombo

Verso la fine di Settembre è circolato a Sigonella, e suppongo anche nelle altre Basi (con i tempi che corrono però non si può aver certezza), un laconico e raro messaggio della UIL-TuCS in cui si comunicava di aver ricevuto la risposta dall'Agenzia delle Entrate inerente la Detassazione su Premi produzione e Straordinari. 
Il breve commento diceva: "...Purtroppo la risposta è negativa non possiamo usufruire degli sgravi." Allegata a questa tristissima e poverissima comunicazione vi era la circolare di risposta dell'Agenzia delle Entrate. Non vogliamo commentare la comunicazione in sé, nella sua modalità e nel suo intento, perché sarebbe come sparare alla croce rossa, non ci interessa, lasciamo giudicare ai colleghi. Ciò che invece ha attratto la nostra attenzione è la presa di posizione da parte dell'Agenzia delle Entrate nel merito della detassazione, qualcosa che sembra essere passato inosservato a (quasi) tutti,  soprattutto a chi non ha alcun interesse ad attenzionare le contraddizioni che riguardano la nostra categoria.
Ricordiamo ai colleghi che uno dei punti del programma dell'ex Direttivo UIL-TuCS di Sigonella, era quello di dare cittadinanza e visibilità alla nostra categoria, ribadendo che, lavorando in una Base militare e quindi per la difesa del territorio, il nostro contratto di lavoro doveva essere equiparato a quello dei dipendenti civili che lavorano nelle Basi militari italiane in suolo Italiano, e la nostra categoria essere quantomeno vicina ai Ministeri che curano e seguono le istanze della Difesa, così come per i civili Spagnoli che lavorano nella Base Americana di Rota, per intenderci. Il fatto di lavorare in Italia in una Base Americana e non in una Base Italiana non cambia la missione: difendere il territorio per il bene comune , nostro e degli alleati (se così non fosse, allora le truppe americane in Italia dovrebbero essere considerate truppe di occupazione: ridicolo).
Abbiamo esposto questa semplice, e direi logica, istanza in numerose assemblee locali e in diverse riunioni di Coordinamento Nazionale, manifestando la nostra perplessità sul  fatto che in tanti anni nessuno  dei dirigenti o dei rappresentanti sindacali abbia mai cercato di portare avanti un discorso o una strategia volta a farci riconoscere dipendenti di un qualsivoglia Ministero: L'uovo di Colombo! Tutelati come dipendenti pubblici, datore di lavoro il nostro Governo e non quello Americano come è giusto che sia, senza alcun bisogno di improbabili, e adesso inutili, leggi 98, con gli stessi diritti di tutti i cittadini Italiani, inclusa la libertà di scegliere da chi farci rappresentare.  Ma ci pensate?
Questo programma, assieme ad altri punti, aveva ricevuto il plauso e la totale condivisione da parte dei colleghi di Sigonella, che ci diedero mandato attraverso le assemblee, di essere i portavoce di queste istanze. Ma la stessa condivisione purtroppo non l'abbiamo avuta dalle cosiddette dirigenze sindacali, le quali mostrarono immediatamente contrarietà e irritazione nei riguardi di certe domande e certe affermazioni che esternavamo per iscritto e durante le assemblee: quelle che riguardavano proprio la volontà della categoria di essere inquadrati finalmente come lavoratori Italiani che lavorano in Italia, e non persone che vanno al lavoro varcando un cancello oltre il quale si diventa degli emigranti in patria. Personalmente ricordo che subii un attacco feroce da parte della segreteria nazionale durante una riunione di Coordinamento Nazionale a Roma, dove fui accusato di dire follie che andavano solo contro la stessa UIL-TuCS, oltre che rimproveri dalla segreteria locale con battute "…smettetela con questi Ministeri…", "…voi scrivete e parlate troppo…". Allora capimmo perché nessuno in passato aveva mai fatto discorsi del genere: l'argomento era tabù!
Non si vuole cambiare la nostra condizione. Noi dobbiamo rimanere lavoratori che lavorano per un ente (?) Privato, ingabbiati nella FISASCAT e nella UIL-TuCS, comparti sindacali che non hanno alcuna competenza tecnica nei riguardi delle problematiche delle Basi militari. Lavoratori del Privato quindi, e come tali trattati e riconosciuti nelle varie indagini salariali e nelle forme riguardanti le trattative e le competenze.
In pratica, il Governo degli Stati Uniti d'America che insedia Basi sul nostro territorio, viene equiparato  ad una qualsiasi azienda straniera che apre un'attività commerciale Privata a casa nostra, con l'aggravante dell'applicazione per così dire "distratta" di regole legali e legislative in uso in Italia. Cristoforo Colombo ha scoperto l'America secoli fa, noi adesso non riusciamo neppure a trovare l'Italia dentro le Basi americane in casa nostra. Che strano destino! 
Per rendere ancora più torbida la nostra storia, arriva infine questo famigerato comunicato da un ente statale, quale l'Agenzia delle Entrate, il quale contraddice tutto ciò che avevamo pensato o che hanno voluto farci credere finora. L'oggetto della circolare riguarda l'imposta sostitutiva del 10% per gli emolumenti relativi alla produttività aziendale (art. 2 del d.l. 93/2008) -applicabilità ai lavoratori delle FF.AA. Statunitensi in Italia. In pratica lo sgravio fiscale su premi di produzione e straordinari. L'Agenzia delle Entrate, che risponde in vece e in nome del Ministero dell'Economia e delle Finanze ad una richiesta di chiarimenti da parte dell'USSSO (capo Ufficio Responsabile dell'Ufficio dello Stato di origine degli Stati Uniti d'America in Italia) circa l'applicazione di tale sgravio ai lavoratori locali delle forze armate Statunitensi in Italia, a tale richiesta risponde (cito parte del testo  della circolare):

