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venerdì 27 luglio 2012

Una bella notizia!

Finalmente!
Avevamo seguito la faccenda fin dal primo momento, senza un attimo di pausa e senza risparmiarci: adesso, due dei cinque operai della mensa (Galley) di Sigonella, trasferiti a Napoli nel 2010, hanno potuto ritrovare la via di casa! Oggi, alle 1430, l'ufficio del personale ha comunicato l'assegnazione delle nuove posizioni aperte al Galley di Sigonella e, i due lavoratori scelti, ci hanno immediatamente resi partecipi della lieta notizia.
Vogliamo in questa sede ringraziare l'impegno costruttivo dei Comandi di Sigonella e di Napoli, per la loro disponibilità a considerare fattivamente la situazione personale dei lavoratori trasferiti. Vogliamo anche ringraziare gli stessi lavoratori, i quali hanno dimostrato tra loro, una solidarietà assolutamente fuori dal comune. Comunque sia, noi non li avevamo mai abbandonati: siamo sempre rimasti in continuo contatto, fino a collaborare con alcuni di loro nella stesura delle domande di assunzione. Ancora una volta, si dimostra come un impegno sincero, possa superare le difficoltà dovute al non poter usufruire di nessuna struttura organizzata alle proprie spalle.
Con l'augurio che al più presto anche gli altri colleghi trasferiti possano ritrovarsi a Sigonella, noi LIBU abbiamo il piacere di dire oggi ai nostri due colleghi:  
BENTORNATI A CASA!! 

giovedì 26 luglio 2012

I sondaggi di LIBU #1

Amici,
fra tre giorni scade il termine per votare al nostro primo sondaggio (guardate la colonna a destra del Blog): oltre 120 visitatori hanno già espresso la propria opinione, invitiamo chi non l'avesse fatto ad affrettarsi, per rendere questo piccolo test ancora più significativo.
Quale argomento potremo scegliere per il prossimo sondaggio? Qualcuno suggeriva il Q.A.C. ma, a parte che l'esito sarebbe più che scontato, riteniamo che la faccenda meriti un approccio molto diverso, ufficiale, con tanto di firme.... siamo quasi pronti.
Tornando al sondaggio invece, noi un'idea l'avremmo già ma, prima di decidere, Vi preghiamo di aiutarci esprimendo le Vostre opinioni in proposito. Nel caso poi non voleste lasciare alcun commento, potete sempre scriverci a libuliberi@gmail.com. Non mancheremo di leggerVi e valutare con la nostra solita-solida attenzione.

LIBU LIBERI

lunedì 23 luglio 2012

Lettera Aperta ai vertici sindacali

Rosario Pellegrino
ai Segretari Generali FISASCAT e UILTuCS
in allegato: Livorno, lettera aperta


