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lunedì 1 ottobre 2012

La lettera di Giuseppe Berretta

L'Onorevole Giuseppe Berretta scrive una lettera sul suo sito blog: un'interpellanza parlamentare che coinvolge i ministri del lavoro e della difesa. Il tema principale è la "scarsa" libertà di scelta dei propri rappresentanti sindacali nelle Basi USA.

Di seguito ne riportiamo interamente il testo:
Dipendenti a cui è negata la possibilità di scelta, privati della libertà sindacale sancita dalla Costituzione e non adeguatamente tutelati di fronte al datore di lavoro, ma anche anacronistici ostracismi nei confronti di alcune organizzazioni sindacali, inspiegabilmente escluse da tutti i confronti sul presente e sul futuro dei lavoratori.
Ho denunciato questa incredibile situazione ai ministri del Lavoro, Elsa Fornero, e della Difesa, Giampaolo Di Paola, con un’interpellanza a tutela dei lavoratori delle basi militari statunitensi di Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza e Aviano.
L’atto parlamentare raccoglie le istanze del coordinamento nazionale dei Lavoratori Italiani delle Basi Usa (Libu), che da alcuni mesi si sta facendo portatore di alcune rivendicazioni dei lavoratori. Alla base di questo malcontento vi è innanzitutto la surreale situazione per cui soltanto due sigle sindacali (la Cisl e la Uil) sarebbero autorizzate a trattare con il datore di lavoro all’interno delle basi Usa. Ad aggravare lo scollamento fra i lavoratori e le organizzazioni sindacali, poi, il fatto che la rappresentanza sindacale è organizzata secondo la Rappresentanza Sindacale Aziendale (Rsa) e non, come avviene in gran parte dei luoghi di lavoro, secondo i principi della Rappresentanza Sindacale Unitaria (Rsu).
Una mancanza di confronto e rappresentatività delle istanze dei lavoratori civili di Sigonella e delle altre basi Usa in Italia dovuta anche ad alcune modifiche del contratto collettivo nazionale di lavoro che la Libu sta duramente contestando, come la proposta che prevede il pagamento della quota mensile al sindacato sia per gli iscritti che per i non iscritti.  Ma allo stesso tempo appare ingiusto che i lavoratori civili italiani delle basi statunitensi abbiano un contratto di lavoro a sé, che li distingue da ogni altra categoria di lavoratori nel territorio italiano, inclusi i dipendenti civili che prestano servizio per le nostre Forze Militari.
Tante incongruenze che chiedo vengano sanate ai due ministeri competenti, avviando iniziative per introdurre la Rappresentanza Sindacale Unitaria e intavolando una trattativa con le autorità militari Usa con l’obiettivo di giungere ad un unico contratto che raggruppi in una sola categoria lavoratori accomunati dalle stesse problematiche lavorative.
Giuseppe Berretta
A questa lettera è già seguito un (tentativo) di risposta da parte del segretario provinciale della UIL-TuCS Giovanni Casa. Se volete seguire e/o intervenire nel dibattito sul sito in questione, cliccate qui.
LIBU LIBERI!!

18 commenti:

