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sabato 29 settembre 2012

INTERPELLANZA PARLAMENTARE!!!!

Siamo molto orgogliosi di annunciarvi che l'Onorevole Giuseppe Berretta ha parlato con il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e della Difesa, Gianpaolo Di Paola, circa l'anomala situazione sindacale delle Basi USA in Italia, dove solo due sigle sono ammesse a trattare col datore di lavoro e dove è ancora contemplata la "vecchia" rappresentanza di tipo RSA.
L'Onorevole Berretta menziona la LIBU e le sue iniziative, inclusa la proposta di portare la RSU nelle Basi, l'accantonamento del Q.A.C. e, UDITE UDITE, l'accorpamento del nostro contratto di lavoro (COE) con i dipendenti delle Forze Armate Italiane!!!!!

Per una lettura completa dell'azione parlamentare a supporto delle Basi USA da parte dell'Onorevole Berretta, leggete "http://www.giuseppeberretta.it/politica-italiana/sigonella-dichiara-guerra-ai-sindacati/". Anche se la notizia è stata divulgata solo oggi, la si può già trovare in alcune testate online; ne citiamo due: Libero 24x7 e Blog Sicilia

Cari amici e colleghi, noi della LIBU stiamo lavorando senza sosta per cercare di emancipare una categoria che merita una maggiore libertà, trasparenza ed efficenza rappresentativa. Adesso, anche se la stessa Politica Italiana sembra si sia (finalmente) accorta delle strane storture di una strana categoria come la nostra, sia chiaro che non è e non sarà possibile fare tutto da soli: è giunto il momento di una partecipazione che coinvolga tutti Voi insieme a tutti noi. È il momento giusto! È giunta l'ora che l'intera categoria chieda con forza di voltare pagina e ricominciare.... meglio.

Tra poco partirà la nostra petizione: SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!

Appendice aggiunta il 30 settembre 2012: 
Anche La Sicilia pubblica l'interpellanza parlamentare dell'Onorevole Giuseppe Berretta, a favore di una maggiore libertà sindacale all'interno delle Basi USA in Italia. Clicca qui per leggere l'articolo.

La delega sordomuta

Spesso a Sigonella i colleghi ci fermano per chiederci lo status delle nostre iniziative: molti ci chiedono quando potrà (finalmente) nascere un sindacato alternativo o un nuovo gruppo qui a cui potersi affiliare. Questi colleghi ci dicono che, da quando non possiamo più rappresentarli (almeno ufficialmente), sembra che in Base non operi più alcun sindacato: ci mostrano la loro solidarietà per quello che è successo e per il modo in cui è stato fatto.
Eppure, nonostante questo, a volte dalle loro parole emerge anche la paura di "restare scoperti" o, in altre parole, restare orfani di una rappresentanza interpretata anche come protezione del proprio ruolo nei confronti del datore di lavoro. Costoro sono i più pressanti nel chiederci di far nascere qualcosa entro fine anno, entro cioè la scadenza che ufficializzerebbe il ritiro delle loro deleghe ai sindacati, già in mano all'ufficio paghe. Noi ovviamente, oltre che lavorare a più non posso nella direzione di queste richieste,  comprendiamo le preoccupazioni dei colleghi ma ci chiediamo e Vi chiediamo: "scoperti" da cosa? I ragionamenti in proposito sarebbero molteplici, ne sottolineiamo due:
1. Nonostante le storture della rappresentanza RSA, ogni organizzazione sindacale è tenuta a tutelare TUTTI i lavoratori, non solo gli iscritti. invitiamo chiunque fosse stato mollato in solitudine dai sindacati in quanto non iscritto, a farcelo sapere quanto prima. Ci occuperemmo noi di stilare una pubblica denuncia per un comportamento in contrasto con i principi fondanti del sindacato, un comportamento che non potrebbe definirsi in altro modo se non VERGOGNOSO.
2. Questo sindacato in particolare (e ci riferiamo specificamente a Sigonella) a nostro parere non si è dimostrato all'altezza di tutelare il lavoro della categoria, se non nella risoluzione di piccoli problemi tra sottoposti e supervisori. Ricordiamo l'altissimo numero di mansionari che non corrispondono al lavoro effettivo; ricordiamo che vi sono lavoratori inabili a fare lavori pesanti, per i quali non è mai stata trovata una sistemazione alternativa; ricordiamo come in alcuni reparti sussistono situazioni esplosive che hanno tra l'altro recentemente portato un lavoratore in ospedale, per mano di un altro esasperato collega. Compito di un buon sindacalista è (anche) quello di avanzare per tempo precise richieste al datore di lavoro, il quale potrebbe (colpevolmente o meno) non rendersi conto di come si lavora nei propri reparti.