Cari Segretari Generali,
Chi vi scrive è un ex Coordinatore UILTUCS-UIL della base di Sigonella, nonché ex membro del Coordinamento Nazionale e 30 anni di esperienza come rappresentante sindacale, sempre con tanto impegno e sempre in prima linea. Ciò che mi spinge a scriverVi è proprio il grande amore e rispetto che ho nei riguardi dell’istituzione sindacale. Qualcuno delle segreterie vi potrebbe dire che non merito attenzione perché vado contro il sindacato, ma confido nella vostra intelligenza e nella  vostra capacità di giudizio, invitandoVi a considerarmi un vecchio attivista che comunica ai vertici  una pericolosa deriva che rischia di diventare irreversibile.
Qualcosa nel rapporto fra gli iscritti e le rappresentanze sindacali delle basi si è inceppato, e la sfiducia nei confronti della UILTUCS e della FISASCAT è ormai dilagante in tutte le basi d’Italia.
Ciò che mi autorizza a parlare oltre alla mia esperienza e alla mia militanza, è l’essere, almeno fino a Dicembre, un iscritto e come tale portavoce di un disagio di gran parte dei lavoratori delle basi che non si sentono più rappresentati da un certo modo di fare sindacato.
L’allegato che vi invio è una lettera aperta spedita il 3 Luglio alle segreterie nazionali e alla quale nessuno ha, naturalmente, risposto. Ed è proprio questo che intendo portare alla vostra attenzione, questo disinteresse da parte delle segreterie verso qualsiasi istanza che parta dai lavoratori.
Cosa sta succedendo ai sindacati?
Perché qualsiasi tentativo di discussione o critica da parte degli iscritti viene sempre preso dalle dirigenze con fastidio o indifferenza?
Perché molti dirigenti hanno identificato il sindacato con se stessi, classificando le critiche sul loro operato attacchi al sindacato. Il sindacato è ancora dei lavoratori, o non più?
Perché non possiamo chiedere maggiore attenzione, maggiore competenza, e una chiara e precisa strategia di intenti e di richieste per risolvere alla radice i problemi della nostra categoria?
Perché non possiamo chiedere un’informazione più tempestiva su ciò che riguarda tutta la nostra categoria? Perché il Coordinamento nazionale sembra assente e poco attento all’informazione nelle basi? Qual è il punto d’incontro fra l’operato dei dirigenti e la partecipazione dei lavoratori alle lotte e alle proposte che riguardano il loro futuro?
E’  a queste domande che desideriamo delle risposte.
Il sindacato dovrebbe organizzare i lavoratori attraverso gli strumenti che storicamente hanno fatto la storia del sindacato stesso, come le assemblee, i giornali,  e i servizi sociali. Noi, qui a Sigonella, per avere uno spazio democratico dove discutere dei nostri problemi siamo stati costretti ad aprire un BLOG (www.libuliberi.com), che vi invitiamo a visionare e se ritenete opportuno anche a partecipare, per dimostrare che il nostro dissenso non è verso il sindacato come istituzione,  per noi è sacro e intoccabile, ma verso questa deriva di partecipazione e di comunicazione che sta allontanando i lavoratori dall’unica istituzione che può tutelarli. E anche per questo BLOG riceviamo intimidazioni, più o meno velate, da parte di chi poco sopporta le nuove istanze di un mondo del lavoro che sta cambiando e chiede alle proprie rappresentanze di adeguarsi ai cambiamenti per meglio rappresentarli.
Chi vi parla è stato costretto, assieme a gran parte del suo Direttivo aziendale, a dimettersi dopo aver più che raddoppiato gli iscritti in tre anni. Beh, qualcosa che non va ci deve pur essere!
Come mai chi fa bene nelle strutture sindacali viene cacciato via? Come deve essere un buon Coordinatore se non basta portare gli iscritti da 140 a 350?

Vi chiedo di ascoltare chi vuole solo il bene del sindacato, e per questo siamo disposti anche ad invitarvi in un assemblea o salire noi per discutere eventuali proposte per invertire questa nefasta tendenza.
Ma se anche voi scegliete il silenzio, beh, allora che vada come deve andare, anche se io resterò lo stesso convinto che il sindacato prima o poi risorgerà, nonostante i silenzi e le censure.
Rosario Pellegrino

giovedì 12 luglio 2012

La Quota di Assistenza Contrattuale

La Quota di Assistenza Contrattuale (Q.A.C.) è descritta in una nota alla pagina 41 (l'ultima pagina) della "Proposta Piattaforma Rinnovo COE" (piattaforma di rinnovo contrattuale) che le nostre uniche due sigle sindacali ammesse (ad oggi) dall'articolo 2 del nostro contratto di lavoro (COE), stanno discutendo col datore di lavoro. La nota recita testualmente: 
ISTITUZIONE DI UNA "QUOTA DI ASSISTENZA CONTRATTUALE" (Q.A.C.) DELLO 0,50% DI PAGA BASE E CONTINGENZA PER TUTTI I LAVORATORI NON ISCRITTI AL SINDACATO. TALE QUOTA SERVE PER IL FUNZIONAMENTO ED IL SERVIZIO OFFERTO A COSTORO IN TUTTE LE COMMISSIONI IN ESSERE (DARB, ANTICIPI SULLA LIQUIDAZIONE, RECLAMI E RICORSI).
In altre parole, le uniche due sigle sindacali ammesse alla contrattazione, si apprestano a chiedere al datore di lavoro di far pagare una quota mensile anche a chi NON è iscritto ad alcun sindacato, a chi non si sente in alcun modo rappresentato da queste due sigle. Invitiamo i lettori a chiedere ad un qualsiasi RSA, conferma e visione di tale proposta. 