  1. Io ho già risposto a Giovanni Casa. Di seguito una copia del mio commento (lo divido perché troppo lungo) inviato sul blog di Giuseppe Berretta e, al momento in cui scrivo, ancora in attesa di moderazione.
    "
    Caro Giovanni,
    Finalmente!!!! Ci voleva l’azione di un Deputato della Repubblica per avere il “piacere” di sentirti di nuovo parlare di noi della LIBU. Bene! Una domanda: come mai la tua lettera che leggiamo in questo blog differisce da quella pubblicata come “lettera aperta all’On.Giuseppe Berretta” sul sito della UIL-TuCS di Catania? Ma possibile che da te non si ottiene mai una parola una, che sia unica e chiara?
    Comunque, prima di farti dono (sicuramente gradito) del il mio pensiero in merito alla tua lettera, che non chiamo risposta poiché non risponde per nulla all’interpellanza dell’Onorevole Berretta, permettimi restituire al mittente le accuse di “scarsa nobiltà” rivolte alle nostre scelte. Per quanto riguarda poi le farneticazioni riguardanti il “sottobosco di privilegi” delle cariche sindacali ed anche gli “individualismi ed ambizioni personali”, non rispondo nemmeno, coloro che ci conoscono (incluso banche e creditori) leggendo le tue parole non potranno che farsi grasse risate. Buon per loro.
    Ma andiamo con ordine:
    1. Se dopo tre anni in cui abbiamo lavorato in autonomia è poi seguito un rapido precipitare degli eventi, è proprio perché tu, che fino a poco tempo prima di Sigonella non sapevi nulla, improvvisamente, nel momento in cui gli iscritti hanno superato i 300 (ti ricordo che erano meno della metà all’inizio del nostro triennio), questa autonomia ce l’hai tolta! Il nostro coordinatore non era più in grado di chiedere assemblee, di scrivere all’ufficio del personale, di accorrere nei reparti all’occorrenza… non era neppure in grado di poter scegliere i propri collaboratori! Perché hai tolto l’autonomia (e la forza) alle nostre azioni? Più volte questa domanda è stata posta sia a te che alle segreterie regionali e nazionali: non abbiamo mai ottenuto alcuna risposta se non il tuo ribadire che decidere tocca a te e basta, anche se questo non dovesse corrispondere alla volontà dei lavoratori…. uhhmm… forse c’è qualcosa da nascondere?
    2. Non abbiamo avuto bisogno di “raccontare” nulla all’Onorevole Berretta: è tutto online, world-wide, sul nostro blog, inclusa la storia del nostro passato, la richiesta della quota di assistenza contrattuale, il contratto di lavoro ecc. Tutto nero su bianco, chiaro come sempre siamo stati noi verso di te e, soprattutto, verso i lavoratori. Tra l’altro, a noi sembra che l’Onorevole abbia colto perfettamente il nocciolo dei problemi che affliggono tutti i lavoratori delle Basi USA. Sono problemi di principio, non di “pancia”; capisci cosa intendo, Giovanni?
    3. Per quale motivo i Ministri non dovrebbero curarsi di noi? Così poco e male consideri la nostra categoria? Cosa ti infastidisce, forse che qualcun altro possa accendere i riflettori su una categoria che consideravi “cosa tua” e di altri come te? Mi dispiace, non è così, è ormai passato quel tempo, non ve lo permetteremo più!
    .....continua.....

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    1. ....prosegue da sopra....
      4. Certo che, in quanto sindacalista, hai una gran considerazione della gente: per te sono tutti sprovveduti! I lavoratori che concordano con le nostre scelte, il coordinatore che si fa fuorviare da sedicenti “estremisti”, l’Onorevole Berretta che casca nel tranello della LIBU…. meno male che tu ed il tuo “valido” team siete in grado di vedere la realtà oltre l’apparenza! Scherzi a parte: non ti sei mai soffermato a pensare che, forse forse, le cose stanno magari in modo diverso?
      5. Le vittorie sindacali del nostro comparto non avrebbero eguali? Vallo a raccontare agli esuberi e ai trasferiti!
      6. Abbiamo capito che la quota di assistenza contrattuale è stata sottoscritta anche per la confcommercio. E allora? Che ci azzecchiamo noi con la confcommercio? Inoltre, i lavoratori di quel settore hanno la libertà di scegliere tra tutte le sigle sindacali e, cosa ancora più importante, hanno la libertà di scegliere chi li rappresenta, tramite la RSU. È ovvio che, quando i non-iscritti contribuiscono a scegliere il proprio rappresentante, allora magari è anche possibile chiedere loro di contribuire. La situazione nelle Basi USA è ben diversa: o CISL o UIL o niente. Anche un bambino capirebbe la differenza, caro Giovanni, anche un bambino.
      7. La RSU è materia sindacale ma il sindacato è materia dei lavoratori. A breve partirà la nostra raccolta firme, allora vedremo cosa ne pensano i lavoratori: se vorranno scegliersi il proprio rappresentante o se vorranno continuare a delegare le segreterie a decidere per loro. Vedremo. Ignorerai a quel punto anche il volere della categoria?
      8. Questo tema del pubblico dibattito è comico: da mesi ormai il nostro (e vostro) ex-coordinatore continua a chiedere un confronto con le segreterie provinciali, regionali, nazionali, senza ottenere alcuna risposta. Adesso, dopo che le nostre proteste sono arrivate fino in parlamento (vi avevamo detto che avremmo innalzato la questione fino ai massimi livelli), il pubblico dibattito lo chiedete voi. Bene! Se mi concedi una battuta, nel nostro ultimo incontro pubblico per la vergogna ti abbiamo fatto diventare rosso come un peperone, vuol dire che questa volta ci faremo anche la caponata!
      9. Dulcis in fundo: non tutti sono andati via “sbattendo la porta” (frase che non trovo nell’altra versione della tua lettera), alcuni, come il sottoscritto, sono stati sbattuti fuori senza alcuna comunicazione, senza alcuna ragione ufficiale. Forse, mi chiedo senza retorica, è perché abbiamo “osato” mettere in discussione chi invece era considerato intoccabile? Sia chiaro, io me ne sarei andato lo stesso, pur tuttavia non me ne avete dato l’opportunità. Anche per questo, grazie.

