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giovedì 26 luglio 2012

I sondaggi di LIBU #1

Amici,
fra tre giorni scade il termine per votare al nostro primo sondaggio (guardate la colonna a destra del Blog): oltre 120 visitatori hanno già espresso la propria opinione, invitiamo chi non l'avesse fatto ad affrettarsi, per rendere questo piccolo test ancora più significativo.
Quale argomento potremo scegliere per il prossimo sondaggio? Qualcuno suggeriva il Q.A.C. ma, a parte che l'esito sarebbe più che scontato, riteniamo che la faccenda meriti un approccio molto diverso, ufficiale, con tanto di firme.... siamo quasi pronti.
Tornando al sondaggio invece, noi un'idea l'avremmo già ma, prima di decidere, Vi preghiamo di aiutarci esprimendo le Vostre opinioni in proposito. Nel caso poi non voleste lasciare alcun commento, potete sempre scriverci a libuliberi@gmail.com. Non mancheremo di leggerVi e valutare con la nostra solita-solida attenzione.

LIBU LIBERI

4 commenti:

  1. che cosa dovrebbero rappresentare i sindacati ,quando permettono di mettere in certi posti gente incompetente,raccomandata,e via dicendo,e tra chi fa sindacato cercate di scegliere persone valide,perchè per qualcuno voi perdete la stima di tutti,eliminate prima di tutto qualche elemento guasto che forse voi non sapete,o fate finta di non sapere,toglietevi dai cog.....certa gente falsa,e vedete che riaquisterete fiducia.A buon intenditore poche parole.

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  2. 'Sono un ex impiegata di Sigonella. Leggendo mi sembra di tornare indietro di 30 anni. Sono contenta che finalmente qualcuno ha avuto il coraggio e la capacità di reagire, di non accettare più di essere preso in giro. Di pagare i sindacati per essere protetti ma poi al momento di necessità non si trova nessuno. La via che avete intrapreso è dura ed in salita. È difficile anche farvi conoscere. Ma vedo che la buona volontà cè. Come pure lo spirito di combattere per i vostri diritti. State facendo un grande lavoro, e sono sicura che andrete avanti perché chi vi conosce non può che seguirvi e l’unione fa la forza. Quindi Buon Lavoro.'
    Rose Zammit

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    Risposte
    1. Grazie Rose, la tua solidarietà ci onora. Quando i giudizi positivi vengono da belle persone come te, vuol dire che siamo sulla strada giusta.

      Con tanto affetto

      Saro Pellegrino

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  3. Dedico questa poesia a tutti gli amici e i nemici della LIBU, a tutte le persone libere che credono nella democrazia e nella libertà, e a chi non ne può più di subire l'arroganza di chi si compiace del potere e lo esercita solo per conservare privilegi, ignorando chi rappresentano.
    Che la LIBU sia un bel posto frequentato da persone che ritengono un privilegio solo l'essere liberi, giusti e sempre vivi dentro!


    Lentamente muore
    chi diventa schiavo dell'abitudine,
    ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
    chi non cambia la marca,
    chi non rischia di vestire un colore nuovo,
    chi non parla a chi non conosce.

    Muore lentamente chi evita una passione,
    chi preferisce il nero al bianco
    e i puntini sulle "i"
    piuttosto che un insieme di emozioni,
    proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
    quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
    quelle che fanno battere il cuore
    davanti all'errore e ai sentimenti.

    Lentamente muore
    chi non capovolge il tavolo,
    chi e' infelice sul lavoro,
    chi non rischia la certezza per l'incertezza
    per inseguire un sogno,
    chi non si permette
    almeno una volta nella vita
    di fuggire ai consigli sensati.

    Lentamente muore chi non viaggia,
    chi non legge,
    chi non ascolta musica,
    chi non trova grazia in sé stesso.

    Muore lentamente,
    chi distrugge l'amor proprio,
    chi non si lascia aiutare.

    Muore lentamente,
    chi passa i giorni a lamentarsi
    della propria sfortuna o della pioggia incessante.

    Lentamente muore,
    chi abbandona un progetto
    prima di iniziarlo,
    chi non fa domande
    sugli argomenti che non conosce,
    chi non risponde
    quando gli chiedono
    qualcosa che conosce.

    Evitiamo la morte a piccole dosi,
    ricordando sempre che essere vivo
    richiede uno sforzo
    di gran lunga maggiore
    del semplice fatto di respirare.

    Soltanto l'ardente pazienza porterà
    al raggiungimento
    di una splendida felicità.



    "Ode alla vita", di Martha Medeiros

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