La ragione (goffamente) avanzata da chi ormai appare in forte difficoltà nell'ottenere un esplicito consenso da parte dei lavoratori, è che i "servizi sindacali" hanno effetto su tutti i lavoratori, sia su quelli iscritti che su quelli non iscritti: per questa ragione, tutti i lavoratori dovrebbero contribuire alle "spese", anche quelli che non si riconoscono in alcuna organizzazione sindacale.
Premessa la nostra speranza che il datore di lavoro rifiuti di effettuare prelievi coatti da lavoratori ignari o contrari (della cui legittimità al momento dubitiamo), crediamo sia possibile da subito argomentare su almeno tre punti:

1. Se mi costringono a contribuire alle spese di chi mi rappresenta (o almeno dovrebbe), allora mi dovrebbero anche mettere nelle condizioni di contribuire alla scelta di questa rappresentanza! Al momento, nelle Basi USA sono ammesse solo due sigle sindacali, questo significa che se io volessi affiliarmi ad una terza sigla (perché magari più confacente alle mie idee sul lavoro), questo mi è impedito. Al momento, nelle Basi USA, il Segretario Territoriale decide ed impone i propri rappresentanti (RSA), senza essere in alcun modo tenuto a seguire le indicazioni che vengono dai lavoratori. In alcune tipologie di contratto esiste la RSU, una rappresentanza eletta a suffragio universale da TUTTI i lavoratori; anche questo però, è a noi impedito. In altre parole, ci si chiede di contribuire alle spese di persone che non abbiamo scelto noi e che non abbiamo neppure alcuna facoltà di poter scegliere, neanche se volessimo. Una sorta di "dittatura rappresentativa" sulla quale, ne siamo sicuri, il nostro datore di lavoro rifletterà parecchio prima di accettare.

2. Se si volesse davvero chiedere un rimborso, allora bisognerebbe prima presentare una "nota spese" o, quanto meno, una "previsione di spesa". Quello che invece si chiede è un forfait di cui nessuno conosce entità e destinazione. A quanto ammonta infatti la spesa per il "DARB" (la commissione che riesamina i provvedimenti disciplinari) o quella per gli "anticipi sulla liquidazione"? Che fine farebbero i nostri soldi? Proprio nel periodo storico in cui il Popolo Italiano chiede la soppressione del rimborso elettorale ai partiti politici (anch'esso notoriamente forfettario), il coordinamento nazionale delle nostre uniche due sigle sindacali ammesse alla contrattazione, ne chiede invece l'istituzione. Cerchiamo di essere seri, chiamiamo le cose col loro vero nome!

3. La delega sindacale è il collante che salda il lavoratore alla propria sigla, emancipare il sindacato dalla necessità del consenso, permettere ad esso di sopravvivere economicamente anche senza alcun iscritto (in linea di principio), non è e non può in alcun modo essere un incentivo per migliore questo famoso "servizio", per cercare di adempiere al meglio il compito di rappresentanza a cui si è chiamati (oops... volevo dire nominati d'ufficio). È una semplicissima legge di mercato (e di vita) che conosciamo tutti: se non c'è premio né punizione, perché sforzarsi? In linea di principio, un sindacato emancipato dal numero di deleghe e i cui rappresentanti non sono espressione elettiva dei lavoratori, è un sindacato che potrebbe non avere alcun interesse a risolvere i problemi della categoria. Questo è un rischio che i lavoratori delle Basi USA in Italia non possono permettersi di correre!

Per tutti i motivi sopra elencati, noi LIBU, noi Liberi Lavoratori delle Basi di Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza ed Aviano, dobbiamo mobilitarci TUTTI INSIEME per impedire l'approvazione del Q.A.C.: dobbiamo in massa far conoscere la nostra posizione al datore di lavoro ed ai vertici sindacali. Non potranno non tenerci in considerazione! 

A breve partirà una SOTTOSCRIZIONE:  SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!!!!!

LIBU LIBERI!

lunedì 9 luglio 2012

La Lunga Strada

Abbiamo già fatto molta strada… ma altra ancora ne dobbiamo percorrere! 

