Nuovo sito, stesso impegno!

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Che aspetti? Siamo sempre noi, ancora più forti e ad un solo click di distanza!

martedì 26 giugno 2012

Comunicazione di servizio #2

libuliberi.com

Amici, l'indirizzo del blog di LIBU LIBERI diventa ancora più semplice da ricordare col nuovo dominio dedicato: libuliberi.com.

Ripetiamo: il nuovo indirizzo del Blog di tutti i lavoratori Italiani Basi USA diventa:


Non c'è più bisogno di digitare e ricordare il vecchio indirizzo di blospot, adesso basta scrivere: libuliberi.com. 
Provate, digitate www.libuliberi.com o semplicemente libuliberi.com. Ci riconoscete?

Il nome cambia... i contenuti no..... 
LIBULIBERI.COM 

mercoledì 20 giugno 2012

Livorno licenzia e assume insieme!!

Ma che succede? Siamo confusi.... dai giornali veniamo a sapere che a Livorno si assumono 54 meccanici UC-06: http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2012/06/17/news/camp-darby-licenzia-ma-assume-54-persone-1.5281426 !!! 
Cerchiamo nel sito ufficiale di Camp Darby e scopriamo che la cosa corrisponde al vero, sono 53 posizioni permanenti ed 1 temporanea: https://lnjobs.army.mil/vacancy/vacancy.asp?annc_nr=LI-12-06-LN . 

Incredibile!!!

Ci stanno prendendo in giro? Da un lato licenziano dei lavoratori e dall'altro ne assumono anche di più ma con qualifiche diverse? Ma cos'e' questo, un "riciclo"? Una sorta di raccolta differenziata? E' possibile che da ben 5 giorni e' pubblicato un bando ufficiale per l'assunzione di 54 lavoratori e noi non sappiamo nulla, lo dobbiamo venire a sapere per caso, da un giornale online??? Ma ora cosa succederà, riassumeranno gli impiegati anche come operai o questi saranno comunque tagliati fuori?

Andiamo nel sito uiltucs di Catania e vediamo la bella letterina pulita della solidarietà ai colleghi di Livorno, con la promessa che una delegazione di "volenterosi", sempre pronti a prendere il primo aereo in partenza (a spese nostre, si intende), andrà ovunque lo richiederà il "sacrificio" sindacale... si... certo... lodevole ma.... e la notizia delle assunzioni?
Magari potremmo anche sperare che le segreterie, invece di perdere tempo a scarabocchiare sul nostro blog, passassero più tempo per informare la categoria facendo ben capire COSA diamine sta succedendo e come si intende procedere!?! 
E' un nostro diritto o neanche questo?

E il coordinamento nazionale? Verrebbe da bussare alla loro porta: toc toc toc.... c'e' qualcuno in casa? HEEEYYY... Ci siete? Siete tutti morti o state semplicemente ancora allo stesso ristorante di ieri sera? 

Dove sono tutti? Dove sono le segreterie? Dov'e' il coordinamento nazionale? E le RSA? Qualcuno ha scritto che questi sindacati sono abitati da zombies... a noi sembra manchino pure quelli!

Se qualcuno, dall'alto delle proprie gravose responsabilità sindacali, troverà mai il tempo  di leggere queste parole, allora si segni anche quanto segue: 

SVEGLIA!!!! PRETENDIAMO DI SAPERE IMMEDIATAMENTE COSA STA SUCCEDENDO A LIVORNO: PERCHE', COSA SI STA FACENDO, COME SI INTENDE PROCEDERE, COME POSSIAMO TUTTI COLLABORARE.  MUOVETEVI!!!!!!

VOGLIAMO SAPERLO ORA!
   

