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lunedì 15 ottobre 2012

L'Uovo di Colombo

Verso la fine di Settembre è circolato a Sigonella, e suppongo anche nelle altre Basi (con i tempi che corrono però non si può aver certezza), un laconico e raro messaggio della UIL-TuCS in cui si comunicava di aver ricevuto la risposta dall'Agenzia delle Entrate inerente la Detassazione su Premi produzione e Straordinari. 
Il breve commento diceva: "...Purtroppo la risposta è negativa non possiamo usufruire degli sgravi." Allegata a questa tristissima e poverissima comunicazione vi era la circolare di risposta dell'Agenzia delle Entrate. Non vogliamo commentare la comunicazione in sé, nella sua modalità e nel suo intento, perché sarebbe come sparare alla croce rossa, non ci interessa, lasciamo giudicare ai colleghi. Ciò che invece ha attratto la nostra attenzione è la presa di posizione da parte dell'Agenzia delle Entrate nel merito della detassazione, qualcosa che sembra essere passato inosservato a (quasi) tutti,  soprattutto a chi non ha alcun interesse ad attenzionare le contraddizioni che riguardano la nostra categoria.
Ricordiamo ai colleghi che uno dei punti del programma dell'ex Direttivo UIL-TuCS di Sigonella, era quello di dare cittadinanza e visibilità alla nostra categoria, ribadendo che, lavorando in una Base militare e quindi per la difesa del territorio, il nostro contratto di lavoro doveva essere equiparato a quello dei dipendenti civili che lavorano nelle Basi militari italiane in suolo Italiano, e la nostra categoria essere quantomeno vicina ai Ministeri che curano e seguono le istanze della Difesa, così come per i civili Spagnoli che lavorano nella Base Americana di Rota, per intenderci. Il fatto di lavorare in Italia in una Base Americana e non in una Base Italiana non cambia la missione: difendere il territorio per il bene comune , nostro e degli alleati (se così non fosse, allora le truppe americane in Italia dovrebbero essere considerate truppe di occupazione: ridicolo).
Abbiamo esposto questa semplice, e direi logica, istanza in numerose assemblee locali e in diverse riunioni di Coordinamento Nazionale, manifestando la nostra perplessità sul  fatto che in tanti anni nessuno  dei dirigenti o dei rappresentanti sindacali abbia mai cercato di portare avanti un discorso o una strategia volta a farci riconoscere dipendenti di un qualsivoglia Ministero: L'uovo di Colombo! Tutelati come dipendenti pubblici, datore di lavoro il nostro Governo e non quello Americano come è giusto che sia, senza alcun bisogno di improbabili, e adesso inutili, leggi 98, con gli stessi diritti di tutti i cittadini Italiani, inclusa la libertà di scegliere da chi farci rappresentare.  Ma ci pensate?
Questo programma, assieme ad altri punti, aveva ricevuto il plauso e la totale condivisione da parte dei colleghi di Sigonella, che ci diedero mandato attraverso le assemblee, di essere i portavoce di queste istanze. Ma la stessa condivisione purtroppo non l'abbiamo avuta dalle cosiddette dirigenze sindacali, le quali mostrarono immediatamente contrarietà e irritazione nei riguardi di certe domande e certe affermazioni che esternavamo per iscritto e durante le assemblee: quelle che riguardavano proprio la volontà della categoria di essere inquadrati finalmente come lavoratori Italiani che lavorano in Italia, e non persone che vanno al lavoro varcando un cancello oltre il quale si diventa degli emigranti in patria. Personalmente ricordo che subii un attacco feroce da parte della segreteria nazionale durante una riunione di Coordinamento Nazionale a Roma, dove fui accusato di dire follie che andavano solo contro la stessa UIL-TuCS, oltre che rimproveri dalla segreteria locale con battute "…smettetela con questi Ministeri…", "…voi scrivete e parlate troppo…". Allora capimmo perché nessuno in passato aveva mai fatto discorsi del genere: l'argomento era tabù!
Non si vuole cambiare la nostra condizione. Noi dobbiamo rimanere lavoratori che lavorano per un ente (?) Privato, ingabbiati nella FISASCAT e nella UIL-TuCS, comparti sindacali che non hanno alcuna competenza tecnica nei riguardi delle problematiche delle Basi militari. Lavoratori del Privato quindi, e come tali trattati e riconosciuti nelle varie indagini salariali e nelle forme riguardanti le trattative e le competenze.
In pratica, il Governo degli Stati Uniti d'America che insedia Basi sul nostro territorio, viene equiparato  ad una qualsiasi azienda straniera che apre un'attività commerciale Privata a casa nostra, con l'aggravante dell'applicazione per così dire "distratta" di regole legali e legislative in uso in Italia. Cristoforo Colombo ha scoperto l'America secoli fa, noi adesso non riusciamo neppure a trovare l'Italia dentro le Basi americane in casa nostra. Che strano destino! 
Per rendere ancora più torbida la nostra storia, arriva infine questo famigerato comunicato da un ente statale, quale l'Agenzia delle Entrate, il quale contraddice tutto ciò che avevamo pensato o che hanno voluto farci credere finora. L'oggetto della circolare riguarda l'imposta sostitutiva del 10% per gli emolumenti relativi alla produttività aziendale (art. 2 del d.l. 93/2008) -applicabilità ai lavoratori delle FF.AA. Statunitensi in Italia. In pratica lo sgravio fiscale su premi di produzione e straordinari. L'Agenzia delle Entrate, che risponde in vece e in nome del Ministero dell'Economia e delle Finanze ad una richiesta di chiarimenti da parte dell'USSSO (capo Ufficio Responsabile dell'Ufficio dello Stato di origine degli Stati Uniti d'America in Italia) circa l'applicazione di tale sgravio ai lavoratori locali delle forze armate Statunitensi in Italia, a tale richiesta risponde (cito parte del testo  della circolare):