"…….Con circolare n. 49 dell'11 luglio 2008, l'Agenzia delle entrate ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali hanno al riguardo precisato che sono esclusi dalla misura sperimentale in esame i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 Marzo 2001, n. 165 recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
...Dall'ambito di applicazione della normativa di favore sono, pertanto, esclusi tutti i dipendenti statali, tra i quali sono ricompresi anche i dipendenti delle forze armate e di polizia.
Ne deriva che gli impiegati civili delle forze armate Statunitensi in Italia, essendo dipendenti di un'amministrazione NON appartenente al settore privato, non possono beneficiare dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF di cui al DL n. 93 del 2008 e successive modificazioni ed integrazioni…….."

Ma come? Siamo diventati dipendenti pubblici? Equiparati agli impiegati statali? E quando?  Non ce ne siamo accorti.  E i 41 licenziati di Livorno lo sapevano?
O forse siamo noi che non abbiamo capito niente in questa storia!! Certo è che, per un breve periodo, qualche anno fa, questi sgravi li avevano pure concessi: era sbagliato allora o hanno sbagliato ora? Forse allora eravamo Privati ed ora Pubblici?!? È tutto così confuso!
Competenze, Pubblico, Privato,  ci spostano a piacimento in funzione delle agevolazioni che non ci vogliono riconoscere, siamo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. E i sindacati accettano questa altalena di interpretazioni, di rifiuti, di continue sconfitte, senza spiegare, renderci partecipi di uno straccio di strategia che ci faccia uscire fuori da questo labirinto senza uscita. Ma è davvero possibile che abbiano letto questa risposta dell'Agenzia delle Entrate, senza notare alcuna contraddizione rispetto a precedenti interpretazioni riguardanti la nostra categoria? Limitando il commento a " …Purtroppo la risposta è negativa…"? Ma davvero questi signori pensano che quasi 5000 lavoratori sparsi nelle Basi americane in Italia sono delle pecore da rinchiudere e spostare a piacimento?
Non è così? Qualcuno allora ci dovrebbe spiegare qual è la nostra reale situazione lavorativa, e chi è deputato a rispondere alle nostre domande, qual è l'organo abilitato a dirci se apparteniamo al Privato oppure siamo nell'ambito dell'amministrazione Pubblica, e se è così, in quale comparto. E' tempo di fermare questa deriva, non pensate?  Far capire a chi di competenza, che siamo altro da chi ci rappresenta, che abbiamo una dignità e che sappiamo anche inca**arci quando è il momento di farlo! Dovremmo forse arrivare a ricorrere al TAR Europeo, impiantando una causa legale che imbarazzerebbe il nostro stesso Governo? Siamo anche disposti a questo se sarà necessario!