giovedì 14 giugno 2012

LIBU LIBU LIBU

Voci su voci si rincorrono, si sovrappongono, si confondono: abbiamo ricevuto decine di email da tutte le Basi d'Italia ed ascoltato parecchi domande da chi ci incrocia. In molti chiedono: Ma cos'e' questa LIBU? Da chi e' formata? Come ci si iscrive?
Iniziamo col dire che la LIBU NON e' un sindacato e NON e' nata per sostituirsi al sindacato nelle trattative col datore di lavoro. Alla LIBU NON ci si iscrive, essa e' costituita da chiunque ne voglia semplicemente far parte, basta decidere di farlo. E' gratis. Il rimanere o meno associati ad una sigla sindacale, per noi non fa alcuna differenza. Alla LIBU non ha importanza chi sei o a chi sei affiliato, per noi conta solo cosa vuoi fare e quanto ti vuoi impegnare per la categoria. 
La LIBU trova origine a Sigonella, dal direttivo "scalzato" (in quanto forzato alle dimissioni) da una segreteria territoriale UILTuCS, insensibile alle richieste che arrivavano palesi dalla gran maggioranza degli iscritti locali (si vede che possono fare a meno delle deleghe). Da un certo punto di vista dobbiamo essere grati a questa segreteria, senza la quale non avremmo mai avuto il coraggio di far saltare il tavolo per ricominciare da capo. Grazie a costoro, abbiamo davvero capito con "cosa" avevamo a che fare e da cosa ci dovevamo al piu' presto allontanare. Grazie ancora! 
Il "direttivo" e' comunque storia vecchia: la LIBU e' adesso un collettivo di lavoratori da tutte le Basi USA in Italia, che condividono, in modo paritetico, oneri e onori. Se vuoi collaborare anche tu con noi, scrivi a libuliberi@gmail.com.
La LIBU non vuole contrattare col datore di lavoro (non ha gli strumenti giuridici per farlo), essa si propone invece come pungolo per FORZARE chi di dovere a fare il proprio lavoro di rappresentanza. Il sindacato siamo TUTTI NOI e, dunque, TUTTI NOI dobbiamo capire che le organizzazioni sindacali hanno il DOVERE di esprimere la nostra volonta', non viceversa. Questo e' il motivo per cui le rappresentanze dei lavoratori sono nate: non certo per fare gite, cene ed ottenere favori! Non c'e' democrazia senza controllo: noi della LIBU (e in questo "noi", vorremmo considerare anche te) veglieremo affinche' la nostra categoria non venga piu' dimenticata, abbandonata a se stessa, come spesso e' successo in questi anni.
Ma la LIBU non si ferma alla denuncia fine a se stessa, noi oggi abbiamo tutti i mezzi necessari per far conoscere al datore di lavoro le opinioni della categoria, senza dover passare dal filtro sindacale. in altre parole, pur non potendo noi trattare in prima persona, possiamo comunque comunicare, far sapere cosa vogliamo. Lo strumento piu' forte che abbiamo e' anche quello piu' semplice e piu' democratico: la raccolta di firme.


Nell'immediato futuro, La LIBU si propone ben tre iniziative popolari (petizioni), in tutte la Basi USA in Italia:

Prima iniziativa:
Chiederemo al datore di lavoro ed alle OOSS la modifica dell'articolo 8 del nostro contratto di lavoro (COE), che obbliga il lavoratore a continuare a versare la quota associativa al sindacato fino alla fine dell'anno solare, anche quando decide di non farne piu' parte: molti contratti di lavoro limitano il pagamento fino alla fine del mese successivo, cosi' dovrebbe essere anche per il nostro. La quota mensile e' la "linfa" delle organizzazioni sindacali; e' un affidamento piu' che un regalo ed e' giusto che sia il lavoratore a deciderne l'uso: quando concederla, quando ritirarla.

Seconda iniziativa:
Chiederemo al datore di lavoro ed alle OOSS la trasformazione della rappresentanza da RSA a RSU: L'RSA viene nominato dalla segreteria territoriale, la quale pone e dispone a piacimento di questa figura, senza essere formalmente obbligata ad ascoltare le opinioni dei lavoratori, degli iscritti, degli altri RSA e neppure del coordinatore. Parliamo di un'autocrazia vera e propria che (come spiegato nella prima iniziativa) non puo' neppure essere influenzata piu' di tanto dall'iscritto, in quanto quest'ultimo e' limitato nella facolta' di rimettere la delega. L'RSU viene invece eletto a suffragio universale (quindi da tutti i lavoratori iscritti e non) e diventa rappresentante istituzionale per il confronto ed il dialogo con la controparte. la rappresentanza tramite RSU riduce di gran lunga il potere delle segreterie, perche' l'RSU non puo' essere rimosso se non dai lavoratori stessi.

Terza iniziativa:
Chiederemo al datore di lavoro ed alle OOSS di stralciare, cancellare la proposta di modifica del COE che prevede il pagamento della quota mensile al sindacato, sia per gli iscritti che per i non iscritti. Avete capito bene: si vuole obbligare i NON iscritti a pagare comunque il sindacato!! Nel caso vi fosse l'RSU (come spiegato nella seconda iniziativa), ossia una figura eletta da TUTTI i lavoratori, chiedere che questi finanzino la rappresentanza potrebbe (forse) avere un senso ma, nel caso di un'autarchia come quella degli RSA, obbligare i lavoratori a pagare comunque il sindacato (facendo cosi' decadere la prima iniziativa) senza avere neppure la facolta' di scegliere il proprio rappresentante, trasformerebbe il segretario territoriale in una sorta di "imperatore", al quale basterebbero solo 20 iscritti per continuare ad operare con tranquillita', senza alcun consenso da parte dei lavoratori. Anzi, sarebbero i lavoratori stessi a dover "elemosinare" attenzioni a chi non deve piu' nulla a nessuno.


