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giovedì 2 agosto 2012

Insieme per la Giustizia

Un commento arrivato nel BLOG qualche giorno fa recita così:
La parola sindacato deriva dal greco SIN (insieme) DIKÉ (giustizia), vuol dire cioè Insieme per la Giustizia. Il sindacato è un associazione di lavoratori costituita per la tutela degli interessi collettivi, organizzata in strutture funzionali e in organismi rappresentativi, cioè in un sistema che ha la funzione di rappresentare una collettività e di agire in suo nome. Questo è quello che fa o dovrebbe fare un sindacato, rappresentare una collettività e agire in suo nome! Quindi, deduco che se i vertici di questa rappresentanza ignorano chi rappresentano, cioè la collettività, questo sistema non è più un sindacato, è un'altra cosa. Non ci sono analisi o interessi di struttura che tengano davanti a questa semplice e disarmante verità........
Ho voluto riportare il commento di questo anonimo amico, ringraziandolo per il suo contributo, perché ribadendo la definizione della parola sindacato, ci dà lo spunto per riflettere un po' sul significato intrinseco e profondo delle parole, che al giorno d'oggi, sembra che abbiano perso il senso stesso di ciò che rappresentano. Le parole: politica, sindacato, democrazia, rappresentanza, dialogo, solidarietà etc.., sembra che si siano svuotate del loro significato originario,  come se rappresentassero altro rispetto alla loro semplice e ovvia definizione. Forse ricordare, ogni tanto, qual è il significato delle parole che usiamo con estrema facilità, e a volte, con estrema arroganza, ci renderebbe più rispettosi e più attenti nei riguardi  della nostra vita e di quella altrui.
Mi rivolgo soprattutto a quei "dirigenti" sindacali (?) che hanno volutamente ignorato le nostre lettere, i nostri appelli che intendevano solo comunicare un estremo disagio nei riguardi delle rappresentanze atte ad agire in nome nostro, che tutto fanno tranne che ascoltare le nostre richieste di dialogo, che si nascondono dietro scrivanie e inutili congressi fatti da inutili parole,  parole vuote senza senso fatte di slogan e frasi fatte e confezionate per l'occasione, dietro le quali ci sono immancabilmente accordi già stipulati, che spesso si riducono a squallide logiche di spartizioni di cariche e poltrone.
"Insieme per la Giustizia" il significato della parola sindacato, questo intendevamo ripristinare noi del Direttivo UILTUCS costretto alle dimissioni, era questo il senso del nostro agire, di chi è dentro il mondo del lavoro e vive in prima persona i problemi di tutti. Non hanno neanche percepito da quelle lettere questo spirito, questo rispetto verso l'idea di sindacato stesso, l'intento di lanciare un segnale di allarme a chi è deputato a recepire i segnali dal basso e dal mondo del lavoro. Dall'alto delle loro comode poltrone, non sono più insieme a noi, e Il loro ignobile silenzio oltre ad essere disarmante è inaccettabile!
Ma davvero pensano che i Lavoratori delle Basi USA non si accorgano dell'inconsistenza di un Coordinamento nazionale che si limita soltanto ad andare alle riunioni con i rappresentanti della controparte per recepire soltanto i loro "No" e le loro unilaterali decisioni, senza dare alcun segnale di strategie ed intenti che fanno pensare a una struttura dignitosa e competente, che sa opporsi con qualità ed idee alla forza di un datore di lavoro difficile. Il rinnovo del nostro Contratto di lavoro rientra in questa mancanza di strategie: tre incontri finora per un totale di tre settimane di riunioni senza che si sia riusciti a cambiare seriamente un articolo.
Pensano davvero che non ci sia alternativa a questo modo di intendere le trattative che riguardano i problemi delle basi? Pensano davvero che si accetti ancora che nelle basi ci siano delle rappresentanze sindacali che solo perché sono nelle grazie delle dirigenze territoriali (i cosiddetti uomini di struttura) vanno in giro solo per accaparrare deleghe e improbabili consensi, incapaci di informare, di indire assemblee, di stare vicino alle legittime preoccupazioni dei colleghi che sentono il futuro incerto e difficile.