Cari colleghi e amici, noi della LIBU non vogliamo  fare guerra a nessuno, tantomeno sminuire il ruolo del Sindacato, nel quale crediamo fermamente e incondizionatamente. Noi non odiamo nessuno e non vogliamo la pelle di nessuno, siamo tutti figli del nostro tempo e ognuno di noi fa la propria parte in questa società che ha tanto bisogno di solidarietà e di democrazia, non certo di individualismi o di logiche tese soltanto a conservare privilegi e poltrone.
Noi della LIBU ci sentiamo solo parte di una grande famiglia composta da TUTT i lavoratori delle basi USA in Italia, e lottiamo e lotteremo per il bene di questa categoria, costi quel che costi. Questo spirito di appartenenza ci ha indotti a creare un'associazione che non vuole certo sostituire ruoli o competenze, vuole soltanto essere un luogo di ritrovo e di confronto di idee per ristabilire Democrazia e civiltà. Per questi motivi riteniamo inconcepibile che 41 colleghi di Livorno siano stati licenziati senza che tutta la categoria si sia mossa a difesa del diritto al lavoro dei nostri colleghi. Ci hanno disgregato volontariamente per toglierci forza e motivazioni.  Ma è il momento di ricompattarci. Abbiamo bisogno che tutti escano fuori la testa e si mettano in prima linea con noi per costruire tutti insieme un futuro migliore.
 
Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza, Aviano: raduniamoci tutti e facciamoci sentire! È venuto il momento di contarci e sapere chi pensa che siamo tutti appartenenti alla stesso gruppo e che il bene individuale è subordinato al bene di tutti. Facciamo l'appello per sapere chi è presente e chi vuole percorrere questa strada con noi. Passate parola ai colleghi vicini, costringeteli a prendere posizione.  Diteci in questi giorni: io sto con la categoria, io ci sono!
Aiutiamo i colleghi di Livorno, non facciamo calare l'attenzione su di loro, domani potremmo essere noi al loro posto! Uniti potremmo salvarli.
Noi della LIBU abbiamo incontrato ieri sera Susanna Camusso, alla quale abbiamo anche consegnato una lettera che spiega i problemi della nostra categoria e una nota riguardante i licenziati di Livorno. Questo è il nostro impegno e dovrà essere l'impegno di tutti. Non subiremo passivamente che 41 colleghi vengano buttati via senza che la categoria reagisca. Noi stiamo facendo piccoli passi, ora abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti.

Un grande sindacalista del passato diceva: "Abbiamo sempre cercato di parlare ai lavoratori come a degli uomini, di parlare al loro cervello e al loro cuore,  alla loro coscienza.  In questo modo il sindacato è diventato scuola di giustizia, ma anche di Democrazia, di libertà, ha contribuito a elevare le virtù civili dei lavoratori e del popolo."
Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo parlare al cervello, al cuore e alla coscienza di tutti per riuscire ad avere  un sindacato futuro che abbia questi valori, che sia in grado di elevare le virtù civili dei lavoratori delle basi USA in Italia. Usciamo la testa dalla sabbia, la vita ci aspetta e ha tanto bisogno di noi.    
SCRIVETECI, UNITEVI A NOI!