La LIBU si propone di raccogliere parecchie firme sui temi sopra esposti che, lo diciamo senza paura di smentite, trovano tra i lavoratori un consenso unanime o quasi. E' giusto che datore di lavoro e OOSS sappiano come la pensiamo ed agiscano di conseguenza.

Ci rendiamo conto che la nostra forma aggregativa e' quanto mai nuova, innovativa. Ci rendiamo conto che puo' confondere chi era abituato ad una rappresentanza statica, tradizionale, a volte utile nelle piccole controversie, ma spesso inadeguate quando si parla di grandi progetti, quando si parla del nostro futuro. La LIBU e' l'inizio di qualcosa che potrebbe diventare importante, attraverso la collaborazione paritetica di tutti i lavoratori di buona volonta'.

Siamo sotto attacco continuo: abbiamo contro minacciosi detrattori che vedono in noi un pericolo per la loro autorita' costituita e mai messa fin ora in discussione. Noi pero' li conosciamo bene, anzi BENISSIMO... e non ci fanno di certo paura! Girano anche voci secondo cui vi sarebbero liste nere, denunce, querele, iscrizioni a fantomatiche nuove organizzazoni sindacali... tutto questo e' ASSOLUTAMENTE FALSO, tutto costruito.
La LIBU e' quello che e' visibile a TUTTI sul nostro blog, in chiaro, nero su bianco; ne' piu', e sicuramente non meno.

Partecipa anche tu!

martedì 12 giugno 2012

Vademecum del buon sindacalista

In base a cosa scegliamo i nostri rappresentanti?
Un dubbio mi assale: se gli RSA (i rappresentanti sindacali) sono eletti dalla segreteria provinciale ed il  segretario provinciale è eletto da un congresso i cui delegati di fatto sono gli stessi RSA, dove interviene tecnicamente l'apporto dei lavoratori o, quanto meno, degli iscritti? Anche la penosa classe politica è di tanto in tanto costretta a confrontarsi con i cittadini, con gli elettori. Nel caso degli RSA invece, è come se i parlamentari eleggessero il primo ministro ed il primo ministro eleggesse poi tutti i parlamentari! Un cane che si  morde la coda? Un disegno impossibile di Escher? Un paradosso istituzionale? Niente affatto; stiamo semplicemente parlando dell'uovo di colombo: un trucco per far apparire come democratico un sistema in realtà autocratico. Certo è che da qualche anno però esiste anche la rappresentanza RSU: tutti i lavoratori eleggono a suffragio universale (quindi sia iscritti che non  iscritti) il gruppo dei rappresentanti (RSU) che, istituzionalmente, li rappresenteranno con il  datore di lavoro. 


Auspicando che i lavoratori delle basi USA pretendano al più presto, come loro diritto, di eleggere direttamente chi li deve rappresentare con il datore di lavoro, elenchiamo nel frattempo 12 importanti qualità (non tecniche) di un buon candidato RSU/RSA:  

1. Dovrebbe sentire di rappresentare tutti i lavoratori, non solo i suoi iscritti
Il sindacato non rappresenta l'iscritto ma il lavoratore. L'iscrizione ad esso dovrebbe essere una libera  scelta di affiliazione alla struttura che si decide di sostenere. Diffidate da chiunque vi offra la delega come merce di scambio per risolvere i Vostri problemi: quello non e' un buon sindacalista e, come ha chiesto uno "scambio" a Voi, probabilmente farà lo stesso con la controparte (a danno Vostro). 

2. Non dovrebbe lavorare con troppi parenti e affini
Benché non vi sia nulla di illegale, un sindacalista con "troppi" parenti a seguito (moglie, marito, fratello, sorella, amanti, figli, nuora, genero ecc.) dovrebbe quantomeno destare in noi un minimo sospetto e, comunque, sarebbe un individuo con troppo da perdere, troppi interessi da difendere. Certo non e' un buon biglietto da visita per poter rappresentare nessuno! 

3. Dovrebbe rendere conto agli iscritti, prima che alla struttura dirigenziale
Gli RSU rendono conto al lavoratore. Punto. Anche gli RSA però dovrebbero fare lo stesso, anche se  "espressione" delle segreterie territoriali. Quantomeno, gli RSA dovrebbero sentirsi in dovere verso gli iscritti, in un'idea secondo cui la rappresentanza sindacale dovrebbe essere al servizio del lavoratore e non viceversa.  Saro Pellegrino ed il suo direttivo ci hanno provato a Sigonella... e sono stati ripagati come Voi tutti ben sapete.  

