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giovedì 30 agosto 2012

LIBU «rewind»

Cari amici,
è arrivato fine Agosto e la LIBU compie tre mesi: sarebbe anche arrivato il momento di fare un primissimo bilancio. Prima però, permetteteci di riavvolgere per un attimo il nastro e fare un piccolo riassunto delle puntate precedenti, per chiunque si fosse "sintonizzato" solo adesso. 

La LIBU (Lavoratori Italiani Basi USA) nasce dal gruppo direttivo della UIL-TuCS di Sigonella, fuoriuscito dai quadri sindacali perché in profondo disaccordo con le segreterie, sul modo di gestire le istanze degli iscritti. Questo gruppo (che raccoglie la quasi totalità degli ex-RSA), forte del consenso dei lavoratori (dei quali oltre 200 ci avevano reso noto la loro volontà di allontanarsi dal sindacato a seguito della nostra fuoriuscita), ha deciso di restare tale e di cercare nuove forme di coesione tra lavoratori: non per contrastare i sindacati "ufficiali" in quanto tali, ma per spingere questi su un binario che sia condiviso dall'intera categoria. Per categoria intendiamo tutti i lavoratori Italiani delle Basi USA in Italia: tutti noi che, pur essendo numericamente "poco significativi" (meno di 5000), abbiamo un nostro specifico contratto collettivo nazionale (COE), che ci distingue da ogni altra categoria di lavoratori nel territorio Italiano.
Uno dei maggiori ostacoli per una vera coesione nella nostra categoria è il fatto di essere geograficamente divisi su diverse installazioni, in tutto il territorio nazionale. Il primissimo scopo della LIBU è stato allora quello di operare per unire i lavoratori di tutte le Basi, da Sigonella ad Aviano, a Napoli, a Vicenza e a Livorno: un unico contratto, un'unica categoria, un unico datore di lavoro (nel senso di controparte) e, dunque, un unico quadro di problematiche lavorative. La chiave di volta era la comunicazione: riuscire non solo ad informare ma anche a dialogare, a interagire con l'intera categoria, non può che unire i lavoratori e focalizzarli, in modo costruttivo, sulle problematiche comuni. Come fare? Il sistema più semplice era attraverso Internet, iniziando con un blog dedicato a tutti i lavoratori, dove scambiare opinioni, informazioni, proposte e, perché no, anche critiche.
"www.libuliberi.com" è andato online all'inizio di giugno ed oggi, dopo tre mesi di esistenza (per giunta estivi) ha avuto oltre 700 visitatori (un lavoratore su sette) di cui circa 400 provenienti da Napoli, Livorno, Vicenza ed Aviano: la metà di questi sono visitatori abituali, che hanno visitato il blog più volte. Il totale delle visite è pari a 2500, il numero di pagine (libuliberi) consultate, oltre 16000! I nostri articoli sono stati letti 16000 volte! Questi numeri (che vanno al di la di ogni nostra più rosea aspettativa) fanno ben comprendere  come la nostra categoria sentisse un bisogno di dialogo e confronto, che andava oltre quei  sistemi tradizionali perpetrati dalle sigle ufficiali dei sindacati Basi USA che, a nostro modestissimo parere, non riescono più a cogliere lo spirito di rinnovamento di cui i lavoratori sono assetati.

Riportiamo il nastro ad oggi per chiederci: e ora? Ora contiamo su un significativo incremento perché la maggior parte dei lavoratori sta rientrando dalle ferie e, soprattutto, perché in TUTTE le Basi adesso comincia a circolare la notizia della nostra esistenza.
Ovviamente, non basta visitare un blog e rilasciare un proprio commento, una propria opinione, per far pensare ad una categoria che si riconosce nelle finalità della LIBU: entro Settembre (speriamo di farcela) partiranno delle iniziative popolari, delle petizioni a livello nazionale (si intende in tutte le Basi) per chiedere con FORZA alle uniche due sigle sindacali ammesse nelle Basi USA, di perorare alcune cause per conto della categoria dei lavoratori Italiani delle Basi USA. A tal proposito, consigliamo la lettura dei seguenti articoli: "LIBU LIBU LIBU", "La Quota di Assistenza Contrattuale" e "La RSU nelle Basi USA". Oltre che essere utili per la categoria, queste iniziative fungeranno anche come sorta di referendum sulla LIBU: sarà la categoria tutta, con le proprie firme sulle nostre petizioni, a decidere se farci continuare, se costituirci come associazione (e forse più), se provare a costruire un nuovo comune futuro condiviso, oppure se fermarci qua, se farci capire che non c'è alcun bisogno di noi nel panorama lavorativo delle Basi USA in Italia.

