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martedì 12 giugno 2012

Vademecum del buon sindacalista

In base a cosa scegliamo i nostri rappresentanti?
Un dubbio mi assale: se gli RSA (i rappresentanti sindacali) sono eletti dalla segreteria provinciale ed il  segretario provinciale è eletto da un congresso i cui delegati di fatto sono gli stessi RSA, dove interviene tecnicamente l'apporto dei lavoratori o, quanto meno, degli iscritti? Anche la penosa classe politica è di tanto in tanto costretta a confrontarsi con i cittadini, con gli elettori. Nel caso degli RSA invece, è come se i parlamentari eleggessero il primo ministro ed il primo ministro eleggesse poi tutti i parlamentari! Un cane che si  morde la coda? Un disegno impossibile di Escher? Un paradosso istituzionale? Niente affatto; stiamo semplicemente parlando dell'uovo di colombo: un trucco per far apparire come democratico un sistema in realtà autocratico. Certo è che da qualche anno però esiste anche la rappresentanza RSU: tutti i lavoratori eleggono a suffragio universale (quindi sia iscritti che non  iscritti) il gruppo dei rappresentanti (RSU) che, istituzionalmente, li rappresenteranno con il  datore di lavoro. 


Auspicando che i lavoratori delle basi USA pretendano al più presto, come loro diritto, di eleggere direttamente chi li deve rappresentare con il datore di lavoro, elenchiamo nel frattempo 12 importanti qualità (non tecniche) di un buon candidato RSU/RSA:  

1. Dovrebbe sentire di rappresentare tutti i lavoratori, non solo i suoi iscritti
Il sindacato non rappresenta l'iscritto ma il lavoratore. L'iscrizione ad esso dovrebbe essere una libera  scelta di affiliazione alla struttura che si decide di sostenere. Diffidate da chiunque vi offra la delega come merce di scambio per risolvere i Vostri problemi: quello non e' un buon sindacalista e, come ha chiesto uno "scambio" a Voi, probabilmente farà lo stesso con la controparte (a danno Vostro). 

2. Non dovrebbe lavorare con troppi parenti e affini
Benché non vi sia nulla di illegale, un sindacalista con "troppi" parenti a seguito (moglie, marito, fratello, sorella, amanti, figli, nuora, genero ecc.) dovrebbe quantomeno destare in noi un minimo sospetto e, comunque, sarebbe un individuo con troppo da perdere, troppi interessi da difendere. Certo non e' un buon biglietto da visita per poter rappresentare nessuno! 

3. Dovrebbe rendere conto agli iscritti, prima che alla struttura dirigenziale
Gli RSU rendono conto al lavoratore. Punto. Anche gli RSA però dovrebbero fare lo stesso, anche se  "espressione" delle segreterie territoriali. Quantomeno, gli RSA dovrebbero sentirsi in dovere verso gli iscritti, in un'idea secondo cui la rappresentanza sindacale dovrebbe essere al servizio del lavoratore e non viceversa.  Saro Pellegrino ed il suo direttivo ci hanno provato a Sigonella... e sono stati ripagati come Voi tutti ben sapete.  

4. Non dovrebbe chiedere favori personali al datore di lavoro 
I "favori" si chiedono agli amici, quando invece lo stesso succede con la controparte, il favore diventa "scambio". Indovinate: dove sta il potere di scambio di un sindacalista? Cosa potrebbe, in linea di principio, mettere costui sul piatto della bilancia per ricevere un favore? Ovviamente, parliamo dei diritti del lavoratore. 

5. Dovrebbe usare i permessi sindacali solo per fare sindacato
Non si fa sindacato per farsi le vacanze a spese del lavoratore. Non si usano i permessi per sbrigarsi le proprie faccende. Chi trasforma uno strumento di lavoro in un privilegio personale, non è  certo uno che fa sindacato con lo scopo di aiutare la categoria! Saro Pellegrino ed il suo direttivo sono stati più volte accusati di non aver usato tutte le ore a propria disposizione: in pratica, c'è chi ha avuto la sfrontatezza di accusarli di NON aver abusato dei permessi sindacali a propria disposizione. Di NON aver abusato della delega dei lavoratori. Incredibile ma vero.  

