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lunedì 29 ottobre 2012

200!

Amici, 
grazie ai colleghi di Sigonella e Napoli (guarda le statistiche), sono state oggi superate le 200 firme online. Tutte queste firme, aggiunte a quelle che i lavoratori hanno già depositato su carta (spontaneamente ed al di fuori dell'orario di lavoro), superano ormai le 300!
Non è male per una sola settimana… ma non è ancora sufficiente. Dove sono i nostri colleghi di Livorno, Vicenza ed Aviano? Qualcuno ha già firmato ma sono ancora pochi, troppo pochi!

L'unica ragione per cui un lavoratore possa decidere di non firmare una petizione del genere, è quella che lo stesso trovi corretto delegare le segreterie territoriali delle uniche due sigle sindacali ammesse a trattare col datore di lavoro, a designare "arbitrariamente" tutti i rappresentanti sindacali. Ma non basta: questo lavoratore dovrebbe anche essere d'accordo a non poter revocare la propria adesione quando decide di farlo, tranne che a fine anno solare. Infine, lo stesso lavoratore dovrebbe poi ritenere giusto che, una volta revocata (o mai concessa) la propria delega a questi sindacati, debba comunque continuare a pagare loro una quota mensile; per sempre!

Se queste sono le ragioni che animano i molti colleghi che non hanno ancora firmato la nostra petizione, allora ci ritiriamo in buon ordine ma… se invece le ragioni fossero da ricercare nelle assurde paure di scontentare un sindacato che, negli ultimi anni, si è comportato nei modi in cui ogni lavoratore può giudicare da solo, allora sarebbe il caso di riconsiderare la propria scelta: firmando non si aderisce a nessun "nuovo" sindacato, non si contravviene a nessun regolamento e non si vilipendia assolutamente niente e nessuno! I lavoratori delle Basi USA in Italia, firmando chiedono di poter controllare la propria adesione ai sindacati, scegliendo CHI deve rappresentarli e QUANDO concedere la propria quota mensile.

Amici e colleghi di tutte le Basi USA d'Italia: firmate la nostra, la Vostra petizione.
SEPPELLIAMOLI DI FIRME!!!!

martedì 23 ottobre 2012

100!

Raggiunte le prime 100 firme dopo soli due giorni dal lancio ufficiale della nostra petizione!!! 
Il traguardo è relativo alla raccolta online e non conta le altre 49 firme già raccolte su carta! Speriamo di raddoppiare a breve e poi di raddoppiare ancora.... e tu... hai firmato? 

Sigonella non può farcela da sola! Invitiamo i colleghi di tutte le Basi USA in Italia ad unirsi a noi, a leggere la petizione e, se d'accordo, a firmare senza alcuna paura. Solo uniti si vince!! Dimostriamolo a chi ha colpevolmente diviso in questi anni la nostra categoria: firmiamo tutti, firmiamo insieme. 
Non è più tempo di attendere che altri facciano il lavoro al posto nostro: se sei  d'accordo con noi, clicca qui e firma anche tu per poter eleggere democraticamente i tuoi rappresentanti e mantenere il controllo delle quote che versi o non versi ogni mese al sindacato!

domenica 21 ottobre 2012

PETIZIONE!

Ci siamo!!
Parte finalmente l'annunciata petizione dei Lavoratori Italiani Basi USA, un'iniziativa che chiede di unirVi a noi nelle seguenti richieste:

Volete poter eleggere democraticamente i Vostri rappresentanti presso il datore di lavoro?
Volete poter decidere di smettere di pagare il sindacato in ogni momento, senza dover aspettare fine anno?
Volete poter evitare di pagare una quota del Vostro stipendio ai sindacati anche quando non iscritti a nessuno di loro?