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera da Livorno

Ricevuta su "libuliberi@gmail.com" il 9 ottobre 2012, alle 19:22

Spett.le LIBU,
chi vi scrive è una delle 41 persone appena licenziate dalla base USA di Camp Darby.
In questi giorni di smarrimento, abbiamo cercato di trovare risposte utili dai nostri sindacati, ma ogni qualvolta, le nostre domande non hanno avuto risposte esaurienti, ed i dubbi e lo sconcerto prendono ancor più il sopravvento!
La cosa che in questo momento ci sta più a cuore,è riuscire ad ottenere il diritto alla legge 98, come è successo non molto tempo fa ai colleghi di Napoli e Sigonella. Ma a quanto pare, non ci sono sufficienti fondi per sostenere tutti e 41 i lavoratori (o almeno è quello che continuano a dirci i nostri cari sindacati).
Come possiamo fare per trovare un po’ di pace e tranquillità?
A quale santo dobbiamo raccomandarci?
Non sappiamo molto di voi, ma quel poco ci è bastato per provare a cambiare le cose…..
Rimaneteci vicini ed aiutateci a trovare la strada giusta da percorrere per ottenere l’unica cosa che in questo momento ci può aiutare!
Grazie.

lunedì 8 ottobre 2012

Davide e Golia

Abbiamo già scritto della delega sordomuta, di quando un lavoratore si iscrive o resta iscritto al sindacato solo perché pensa che, comunque, si debba concedere la propria adesione pur senza credere nei propri rappresentanti. Una delega "in bianco" in cui si rinuncia al diritto di esprimere le proprie opinioni ed a quello di essere informati, al diritto di ascoltare e di essere ascoltati: come sordomuti, per l'appunto.

Adesso invece scriviamo di noi e delle nostre iniziative prossime venture:  a che punto siamo? Dove stiamo andando? Quando partiremo? Fin dall'inizio di questa nostra "impresa", quando iniziammo a scontrarci con strutture incommensurabilmente più grandi e più forti di noi, ci sentimmo da subito un po' come Davide contro Golia. In realtà, qui non si intende "uccidere" proprio nessuno ma solo forzare chi, troppo sicuro di poter ottenere sempre e comunque deleghe e soldi dai lavoratori, a nostro parere si è allontanato dai principi cardine della rappresentanza di categoria. Sono circa 4 mesi che continuiamo a sfidare e pungolare il gigante e, tra tentativi di "sabotare" le nostre libere discussioni e gli avvertimenti "amichevoli" di lasciar perdere, tra il boicottaggio e la denigrazione, qualcosina l'abbiamo ottenuta: essere riusciti a portare fino in Parlamento alcune sacrosante istanze della nostra categoria! E sembra proprio che Davide sia riuscito a scuotere il gigante Golia: a seguito dell'interpellanza dell'Onorevole Berretta, abbiamo registrato la reazione scomposta (e un po' ridicola) della segreteria UIL-TuCS di Catania… ma non importa. Non è certo questo il segno che intendevamo lasciare col nostro colpo: abbiamo notato, non senza soddisfazione, che la stessa segreteria si premura adesso ad informare i lavoratori sullo sblocco delle posizioni del Ministero di Grazie e Giustizia per i licenziati di Sigonella del 2010 (pubblicato sul sito UIL-TuCS Catania)!!! Ecco il nostro colpo!!  Ecco la scossa! Finalmente arriva un minimo di informazione per i lavoratori! Certo, potreste replicare Voi, è aberrante dare ufficialmente notizie del genere quando ancora si tace del tutto il licenziamento di 41 colleghi…. avreste ragione, tutto questo è poco (anzi pochissimo!) ma è già qualcosa: Golia si è svegliato.