      Concludo la presente con l’invito a rispondere sul serio all’interpellanza dell’Onorevole Berretta: Perché nelle Basi USA non è ammessa altra sigla all’infuori di FISASCAT e UIL-TuCS? Perché abbiamo un CCNL che differisce da chi fa lavori simili ai nostri, presso le Forze Armate Italiane? Perché non si passa alla rappresentanza RSU, sicuramente più democratica di quella RSA? Il resto, Giovanni, è solo chiacchiera (se non peggio).

      Un affettuoso saluto,
      Saverio Bruno
      co-fondatoere LIBU ex membro del direttivo UIL-TuCS a Sigonella.
      "

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  2. ABBIAMO SEMPRE E SOLO CHIESTO CHIAREZZA ,DIALOGO ,CORRETTEZZA
    E' SICURAMETE QUESTO SIG GIOVANNI CASA A FAR PAURA
    IN UN ITALIA DOVE TUTTO VIENE ACCETTATO PASSIVAMENTE (la ns pacifica ribbellione deve esserle sembrata inaccettabile)
    CERTE ISTITUZIONI RITENGONO DI AVERE IL DIRITTO SACROSANTO DI FARE TUTTO QUEL CHE VOGLIONO SENZA DAR CONTO A CHI LI MANTIENE
    IL SINDACATO DOVREBBE ESSER L'ESPRESSIONE DELLA VOLONTA' DEI LAVORATORI LA LORO VOCE E NON UN PADRONE CHE DETTA LEGGE SENZA CURARSI DI FARE GLI INTERESSI DEGLI ISCRITTI.
    Mary Cosentino

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  3. L'Onorevole Berretta risponde nel suo blog al segretario provinciale UIL-TuCS, Giovanni Casa. Credo che ogni ulteriore commento sia superfluo, basta leggere per percepire la "distanza" abissale che divide il primo dal secondo:

    "
    Sig. Casa,
    la ringrazio per il suo contributo anche se mi dispiace leggere nelle sue parole un certo risentimento che francamente non riesco a giustificare da parte di chi dovrebbe aver letto con estrema attenzione l’interpellanza che ho inviato al Governo.
    La “surreale situazione”, una delle tante, che ho denunciato ai ministri Fornero e Di Paola si riferisce innanzitutto alla esclusione di alcuni sindacati dalle trattative con il datore di lavoro. Non ho mai sostenuto, al contrario di ciò che lei contesta velatamente, che la Cgil sia l’unico sindacato in grado di tutelare i lavoratori. Ciò che ho scritto ai ministri del Lavoro e della Difesa è molto più serio di questioni che reputo poco significative come gli incarichi sindacali ricoperti in passato da questo o quel lavoratore che ha poi scelto di abbandonare il sindacato. Credo sia, invece, ben più grave che si stia ignorando la nostra Costituzione che, come lei sicuramente saprà, all’articolo 39 sancisce la libertà sindacale dei lavoratori. Libertà nella scelta dell’organizzazione a cui iscriversi, libertà di sentirsi “degnamente rappresentati” – cito le parole dei lavoratori di Sigonella – o, se non lo si ritiene, liberi di non iscriversi a nessuna sigla sindacale. Trovo ingiusto, poi, da parte sua bollare come “individualismi” dei malesseri profondi che hanno indotto molti lavoratori a riunirsi nella Libu: chiedono più libertà nell’essere rappresentati davanti all’azienda, chiedono di poter contribuire “dal basso” a prendere le decisioni, incluse quelle riguardanti il pagamento delle quote sindacali, e a condurre una battaglia – sacrosanta a mio avviso – per ottenere lo stesso contratto di chi svolge il loro stesso lavoro come i lavoratori civili delle Forze Armate. Queste le mie convinzioni, questa la mia battaglia per tutelare i dipendenti di Sigonella che, evidentemente non ne è al corrente, ho tentato di tutelare in moltissime altre occasioni da tanti anni a questa parte, con altre interrogazioni e interpellanze al Governo. Il quale avrà sicuramente molto altro da fare ma spero, al contrario di quello che lei si auspica, possa occuparsi anche di questi lavoratori italiani che – contrattualmente – continuano a sentirsi stranieri in Italia.
    Sono sempre disponibile quando c’è da confrontarsi, non mi sono mai tirato indietro e non lo farò certamente ora. Anche perché, a differenza dei cari amati jukeboxe, credo di avere molto da dire quando si parla di diritti dei lavoratori.

    Un saluto,
    Giuseppe Berretta
    "

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  4. Finalmente si sta facendo luce a livello nazionale sulla condizione penosa dei lavoratori di Sigonella e di tutte le Basi USA in Italia. per questo vorrei ringraziare l'Onorevole Berretta.
    Sulla lettera di casa postata sul blog dell'Onorevole non ci sono parole stendiamo un velo pietoso.
    Parliamo di cose serie....speriamo che questa interpellanza parlamentare possa portare a Sigonella quel sano pluralismo che ridia democrazia, libertà e dignità a tutti noi LAVORATORI!!!!!

    Ragazzi adesso si fa sul serio!!!

    Viva la LIBU, VIVA LA DEMOCRAZIA!!!

    P.S. GRAZIE ANCHE A TUTTI QUELLI CHE HANNO DATO VITA ALLA LIBU!!!

    RispondiElimina
  5. Rosario Pellegrino1 ottobre 2012 22:54

    Anche io ho detto la mia sul blog dell'On.Berretta e risposto a Giovanni Casa:

    Il sig. Giovanni Casa continua a stupire con i suoi interventi sempre incentrati sul niente e sulla sterile e inutile polemica. Non ho mai visto, da parte sua, una risposta a qualcosa o qualcuno che centri l’argomento o l’obiezione che gli è stata rivolta o alla quale aveva il dovere di rispondere.
    Sempre a divagare senza poi, appunto, dire nulla, sminuendo e buttando sempre fango verso chi lo contraddice o mette in discussione il suo pensiero. Per non parlare poi della pessima abitudine di esprimere sempre una assoluta mancanza di fiducia sull’intelligenza ed esperienza altrui: 350 iscritti che avevano mostrato grande fiducia nel nuovo direttivo UILTUCS, coordinato dal sottoscritto, e che avevano riacquistato gli strumenti per esprimere finalmente il loro parere (nessun direttivo, quantomeno a Sigonella, aveva mai fatto tante assemblee generali e di reparto, mai tanta informazione attraverso comunicati, lettere ed e-mail) ebbene, questi iscritti, nel momento in cui hanno cominciato a crescere e chiedere di più alla struttura sindacale, in qualità e sugli obiettivi da raggiungere, sono diventati per il sig. Casa 350 imbecilli a cui è stato fatto un lavaggio di cervello da parte mia, che sono uno fuori di testa e malato di protagonismo. I miei collaboratori, a loro volta, e due in particolare, influenzavano me che diventavo così una persona in balia di lupi famelici che annullavano la mia volontà, il tutto in un susseguirsi di accuse di plagio, dove tutti diventavano gli artefici e nello stesso tempo le vittime del plagio. Adesso è il turno dell’On. Berretta che “ci è cascato”, che si è fatto abbindolare da persone spinte soltanto da individualismi ed ambizioni personali andate deluse, come se l’On. Berretta, attraverso la sua esperienza certamente di alto profilo, non sia in grado di capire le istanze di lavoratori che non ne possono più di essere trattati in questo modo.
    Noi vogliamo soltanto la libertà di poter dire: voi non mi rappresentate più e scelgo, in assoluta libertà, di andare da un’altra parte, da chi dico io e non da chi dite voi, come prevede la Costituzione e la più elementare delle regole di Democrazia. Ci vuole tanto a capirlo?
    L’On. Berretta ci ha ridato la fiducia e la speranza che qualcuno finalmente ci ascolta, che il silenzio a volte si può rompere, che la Democrazia si può ancora esercitare in questo paese , e di questo gli saremo sempre grati. Ha fatto ciò che gli organi preposti alla tutela dei nostri diritti non hanno voluto fare: ascoltarci.
    Il sig. Giovanni Casa forse dovrebbe, dall’alto della sua somma intelligenza, imparare ad ascoltare di più prima di esprimere giudizi o peggio strategie sindacali. Ascoltare è la base della contrapposizione democratica delle idee. Se avesse usato con noi il dono di sapere ascoltare si sarebbe reso conto che forse non eravamo tutti così fuori di testa, che sentivamo troppo la responsabilità di essere i portavoce di 350 lavoratori, che avevamo solo bisogno di essere ascoltati e rappresentati nel modo giusto e con le strategie giuste in qualità e onestà, questa era la nostra unica e sola ambizione.
    Forse il sig. Casa invece di permettersi di scrivere all’On. Berretta “si faccia un favore, legga il CCNL” , sarebbe bene che il favore se lo faccia lui studiando la storia del Sindacato, fatta da uomini che si sono immolati per il bene altrui, uomini che ascoltavano i lavoratori e lottavano per un futuro e un mondo migliore, pregni di una cultura tesa alla solidarietà, contro l’ingiustizia e la discriminazione sociale. Uomini che non si sarebbero mai sognati di dire come il sig. Casa ha fatto con noi: voi non siete nessuno, qui comando io!

    Rosario Pellegrino
    co-fondatore LIBU ex Coordinatore del direttivo UIL-TuCS a Sigonella

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  6. Il Sig. Casa (signore in questo caso e' un titolo/complimento che dubito meriti realmente) e' venuto allo scoperto e con le sue stesse parole, che possono essere lette e rilette da tutti, si e' presentato per quello che e': l'uomo della strada senza alcuna formazione ne' alcuna capacita' argomentativa, che sapendo di non poter reggere il confronto con una persona del livello dell'On.Beretta, che per il garbo e la lucidita' con cui si pone merita a diritto il titolo di "onorevole", decide di attaccarlo culminando in espressioni di delirio come "si faccia il favore, legga il CCNL", o insulti del peggior tipo come "politico jukebox". Uno che si permette il lusso di insultare selvaggiamente l'interlocutore, incurante dell'alto livello morale e culturale della persona con cui si sta confrontando denota una evidente incapacita' nel relazionarsi con gli altri, qualita' indispensabile per un sindacalista. Giovanni Casa dimettiti, tu e il sindacato siete e rimarrete realta' irrelate. Siamo stanchi di subire l'affronto di essere rappresentati da chi ostenta dispotismo in modo cosi' basso. Sarebbero questo Casa e altri personaggi come lui quelli che si vanno a sedere al tavolo delle trattative con il datore di lavoro? Ma stiamo scherzando? mi dovrei sentire rappresentato da uno che scrive e parla in quel modo? al solo pensiero mi sento svenire, non e' possibile! Quando si verra' fuori da questo incubo? essere rappresentati dai peggiori? Caro Casa, nessuno qui a Sigonella ha eletto te e i tuoi uomini, quindi la vostra rappresentanza e' assolutamente ingiustificata. Lo statuto federale vi autorizza? stracciatelo e riscrivetelo! la vostra presenza qui e' antidemocratica, e' imbarazzante...mestieranti del sindacato andate via!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Collega, complimenti per la risposta di alto spessore. Ti inviterei a postarla anche sul blog di Giuseppe Berretta (http://www.giuseppeberretta.it/politica-italiana/sigonella-dichiara-guerra-ai-sindacati/) cosi' che possa avere ulteriore visibilita'.