4. Non dovrebbe chiedere favori personali al datore di lavoro 
I "favori" si chiedono agli amici, quando invece lo stesso succede con la controparte, il favore diventa "scambio". Indovinate: dove sta il potere di scambio di un sindacalista? Cosa potrebbe, in linea di principio, mettere costui sul piatto della bilancia per ricevere un favore? Ovviamente, parliamo dei diritti del lavoratore. 

5. Dovrebbe usare i permessi sindacali solo per fare sindacato
Non si fa sindacato per farsi le vacanze a spese del lavoratore. Non si usano i permessi per sbrigarsi le proprie faccende. Chi trasforma uno strumento di lavoro in un privilegio personale, non è  certo uno che fa sindacato con lo scopo di aiutare la categoria! Saro Pellegrino ed il suo direttivo sono stati più volte accusati di non aver usato tutte le ore a propria disposizione: in pratica, c'è chi ha avuto la sfrontatezza di accusarli di NON aver abusato dei permessi sindacali a propria disposizione. Di NON aver abusato della delega dei lavoratori. Incredibile ma vero.  

6. Non dovrebbe prendersi un distacco completo
Il distacco, ossia l'astensione dal lavoro per motivi sindacali, allontana l'RSA dal posto di lavoro, lo allontana proprio da dove nascono i problemi quotidiani dei lavoratori. Un buon RSA non dovrebbe mai prendersi un distacco completo o, almeno, usare questo per stare comunque in loco, a fare quello per cui ha ricevuto delega. 

7. Dovrebbe spendere solo lo stretto necessario
I soldi a disposizione dei sindacalisti, vengono dalle quote pagate mensilmente dai lavoratori.  Bisognerebbe essere coscienziosi di ogni centesimo speso, perché quei fondi appartengono agli iscritti e vengono concessi solo ed esclusivamente allo scopo di eseguire il proprio compito. Non  si "parte" per divertimento, non si offrono cene, non si va, la sera, a fare bisboccia a spese dei lavoratori! 

8. Non dovrebbe avere troppi segreti
Il sindacalista rappresenta il lavoratore. L'RSA dovrebbe informare il lavoratore sempre e comunque. Non ci sono segreti da mantenere se non quelli che ledono il diritto alla privacy o forniscono un involontario vantaggio alla controparte! Non ci sono scheletri nell'armadio come non si assecondano giochi di palazzo e strani intrighi: le  informazioni custodite dagli RSA sono e rimangono patrimonio di tutti gli iscritti. A volte si pecca su questo punto, anche solo per una forma di "rispetto" verso le dirigenze sindacali o il datore di lavoro. Sbagliato comunque: il lavoratore pretenda sempre chiarezza da chi lo rappresenta! 

9. Dovrebbe prendere un rimborso commisurato al proprio ruolo
I rimborsi mensili forfettari, presi da TUTTI o quasi i coordinatori RSA delle Basi USA, dovrebbero sempre essere commisurati al lavoro da svolgere, a quanto si spende in termini diretti, indiretti e temporali. Non ci si "arrotonda" lo stipendio con i soldi dei lavoratori! Invitate ogni RSA a dire con chiarezza a quanto ammonta il loro rimborso e come questo viene da loro gestito. Invitate anche le segreterie a fare lo stesso... questa è tutta gente pagata da noi.

10. Non dovrebbe usare la paura per coalizzare il proprio consenso
Uno degli aspetti più odiosi che può appartenere ad un RSA è quello di utilizzare le paure del lavoratore (in genere quella di perdere il posto di lavoro) per ottenere o mantenere deleghe, come se l'appartenenza o meno ad una sigla sindacale potesse essere in se garanzia di lavoro! Ridicolo! Il buon sindacalista deve essere realista e sincero, chi gioca con le paure NON è degno di rappresentare la categoria. 

11. Dovrebbe saper ascoltare, ancora più che parlare
Se un sindacalista non è in grado di ascoltare le istanze provenienti dai lavoratori, come potrebbe mai essere in grado di accoglierle? Se mentre il lavoratore parla, l'RSA pensa solo alla replica, a come potersi giustificare, attaccare o perorare la propria causa, come potrebbe mai risolvere alcun problema? Se  durante le assemblee non si da la parola ai lavoratori, come si può poi pretendere di ottenerne l'appoggio? 

12. Non dovrebbe difenderci per simpatia, amicizia e convenienza
Il sindacalista dovrebbe affrontare ogni problema con oggettività, considerando sempre che il  proprio ruolo non è quello del giudice ma di patrocinatore delle cause del lavoratore. Un buon RSA dovrebbe sempre prestare attenzione a "cosa" succede molto più che a "chi" succede.