Se il gigante si è "accorto" di noi, adesso tocca ancora a noi farlo ballare un po': mentre le nostre istanze sulla pluralità (alias libertà) sindacale verranno presto discusse in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati (ci aspettiamo altre liete sorprese), tra non molto partirà la nostra raccolta firme ed allora, ne siamo sicuri, ne vedremo delle belle. Certo, non è facile organizzarsi quando dietro non ti supporta alcun tipo di struttura, quando ci si sente sempre sotto osservazione speciale, quando sai che nessuno ti farà sconti al tuo primo piccolo errore ma, Davide non si impressionò e, di sicuro, non ci impressioneremo neppure noi. Non è facile ma si fa, se non altro per noi stessi, membri anche noi di una categoria fino ad oggi "posteggiata" da chi non merita più le nostre deleghe. Noi, liberi lavoratori delle Basi USA, ci siamo rimboccati le maniche, ci siamo organizzati in gruppo per diventare associazione (ma forse molto più) ed incunearci tra i sindacati ufficiali,  promuovendo iniziative a favore della nostra categoria. 

Ci scusiamo con Voi tutti se le promesse petizioni non sono ancora partite: ci siamo auto-tassati per far preparare i documenti ad un noto avvocato del lavoro. Siamo comunque agli sgoccioli: a brevissimo dovremmo ricevere il testo e, siamo sicuri, l'iniziativa potrà davvero partire entro il mese di ottobre. Qualcuno potrà criticarci per la nostra eccessiva prudenza ma, non siamo dilettanti e non potremmo neppure permetterci che Golia ci porti in tribunale, non oggi. Inoltre, la natura stessa della nostra categoria, sparsa per tutto il territorio nazionale, rende complessa l'operazione di raccolta firme. La nostra "fionda" ha un solo colpo: non possiamo permetterci di sbagliare e, proprio per questo, preferiamo ritardare (di poco) l'inizio delle nostre attività al fine di poter raccogliere le vostre firme nel modo più chiaro, preciso ed adeguato.

Ricordiamo le petizioni:


Se la categoria risponderà compatta alla nostra raccolta firme, Vi assicuriamo che Golia prenderà un gran bel colpo, trovandosi davvero ma davvero in difficoltà. Sarà proprio allora che, come nel racconto biblico, Davide potrà sperare di avere la meglio. 

Non ci abbandonate, seppelliamoli di firme!!!!

martedì 2 ottobre 2012

41 LICENZIATI!!!!

E' ufficiale, quello che più temevamo si è materializzato lo scorso venerdì.
41 colleghi di Camp Darby (Livorno) sono stati licenziati nel vergognoso silenzio di un sindacato incapace di unire l'intera categoria nazionale a difesa dei lavoratori delle basi USA in Italia! 
Perché  non è stata fatta alcuna manifestazione a carattere nazionale, come invece successe nel caso dei licenziamenti di Sigonella e Napoli? Perché  non è stata adottata alcuna strategia comune e condivisa con i lavoratori? Perché ad oggi non c'è ancora un comunicato che sia uno, che spieghi cosa sia successo e perché non poteva andare in altro modo?
Nei mesi scorsi, abbiamo inviato diverse lettere alle segreterie Nazionali ponendo queste domande a chi era deputato non solo a rispondere ma a prendere atto della volontà dei lavoratori delle basi di coinvolgere tutti attraverso un Coordinamento nazionale ormai inesistente. Come tutti sanno, si sono guardati bene dal rispondere... vuol dire che le cose dovevano andare così! Lo sapevano tutti, come è successo a Sigonella e Napoli, tutti sapevano tutto, e in questi casi chi fa domande ed esige risposte rompe solo i co........! 
E il Coordinamento nazionale? Ormai credo che possiamo avere la certezza che noi lavoratori delle Basi non abbiamo più diritto ad avere un Coordinamento nazionale che funzioni, sembra che si sia preferito "spegnerlo" fra l'indifferenza dei vertici che molto probabilmente preferiscono relegare i problemi nei territori locali diminuendo a nostro parere la già l'esile forza contrattuale della nostra categoria. E' forse frutto di una volontà ben precisa?
Il risultato di questa catastrofica situazione è che 41 padri di famiglia sono a casa senza lavoro  e sembra che, al momento, non vi siano neppure spiragli per un ricollocamento negli enti statali, considerato erroneamente "privilegio" di una categoria che, come noi denunciamo da tempo, ha il difetto di non essere collocata da nessuna parte. Per la prima volta nella storia delle Basi USA in Italia, i lavoratori in esubero sono FUORI, a CASA, disoccupati con famiglia a carico!!! Noi tutti speriamo che, anche questa volta, arrivi il finanziamento che appiani i risultati di una situazione incresciosa... ma non è ammissibile stare, di volta in volta, con la  speranza che l'uomo giusto al posto giusto si decida a fare la cosa giusta! Bisogna cambiare! Bisogna sancire i nostri diritti e doveri all'interno di un quadro che ci collochi nella giusta categoria.