      Se poi volessi anche collaborare con noi, ti invitiamo a scriverci su libuliberi@gmail.com.

      Elimina
  7. Se ne devono andare a casa tutti. Non rappresentano più nessuno. Non vogliono capire che è finita per loro.
    Giovanni Casa non ha attaccato Saro Pellegrino, ha attaccato e offeso chi lui rappresentava. Saro e gli altri del Direttivo avevano un seguito fra i lavoratori che nessun altro Direttivo aveva mai avuto. Quindi sono i lavoratori di Sigonella che non gli perdoneranno mai quello che ha fatto. Si deve essere veramente stupidi per non capirlo. Ma capire è un dono che non tutti hanno.
    La UIL nuovo slancio? Ma questo farnetica. Chi dovrebbe dare questo slancio Il nuovo Coordinatore e il suo vice? Ah, Ah, Ah!
    Ma li avete guardati in faccia a tutti e due? Basta solo quello! Poi se parlano il quadro è completo. Ma per cortesia, cerchiamo di essere seri.
    Ma poi, come si permette Giovanni Casa di parlare così a Berretta, l'unico che ha capito i nosri problemi.
    Vergogna! Vergogna! Vergogna!

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  8. Francesco Marino2 ottobre 2012 11:53

    Ho letto e riletto l'articolo del quotidiano "La Sicilia" - Interpellanza Parlamentare dell’ On. Berretta ed e` con grande soddisfazione che apprendo che finalmente si stia muovendo qualcosa a livello nazionale.
    La LIBU e` viva e ha dato inzio ad un "terremoto" che sta scardinando quel vecchio e marcio modo di fare sindacato. Esiste e c'e` la democrazia che spesso viene manomessa e pilotata facendo perdere quei diritti che spettano, come in questo caso, ai lavoratori. Siamo fieri e soddisfatti perche` finalmente le cose stanno cambiando, abbiamo una grande voglia di crescere e un grande desiderio di innovazione sindacale (LIBU). Vogliamo di piu' perche` sappiamo che c'e` di piu`, vogliamo andare avanti perche` ce lo meritiamo, e` un nostro diritto! La democrazia deve prevalere ed e' alla base dei diritti dei lavoratori!
    Abbiamo fatto centro, siamo diventati (noi LIBU) protagonisti di qualcosa che questi insulsi privi di vivacita` intellettuale non immaginavano.
    Amici e colleghi della LIBU andiamo avanti con forza.

    Francesco Marino ex direttivo UIL-TuCS di Sigonella.

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  9. Non pago delle mazzate già ricevute ieri, Giovanni Casa risponde di nuovo, reinterpretando in modo alquanto creativo le parole dell'Onorevole Berretta: un democristiano anni '70 non avrebbe saputo fare di meglio. La risposta di Berretta è così secca, dura ed esplicita, che stenderebbe un toro. Purtroppo, trattandosi di differente animale, non siamo sicuri che le fandonie finiscano qua. Vi invitiamo a seguire il "dibattito" (si fa per dire) sul blog di Giuseppe Berretta (per il link, ritornate all'articolo "La lettera di Berretta"),

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    Risposte
    1. PS Per "mazzate" si intende, ovviamente, in senso figurato.

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  10. Da notare che Giovanni Casa rifiuta la responsabilità della UIL-TuCS e della FISASCAT per la mancanza di altre sigle sindacali titolate alla trattativa col datore di lavoro. Cosa intende dire, che la responsabilità di tale limitazione è imputabile al Comando Militare USA? Il segretario generale UIL-TuCS per la provincia di Catania accusa gli Americani di non volere altre sigle sindacali con le quali dialogare? È un accusa forte che il Sig.Casa dovrebbe poter dimostrare.
    In ogni caso, ammesso e non concesso che avesse ragione, perché le sigle attualmente titolate avrebbero passivamente accettato una situazione del genere? Crediamo che lor signori dovranno rispondere anche di questo!

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  11. Non sono bravo con le parole, ma ho seguito come il Sig Casa ha gestito la cosa a sigonella. Secondo il mio modesto parere l'unica mossa intelligente che potrebbe fare e' dare le dimissioni.