Adesso pensate un po'... chi e come sono oggi i nostri rappresentanti?

Comunque sia, il nostro elenco non è ancora completo: invitiamo tutti i lettori a commentare questo articolo, aggiungendo voi stessi cosa dovrebbe o non dovrebbe fare un buon RSA e che cosa, in attesa della più democratica rappresentanza RSU, dovrebbe o non dovrebbe essere un buon sindacalista.

lunedì 11 giugno 2012

Comunicazione di servizio #1

Amici.
a seguito delle vostre richieste via email, circa la difficoltà di avere un account @gmail per poter inviare commenti, abbiamo deciso di dare indistintamente a TUTTI la possibilità di commentare i nostri post, anche quando inviati in forma anonima!!
Ovviamente pero', a questo punto diventa per noi indispensabile poter moderare ogni commento in arrivo, prima della sua pubblicazione. Sarà nostra cura approvare ogni Vostro input, nel minor tempo possibile.

Vi invitiamo a partecipare attivamente al nostro blog: da oggi e' ancora più facile!

domenica 10 giugno 2012

Ai colleghi di Livorno

Nonostante l'assurdo silenzio dei mesi scorsi sui licenziamenti di Livorno, l'ex Direttivo sindacale di Sigonella ha cercato in base e in campo Nazionale di tenere vivo un interessamento che col passare del tempo è inevitabilmente scemato.
Non è stata fatta una riunione di Coordinamento Nazionale (ma esiste realmente questo Coordinamento Nazionale? boh..!) dei comunicati, una chiara e manifesta strategia, insomma qualcosa che avesse dato il segnale che le segreterie sindacali avessero a cuore il destino dei lavoratori, e fossero soprattutto  in grado di contrastare un deriva decisionale che, come è successo a Sigonella due anni fa, finisce sempre col prevalere sul dialogo e sul buon senso, dimostrando ogni volta l'inconsistenza e l'impotenza delle rappresentanze sindacali. E' sempre la solita storia, si fa finta di preoccuparsi e di allarmarsi quando il latte è già versato.
Perchè non sono state coinvolte tutte le basi? Perchè si è preferito trattare il problema facendo credere al datore di lavoro che il problema Livorno restava circoscritto ad una insita debolezza della nostra categoria: l'incapacità alla mobilitazione generale, l'incapacità di sentirci tutti una cosa, mostrando, come al solito, debolezza e insicurezza.
Lungi da me l'intento di fare polemica sfruttando un doloroso momento per i colleghi di Livorno, anche perchè il silenzio di questi mesi è stato palese a tutti, quindi le mie non sono sicuramente illazioni.
Voglio semplicemente soffermarmi su ciò che sembra una strana e inquietante rassegnazione, da parte delle dirigenze sindacali, alle decisioni del Comando Americano, come se mancasse qualcosa: idee,  motivazioni, regole da seguire. Tutto diventa difficile e inarrivabile, e il nostro datore di lavoro un avversario troppo forte per costringerlo ad osservare le regole di casa nostra. Perchè succede tutto questo?
E' questa la domanda madre di tutte le domande che adesso dobbiamo porci per capire il perchè dei problemi della nostra categoria, per capire finalmente perchè è così scomoda per tutti.