6. Non dovrebbe prendersi un distacco completo
Il distacco, ossia l'astensione dal lavoro per motivi sindacali, allontana l'RSA dal posto di lavoro, lo allontana proprio da dove nascono i problemi quotidiani dei lavoratori. Un buon RSA non dovrebbe mai prendersi un distacco completo o, almeno, usare questo per stare comunque in loco, a fare quello per cui ha ricevuto delega. 

7. Dovrebbe spendere solo lo stretto necessario
I soldi a disposizione dei sindacalisti, vengono dalle quote pagate mensilmente dai lavoratori.  Bisognerebbe essere coscienziosi di ogni centesimo speso, perché quei fondi appartengono agli iscritti e vengono concessi solo ed esclusivamente allo scopo di eseguire il proprio compito. Non  si "parte" per divertimento, non si offrono cene, non si va, la sera, a fare bisboccia a spese dei lavoratori! 

8. Non dovrebbe avere troppi segreti
Il sindacalista rappresenta il lavoratore. L'RSA dovrebbe informare il lavoratore sempre e comunque. Non ci sono segreti da mantenere se non quelli che ledono il diritto alla privacy o forniscono un involontario vantaggio alla controparte! Non ci sono scheletri nell'armadio come non si assecondano giochi di palazzo e strani intrighi: le  informazioni custodite dagli RSA sono e rimangono patrimonio di tutti gli iscritti. A volte si pecca su questo punto, anche solo per una forma di "rispetto" verso le dirigenze sindacali o il datore di lavoro. Sbagliato comunque: il lavoratore pretenda sempre chiarezza da chi lo rappresenta! 

9. Dovrebbe prendere un rimborso commisurato al proprio ruolo
I rimborsi mensili forfettari, presi da TUTTI o quasi i coordinatori RSA delle Basi USA, dovrebbero sempre essere commisurati al lavoro da svolgere, a quanto si spende in termini diretti, indiretti e temporali. Non ci si "arrotonda" lo stipendio con i soldi dei lavoratori! Invitate ogni RSA a dire con chiarezza a quanto ammonta il loro rimborso e come questo viene da loro gestito. Invitate anche le segreterie a fare lo stesso... questa è tutta gente pagata da noi.

10. Non dovrebbe usare la paura per coalizzare il proprio consenso
Uno degli aspetti più odiosi che può appartenere ad un RSA è quello di utilizzare le paure del lavoratore (in genere quella di perdere il posto di lavoro) per ottenere o mantenere deleghe, come se l'appartenenza o meno ad una sigla sindacale potesse essere in se garanzia di lavoro! Ridicolo! Il buon sindacalista deve essere realista e sincero, chi gioca con le paure NON è degno di rappresentare la categoria. 

11. Dovrebbe saper ascoltare, ancora più che parlare
Se un sindacalista non è in grado di ascoltare le istanze provenienti dai lavoratori, come potrebbe mai essere in grado di accoglierle? Se mentre il lavoratore parla, l'RSA pensa solo alla replica, a come potersi giustificare, attaccare o perorare la propria causa, come potrebbe mai risolvere alcun problema? Se  durante le assemblee non si da la parola ai lavoratori, come si può poi pretendere di ottenerne l'appoggio? 

12. Non dovrebbe difenderci per simpatia, amicizia e convenienza
Il sindacalista dovrebbe affrontare ogni problema con oggettività, considerando sempre che il  proprio ruolo non è quello del giudice ma di patrocinatore delle cause del lavoratore. Un buon RSA dovrebbe sempre prestare attenzione a "cosa" succede molto più che a "chi" succede.


Adesso pensate un po'... chi e come sono oggi i nostri rappresentanti?

Comunque sia, il nostro elenco non è ancora completo: invitiamo tutti i lettori a commentare questo articolo, aggiungendo voi stessi cosa dovrebbe o non dovrebbe fare un buon RSA e che cosa, in attesa della più democratica rappresentanza RSU, dovrebbe o non dovrebbe essere un buon sindacalista.

14 commenti:

  1. Ma sono gli americani o i sindacati che non vogliono l'rsu? Come possiamo farlo pure noi?

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  2. @Gino:
    Noi non crediamo che al datore di lavoro importi più di tanto. Certo che, potenzialmente, la storia insegna che relazionarsi con un potere autocratico e' di solito più semplice che non farlo con un potere democratico. Ma, ovviamente, queste sono solo illazioni.
    Stiamo preparando un'iniziativa popolare per chiedere ufficialmente alle organizzazioni sindacali ed al datore di lavoro di andare anche noi verso una rappresentanza RSU.