Se le Vostre risposte sono , allora FIRMATE, FIRMATE, FIRMATE anche Voi con noi la petizione online, che troverete in calce a questo articolo! Non puoi più attendere, adesso è arrivato il tempo di esprimerti, se sei d'accordo con le iniziative LIBU per la nostra categoria! Firma se vuoi farti sentire; firma se non vuoi la scomparsa della LIBU; firma se non vuoi la morte di questo blog. Noi non abbiamo altri colpi in canna: se il lavoratore non sarà disposto a fare la sua parte, noi non potremo più fare la nostra! Se questa raccolta firme sarà fallimentare, non saremo in grado di proporre ulteriori iniziative. L'unica nostra forza è data dal Vostro supporto: non firmare questa petizione equivale a preferire che la Vostra rappresentanza sindacale rimanga così com'è. Sappiate che la LIBU si inchina sempre e comunque al volere della categoria: se con le Vostre firme dimostrerete di volerci, noi saremo onorati di continuare a lottare per Voi, altrimenti, sapremo che è arrivato il momento di smettere. Abbiamo fatto molto, adesso dipende solo da Voi

Per garantire la Vostra privacy, potrete scegliere di non mostrare in Internet la Vostra firma virtuale, che rimarrà nascosta fino al momento della stampa, quando la lista verrà inviata ai vertici sindacali ed al datore di lavoro. Questa petizione NON entra in contrasto col datore di lavoro e con nessuna delle sue direttive. La raccolta firme si concluderà se e quando si raggiungerà un numero di firme ritenuto congruo. 

Per stampare la versione cartacea della petizione ed i fogli di raccolta firme, cliccate qui. Potrete poi contattarci e spedire i fogli firmati a libuliberi@gmail.com

Noi speriamo che si raccolgano moltissime firme, così da costringere le sigle sindacali, poste davanti al volere della categoria, ad accettare le Vostre richieste. 

Seppelliamoli di firme! Non possiamo più attendere, seppelliamoli di firme! Oggi!




Nel caso doveste avere problemi a visualizzare la finestra (proprio qui sopra) che consente di firmare la petizione direttamente da questa pagina, siete pregati di cliccare qui.

mercoledì 17 ottobre 2012

I sondaggi di LIBU #4

Amici, 
visti i temi sollevati a seguito dell'interpellanza parlamentare dell'Onorevole Giuseppe Berretta e dell'ultimo nostro articolo sull'Agenzia delle Entrate che ci equipara ai dipendenti pubblici, vorremmo adesso sondare la Vostra opinione sul settore che meglio "veste" la nostra categoria. Il sondaggio (colonna a destra del Vostro schermo), si chiuderà il 30 novembre; speriamo che voterete in tanti.