Pensate ancora che bisogni comunque restare iscritti al sindacato perché "comunque ci protegge"? Dove sarebbe  questa "speciale protezione" riservata all'iscritto? 

Attenzione, non vogliamo dire che è inutile l'iscrizione perché il Sindacato non serve: sarebbe una bestemmia! Paradossalmente siamo una categoria che, per sua natura, ha più che mai bisogno di un  Sindacato vero, e non certo di strutture rappresentative che fingono di occuparsi dei nostri problemi!
Noi crediamo che sia necessario ristabilire una vera rappresentanza sindacale. Non è più tempo di deleghe, ripensamenti, o timori reverenziali verso infidi latori di promesse che mai vengono mantenute. E' tempo che tutti i lavoratori delle Basi, e dico tutti, si assumino la responsabilità di lanciare un segnale ben preciso, come quello di ritirare, a fine anno, la delega a chi non ci rappresenta più, per ridarla dopo a chi è veramente intenzionato a rappresentarci dettando noi gli obiettivi da raggiungere e le strategie da adottare. La nostra delega non è un regalo: loro si impegnano a raggiungere gli obiettivi che la categoriaI vuole raggiungere e noi continuiamo a dar loro fiducia. E' venuto il tempo di organizzarci per salvaguardare il nostro futuro!
Fin quando la nostra categoria non sarà collocata nel giusto settore, che non può  che essere quello della difesa nazionale, continueremo ad essere  lavoratori di un'azienda privata senza i diritti dei lavoratori privati (libertà sindacale, sgravio fiscale sui premi di produzione, cassa integrazione, articolo 18 ecc.) e lavoratori di un organizzazione inter-statale, senza i diritti dei lavoratori pubblici (sicurezza del lavoro, agevolazioni, orario ecc.). Passate parola, impegnamoci tutti a cambiare, diventiamo noi i protagonisti del nostro futuro!
E' tempo di voltare pagina!


Stringiamoci tutti attorno ai colleghi di Livorno, loro sono noi, e noi siamo loro, non dimentichiamolo!!!

lunedì 1 ottobre 2012

La lettera di Giuseppe Berretta

L'Onorevole Giuseppe Berretta scrive una lettera sul suo sito blog: un'interpellanza parlamentare che coinvolge i ministri del lavoro e della difesa. Il tema principale è la "scarsa" libertà di scelta dei propri rappresentanti sindacali nelle Basi USA.