    Enzo Di Mauro.

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  12. Giovanni Ricci4 ottobre 2012 19:42

    Anche io ho scritto il mio commento sul blog dell'On.Berretta:

    On. Berretta,

    la ringrazio per lo spazio e per l’interessamento che sta avendo nei nostri confronti e in quella tutta la categoria Lavoratori Italiani nelle Basi USA in Italia, cosa altro dire, ‟Welcome to Sigonella” . Ho letto attentamente l’articolo del quotidiano -“La Sicilia” – Interpellanza Parlamentare e dopo ho letto il commento del Segretario Prov . Uil-Tucs di Catania nel suo blog: sono rimasto senza parole.
    Io sono un ex membro del direttivo e ex RLS della UIL-TuCS di Sigonella e sono uno di quelli che ha messo molta passione come tutto l’ex direttivo UIl-Tucs ma, sono rimasto deluso come tutti gli altri. Di conseguenza quando non si va d’accordo la cosa più naturale da fare e separarsi. Non siamo affatto usciti sbattendo la porta alla prima discussione, abbiamo avuto molta, molta pazienza ma, come tutte le cose, c’è un limite oltre alla quale si dice basta. Dopo aver lavorato insieme con tutti i membri del Direttivo per più di tre anni e contribuito a raggiungere un numero di iscritti Uil-Tucs mai visti nella storia di Sigonella (350), stavamo ancora crescendo: questo vuole dire che siamo persone serie, competenti e che abbiamo la stima dei nostri colleghi; abbiamo la loro FIDUCIA al contrario di quello che qualcuno sostiene. Tutta la comunità delle Basi Usa in Italia sta seguendo questa discussione e anche altrip; la ringrazio ancora per la sua professionalità .
    Mi chiedo da persona ignorante, plebea, (in Inglese si dice peasant= plebeo), da peasant e da persona completamente fuori di testa che sono io: perché il Segretario Uiltucs ha un parere negativo al suo intervento in parlamento? Se lei e’ in parlamento deve parlamentare, praticamente portare la nostra voce in parlamento, discutere dei nostri problemi; in una democrazia come la nostra questa dovrebbe essere la normalità: lei è un rappresentante del nostro territorio che sta facendo il suo mestiere e lo sta facendo molto bene! Ho consultato il vocabolario per capire cosa significa Parlamento, sa, io sono un peasant. Aaahh... ho capito! Sono un po’ ritardato nella comprensione di fatti molto complessi ma ,ma ho capito sa, veramente! Il parere e' negativo proprio perché lei parla dei nostri problemi in Parlamento; scusi sa, io sono un semplice peasant di campagna e avevo bisogno del mio tempo per capire.

    Un saluto from the peasantry, GRAZIE, THANK YOU,

    Giovanni Ricci
    co-fondatore LIBU ex membro del direttivo UIL-TuCS a Sigonella.

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  13. Rosario Pellegrino5 ottobre 2012 11:27

    On. Berretta,
    dopo gli interventi del sig. Casa (il quale non ha bisogno di presentazioni, si qualifica e si presenta da sé) e quelli dei miei colleghi, credo che adesso sia più chiaro il senso del nostro dissenso verso una rappresentanza di lavoratori che poco ha a che fare con la solidarietà, con la concertazione, con le strategie per un futuro migliore.
    Il sig. Casa rappresenta un certo modo di rappresentare i lavoratori che a noi non sta più bene. L'arroganza di chi dichiara continuamente fino alla nausea: o stai con me o sei contro il sindacato, dimenticando che il sindacato è altro da lui, il sindacato sono i lavoratori. Questo volersi attribuire arbitrariamente l'unicità di intenti e di strategie senza mai spiegare o ascoltare la problematicità delle istanze e delle aspettative che vengono dal mondo del lavoro, è ciò che ha allontanato queste pseudo strutture sindacali dai lavoratori. E' un po’ quello che sta succedendo in politica (le due cose viaggiano su binari paralleli) una crisi di rappresentanza che ha creato un divario preoccupante fra chi ci rappresenta e amministra "la cosa pubblica" e la società civile.