LIBU LIBERI

lunedì 15 ottobre 2012

L'Uovo di Colombo

Verso la fine di Settembre è circolato a Sigonella, e suppongo anche nelle altre Basi (con i tempi che corrono però non si può aver certezza), un laconico e raro messaggio della UIL-TuCS in cui si comunicava di aver ricevuto la risposta dall'Agenzia delle Entrate inerente la Detassazione su Premi produzione e Straordinari. 
Il breve commento diceva: "...Purtroppo la risposta è negativa non possiamo usufruire degli sgravi." Allegata a questa tristissima e poverissima comunicazione vi era la circolare di risposta dell'Agenzia delle Entrate. Non vogliamo commentare la comunicazione in sé, nella sua modalità e nel suo intento, perché sarebbe come sparare alla croce rossa, non ci interessa, lasciamo giudicare ai colleghi. Ciò che invece ha attratto la nostra attenzione è la presa di posizione da parte dell'Agenzia delle Entrate nel merito della detassazione, qualcosa che sembra essere passato inosservato a (quasi) tutti,  soprattutto a chi non ha alcun interesse ad attenzionare le contraddizioni che riguardano la nostra categoria.
Ricordiamo ai colleghi che uno dei punti del programma dell'ex Direttivo UIL-TuCS di Sigonella, era quello di dare cittadinanza e visibilità alla nostra categoria, ribadendo che, lavorando in una Base militare e quindi per la difesa del territorio, il nostro contratto di lavoro doveva essere equiparato a quello dei dipendenti civili che lavorano nelle Basi militari italiane in suolo Italiano, e la nostra categoria essere quantomeno vicina ai Ministeri che curano e seguono le istanze della Difesa, così come per i civili Spagnoli che lavorano nella Base Americana di Rota, per intenderci. Il fatto di lavorare in Italia in una Base Americana e non in una Base Italiana non cambia la missione: difendere il territorio per il bene comune , nostro e degli alleati (se così non fosse, allora le truppe americane in Italia dovrebbero essere considerate truppe di occupazione: ridicolo).
Abbiamo esposto questa semplice, e direi logica, istanza in numerose assemblee locali e in diverse riunioni di Coordinamento Nazionale, manifestando la nostra perplessità sul  fatto che in tanti anni nessuno  dei dirigenti o dei rappresentanti sindacali abbia mai cercato di portare avanti un discorso o una strategia volta a farci riconoscere dipendenti di un qualsivoglia Ministero: L'uovo di Colombo! Tutelati come dipendenti pubblici, datore di lavoro il nostro Governo e non quello Americano come è giusto che sia, senza alcun bisogno di improbabili, e adesso inutili, leggi 98, con gli stessi diritti di tutti i cittadini Italiani, inclusa la libertà di scegliere da chi farci rappresentare.  Ma ci pensate?
Questo programma, assieme ad altri punti, aveva ricevuto il plauso e la totale condivisione da parte dei colleghi di Sigonella, che ci diedero mandato attraverso le assemblee, di essere i portavoce di queste istanze. Ma la stessa condivisione purtroppo non l'abbiamo avuta dalle cosiddette dirigenze sindacali, le quali mostrarono immediatamente contrarietà e irritazione nei riguardi di certe domande e certe affermazioni che esternavamo per iscritto e durante le assemblee: quelle che riguardavano proprio la volontà della categoria di essere inquadrati finalmente come lavoratori Italiani che lavorano in Italia, e non persone che vanno al lavoro varcando un cancello oltre il quale si diventa degli emigranti in patria. Personalmente ricordo che subii un attacco feroce da parte della segreteria nazionale durante una riunione di Coordinamento Nazionale a Roma, dove fui accusato di dire follie che andavano solo contro la stessa UIL-TuCS, oltre che rimproveri dalla segreteria locale con battute "…smettetela con questi Ministeri…", "…voi scrivete e parlate troppo…". Allora capimmo perché nessuno in passato aveva mai fatto discorsi del genere: l'argomento era tabù!
Non si vuole cambiare la nostra condizione. Noi dobbiamo rimanere lavoratori che lavorano per un ente (?) Privato, ingabbiati nella FISASCAT e nella UIL-TuCS, comparti sindacali che non hanno alcuna competenza tecnica nei riguardi delle problematiche delle Basi militari. Lavoratori del Privato quindi, e come tali trattati e riconosciuti nelle varie indagini salariali e nelle forme riguardanti le trattative e le competenze.
In pratica, il Governo degli Stati Uniti d'America che insedia Basi sul nostro territorio, viene equiparato  ad una qualsiasi azienda straniera che apre un'attività commerciale Privata a casa nostra, con l'aggravante dell'applicazione per così dire "distratta" di regole legali e legislative in uso in Italia. Cristoforo Colombo ha scoperto l'America secoli fa, noi adesso non riusciamo neppure a trovare l'Italia dentro le Basi americane in casa nostra. Che strano destino! 
Per rendere ancora più torbida la nostra storia, arriva infine questo famigerato comunicato da un ente statale, quale l'Agenzia delle Entrate, il quale contraddice tutto ciò che avevamo pensato o che hanno voluto farci credere finora. L'oggetto della circolare riguarda l'imposta sostitutiva del 10% per gli emolumenti relativi alla produttività aziendale (art. 2 del d.l. 93/2008) -applicabilità ai lavoratori delle FF.AA. Statunitensi in Italia. In pratica lo sgravio fiscale su premi di produzione e straordinari. L'Agenzia delle Entrate, che risponde in vece e in nome del Ministero dell'Economia e delle Finanze ad una richiesta di chiarimenti da parte dell'USSSO (capo Ufficio Responsabile dell'Ufficio dello Stato di origine degli Stati Uniti d'America in Italia) circa l'applicazione di tale sgravio ai lavoratori locali delle forze armate Statunitensi in Italia, a tale richiesta risponde (cito parte del testo  della circolare):