Colleghi di Livorno, spero che qualcuno di Voi riesca a visitare questo BLOG, in modo che la solidarietà dei colleghi di Sigonella arrivi a Voi con tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza in un momento così difficile e complesso. Noi capiamo ciò che state vivendo, perchè l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle, e ancora ne paghiamo le conseguenze. Noi abbiamo ancora colleghi di Sigonella che sono stati trasferiti a Napoli due anni fa , lontani dalle famiglie e costretti ad una condizione di vita inumana e intollerabile, fra l'indiffrenza di tutti. Ecco perchè vi siamo vicini,  perchè lo sentiamo un dovere e come tale è nel cuore di tutti noi.
Un abbraccio particolare a Giancarlo Guidi che tanto rispetto si è guadagnato fra i colleghi, intervenendo ad una nostra assemblea che questo ex Direttivo volle due anni fa, e dove Giancarlo con un suo intervento, al solito, molto intenso e da vero sindacalista, è rimasto per sempre nella memoria dei lavoratori di Sigonella.
Noi vogliamo ancora sperare che si trovino soluzioni adeguate che tutelino il vostro futuro e di riflesso quello di tutti i lavoratori delle basi USA in Italia. Che si trovi la strada per evitare ogni anno questo stillicidio di ansie e preoccupazioni che rendono la nostra vita insicura e senza un futuro certo e sereno.
Noi speriamo e crediamo ancora, e nonostante tutto, nel Sindacato. Noi ex rappresentanti sindacali, costretti alle dimissioni da una dirigenza autoritaria e arrogante, crediamo ancora che il sindacato sia l'unica e sola espressione dei lavoratori di questo paese. Il problema è che abbiamo capito che chi non ci crede sono proprio loro: i dirigenti sindacali. E allora cosa dobbiamo fare? Forse dobbiamo cominciare a proporre delle soluzioni. Per fare questo dobbiamo capire dov'è il problema principale. Forse l'RSA? E' probabile perchè non da alcuna visibilità ai rappresentanti sindacali. Forse se i lavoratori, iscritti e non iscritti, eleggessero i propri rappresentanti direttamente e senza l'influenza delle segreterie, e scegliessero loro chi è il più preparato a discutere con la controparte i problemi della categoria, forse le cose andrebbero meglio?
Sarebbe senz'altro più democratico.
Forse l'RSU è la soluzione? Noi crediamo di si!
Vogliamo aprire un dibattito su questo BLOG, che informi e dia spazio a chi vuole capire la differenza fra RSA e RSU, perchè ci risulta che le RSU sono state concepite per soppiantare le RSA.
E la domanda nasce spontanea: perchè siamo ancora RSA? Forse perchè siamo più controllabili?

giovedì 7 giugno 2012

La forza della verita'

Signore e signori,
Sono stato informato che, ieri, durante l'assemblea della UIL, il segretario provinciale avrebbe affermato che il nostro ex coordinatore, Rosario Pellegrino, si sarebbe incontrato con i vertici provinciali della CGIL, circa sei mesi orsono e che, quindi, avesse già nell'animo di dimettersi dal ruolo che ha ricoperto fino alla settimana scorsa.
Con rammarico ed infinito "dolore", mi trovo costretto a dare la vera ed incontrovertibile versione dei fatti.
Io ho presentato Rosario ai vertici della CGIL, in un assolato e caldo pomeriggio di fine Aprile del 2012, in cui una leggera brezza, proveniente da Sud-Est, accarezzava la Via Antonio Di San Giuliano e si insinuava in Via Crociferi, dove incontrammo il sig. Angelo Villari (mio amico da 33 anni), Segretario Generale della CGIL di Catania e il sig. Leonardi, Segretario del settore Commercio.
Rosario fece intendere che avrebbe fatto tutto cio' che era possibile, affiche' si giungesse ad un compromesso (certamente di alto profilo) con la UIL provinciale.
Prima di allora, Rosario non aveva MAI avuto alcun genere di approccio con i suddetti, non li conosceva neanche, anzi, quando lo invitai a percorrere strade diverse, mi espresse qualche dubbio e la speranza che l'ultima riunione con la UILTUCS e i vertici nazionali avesse potuto dare i frutti che lui e il Coordinamento auspicavano.


Sfido chiunque a dimostrare il contrario e, nello stesso tempo, invito a recedere dall'utilizzo di certi mezzi per sottrarsi alle proprie responsabilità'.
Mi auguro che dopo tutti questi anni, noi si sia in grado di discernere e di valutare comportamenti e fatti.


Un abbraccio,
Paolo Pappalardo

mercoledì 6 giugno 2012

Carusi... nun su i tempi!

Carusi…nun su i tempi! 
(ragazzi…. non e' il momento!)

Quante volte, quando si denuncia un problema col proprio supervisore, una PD non aggiornata, un possibile abuso sulle mansioni o sulla turnazione… quante volte avete sentito dire questa frase da chi fa un "certo tipo" di sindacato? Carusi… nun su i tempi…. ma che vuol dire? Ogni volta che il lavoratore prova a dire la sua, prova a ribellarsi ad un sopruso, prova a scuotersi, ad alzare la testa: Carusi… nun su i tempi… ci sono licenziamenti in vista… bisogna stare buoni… non dare problemi… altrimenti sarete i primi a ricevere un calcio in culo!

Ma… è questo un modo corretto di fare sindacato e, soprattutto, è un modo efficace?