È importantissimo dar forza alla propria rappresentanza sindacale ma, nelle Basi USA, sfortunatamente non abbiamo la stessa libertà di scelta degli altri posti di lavoro. L'obbligo di scegliere tra due sole sigle, giustifica di fatto anche una terza scelta: se non ci si sente degnamente rappresentati, è lecito decidere di non iscriversi. Se è doveroso che un lavoratore aderisca alla sigla sindacale da cui meglio si sente tutelato, non è scorretto che decida di uscirsene quando su queste sigle non ripone più alcuna fiducia. Ogni tentativo di ritorsione in proposito (ammesso e non concesso che fossero poi in grado di metterla in pratica) sarebbe, ripetiamo, vergognoso e pubblicamente censurabile. Diffidate da chiunque vi dica altrimenti.
La nostra impressione, vista da chi ne è fuori (ma non troppo) è proprio quella di un'organizzazione che attende in silenzio che la gente dimentichi quello che è accaduto e che torni, un po' per inerzia, un po' per pigrizia e un po' per paura, ad una delega "sordomuta" verso una sigla sindacale che tende solo a sopravvivere, limitando al massimo le emorragie fisiologiche di una generazione di lavoratori che, anno dopo anno, continua ad assottigliare le fila degli iscritti.
Per meglio spiegare cosa si intende per delega sordomuta, prendiamo ad esempio il caso Livorno: in questi giorni ci troviamo nella condizione di sapere quello che succede ai nostri colleghi di Camp Darby, solo sbirciando tra gli articoli dei giornali locali, come quello che ci comunica che ieri (venerdì) i lavoratori di Livorno hanno scioperato. Dov'è chi ci rappresenta? Perché non ci parla? Perché non ci ascolta? Non sappiamo cosa fa, purtroppo non riusciamo a sentirlo e neanche a parlargli: come fossimo sordi e muti.

mercoledì 19 settembre 2012

La LIBU fa notizia!

Oggi, il quotidiano "La Sicilia" ha dedicato un articolo alla LIBU ed alle sue iniziative. Benché si rilevi l'inesattezza nell'indicarci come nuovo "sindacato" (non ci siamo MAI definiti in questo modo), l'articolo dimostra un interesse crescente attorno al nostro gruppo ed alle nostre iniziative. Di questo non possiamo che esserne fieri!
La Sicilia non è il primo organo di stampa che si occupa delle attività espletate dalla LIBU nei confronti della nostra categoria: già "VicenzaPiù" aveva, non molto tempo addietro, riservato per noi un proprio spazio informativo.


Questi articoli non sono che l'inizio di una serie di "avvenimenti" che animeranno l'autunno LIBU, l'autunno dei LIBERI Lavoratori delle Basi USA. Continuate a leggerci: presto, prestissimo, arriveranno delle belle novità.

LIBU LIBERI

martedì 18 settembre 2012

I sondaggi di LIBU #3

Amici,
anche questo sondaggio si è chiuso con un inequivocabile responso: una gran voglia di "aria fresca". Crediamo sia proprio giunta l'ora di aprire finalmente le finestre.

La domanda era: "se non mi sento più rappresentato dai sindacati in Base...";
Le risposte sono state:

1° Ne esco, bisogna far nascere qualcosa di nuovo: 82.9% (92 voti)
2° ........Resto iscritto, protesto con i vertici: 13.5% (15 voti)
3° ..............Ne esco, chi fa per se fa per tre: 2.7%  (3 voti)
4° ...........Resto iscritto, meglio non rischiare: 0.9%  (1 voto)

Adesso, in attesa dello sviluppo di alcuni eventi ormai prossimi, è meglio sospendere i sondaggi per qualche giorno. Ritorneremo presto con nuovi e più intriganti quesiti.

Restate in ascolto, la LIBU è al lavoro.

lunedì 10 settembre 2012

Articolo 8

Abbiamo una domandina da fare: Perché quando ci si iscrive ad un sindacato si comincia a pagare da subito e quando invece si ritira la delega (ci si "cancella") si deve continuare a pagare fino alla fine dell'anno?