Dipende da Voi, dipende da noi, dipende da TUTTI.

giovedì 9 agosto 2012

La RSU nelle Basi USA

Cos'è la RSU?
La RSU è una forma (relativamente) nuova di rappresentanza sindacale che consiste nell'eleggere direttamente i propri rappresentanti, tramite elezione a suffragio universale o, in altre parole, tramite il voto (segreto) di tutti i lavoratori, sia iscritti che non iscritti. La RSU è nata all'interno dell'amministrazione pubblica (la cui funzione è regolata da una legge) ma si è diffusa anche in molte categorie del privato, come in quella metalmeccanica. Il numero di RSU in un'azienda è determinato dalla dimensione dell'azienda stessa: l'accordo interconfederale ne indica non meno di 3 ogni 300 lavoratori (o frazione). Per esempio, un'azienda con 900 dipendenti dovrebbe avere almeno 9 RSU, fossero 950 dipendenti, allora scatterebbero altre 3 RSU, per un totale di 12 RSU.

Da chi è composta la RSU?
Il gruppo della RSU è composto da rappresentanti liberamente scelti dai lavoratori, tra una rosa di nomi presentati dalle organizzazioni sindacali. Questo gruppo, che si formerà a seguito di regolari elezioni, rappresenterà di fatto TUTTI i lavoratori, in quanto tutti i lavoratori (iscritti e non) parteciperanno al voto. La RSU sarà l'unico interlocutore accreditato a trattare col datore di lavoro in quanto espressione di un elettorato che la svincola dall'essere subordinata alle varie segreterie sindacali.

Come avviene l'elezione della RSU?
L'accordo interconfederale prevede regolari elezioni (durante le ore di lavoro) con cadenza triennale: ogni sigla sindacale presenta la propria lista di candidati e i lavoratori tutti votano per eleggere tra questi la RSU. L'accordo interconfederale prevede che due terzi dei seggi RSU vadano ai candidati più votati mentre un terzo vada invece alle liste, in proporzione ai voti ricevuti. Ovviamente, non importa il numero degli iscritti in una o in un'altra sigla sindacale, importa solo il risultato delle elezioni. Ritorniamo all'esempio di un'azienda con 900 dipendenti: per la cronaca diciamo che un ipotetico sindacato X ha 500 iscritti, il sindacato Y ne ha 120 mentre il sindacato Z ne ha solo 50. Si indicono le elezioni, ogni sindacato presenta le proprie liste ed i lavoratori votano: diventeranno RSU i 6 candidati più votati mentre gli ultimi 3 andranno in proporzione alle liste che hanno ricevuto più voti. Alla fine delle elezioni, in base ai voti ricevuti, il gruppo RSU potrebbe per esempio essere formato da 4 membri della lista del sindacato Y, 3 del sindacato Z e 3 del sindacato X. Ripetiamo: non ha nessuna importanza il numero di iscritti, decide comunque il lavoratore, liberamente, all'interno dell'urna.

La RSU è la controparte del datore di lavoro?
Il gruppo eletto della RSU è il soggetto istituzionale che rappresenta i lavoratori col datore di lavoro. Forte del voto ricevuto, la RSU dovrà rendere conto solo ed esclusivamente al lavoratore/elettore, non alle varie dirigenze sindacali: Il segretario territoriale non avrà alcun potere contrattuale e neppure quello di detronizzare o limitare l'azione di una RSU poco "accondiscendente". Detto in parole povere, la RSU sposta la rappresentanza sindacale dalle segreterie provinciali ai rappresentanti democraticamente eletti da tutti i lavoratori.

Come funziona la rappresentanza nella Basi USA?
Nel Contratto Nazionale Basi USA non è contemplata la RSU ma la RSA, la "vecchia" forma di rappresentanza sindacale in cui il segretario territoriale nomina i vari rappresentanti (RSA per l'appunto) ma tiene per se il diritto di confronto col datore di lavoro. Il datore di lavoro non ha un unico organo interlocutore ma uno per ogni sigla sindacale. Spesso i segretari provinciali delegano ai coordinatori RSA la gestione dei rapporti col datore di lavoro ma, come gli avvenimenti dell'ex direttivo UIL-TuCS di Sigonella dimostrano, questa delega può essere in ogni momento arbitrariamente revocata, senza tenere conto della volontà degli iscritti. La RSA dunque, pur rappresentando in teoria tutti i lavoratori, in realtà è obbligata a rendere conto alla propria segreteria, pena l'estromissione (formalmente o di fatto) dal proprio ruolo.