Per rispondere alla domanda, basti guardare l'episodio degli esuberi a Sigonella, avvenuto pochissimi anni fa: durante la fase di "riallineamento" del personale (un modo gentile di definire il licenziamento), il personale mandato a casa non fu quello più turbolento e neppure quello non iscritto ai sindacati. Per esempio, sia il coordinatore che il vice coordinatore CISL-FISASCAT di Sigonella furono considerati in esubero e fuoriuscirono entrambi una volta sopraggiunti i termini. Comunque sia, CISL o UIL non avrebbe fatto alcuna differenza… no, in caso di esuberi, l'essere o meno iscritti ai sindacati non cambia nulla, e lo stesso può dirsi per chi "lecca"  e per chi invece tiene la schiena dignitosamente dritta. Nel momento in cui arrivano gli esuberi contano solo ed esclusivamente 4 fattori: anzianità di servizio, anzianità nel reparto, familiari a carico e provvedimenti disciplinari. Nel caso particolare di Sigonella, il fattore disciplinare non fu neppure preso in considerazione, inducendo a una scelta che non dipendeva in alcun modo dalla volontà e/o capacità del lavoratore.

Carusi… nun su i tempi… è solo una frase detta da chi è senza argomenti e prova a colmare questo vuoto scavando nella paura della gente. Il fatto è che invece SONO I TEMPI eccome, è tempo di cambiare, è tempo di sostenere la sigla sindacale che più ci rappresenta e, nel caso nessuna tra le scelte in essere fosse in grado di patrocinare le nostre legittime istanze, allora è anche tempo di chiedere con forza un nuovo modo di fare sindacato, una nuova aggregazione, una nuova rappresentanza!

A chiunque vi dica "nun su i tempi", vi invito a rispondere: hai ragione, non è tempo, non è PIÙ tempo di farci rappresentare da gente come te… non più.

Il perche' di un blog...

Questo e' il blog che abbiamo creato, noi lavoratori Italiani civili della base di Sigonella, per avere la liberta', assieme ai colleghi delle altre basi in Italia, di fare circolare finalmente idee nuove, di confrontarci e informarci, senza il vincolo di una struttura che finora non ha dato risposte adeguate alle esigenze di una categoria di lavoratori scomoda e ingombrante.
Uno spazio di liberta' per tutti coloro che non si riconoscono piu' in queste strutture sindacali ormai obsolete e che fanno solo finta di fare sindacato.
Ci hanno tolto la liberta' di decidere sul nostro futuro in prima persona, di sentirci in una struttura dove la democrazia detta i tempi e le modalità della rappresentanza, dove le decisioni partono dal basso, attraverso assemblee, dibattiti, confronto di idee. Dove chi va a trattare con il datore di lavoro sia eletto dai lavoratori stessi.
E' giunto il tempo di riprenderci questa liberta', occupandoci in prima persona di cio'che ci riguarda, informando e informandoci, proponendo e confrontando, con impegno e assoluta liberta' di esprimere il proprio parere senza censura e senza subire arroganza e malafede.
Chi ci ha rappresentato finora ci ha chiuso dentro gabbie dalle quali dobbiamo finalmente uscire. Liberta', liberta', liberta'!!!
Non sono stati all'altezza di raccogliere le vere problematiche dei lavoratori italiani delle basi USA. Non si accorgono dei disagi e delle frustrazioni che subiamo lavorando in una realta' ignorata da tutti, e soprattutto da chi dovrebbe tutelarci come cittadini che lavorano per un ente straniero: il nostro governo.
Si parla delle basi USA in Italia solo quando ci sono tensioni internazionali, senza mai ricordare gli Italiani che ci lavorano, come se fossimo fantasmi o persone senza identità.
Vogliamo di più da chi ci rappresenta: persone più preparate, strutture in grado di capire cosa sta cambiando nelle coscienze dei lavoratori, che siano in grado veramente di essere portavoci di un futuro migliore.
Qui non è in discussione il Sindacato come istituzione, darei la vita per difenderlo (ho più di trent'anni di attività sindacale sulle spalle). Non vogliamo solo avere a che fare con quelli che si sono infiltrati nelle strutture sindacali con intenti che poco hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori e che, come nella politica, stanno distruggendo la democrazia e la dignità di questo paese.
In un momento di crisi fra il nostro Direttivo sindacale e la Segreteria territoriale, durante un riunione chiarificatrice, ci è stato detto che la logica della struttura sindacale veniva prima degli interessi di 350 iscritti e che bisognava fare ciò che diceva la segreteria.
Questo è il sindacato che non vogliamo!

lunedì 4 giugno 2012

La fine di un capitolo.