Credevamo e crediamo ancora che il Sindacato debba essere la casa di tutti i lavoratori, un luogo di confronto, di lotta e di sostegno per tutta la categoria. Lo credevamo anche lo scorso febbraio, mentre la delegazione UIL-TuCS di Sigonella, già in rotta con la segreteria provinciale, restava emarginata ai bordi di un tavolo di contrattazione dove i coordinatori sindacali delle Basi USA ed il datore di lavoro, discutevano il rinnovo del Contratto di lavoro (COE). Lo credevamo ancor di più qualche anno prima, quando il coordinamento nazionale preparava la piattaforma di rinnovo contrattuale da presentare al datore di lavoro, lasciando immutato l'articolo 8, incluso il comma 4 che recita come segue:
In caso di disdetta o di passaggio ad altra O.S., la trattenuta sindacale a favore della O.S. originaria dovrà comunque continuare ad essere effettuata fino al 31 dicembre dell'anno solare in corso.
Con l'imperdonabile "ingenuità" dei principianti, allora pensavamo che l'approvazione o meno di articoli come quello appena citato, non spostasse affatto i cardini di un principio che davamo per scontato: bisognava far parte del sindacato! UIL o CISL che fosse, era nostro dovere sostenere le sigle di rappresentanza dei lavoratori.
Purtroppo ci sbagliavamo! I fatti hanno violentemente dimostrato che esistono altri elementi (esterni) a frapporsi tra il lavoratore ed il suo rappresentante. I fatti hanno dimostrato come sia indispensabile predisporre strumenti in grado di controllare, per non subire passivamente, una struttura burocratica nata per rappresentare i lavoratori ma diventata non si sa più cosa.
Alla luce dell'esperienza maturata sul campo, oggi la LIBU ritiene importante modificare l'articolo 8 comma 4 del COE, in modo da consentire a tutti quei lavoratori che non si sentissero più rappresentati da questa, da quella o da nessuna delle sigle sindacali, di ritirare la propria delega con esito immediato (o quasi), e smettere dunque di contribuire al sostentamento di un'organizzazione dalla quale non si sentono più rappresentati! Ci rendiamo conto che molti altri contratti nazionali contengono la stessa identica clausola (o quasi) ma, allo stesso tempo, sappiamo anche che, altrove, i lavoratori non sono obbligati a scegliere tra due sole sigle sindacali. I lavoratori Italiani hanno il diritto di poter liberamente scegliere a quale sigla affiliarsi, tra tutte quelle presenti nel panorama sindacale nazionale. Tutti, tranne noi. Per motivi che sfuggono (ma neanche tanto) dal nostro comprendonio, la nostra categoria non ha la stessa libertà di scelta degli altri lavoratori (basti prendere ad esempio i nostri "colleghi" civili che lavorano per le Forze Militari Italiane): sarebbe quantomeno equo, democratico e liberale compensare in altro modo. Un sindacato che deve guadagnarsi le proprie deleghe di mese in mese, è un sindacato che non può più permettersi di ricordarsi di noi solo a fine anno, è un sindacato che deve ascoltarci giorno per giorno.

Le Basi USA hanno bisogno di Sindacato, facciamo in modo che il sindacato abbia bisogno di noi!!


A breve partirà una petizione attraverso tutte le Basi Italiane, in cui si chiederà:

1. Lo stralcio della Quota di Assistenza Contrattuale (Q.A.C.) dalla piattaforma di rinnovo contrattuale;
2. La costituzione della rappresentanza RSU per la nostra categoria;
3. La modifica dell'articolo 8, comma 4 del COE, per consentire a chiunque lo richieda, l'immediata fuoriuscita dal sindacato.

Seppelliamoli di firme!!!


lunedì 3 settembre 2012

I numeri dei tagli a Livorno

Un nostro affezionato lettore da Livorno "Molo Novo", ci invia un link che rimanda ad un articolo de "Il Tirreno": http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2012/08/18/news/esuberi-a-camp-darby-il-prefetto-tenta-la-mediazione-1.5558930.
Nell'articolo si parla del prefetto che riceve i vertici di Camp Darby, su invito del Segretario provinciale(?) FISASCAT CISL, per discutere dei tagli. L'articolo elenca pure dei numeri, che Molo Novo (di cui trovate questo suo ultimo commento sotto "LIBU «rewind»") riassume validamente come segue:
160 le posizioni tagliate. Usciranno (leggi licenziamento) i 34 dipendenti che hanno rifiutato una posizione nella base di Vicenza e le 9 persone che non hanno ricevuto alcuna offerta. Totale 43. Se la matematica non è un’opinione, a fronte di 160 tagli, si salveranno 117 persone che hanno accettato posizioni a Livorno o Vicenza.
Molti si sono salvati ma, nonostante ciò, 43 nostri colleghi sono a rischio licenziamento e, se consideriamo che siamo già a Settembre, il rischio è più che grave.

La LIBU si unisce a Molo Novo nel chiedersi come mai la categoria deve essere informata da articoli di giornale invece che dai sindacati? Perché in tanti mesi non si è riusciti ad organizzare neanche un'iniziativa a livello nazionale, quando per i tagli a Napoli e Sigonella, 2 anni fa, si andò tutti insieme sia a Napoli che a Roma? Bene la FISASCAT, che è riuscita a coinvolgere il prefetto di Pisa (azione fallita 2 anni fa a Catania), qual'è invece la strategia della UIL-TuCS? Perché questo silenzio "tombale"?  Perché siamo sempre lasciati all'oscuro da due sigle sindacali che si ricordano di darci un po' di conto solo quando è il momento di chiederci le deleghe?

Ricordiamoci che le nostre deleghe sono il loro pane... e se quest'anno, entro dicembre, lo "ricordassimo" anche a loro?