"…….Con circolare n. 49 dell'11 luglio 2008, l'Agenzia delle entrate ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali hanno al riguardo precisato che sono esclusi dalla misura sperimentale in esame i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 Marzo 2001, n. 165 recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
...Dall'ambito di applicazione della normativa di favore sono, pertanto, esclusi tutti i dipendenti statali, tra i quali sono ricompresi anche i dipendenti delle forze armate e di polizia.
Ne deriva che gli impiegati civili delle forze armate Statunitensi in Italia, essendo dipendenti di un'amministrazione NON appartenente al settore privato, non possono beneficiare dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF di cui al DL n. 93 del 2008 e successive modificazioni ed integrazioni…….."

Ma come? Siamo diventati dipendenti pubblici? Equiparati agli impiegati statali? E quando?  Non ce ne siamo accorti.  E i 41 licenziati di Livorno lo sapevano?
O forse siamo noi che non abbiamo capito niente in questa storia!! Certo è che, per un breve periodo, qualche anno fa, questi sgravi li avevano pure concessi: era sbagliato allora o hanno sbagliato ora? Forse allora eravamo Privati ed ora Pubblici?!? È tutto così confuso!
Competenze, Pubblico, Privato,  ci spostano a piacimento in funzione delle agevolazioni che non ci vogliono riconoscere, siamo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. E i sindacati accettano questa altalena di interpretazioni, di rifiuti, di continue sconfitte, senza spiegare, renderci partecipi di uno straccio di strategia che ci faccia uscire fuori da questo labirinto senza uscita. Ma è davvero possibile che abbiano letto questa risposta dell'Agenzia delle Entrate, senza notare alcuna contraddizione rispetto a precedenti interpretazioni riguardanti la nostra categoria? Limitando il commento a " …Purtroppo la risposta è negativa…"? Ma davvero questi signori pensano che quasi 5000 lavoratori sparsi nelle Basi americane in Italia sono delle pecore da rinchiudere e spostare a piacimento?
Non è così? Qualcuno allora ci dovrebbe spiegare qual è la nostra reale situazione lavorativa, e chi è deputato a rispondere alle nostre domande, qual è l'organo abilitato a dirci se apparteniamo al Privato oppure siamo nell'ambito dell'amministrazione Pubblica, e se è così, in quale comparto. E' tempo di fermare questa deriva, non pensate?  Far capire a chi di competenza, che siamo altro da chi ci rappresenta, che abbiamo una dignità e che sappiamo anche inca**arci quando è il momento di farlo! Dovremmo forse arrivare a ricorrere al TAR Europeo, impiantando una causa legale che imbarazzerebbe il nostro stesso Governo? Siamo anche disposti a questo se sarà necessario!
Cari colleghi e amici, noi della LIBU non vogliamo  fare guerra a nessuno, tantomeno sminuire il ruolo del Sindacato, nel quale crediamo fermamente e incondizionatamente. Noi non odiamo nessuno e non vogliamo la pelle di nessuno, siamo tutti figli del nostro tempo e ognuno di noi fa la propria parte in questa società che ha tanto bisogno di solidarietà e di democrazia, non certo di individualismi o di logiche tese soltanto a conservare privilegi e poltrone.
Noi della LIBU ci sentiamo solo parte di una grande famiglia composta da TUTT i lavoratori delle basi USA in Italia, e lottiamo e lotteremo per il bene di questa categoria, costi quel che costi. Questo spirito di appartenenza ci ha indotti a creare un'associazione che non vuole certo sostituire ruoli o competenze, vuole soltanto essere un luogo di ritrovo e di confronto di idee per ristabilire Democrazia e civiltà. Per questi motivi riteniamo inconcepibile che 41 colleghi di Livorno siano stati licenziati senza che tutta la categoria si sia mossa a difesa del diritto al lavoro dei nostri colleghi. Ci hanno disgregato volontariamente per toglierci forza e motivazioni.  Ma è il momento di ricompattarci. Abbiamo bisogno che tutti escano fuori la testa e si mettano in prima linea con noi per costruire tutti insieme un futuro migliore.
 
Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza, Aviano: raduniamoci tutti e facciamoci sentire! È venuto il momento di contarci e sapere chi pensa che siamo tutti appartenenti alla stesso gruppo e che il bene individuale è subordinato al bene di tutti. Facciamo l'appello per sapere chi è presente e chi vuole percorrere questa strada con noi. Passate parola ai colleghi vicini, costringeteli a prendere posizione.  Diteci in questi giorni: io sto con la categoria, io ci sono!
Aiutiamo i colleghi di Livorno, non facciamo calare l'attenzione su di loro, domani potremmo essere noi al loro posto! Uniti potremmo salvarli.
Noi della LIBU abbiamo incontrato ieri sera Susanna Camusso, alla quale abbiamo anche consegnato una lettera che spiega i problemi della nostra categoria e una nota riguardante i licenziati di Livorno. Questo è il nostro impegno e dovrà essere l'impegno di tutti. Non subiremo passivamente che 41 colleghi vengano buttati via senza che la categoria reagisca. Noi stiamo facendo piccoli passi, ora abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti.

Un grande sindacalista del passato diceva: "Abbiamo sempre cercato di parlare ai lavoratori come a degli uomini, di parlare al loro cervello e al loro cuore,  alla loro coscienza.  In questo modo il sindacato è diventato scuola di giustizia, ma anche di Democrazia, di libertà, ha contribuito a elevare le virtù civili dei lavoratori e del popolo."
Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo parlare al cervello, al cuore e alla coscienza di tutti per riuscire ad avere  un sindacato futuro che abbia questi valori, che sia in grado di elevare le virtù civili dei lavoratori delle basi USA in Italia. Usciamo la testa dalla sabbia, la vita ci aspetta e ha tanto bisogno di noi.    
SCRIVETECI, UNITEVI A NOI!

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera da Livorno

Ricevuta su "libuliberi@gmail.com" il 9 ottobre 2012, alle 19:22

Spett.le LIBU,
chi vi scrive è una delle 41 persone appena licenziate dalla base USA di Camp Darby.
In questi giorni di smarrimento, abbiamo cercato di trovare risposte utili dai nostri sindacati, ma ogni qualvolta, le nostre domande non hanno avuto risposte esaurienti, ed i dubbi e lo sconcerto prendono ancor più il sopravvento!
La cosa che in questo momento ci sta più a cuore,è riuscire ad ottenere il diritto alla legge 98, come è successo non molto tempo fa ai colleghi di Napoli e Sigonella. Ma a quanto pare, non ci sono sufficienti fondi per sostenere tutti e 41 i lavoratori (o almeno è quello che continuano a dirci i nostri cari sindacati).
Come possiamo fare per trovare un po’ di pace e tranquillità?
A quale santo dobbiamo raccomandarci?
Non sappiamo molto di voi, ma quel poco ci è bastato per provare a cambiare le cose…..
Rimaneteci vicini ed aiutateci a trovare la strada giusta da percorrere per ottenere l’unica cosa che in questo momento ci può aiutare!
Grazie.

lunedì 8 ottobre 2012

Davide e Golia

Abbiamo già scritto della delega sordomuta, di quando un lavoratore si iscrive o resta iscritto al sindacato solo perché pensa che, comunque, si debba concedere la propria adesione pur senza credere nei propri rappresentanti. Una delega "in bianco" in cui si rinuncia al diritto di esprimere le proprie opinioni ed a quello di essere informati, al diritto di ascoltare e di essere ascoltati: come sordomuti, per l'appunto.