Possiamo avere anche noi la RSU?
L'accordo interconfederale prevede che la richiesta dell'istituzione della RSU debba provenire dalle organizzazioni sindacali. La LIBU ritiene che sia diritto/dovere di ogni lavoratore delle Basi USA spingere con forza le uniche due sigle sindacali titolate a trattare col datore di lavoro, a formulare la richiesta di inserire la RSU nel nostro Contratto di Lavoro (COE): anche noi abbiamo diritto ad avere una rappresentanza democraticamente eletta, espressione di tutta la categoria! Presto inizierà un'imponente raccolta di firme: i vertici sindacali non potranno ignorarlo, soprattutto se minacciati di perdere tutte le deleghe e restare SENZA ALCUN LAVORATORE da rappresentare (e senza alcuna quota da incassare). Proprio il Sindacato (quello vero) ci ricorda quale sia la forza dei lavoratori uniti, la forza di un'intera categoria: se l'adesione sarà massiva, la LIBU ritiene che essa sarà altresì determinante. Non credete a chi vi dice che i sindacati possono fare a meno dei lavoratori, non credete a chi vi dice che a loro non importa di perdere iscritti! Se fosse vero, in questi giorni avrebbero agito diversamente da come hanno fatto e stanno ancora facendo! È giunta l'ora di ricordare ai "signori" che costoro esistono nel loro ruolo solo in quanto espressione delle nostre esigenze e non viceversa. Ma per arrivare a questo, proprio sulle petizioni non possiamo permetterci di fallire...
SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!!

lunedì 6 agosto 2012

Comunicazione di servizio #3

Cari Amici della LIBU, 
dopo aver ricevuto le Vostre opinioni in proposito, abbiamo discusso tra noi e, a partire da questo momento, bloccheremo anche quei commenti che esagerano in volgarità e cattivo gusto. A questo punto, ricordiamo che sul nostro blog non pubblicheremo la seguente tipologia di commenti (se non altro perché non vogliamo aiutare chi non vede l'ora di querelarci): 

1. Diffamazioni e/o calunnie; 
2. Fatti oggettivamente falsi o mistificati;
3. Argomenti ripetuti, provocatori e sprezzanti;
4. Volgarità e scurrilità.

Pur comprendendo la rabbia che anima alcuni dei nostri commentatori verso certi personaggi noti, spero comprendiate che non possiamo permetterci di pubblicare sfoghi personali, se i contenuti rientrano in almeno una delle tipologie sopra elencate. Questo vale anche quando i commenti vengono firmati.