E Livorno? Cosa sta succedendo a Livorno? Chi deve informarci sui licenziamenti annunciati?

Domande, sempre domande. A loro danno molto fastidio. Il loro silenzio è una strategia che di solito  riesce sempre: ignorare il contraddittorio, ignorare chi chiede di più, chi vuole capire, chi vuole essere rappresentato da persone competenti e preparate,  chi rifiuta il pressappochismo e il vuoto di idee e di coraggio. Ignorare, tanto prima o poi ci si stanca e tutto torna come prima, a vino e tarallucci, fra un ristorante e l'altro, fra un aereo e l'altro, fra un silenzio e l'altro.

Ma stavolta siamo in troppi per stancarci, e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci Scriveremo a Bonanni e Angeletti, e se non avremo risposte ci rivolgeremo ai giornali, sperando che qualcuno si senta in dovere di rispondere in questo deserto di "uomini di struttura", di silenzi e di inutili parole.

         Rosario Pellegrino

19 commenti:

  1. Semu pessi!!!!!!!2 agosto 2012 18:58

    Però i ristoranti erano buoni, so che a Vicenza si mangia bene. Neanche a Catania si scherza in quanto a cibo. Rosario, non dovresti sottovalutare l'aspetto culinario delle missioni sindacali. Forse il contratto resterà quello che è, forse a Livorno li butteranno fuori a calci in culo, però ci si diverte una cifra! E col QAC, il mangiare è garantito!!!

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  2. Saro, Saverio, Lorenzo, Rosa, Gianni, Angelo, Mary, Emilio e tutti gli altri amici libu: complimentoni per l'articolo sul giornale di Vicenza. Sembra che il movimento cresce! Bene!!! A quando la costituzione di un nuovo sindacato o almeno di un associazione? Io sto con VOI!!!

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    1. Grazie caro amico (Anonimo 02 agosto 2012 19:17), noi lavoriamo per il bene della categoria e non per un rendiconto personale, se fosse stato al contrario saremmo rimasti a fare "carriera" nel vecchio sistema. Ma fortunatamente non è così.


      Michelangelo

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    2. Non è facile. Abbiamo già avuto modo di scrivere che la strada è lunga... ma stiamo camminando e i primi traguardi sono già in vista... camminiamo....

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  3. A parte il mangiare nei ristoranti più rinomati e l'uso smodato delle ore di permesso sindacale per fare qualcosa'altro, il vero problema è che non stanno facendo nulla, neppure per le cose minime come quella di indire un'assemblea e CHIARIRE il perché un intero direttivo si è dimesso (naturalmente con tutti i protagonisti presenti con libera parola). Democraticamente questa iniziativa doveva essere la prima cosa in assoluto, dinanzi a tutti i colleghi iscritti e non, anziché andare in giro dicendo che alcuni del vecchio direttivo volevo "lo stipendio". Infangare è più facile che confrontarsi apertamente e democraticamente.

    A. P. A.

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  4. @Semu pessi:
    Questi la QAC se la possono scordare, se si azzardano a toccare 1 cent. della mia busta paga li faccio neri e poi ci piscio in testa, devono temere il mio peso massimo (kg130)

    Uomo avvisato... e il resto lo sanno loro.

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  5. Mi complimento per l'articolo "Insieme per la Giustizia".

    Non vi è pace e non c'è democrazia senza giustizia...

    Un saluto a tutti i colleghi che si impegnano con dedizione e Giustizia.

    Angelo

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  6. Un post di altissimo spessore! Complimenti colleghi della LIBU.

    Un collega da Napoli

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  7. Condivido il commento del collega di Napoli.
    Un post di altissimo spessore, che denota tanto coraggio e purezza d'animo.
    Complimenti a Rosario Pellegrino e ai colleghi della LIBU.

    Carmelo Litrico

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  8. Al collega di 130Kg e all'amministratore del blog:

    sono un collega a cui avete censurato precedenti post che contenevano critiche forse a voi poco gradite ma di certo esposte in toni civili(!) e mi chiedo come mai non "censurate" un post che contiene volgarita' e toni apertamente minacciosi? sono anch'io contrario alla QAC, ma non e' "facendo nero" qualcuno o "pisciando in testa" a qualcun'altro che si risolve il problema, e mi stupisco che pubblichiate qualcosa del genere...forse perche' tutto fa brodo purche' si parli male degli attuali dirigenti sindacali? ...anche l'urina?
    un saluto al pugile con la pisciarella e a tutti voi!