Adesso invece scriviamo di noi e delle nostre iniziative prossime venture:  a che punto siamo? Dove stiamo andando? Quando partiremo? Fin dall'inizio di questa nostra "impresa", quando iniziammo a scontrarci con strutture incommensurabilmente più grandi e più forti di noi, ci sentimmo da subito un po' come Davide contro Golia. In realtà, qui non si intende "uccidere" proprio nessuno ma solo forzare chi, troppo sicuro di poter ottenere sempre e comunque deleghe e soldi dai lavoratori, a nostro parere si è allontanato dai principi cardine della rappresentanza di categoria. Sono circa 4 mesi che continuiamo a sfidare e pungolare il gigante e, tra tentativi di "sabotare" le nostre libere discussioni e gli avvertimenti "amichevoli" di lasciar perdere, tra il boicottaggio e la denigrazione, qualcosina l'abbiamo ottenuta: essere riusciti a portare fino in Parlamento alcune sacrosante istanze della nostra categoria! E sembra proprio che Davide sia riuscito a scuotere il gigante Golia: a seguito dell'interpellanza dell'Onorevole Berretta, abbiamo registrato la reazione scomposta (e un po' ridicola) della segreteria UIL-TuCS di Catania… ma non importa. Non è certo questo il segno che intendevamo lasciare col nostro colpo: abbiamo notato, non senza soddisfazione, che la stessa segreteria si premura adesso ad informare i lavoratori sullo sblocco delle posizioni del Ministero di Grazie e Giustizia per i licenziati di Sigonella del 2010 (pubblicato sul sito UIL-TuCS Catania)!!! Ecco il nostro colpo!!  Ecco la scossa! Finalmente arriva un minimo di informazione per i lavoratori! Certo, potreste replicare Voi, è aberrante dare ufficialmente notizie del genere quando ancora si tace del tutto il licenziamento di 41 colleghi…. avreste ragione, tutto questo è poco (anzi pochissimo!) ma è già qualcosa: Golia si è svegliato.

Se il gigante si è "accorto" di noi, adesso tocca ancora a noi farlo ballare un po': mentre le nostre istanze sulla pluralità (alias libertà) sindacale verranno presto discusse in Commissione Lavoro della Camera dei Deputati (ci aspettiamo altre liete sorprese), tra non molto partirà la nostra raccolta firme ed allora, ne siamo sicuri, ne vedremo delle belle. Certo, non è facile organizzarsi quando dietro non ti supporta alcun tipo di struttura, quando ci si sente sempre sotto osservazione speciale, quando sai che nessuno ti farà sconti al tuo primo piccolo errore ma, Davide non si impressionò e, di sicuro, non ci impressioneremo neppure noi. Non è facile ma si fa, se non altro per noi stessi, membri anche noi di una categoria fino ad oggi "posteggiata" da chi non merita più le nostre deleghe. Noi, liberi lavoratori delle Basi USA, ci siamo rimboccati le maniche, ci siamo organizzati in gruppo per diventare associazione (ma forse molto più) ed incunearci tra i sindacati ufficiali,  promuovendo iniziative a favore della nostra categoria. 

Ci scusiamo con Voi tutti se le promesse petizioni non sono ancora partite: ci siamo auto-tassati per far preparare i documenti ad un noto avvocato del lavoro. Siamo comunque agli sgoccioli: a brevissimo dovremmo ricevere il testo e, siamo sicuri, l'iniziativa potrà davvero partire entro il mese di ottobre. Qualcuno potrà criticarci per la nostra eccessiva prudenza ma, non siamo dilettanti e non potremmo neppure permetterci che Golia ci porti in tribunale, non oggi. Inoltre, la natura stessa della nostra categoria, sparsa per tutto il territorio nazionale, rende complessa l'operazione di raccolta firme. La nostra "fionda" ha un solo colpo: non possiamo permetterci di sbagliare e, proprio per questo, preferiamo ritardare (di poco) l'inizio delle nostre attività al fine di poter raccogliere le vostre firme nel modo più chiaro, preciso ed adeguato.