giovedì 2 agosto 2012

Insieme per la Giustizia

Un commento arrivato nel BLOG qualche giorno fa recita così:
La parola sindacato deriva dal greco SIN (insieme) DIKÉ (giustizia), vuol dire cioè Insieme per la Giustizia. Il sindacato è un associazione di lavoratori costituita per la tutela degli interessi collettivi, organizzata in strutture funzionali e in organismi rappresentativi, cioè in un sistema che ha la funzione di rappresentare una collettività e di agire in suo nome. Questo è quello che fa o dovrebbe fare un sindacato, rappresentare una collettività e agire in suo nome! Quindi, deduco che se i vertici di questa rappresentanza ignorano chi rappresentano, cioè la collettività, questo sistema non è più un sindacato, è un'altra cosa. Non ci sono analisi o interessi di struttura che tengano davanti a questa semplice e disarmante verità........
Ho voluto riportare il commento di questo anonimo amico, ringraziandolo per il suo contributo, perché ribadendo la definizione della parola sindacato, ci dà lo spunto per riflettere un po' sul significato intrinseco e profondo delle parole, che al giorno d'oggi, sembra che abbiano perso il senso stesso di ciò che rappresentano. Le parole: politica, sindacato, democrazia, rappresentanza, dialogo, solidarietà etc.., sembra che si siano svuotate del loro significato originario,  come se rappresentassero altro rispetto alla loro semplice e ovvia definizione. Forse ricordare, ogni tanto, qual è il significato delle parole che usiamo con estrema facilità, e a volte, con estrema arroganza, ci renderebbe più rispettosi e più attenti nei riguardi  della nostra vita e di quella altrui.
Mi rivolgo soprattutto a quei "dirigenti" sindacali (?) che hanno volutamente ignorato le nostre lettere, i nostri appelli che intendevano solo comunicare un estremo disagio nei riguardi delle rappresentanze atte ad agire in nome nostro, che tutto fanno tranne che ascoltare le nostre richieste di dialogo, che si nascondono dietro scrivanie e inutili congressi fatti da inutili parole,  parole vuote senza senso fatte di slogan e frasi fatte e confezionate per l'occasione, dietro le quali ci sono immancabilmente accordi già stipulati, che spesso si riducono a squallide logiche di spartizioni di cariche e poltrone.
"Insieme per la Giustizia" il significato della parola sindacato, questo intendevamo ripristinare noi del Direttivo UILTUCS costretto alle dimissioni, era questo il senso del nostro agire, di chi è dentro il mondo del lavoro e vive in prima persona i problemi di tutti. Non hanno neanche percepito da quelle lettere questo spirito, questo rispetto verso l'idea di sindacato stesso, l'intento di lanciare un segnale di allarme a chi è deputato a recepire i segnali dal basso e dal mondo del lavoro. Dall'alto delle loro comode poltrone, non sono più insieme a noi, e Il loro ignobile silenzio oltre ad essere disarmante è inaccettabile!
Ma davvero pensano che i Lavoratori delle Basi USA non si accorgano dell'inconsistenza di un Coordinamento nazionale che si limita soltanto ad andare alle riunioni con i rappresentanti della controparte per recepire soltanto i loro "No" e le loro unilaterali decisioni, senza dare alcun segnale di strategie ed intenti che fanno pensare a una struttura dignitosa e competente, che sa opporsi con qualità ed idee alla forza di un datore di lavoro difficile. Il rinnovo del nostro Contratto di lavoro rientra in questa mancanza di strategie: tre incontri finora per un totale di tre settimane di riunioni senza che si sia riusciti a cambiare seriamente un articolo.
Pensano davvero che non ci sia alternativa a questo modo di intendere le trattative che riguardano i problemi delle basi? Pensano davvero che si accetti ancora che nelle basi ci siano delle rappresentanze sindacali che solo perché sono nelle grazie delle dirigenze territoriali (i cosiddetti uomini di struttura) vanno in giro solo per accaparrare deleghe e improbabili consensi, incapaci di informare, di indire assemblee, di stare vicino alle legittime preoccupazioni dei colleghi che sentono il futuro incerto e difficile.

E Livorno? Cosa sta succedendo a Livorno? Chi deve informarci sui licenziamenti annunciati?

Domande, sempre domande. A loro danno molto fastidio. Il loro silenzio è una strategia che di solito  riesce sempre: ignorare il contraddittorio, ignorare chi chiede di più, chi vuole capire, chi vuole essere rappresentato da persone competenti e preparate,  chi rifiuta il pressappochismo e il vuoto di idee e di coraggio. Ignorare, tanto prima o poi ci si stanca e tutto torna come prima, a vino e tarallucci, fra un ristorante e l'altro, fra un aereo e l'altro, fra un silenzio e l'altro.

Ma stavolta siamo in troppi per stancarci, e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci Scriveremo a Bonanni e Angeletti, e se non avremo risposte ci rivolgeremo ai giornali, sperando che qualcuno si senta in dovere di rispondere in questo deserto di "uomini di struttura", di silenzi e di inutili parole.

         Rosario Pellegrino

mercoledì 1 agosto 2012

I sondaggi di LIBU #2

Amici,
il primo sondaggio di LIBU LIBERI (Ti senti rappresentato dai sindacati "ufficiali" delle Basi USA in Italia?) si è chiuso da poco più di un giorno. Hanno votato 129 visitatori, producendo il seguente risultato:

1º......NO: 85,3% (110 voti)
2º......SI:  9,3%  (12 voti)
3º.A VOLTE:  5,4%   (7 voti)

Ovviamente, il sondaggio non ha e non può avere alcuna valenza demografica, però l'orientamento dei nostri lettori appare comunque più che chiaro: i lavoratori non si sentono rappresentati dagli unici due sindacati ammessi a trattare col nostro datore di lavoro.
A questo punto vogliamo continuare ad esplorare l'argomento e, ripartendo dalla maggioranza delle Vostre risposte, Vi chiediamo adesso di esprimerVi su che fare nel momento in cui non Vi sentite degnamente rappresentati. 
Il sondaggio si chiuderà il 15 Settembre: aspettiamo le Vostre numerose risposte.