    La mia formazione etica mi impedisce però di fare di tutta l' erba un fascio, o di scadere nel qualunquismo del "piove, governo ladro". Credo e crederò sempre nella sacralità della Politica e della rappresentanza sindacale, e se mi sono messo in prima linea (e come me tanti altri colleghi) è proprio perché credo che la Democrazia non è come un abito che indossi, come alcuni dirigenti credono, che ti abilita subito e ti rende intoccabile. La Democrazia è una conquista sempre in itinere basata sul continuo e libero confronto di idee sempre tese al bene comune, e va difesa ed esercitata con impegno ed onestà intellettuale.
    Il sig. Casa preferisce pensare che il nostro dissenso sia dovuto a " individualismi ed ambizioni personali andate forse deluse"? Faccia pure, ma resta il fatto che questo suo modo di interpretare il dissenso non dà risposte ai dubbi e alle frustrazioni di molti lavoratori delle Basi.
    Il sig. Casa preferisce pensare " che i livelli di garanzia e di tutela raggiunti in oltre 50 anni di complesse relazioni sindacali in tale comparto da UIL e CISL non hanno uguali negli altri comparti produttivi privati esistenti in Italia"? Faccia pure, ma allora come mai alcuni diritti che ci spettano, in quanto cittadini italiano tutelati da una Costituzione, non ci vengono riconosciuti? Come mai abbiamo un Contratto di lavoro ibrido e incomprensibile, scaduto da tre anni e con la manifesta incapacità mostrata dai Nazionali di contrapporsi al nostro datore di lavoro per un rinnovo prossimo e consono alle vigenti leggi italiane ?

    ....continua.....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rosario Pellegrino5 ottobre 2012 11:28

      Come mai in 50 anni, non si è riusciti ad ottenere un "Inquadramento unico" che equiparasse i lavoratori ai livelli mansionari italiani? Come mai il nostro contratto non è equiparato al contratto nazionale dei dipendenti civili che prestano servizio per le nostre Forze Militari?
      Il sig. Casa preferisce pensare che " Ritenere però la UIL o la CISL in qualche maniera responsabili o – peggio – artefici di tutto ciò( cioè l'assenza nelle basi di altre sigle sindacali) è semplicemente fuorviante"? Faccia pure. Ma allora ci dica chiaramente da chi è partito questo divieto, dato che si vocifera che sia partito proprio da un accordo fra CISL e UIL. Il sig. Casa intende forse dire che è stato il Governo degli Stati Uniti? Allora si apra un dibattito e si chiarisca una volta per tutte se esiste veramente un No ufficiale da parte del nostro datore di lavoro, e da qui collaborare, anche con la partecipazione di CISL e UIL, per ristabilire un diritto sacro sancito da leggi e dalla Costituzione Italiana.
      Sono queste le risposte che aspettiamo, gettare fango su di noi non serve a nessuno, qualifica soltanto chi lo fa.

      On. Berretta grazie ancora per averci ospitato nel suo BLOG. Grazie per la solidarietà e il tempo che ci ha dedicato. Lei ha ridato carica e speranza a chi sogna una società migliore.

      Rosario Pellegrino
      Co-fondatore LIBU ed ex Coordinatore RSA UITUCS_UIL - Sigonella

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  14. Avete visto il sito ufficiale della UILTuCS Catania? Hanno pubblicato la prima risposta di Berretta a Casa e la successiva replica di quest'ultimo. Hanno però omesso l'interpellanza vera e propria, la prima lettera di Casa e l'ultima (e definitiva) replica di Berretta, un vero e proprio schiaffone in pieno viso a Giovanni Casa (in senso figurato).
    Le lettere viste così come pubblicate sul sito uiltucs, potrebbero dare l'impressione che Berretta abbia ritrattato la sua interpellanza a seguito della lettera di Casa. Nulla di più falso.

    Portiamo questo fatto a Vostra conoscenza, solo per sottolineare, se mai ve ne fosse ancora il bisogno, che razza di persona gestisce la UIL-TuCS a Catania. Comunque sia, indipendentemente dalle farneticazioni di chi è a corto di argomenti, l'interpellanza proseguirà il suo iter in commissione e, speriamo, fino in Parlamento.

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