Di seguito ne riportiamo interamente il testo:
Dipendenti a cui è negata la possibilità di scelta, privati della libertà sindacale sancita dalla Costituzione e non adeguatamente tutelati di fronte al datore di lavoro, ma anche anacronistici ostracismi nei confronti di alcune organizzazioni sindacali, inspiegabilmente escluse da tutti i confronti sul presente e sul futuro dei lavoratori.
Ho denunciato questa incredibile situazione ai ministri del Lavoro, Elsa Fornero, e della Difesa, Giampaolo Di Paola, con un’interpellanza a tutela dei lavoratori delle basi militari statunitensi di Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza e Aviano.
L’atto parlamentare raccoglie le istanze del coordinamento nazionale dei Lavoratori Italiani delle Basi Usa (Libu), che da alcuni mesi si sta facendo portatore di alcune rivendicazioni dei lavoratori. Alla base di questo malcontento vi è innanzitutto la surreale situazione per cui soltanto due sigle sindacali (la Cisl e la Uil) sarebbero autorizzate a trattare con il datore di lavoro all’interno delle basi Usa. Ad aggravare lo scollamento fra i lavoratori e le organizzazioni sindacali, poi, il fatto che la rappresentanza sindacale è organizzata secondo la Rappresentanza Sindacale Aziendale (Rsa) e non, come avviene in gran parte dei luoghi di lavoro, secondo i principi della Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu).
Una mancanza di confronto e rappresentatività delle istanze dei lavoratori civili di Sigonella e delle altre basi Usa in Italia dovuta anche ad alcune modifiche del contratto collettivo nazionale di lavoro che la Libu sta duramente contestando, come la proposta che prevede il pagamento della quota mensile al sindacato sia per gli iscritti che per i non iscritti.  Ma allo stesso tempo appare ingiusto che i lavoratori civili italiani delle basi statunitensi abbiano un contratto di lavoro a sé, che li distingue da ogni altra categoria di lavoratori nel territorio italiano, inclusi i dipendenti civili che prestano servizio per le nostre Forze Militari.
Tante incongruenze che chiedo vengano sanate ai due ministeri competenti, avviando iniziative per introdurre la Rappresentanza Sindacale Unitaria e intavolando una trattativa con le autorità militari Usa con l’obiettivo di giungere ad un unico contratto che raggruppi in una sola categoria lavoratori accomunati dalle stesse problematiche lavorative.
Giuseppe Berretta
A questa lettera è già seguito un (tentativo) di risposta da parte del segretario provinciale della UIL-TuCS Giovanni Casa. Se volete seguire e/o intervenire nel dibattito sul sito in questione, cliccate qui.
LIBU LIBERI!!

sabato 29 settembre 2012

INTERPELLANZA PARLAMENTARE!!!!

Siamo molto orgogliosi di annunciarvi che l'Onorevole Giuseppe Berretta ha parlato con il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e della Difesa, Gianpaolo Di Paola, circa l'anomala situazione sindacale delle Basi USA in Italia, dove solo due sigle sono ammesse a trattare col datore di lavoro e dove è ancora contemplata la "vecchia" rappresentanza di tipo RSA.
L'Onorevole Berretta menziona la LIBU e le sue iniziative, inclusa la proposta di portare la RSU nelle Basi, l'accantonamento del Q.A.C. e, UDITE UDITE, l'accorpamento del nostro contratto di lavoro (COE) con i dipendenti delle Forze Armate Italiane!!!!!

Per una lettura completa dell'azione parlamentare a supporto delle Basi USA da parte dell'Onorevole Berretta, leggete "http://www.giuseppeberretta.it/politica-italiana/sigonella-dichiara-guerra-ai-sindacati/". Anche se la notizia è stata divulgata solo oggi, la si può già trovare in alcune testate online; ne citiamo due: Libero 24x7 e Blog Sicilia

Cari amici e colleghi, noi della LIBU stiamo lavorando senza sosta per cercare di emancipare una categoria che merita una maggiore libertà, trasparenza ed efficenza rappresentativa. Adesso, anche se la stessa Politica Italiana sembra si sia (finalmente) accorta delle strane storture di una strana categoria come la nostra, sia chiaro che non è e non sarà possibile fare tutto da soli: è giunto il momento di una partecipazione che coinvolga tutti Voi insieme a tutti noi. È il momento giusto! È giunta l'ora che l'intera categoria chieda con forza di voltare pagina e ricominciare.... meglio.

Tra poco partirà la nostra petizione: SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!

Appendice aggiunta il 30 settembre 2012: 
Anche La Sicilia pubblica l'interpellanza parlamentare dell'Onorevole Giuseppe Berretta, a favore di una maggiore libertà sindacale all'interno delle Basi USA in Italia. Clicca qui per leggere l'articolo.