Ricordiamo le petizioni:


Se la categoria risponderà compatta alla nostra raccolta firme, Vi assicuriamo che Golia prenderà un gran bel colpo, trovandosi davvero ma davvero in difficoltà. Sarà proprio allora che, come nel racconto biblico, Davide potrà sperare di avere la meglio. 

Non ci abbandonate, seppelliamoli di firme!!!!

martedì 2 ottobre 2012

41 LICENZIATI!!!!

E' ufficiale, quello che più temevamo si è materializzato lo scorso venerdì.
41 colleghi di Camp Darby (Livorno) sono stati licenziati nel vergognoso silenzio di un sindacato incapace di unire l'intera categoria nazionale a difesa dei lavoratori delle basi USA in Italia! 
Perché  non è stata fatta alcuna manifestazione a carattere nazionale, come invece successe nel caso dei licenziamenti di Sigonella e Napoli? Perché  non è stata adottata alcuna strategia comune e condivisa con i lavoratori? Perché ad oggi non c'è ancora un comunicato che sia uno, che spieghi cosa sia successo e perché non poteva andare in altro modo?
Nei mesi scorsi, abbiamo inviato diverse lettere alle segreterie Nazionali ponendo queste domande a chi era deputato non solo a rispondere ma a prendere atto della volontà dei lavoratori delle basi di coinvolgere tutti attraverso un Coordinamento nazionale ormai inesistente. Come tutti sanno, si sono guardati bene dal rispondere... vuol dire che le cose dovevano andare così! Lo sapevano tutti, come è successo a Sigonella e Napoli, tutti sapevano tutto, e in questi casi chi fa domande ed esige risposte rompe solo i co........! 
E il Coordinamento nazionale? Ormai credo che possiamo avere la certezza che noi lavoratori delle Basi non abbiamo più diritto ad avere un Coordinamento nazionale che funzioni, sembra che si sia preferito "spegnerlo" fra l'indifferenza dei vertici che molto probabilmente preferiscono relegare i problemi nei territori locali diminuendo a nostro parere la già l'esile forza contrattuale della nostra categoria. E' forse frutto di una volontà ben precisa?
Il risultato di questa catastrofica situazione è che 41 padri di famiglia sono a casa senza lavoro  e sembra che, al momento, non vi siano neppure spiragli per un ricollocamento negli enti statali, considerato erroneamente "privilegio" di una categoria che, come noi denunciamo da tempo, ha il difetto di non essere collocata da nessuna parte. Per la prima volta nella storia delle Basi USA in Italia, i lavoratori in esubero sono FUORI, a CASA, disoccupati con famiglia a carico!!! Noi tutti speriamo che, anche questa volta, arrivi il finanziamento che appiani i risultati di una situazione incresciosa... ma non è ammissibile stare, di volta in volta, con la  speranza che l'uomo giusto al posto giusto si decida a fare la cosa giusta! Bisogna cambiare! Bisogna sancire i nostri diritti e doveri all'interno di un quadro che ci collochi nella giusta categoria.

Pensate ancora che bisogni comunque restare iscritti al sindacato perché "comunque ci protegge"? Dove sarebbe  questa "speciale protezione" riservata all'iscritto? 

Attenzione, non vogliamo dire che è inutile l'iscrizione perché il Sindacato non serve: sarebbe una bestemmia! Paradossalmente siamo una categoria che, per sua natura, ha più che mai bisogno di un  Sindacato vero, e non certo di strutture rappresentative che fingono di occuparsi dei nostri problemi!
Noi crediamo che sia necessario ristabilire una vera rappresentanza sindacale. Non è più tempo di deleghe, ripensamenti, o timori reverenziali verso infidi latori di promesse che mai vengono mantenute. E' tempo che tutti i lavoratori delle Basi, e dico tutti, si assumino la responsabilità di lanciare un segnale ben preciso, come quello di ritirare, a fine anno, la delega a chi non ci rappresenta più, per ridarla dopo a chi è veramente intenzionato a rappresentarci dettando noi gli obiettivi da raggiungere e le strategie da adottare. La nostra delega non è un regalo: loro si impegnano a raggiungere gli obiettivi che la categoriaI vuole raggiungere e noi continuiamo a dar loro fiducia. E' venuto il tempo di organizzarci per salvaguardare il nostro futuro!
Fin quando la nostra categoria non sarà collocata nel giusto settore, che non può  che essere quello della difesa nazionale, continueremo ad essere  lavoratori di un'azienda privata senza i diritti dei lavoratori privati (libertà sindacale, sgravio fiscale sui premi di produzione, cassa integrazione, articolo 18 ecc.) e lavoratori di un organizzazione inter-statale, senza i diritti dei lavoratori pubblici (sicurezza del lavoro, agevolazioni, orario ecc.). Passate parola, impegnamoci tutti a cambiare, diventiamo noi i protagonisti del nostro futuro!
E' tempo di voltare pagina!