Cari colleghi di Sigonella,
Come la maggior parte di voi sapra' mi sono dimesso dalla carica di Coordinatore UILTUCS della base. Saprete anche che da mesi il Direttivo e' stato sotto il costante attacco della Segreteria Provinciale. Hanno cominciato con le critiche su cio' che si diceva ai lavoratori, su cio' che si programmava, sulle scelte strategiche e sul programma che ci eravamo dati da seguire con gli obiettivi da raggiungere, "smettetela di parlare di Ministeri e di Governo" ci e' stato detto. "Voi non siete nessuno, comanda il Segretario Provinciale, decido io...". Queste erano le frasi che usavano ultimamente per intimorirci e toglierci quel minimo di autonomia che ha fatto crescere la UILTUCS in qualita' e quantità, cosa che e' stata sotto gli occhi di tutti. Sono arrivati a nominare rappresentanti sindacali senza mettermi a conoscenza di queste decisioni. Mi dicevano che non ero un uomo di federazione. Io ho sempre pensato di rappresentare 350 lavoratori, pensavo che il sindacato si facesse cosi'.
Insomma uno stillicidio continuo di delegittimazioni e di menzogne usate per attaccare la nostra credibilità. 

Non voglio adesso sembrare quello che cerca di giustificare un fallimento accusando gli altri. Non mi interessa e non e' mio costume. Uscendomene da questa struttura maleodorante io guadagno di nuovo la mia vita privata e la mia famiglia. In questo senso non ho nessuna remora. 
Cio' che mi puo' veramente ferire e' se ho deluso Voi. Questa e' la cosa che veramente potrebbe addolorarmi, perche' per voi, assieme ai splendidi collaboratori che ho avuto (tranne chi ha tradito l'amicizia e il Direttivo), mi sono battuto per ristabilire rispetto e regole, sentendomi veramente il portavoce di voi tutti, e l'ho fatto senza cedere a compromessi o eventuali accordi che avrebbero potuto farmi sentire certo e sicuro del presunto privilegio di restare sempre Coordinatore. Non vi ho mai tradito e non ho mai ceduto di un millimetro per affermare il vostro rispetto. Infatti ho sempre pensato che l'attacco al Direttivo era una attacco a Voi iscritti. Delegittimando Noi, delegittimavano Voi, ecco perche' reagivo così' duramente.
Quando una struttura sindacale distrugge un Direttivo che la rappresenta, un Direttivo che in tre anni cresce da 140 iscritti a 350, crescendo anche in qualita', migliorando le strategie, riuscendo a ristabilire il rispetto dei lavoratori nella base e nel coordinamento nazionale, vuol dire che l'obiettivo di quel sindacato non e' più l'interesse dei LavoratoriQuesti sindacati non rappresentano piu' nessuno, sono fuori dal tempo e dalla reale problematica del mondo del lavoro.

Voglio ribadire che non vi e' stato a Sigonella un Direttivo che ha fatto tante assemblee generali e di reparto, Che ha fatto tanta informazione, cosa di cui eravamo criticati ("tutte queste e-mail,,,perche'.. smettetela..."), che avuto tanto rispetto da un Capitano della Base, che ha avuto tanta visibilita nel Coordinamento nazionale, che ha raggiunto tanti iscritti come UILTUCS, e che ha avuto tanta vicinanza da parte degli iscritti stessi con evidenti manifestazioni di affetto e fiducia.

Non voglio rischiare un'autocelebrazione, lascio al tempo dire cosa e chi siamo stati, quello che voglio fare adesso e' ringraziare tutti Voi per la fiducia e la vicinanza che ci avete dimostrato nelle ultime settimane, e' stata cosi' totale e cosi' immediata che ci ha commosso e ripagato di tre anni di sacrifici.
Non e' stato un fallimento. Noi del Direttivo, e quindi Voi, abbiamo vinto. Abbiamo dimostrato che si puo' fare sindacato in modo diverso. Abbiamo indicato una strada, con onesta' e impegno, senza sporcarci con compromessi e lusinghe, e qualcosa e' cambiata grazie a noi, lo vedrete nel tempo.
Hanno perso loro, questo vecchiume di intenti e di strategie, questo inutile immobilismo autoritario e arrogante. Hanno perso perche' non vogliono e non sono capaci di cambiare. Lasceremo un vuoto di iscritti su cui i "presunti" nuovi rappresentanti sindacali si getteranno con avidita', promettendovi mari e monti pur di avere le vostre deleghe, denigrando probabilmente anche quello che e' stato questo Direttivo.

Ma io, voi lo sapete, ho sempre pensato che gli iscritti non sono dei deficienti (differentemente da altri) e so di certo che saprete cosa chiedere, e saprete soprattutto dire loro che tipo di sindacato volete e se sono in grado di rappresentare prima Voi e non la struttura sindacale.
Per quanto mi riguarda cerchero' altre realta', la CISL e la UIL non sono le uniche forme aggregative di questo Paese.

Vi abbraccio tutti con immenso affetto, e grazie ancora per la vostra vicinanza e la fiducia che ci avete dimostrato. Chissa' forse sentirete ancora parlare di questo gruppo che con tanto onore vi ha rappresentato.

Rosario Pellegrino