Avevamo ingenuamente creduto che si potesse ben rappresentare la categoria col solo supporto degli iscritti, che la dirigenza territoriale non potesse che appoggiare la volontà dei lavoratori. Ci sbagliavamo!  Nel momento in cui è apparso chiaro che le uniche sigle sindacali ammesse a trattare col datore di lavoro non "riuscivano" a rappresentare l'intera categoria, abbiamo iniziato a porci alcune domande: perché, in una "azienda" localizzata nel territorio Italiano con dipendenti Italiani assunti con contratto Italiano, non è possibile scegliere in piena libertà la propria rappresentanza sindacale, così come stabilito dai diritti costituzionali sul lavoro? Perché nel nostro contratto viene scritto espressamente che il datore di lavoro è tenuto a trattare solo con due specifiche sigle sindacali? Perché nelle Basi USA gli impiegati assunti in modo diretto non hanno gli stessi diritti sindacali dei colleghi assunti invece dalle aziende appaltatrici (contattori)?
Ovviamente, la risposta "ufficiale" la conosciamo tutti: per ragioni storico-politiche, il datore di lavoro ha posto un veto sulla terza sigla confederale e su ogni possibile ingresso di altri sindacati autonomi. Ma è davvero così? Qualcuno si è mai posto il problema di andare a chiedere ai vertici politici dei Comandi USA, se questi siano o meno disposti a garantire la libera rappresentanza dei lavoratori Italiani? E perché ai contrattori tutto questo è invece permesso? Siamo nel terzo millennio, la guerra fredda è finita da un pezzo e fronde di quel partito che una volta si chiamava PCI si trovano ormai nelle grazie di TUTTE le sigle sindacali (basti ricordare chi si è candidato ultimamente per il PD) : siamo davvero sicuri che esistano ancora (se mai siano esistiti) dei veti?
Forse è giunta l'ora che qualcuno provi a vedere, a capire, a chiedere, a dialogare con i vertici politici di un datore di lavoro che noi pensiamo non abbia alcuna ragione di temere ingressi che potrebbero solo arricchire quello scenario avvizzito rappresentato da sigle sindacali ormai senza alcun seguito significativo! Benché qualcuno possa anche credere che i Comandi preferiscano trattare con rappresentanze sindacali deboli, noi pensiamo invece che la più importante democrazia del mondo si ponga il problema di una rappresentanza numericamente e qualitativamente valida per i propri lavoratori Italiani in Italia: un serio interlocutore col quale poter risolvere i problemi della categoria mantenendo alto il morale e, dunque, la produttività! Ci rifiutiamo di credere che le Forze Armate USA preferiscano acconsentire al famigerato "contributo assistenza contratto": una formuletta "magica" per riuscire prelevare la quota sindacale da iscritti e non, rompendo così l'ormai residuo legame tra rappresentante ed iscritto, in quanto le due sigle sindacali autorizzate manterrebbero ogni beneficio economico anche nel caso non avessero più alcun seguito! Noi crediamo ad un datore di lavoro che si pone la domanda di quale ricaduta potrebbe avere tale scelta sullo stato d'animo di un lavoratore; un lavoratore che non avrebbe più alcun modo di intervenire sul proprio contratto, sulle proprie controversie, sulle proprie istanze di lavoro. Noi pensiamo che serva una rappresentanza democratica (RSU) liberamente scelta tra le sigle confederali ed oltre, senza prelievi forzosi a chi non si sente in alcun modo rappresentato. La rappresentanza sindacale è una cosa importante; un qualcosa in grado di determinare sia la consistenza che la qualità della nostra vita lavorativa. Che ci importi o meno, le scelte sindacali ricadono in ogni caso su ogni lavoratore, così come i governi su ogni cittadino. 
Per tutte queste ragioni, noi della LIBU ci siamo mossi per vedere, indipendentemente da questo blog, se vi siano o meno i margini per riportare le Basi nella piena legalità rappresentativa, fiduciosi che il datore di lavoro non possa che acconsentire tale rappresentanza!

La strada è lunga, ma abbiamo già iniziato a camminare… ed abbiamo idea che la nostra meta sia trovi proprio oltre l'orizzonte (presto vi metteremo al corrente dei nuovi sviluppi).
Camminiamo insieme?               

martedì 3 luglio 2012

Livorno: Lettera Aperta

Rosario Pellegrino
ai segretari nazionali FISASCAT-CISL, UILTuCS-UIL 
ed ai coordinatori nazionali Basi USA