Stringiamoci tutti attorno ai colleghi di Livorno, loro sono noi, e noi siamo loro, non dimentichiamolo!!!

lunedì 1 ottobre 2012

La lettera di Giuseppe Berretta

L'Onorevole Giuseppe Berretta scrive una lettera sul suo sito blog: un'interpellanza parlamentare che coinvolge i ministri del lavoro e della difesa. Il tema principale è la "scarsa" libertà di scelta dei propri rappresentanti sindacali nelle Basi USA.

Di seguito ne riportiamo interamente il testo:
Dipendenti a cui è negata la possibilità di scelta, privati della libertà sindacale sancita dalla Costituzione e non adeguatamente tutelati di fronte al datore di lavoro, ma anche anacronistici ostracismi nei confronti di alcune organizzazioni sindacali, inspiegabilmente escluse da tutti i confronti sul presente e sul futuro dei lavoratori.
Ho denunciato questa incredibile situazione ai ministri del Lavoro, Elsa Fornero, e della Difesa, Giampaolo Di Paola, con un’interpellanza a tutela dei lavoratori delle basi militari statunitensi di Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza e Aviano.
L’atto parlamentare raccoglie le istanze del coordinamento nazionale dei Lavoratori Italiani delle Basi Usa (Libu), che da alcuni mesi si sta facendo portatore di alcune rivendicazioni dei lavoratori. Alla base di questo malcontento vi è innanzitutto la surreale situazione per cui soltanto due sigle sindacali (la Cisl e la Uil) sarebbero autorizzate a trattare con il datore di lavoro all’interno delle basi Usa. Ad aggravare lo scollamento fra i lavoratori e le organizzazioni sindacali, poi, il fatto che la rappresentanza sindacale è organizzata secondo la Rappresentanza Sindacale Aziendale (Rsa) e non, come avviene in gran parte dei luoghi di lavoro, secondo i principi della Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu).
Una mancanza di confronto e rappresentatività delle istanze dei lavoratori civili di Sigonella e delle altre basi Usa in Italia dovuta anche ad alcune modifiche del contratto collettivo nazionale di lavoro che la Libu sta duramente contestando, come la proposta che prevede il pagamento della quota mensile al sindacato sia per gli iscritti che per i non iscritti.  Ma allo stesso tempo appare ingiusto che i lavoratori civili italiani delle basi statunitensi abbiano un contratto di lavoro a sé, che li distingue da ogni altra categoria di lavoratori nel territorio italiano, inclusi i dipendenti civili che prestano servizio per le nostre Forze Militari.
Tante incongruenze che chiedo vengano sanate ai due ministeri competenti, avviando iniziative per introdurre la Rappresentanza Sindacale Unitaria e intavolando una trattativa con le autorità militari Usa con l’obiettivo di giungere ad un unico contratto che raggruppi in una sola categoria lavoratori accomunati dalle stesse problematiche lavorative.
Giuseppe Berretta
A questa lettera è già seguito un (tentativo) di risposta da parte del segretario provinciale della UIL-TuCS Giovanni Casa. Se volete seguire e/o intervenire nel dibattito sul sito in questione, cliccate qui.
LIBU LIBERI!!