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    Risposte
    1. Caro Anonimo,
      se fosse vero che abbiamo censurato alcuni tuoi commenti (in quanto anonimo non siamo in grado di confermare ma neppure di smentire), allora di certo delle tre sarebbe una:

      1. Conteneva insulti, offese e/o diffamazioni;
      2. Conteneva falsita' oggettive (non intendiamo opinioni ma fatti);
      3. Ripeteva lo stesso argomento piu' volte e/o in piu' articoli, ignorando di proposito ogni risposta.

      Per quanto riguarda il commento pubblicato, forse hai ragione: benche' non diffamasse nessuno, poiche' il QAC non e' (ancora) stato approvato, eccedeva in quanto a volgarita', offendendo il comune senso del pudore e del buon gusto. Chiediamo scusa.
      Ne parleremo tra noi ed eventualmente aggiungeremo un quarto punto ai tre gia' elencati.

      Cosa ne pensano i nostri lettori? Dovremmo censurare di piu' o di meno? Scriveteci la Vostra opinione usando i commenti o l'email (libuliberi@gmail.com).

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  9. Il commento del collega di 130 kg non credo che contenesse offfesa o minaccia verso alcuno, certo un po rozzo, ma bisogna capire che la gente è un po stanca di subire tasse e contro tasse, una "tassa sindacale" sarebbe il colmo. Comunque sono d'accordo di moderare certi toni quando ci si esprime pubblicamente.

    Un caro saluto a tutti libuiani e uilliani.

    Maerco T.

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  10. Buongiorno colleghi di Napoli, Spero che il rapporto virtuale nel blog LIBU si possa concretizzare in una collaborazione effettiva, contro nessuno ma a vantaggio di una soluzione positiva per una migliore rappresentanza sindacale che dia spazio a tutti e che al primo posto siano gli interessi della categoria.

    Giovanni G.

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  11. Ricordiamo a chi volesse collaborare con noi, di scrivere a libuliberi@gmail.com .
    Vi aspettiamo.

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  12. Io mi chiedo dove andavano a pranzo Pellegrino e Compagni quando partecipavano alle riunioni in casa e in trasferta con la UILTuCS? Solo ora si accorgono che le riunioni costano e che anche i sindacalisti veri mangiano come i comuni mortali? Se la forza sta crescendo come mai sono più gli anonimi di quelli che si firmano? Ho come l'impressione che state facendo come i politici che scelgono l'opposizione perchè è molto più facile criticare che costruire.

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    1. Caro "Anonimo",
      se ti chiedi come mai gli altri non si firmano col loro nome, allora permettici di porti la stessa domanda: perché scrivi come anonimo? In realtà non importa: noi crediamo che in questo spazio ognuno possa esprimersi come meglio crede, anche se in anonimato.
      L'altra tua domanda immagino sia per quei lettori che hanno fatto del sarcasmo sui viaggi dei sindacalisti... purtroppo vedo che, come al solito, invece di rispondere si tende ad accusare altri, d'altronde come si dice.... mal comune mezzo gaudio (e io pago... avrebbe aggiunto Totò). Però, a ben vedere, non sembra che i nostri commentatori abbiano incluso o escluso dai loro giudizi qualcuno in particolare.... chissà perché c'è chi si sente più colpito di altri e, visto che siamo in vena di proverbi: excusatio non petita, accusatio manifesta!
      Senza voler in alcun modo entrare nel merito, la mia personale interpretazione dei commenti (potrò sbagliarmi) è che la lamentela non nasce se il menu è di pesce ma se alla fine della trattativa l'unico risultato sia una nota spese.

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  13. Meditate ...IL grande Pablo Neruda ha scritto:

    "Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera."
    Mary Cosentino.

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  14. Con la fantasia sogno, ravvivando le grandi realtà nelle quali credo e proietto nel futuro, quelle nelle quali spero.
    Non so chi l'ha detta ..ma
    esprime il mio pensiero
    Mary Cosentino

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