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mercoledì 6 giugno 2012

Il perche' di un blog...

Questo e' il blog che abbiamo creato, noi lavoratori Italiani civili della base di Sigonella, per avere la liberta', assieme ai colleghi delle altre basi in Italia, di fare circolare finalmente idee nuove, di confrontarci e informarci, senza il vincolo di una struttura che finora non ha dato risposte adeguate alle esigenze di una categoria di lavoratori scomoda e ingombrante.
Uno spazio di liberta' per tutti coloro che non si riconoscono piu' in queste strutture sindacali ormai obsolete e che fanno solo finta di fare sindacato.
Ci hanno tolto la liberta' di decidere sul nostro futuro in prima persona, di sentirci in una struttura dove la democrazia detta i tempi e le modalità della rappresentanza, dove le decisioni partono dal basso, attraverso assemblee, dibattiti, confronto di idee. Dove chi va a trattare con il datore di lavoro sia eletto dai lavoratori stessi.
E' giunto il tempo di riprenderci questa liberta', occupandoci in prima persona di cio'che ci riguarda, informando e informandoci, proponendo e confrontando, con impegno e assoluta liberta' di esprimere il proprio parere senza censura e senza subire arroganza e malafede.
Chi ci ha rappresentato finora ci ha chiuso dentro gabbie dalle quali dobbiamo finalmente uscire. Liberta', liberta', liberta'!!!
Non sono stati all'altezza di raccogliere le vere problematiche dei lavoratori italiani delle basi USA. Non si accorgono dei disagi e delle frustrazioni che subiamo lavorando in una realta' ignorata da tutti, e soprattutto da chi dovrebbe tutelarci come cittadini che lavorano per un ente straniero: il nostro governo.
Si parla delle basi USA in Italia solo quando ci sono tensioni internazionali, senza mai ricordare gli Italiani che ci lavorano, come se fossimo fantasmi o persone senza identità.
Vogliamo di più da chi ci rappresenta: persone più preparate, strutture in grado di capire cosa sta cambiando nelle coscienze dei lavoratori, che siano in grado veramente di essere portavoci di un futuro migliore.
Qui non è in discussione il Sindacato come istituzione, darei la vita per difenderlo (ho più di trent'anni di attività sindacale sulle spalle). Non vogliamo solo avere a che fare con quelli che si sono infiltrati nelle strutture sindacali con intenti che poco hanno a che fare con gli interessi dei lavoratori e che, come nella politica, stanno distruggendo la democrazia e la dignità di questo paese.
In un momento di crisi fra il nostro Direttivo sindacale e la Segreteria territoriale, durante un riunione chiarificatrice, ci è stato detto che la logica della struttura sindacale veniva prima degli interessi di 350 iscritti e che bisognava fare ciò che diceva la segreteria.
Questo è il sindacato che non vogliamo!

6 commenti:

  1. Liberta' e' partecipazione. Io ci sono.

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  2. Per poter fare sentire la voce dei lavoratori occorre togliere filtri e censura che le sigle sindacali applicano alla comunicazione.
    Un blog serve a rendere la comunicazione libera e partecipativa.

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  3. Belle Parole,
    ma chi non ha parenti ecc. ecc. all'interno della base?
    Come si dice in Siciliano:
    Tutti onesti ma a roba manca.
    Un consiglio spensierato prima di accusare guardate dentro il vostro armadio.
    Saluti

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    Risposte
    1. Ma che c'entra?
      Meglio che rileggi!

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    2. Non credo si intendesse il fatto di avere parenti che lavorano in base, il problema è che molti lavoratori trovono la presenza del signore in questione alcuanto incombrante per il suo modo di fare di, appunto, padre-padrone che non lascia spazio a chi conosce meglio di lui le realtà della base.

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  4. Salve,

    Riguardo al discorso padre padrone, non è che sia una questione se uno ha dei parenti in base, diciamo che il 40/50% dei lavoratori hanno qualche parente o amico o che. Questo non fa testo. Però è vero che l'amico in questione non è molto apprezzato dai colleghi iscritti e non iscritti, più che altro per il suo modo di fare da capetto borioso e poco attento alle opinioni altrui e questo lo dicono anche i suoi più stretti (attuali) collaboratori che sia in tempi di pace che in questi di discordia, continuano a dire "ma che vuoi è così...". Quindi nulla di personale per la sua famiglia che comunque è molto stimata e voluta bene.
    Un cordiale saluto a tutti e buon lavoro.

    Albertina.

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