LETTERA APERTA AL COORDINAMENTO NAZIONALE

3 Luglio 2012

Chi vi scrive è il solito “fuori di testa”, come sono stato definito, che ha sempre la pretesa di voler fare il portavoce di una parte dei lavoratori di Sigonella che si pongono interrogativi su come le rappresentanze sindacali gestiscono le tematiche che riguardano i lavoratori delle basi USA in Italia, nella speranza che non venga interpretato come un attacco alle segreterie sindacali, ma una semplice richiesta di chiarimenti da parte di chi ci rappresenta. Lo scopo è alzare la qualità del dialogo fra i Lavoratori delle Basi e i loro rappresentanti nazionali.
Molti lavoratori di Sigonella hanno esternato molte perplessità sull’imbarazzante silenzio da parte del Coordinamento Nazionale riguardante i licenziamenti dei colleghi di Livorno,  chiedendosi addirittura se il Coordinamento esiste ancora.
Gradiremmo che qualcuno ci spiegasse se rientra nella normalità dell’attività sindacale l’assoluta mancanza di comunicazione tempestiva sugli avvenimenti che dovrebbero coinvolgere tutta la categoria.
Non capiamo se il Coordinamento Nazionale considera le varie Basi in Italia delle isole a se stanti con problematiche diverse dalle altre realtà, e come tali vanno trattate senza che ci sia un coinvolgimento totale e soprattutto solidale, oppure il suo è un semplice problema di comunicazione e magari le azioni concrete e importanti sono state già state fatte senza informare, nel modo adeguato,  i Lavoratori.
Il problema è che molti a Sigonella pensano che l’unità di una categoria si manifesta nel momento in cui i problemi di una Base diventano, necessariamente, i problemi di tutta la categoria, perché siamo convinti che questa immagine di unità darebbe senz’altro una visibilità ed una forza contrattuale maggiore di quella che abbiamo avuto finora.
Ciò che sta accadendo a Livorno è già successo a Sigonella e Napoli 2 anni fa, e la categoria mostrò in quell’occasione una inaspettata volontà di mobilitazione con gli scioperi e le manifestazioni a Napoli e soprattutto quella a Roma, voluta fortemente da Sigonella, e osteggiata da qualche dirigente sindacale che pensava fosse un inutile errore.
Non fu un errore! La mobilitazione generale non è mai un errore. La volontà di coesione , di unità, di solidarietà, dimostra soltanto forza e spirito di appartenenza.
Meglio allora questo assordante silenzio? Questa solitudine in cui sono stati confinati i colleghi di Livorno? Meglio allora gli atteggiamenti di alcuni dirigenti sindacali che ripetono da anni:”non sono i tempi...che cosa possiamo fare?...Abbiamo fatto il massimo di quello che si poteva fare...ditelo voi allora cosa fare.....”, frasi che io stesso mi sono sentito dire in diverse riunioni di Coordinamento Nazionale.
Non si vuole capire che  non vogliamo assolutamente denigrare o contrastare l’operato di chi ha la responsabilità di rappresentarci, noi vogliamo soltanto capire e sapere cosa si fa e  perché si fa in quel modo e non in un altro.
E’ molto semplice: vogliamo essere informati!
Perché è così difficile capire una richiesta così semplice e fattibile?
Perché queste reazioni di fastidio e di censura quando si chiede ciò che ci spetta di diritto: chiarezza e informazione su ciò che riguarda il nostro futuro.
Vogliamo un rapporto nuovo con le dirigenze sindacali, fatto di trasparenza e di comunione di intenti, un rapporto dove si accolga senza reticenze ciò che gli iscritti propongono, dove l’informazione non sia un problema da censurare, come è successo a Sigonella.
Ció che mi spinge a scrivervi é il rispetto e l’amore incondizionato che ho nei riguardi dell’idea di Sindacato che per me e per tanti altri a Sigonella resta l’istituzione fondamentale atta a tutelare i diritti di noi lavoratori, e non ci sta bene questa deriva di comportamenti da parte dei vertici sindacali che ignorano volutamente le istanze e le richieste che partono dal basso.
Vi chiedo di accogliere questo appello e non relegarlo alla solita reazione di fastidio e di silenzio o peggio di attacco alla mia persona, come é stato fatto negli ultimi mesi.
Qualche dirigente sindacale va dicendo in giro che da ex coordinatore ed ex RSA non merito considerazione. Lascio al tempo ed al giudizio dei colleghi stabilire chi merita considerazione, non mi interessa  rispondere alle idiozie.
Una cosa peró é certa: la Democrazia e la libertà di espressione mi danno il diritto di parlare,  e voi, anche se fate finta di non capire, avete il dovere di rispondere a chi vi sta chiedendo piú attenzione e piú dialogo.
Potete continuare con il vostro assordante silenzio e ignorare queste legittime richieste, ma non farete altro che aumentare la distanza fra voi e la base fino a quando diventerà incolmabile e irreversibile.

Se ci siete battete un colpo!!!

                                                                                             Rosario Pellegrino