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  3. Quello che e' successo a Sigonella a Saro Pellegrino e al suo direttivo, mi ha fatto riflettere. Ho letto e riletto i dodici punti su elencati, del Vademecum del buon sindacalista, cercando di capire se la mia fiducia è mal riposta e se chi mi rappresenta persegue fini diversi dai miei. Il dubbio mi assale. Se preparerete un'iniziativa popolare per chiedere ufficialmente alle organizzazioni sindacali ed al datore di lavoro di andare anche noi verso una rappresentanza RSU, io aderiro' ben volentieri. Credo sia giunto il momento di scegliere democraticamente da chi farsi rappresentare. E' un dovere nei confronti di se stessi, dettato dalla ritrovata coscienza di se.

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  4. Forse bisognerebbe aggiungere che un buon sindacalista dovrebbe basare la sua azione su cio' che e' in grado di fare, non sugli errori degli avversari! Un buon sindacalista dovrebbe dire perché può ben rappresentare la categoria, non far credere che gli altri sono comunque peggio o che, quantomeno, fanno schifo tanto quanto lui! Mal comune mezzo gaudio? Non e' così: c'e' sempre un'alternativa!

    Questa "macchina del fango" comincia ad incepparsi, almeno a Sigonella.

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  5. Mary Cosentino15 giugno 2012 13:59

    Da... approfondire
    leggete e dite la votra

    DISDETTA LA TRATTENUTA SINDACALE

    PER LIBERARE E RIFORMARE I SINDACATI

    Molti dei problemi di competitività del nostro Paese derivano dal fatto che gli interessi delle categorie economiche (lavoratori, imprese) non sono adeguatamente rappresentati, questo perché tutti i sindacati e associazioni di categoria (tranne UNICO – MAB) si finanziano con il sistema delle trattenute sindacali alla fonte (riversate tramite il Ministero del Lavoro, l'INPS, l'INAIL o gli altri enti previdenziali). La conseguenza di ciò è che il sindacato si mette a libro paga del Governo e della politica, diventando un ente parastatale smettendo di fare gli interessi del proprio associato.

    La disdetta delle tessere e delle trattenute sindacali non è solo un fatto di concorrenza sindacale tra UNICO – MAB e gli altri sindacati, ma è fondamentale in quanto è l'unica strada per costringere i sindacati e le organizzazioni professionali a tornare a fare il loro mestiere. Pertanto invitiamo tutti gli iscritti agli altri sindacati o associazioni a recarsi presso la sede territoriale e pretendere di potere versare la tessera direttamente e senza trattenute alla fonte .

    UNICO – MAB è L'UNICO sindacato senza trattenute alla fonte pertanto chi fa le pratiche con noi (come disoccupazione, anche agricola, maternità, malattia, cassa integrazione) riceverà sempre gli assegni dell'Inps pieni, cioè senza trattenute di quote sindacali.

    UNICO – MAB ti mette a disposizione i moduli per disdettare la quota sindacale trattenuta alla fonte:

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  6. E` giusto avere aspettative: e' arrivato il momento di attendersi risultati, di esprimere liberamente le lacune di chi ci rappresenta, di pretendere una rappresentanza che abbia la massima serieta`, coscienza e trasparenza. Non basta conoscere quattro articoli del contratto di lavoro (COE) per credersi degni di tale compito, e` fondamentale conoscere a fondo i problemi reali dei lavoratori ed essere credibili non solo nei confronti del datore di lavoro ma sopratutto agli occhi dei lavoratori!! Se non crediamo in chi ci rappresenta, mi spiegate come possiamo sentirci tutelati? Bisogna farsi delle domande serie e pretendere delle risposte altrettanto serie..

    Ho letto: "In base a cosa scegliamo I nostri rappresentati"?
    Vorrei rispondere, dicendo che i 12 punti esposti, mi fanno pensare ad una lista dei desideri, una "WISH-LIST" (le aspettative di cui parlavo sopra si fanno sempre piu` concrete), quindi sto al gioco ed aggiungo il seguente:

    - Rappresentare bene significa non avere paura di sfidare tutti e chiunque!! Non solo il supervisore, il manager di turno, o il capo del personale, ma a volte anche chi ti e` vicino, quello che ti sussurra; parli troppo, lascia stare non vedi che e` uno sfigato? Piu volte sono stata giudicata "naïve" (ingenua) ma non posso e non voglio accettare questo tipo d'atteggiamento, anzi diro` di piu` lo disprezzo!! Non riesco a capire come si puo' restare indifferenti davanti alle difficolta`, alle sofferenze altrui (che di solito coincide con chi e` piu debole o non parte integrante del gruppo). Smettiamola di emarginare chi e` diverso, spesso e volontieri chi non rientra nei canoni prestabiliti viene incoscientemente messo in disparte. Siamo un gruppo, quindi anche il problema del singolo diventa un problema di tutti.

    Per migliorare la qualita` delle RSA bisogna essere disposti a mettersi in discussione, a guardare oltre l propio naso e lottare ogni qualvolta un diritto sacrosanto viene calpestato. Una piccola, ma fondamentale regola, tutto qui.

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    Risposte
    1. Condivido con quanto scrive la Signora Paola.


      Turi Dalapa

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  7. Sicuramente il buon sindacalista non deve illudere o disinformare i lavoratori, deve fare il suo lavoro con sincerità e dedizione senza ammiccamenti o minacce, deve solo fare gli interessi dei lavoratori.

    U' Niru Niru

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  8. Dopo le vicende che il legittimo direttivo ha dovuto subire, io ho deciso di cancellarmi in attesa di una nuova organizzazione che mi rappresenti con dignità e serietà sindacale.

    Davide

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  9. In attesa di vedere cosa sapranno fare quelli del nuovo direttivo io mi cancello dal sindacato, il prossimo anno o meglio nel 2014 ne riparliamo. Io sono convito che un caso del genere non è mai successo e non credo che i così detti dissidenti siano impazziti, ci sarà stato sicuramente qualcosa di non chiaro.

    ci risentiremo nel Gennaio 2014

    Carmelo

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  10. Condivido quanto ha scritto Tony, io faccio lo stesso.

    Franco L.

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  11. a Carmelo e a Franco dico
    dateci una mano..insieme tutti uniti possiamo cambiare questo vecchio modo di far sindacato.
    Diteci le Vs idee, i vs problemi discutiamo tutti insieme ecco perche' e' nato il blog LIBU
    Mary

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  12. Penso che nel vademecum ci siano alcune informazioni parziali.
    Nella FISASCAT tutti i rappresentanti sindacali aziendali e tutti i delegati ai congressi di categoria sono eletti regolarmente nelle assemblee organizzative che per ovvi motivi devono essere riservate agli iscritti alla sigla di appartenenza. O pensate che un coordinatore sindacale possa non essere iscritto al sindacato. Anche le RSU sono elette fra gli iscritti ad una lista che rappresenta una sigla sindacale. E se in alcune realtà lavorative non è così, vuol dire che non si rispetta quanto previsto dagli statuti.
    Se non sbaglio il prossimo anno ci saranno i congressi per i rinnovi delle cariche, perchè non cominciate ad organizzarvi per questi e così potrete valutare direttamente le adesioni.
    Statuto UILTuCS
    Art. 6 - Costituzione
    Le strutture di base della UILTuCS sono il Gruppo aziendale e la Lega dei Lavoratori Autonomi. Il gruppo aziendale riunisce nel proprio seno i lavoratori iscritti alla UILTuCS, operai, impiegati e quadri appartenenti alla stessa unità produttiva. I Gruppi Aziendali sono strumenti democratici fondamentali dell'azione di proselitismo, di autofinanziamento e di partecipazione del Sindacato.
    Il Gruppo Aziendale è costituito in tutte le aziende ove esistono iscritti.
    La Rappresentanza del Gruppo Aziendale, ove è possibile, è composta dalle RSA UILTuCS e/o dai membri UILTuCS nelle RSU e nelle RLS.
    La UILTuCS riconosce la funzione degli organismi unitari nei luoghi di lavoro ed i compiti che saranno loro assegnati dagli accordi sindacali. Per la UILTuCS queste strutture sono unitarie esclusivamente nel caso in cui siamo le strutture delle tre Federazioni di categoria a fornire congiuntamente il loro riconoscimento.

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