"…….Con circolare n. 49 dell'11 luglio 2008, l'Agenzia delle entrate ed il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali hanno al riguardo precisato che sono esclusi dalla misura sperimentale in esame i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 Marzo 2001, n. 165 recante "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
...Dall'ambito di applicazione della normativa di favore sono, pertanto, esclusi tutti i dipendenti statali, tra i quali sono ricompresi anche i dipendenti delle forze armate e di polizia.
Ne deriva che gli impiegati civili delle forze armate Statunitensi in Italia, essendo dipendenti di un'amministrazione NON appartenente al settore privato, non possono beneficiare dell'imposta sostitutiva dell'IRPEF di cui al DL n. 93 del 2008 e successive modificazioni ed integrazioni…….."

Ma come? Siamo diventati dipendenti pubblici? Equiparati agli impiegati statali? E quando?  Non ce ne siamo accorti.  E i 41 licenziati di Livorno lo sapevano?
O forse siamo noi che non abbiamo capito niente in questa storia!! Certo è che, per un breve periodo, qualche anno fa, questi sgravi li avevano pure concessi: era sbagliato allora o hanno sbagliato ora? Forse allora eravamo Privati ed ora Pubblici?!? È tutto così confuso!
Competenze, Pubblico, Privato,  ci spostano a piacimento in funzione delle agevolazioni che non ci vogliono riconoscere, siamo sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. E i sindacati accettano questa altalena di interpretazioni, di rifiuti, di continue sconfitte, senza spiegare, renderci partecipi di uno straccio di strategia che ci faccia uscire fuori da questo labirinto senza uscita. Ma è davvero possibile che abbiano letto questa risposta dell'Agenzia delle Entrate, senza notare alcuna contraddizione rispetto a precedenti interpretazioni riguardanti la nostra categoria? Limitando il commento a " …Purtroppo la risposta è negativa…"? Ma davvero questi signori pensano che quasi 5000 lavoratori sparsi nelle Basi americane in Italia sono delle pecore da rinchiudere e spostare a piacimento?
Non è così? Qualcuno allora ci dovrebbe spiegare qual è la nostra reale situazione lavorativa, e chi è deputato a rispondere alle nostre domande, qual è l'organo abilitato a dirci se apparteniamo al Privato oppure siamo nell'ambito dell'amministrazione Pubblica, e se è così, in quale comparto. E' tempo di fermare questa deriva, non pensate?  Far capire a chi di competenza, che siamo altro da chi ci rappresenta, che abbiamo una dignità e che sappiamo anche inca**arci quando è il momento di farlo! Dovremmo forse arrivare a ricorrere al TAR Europeo, impiantando una causa legale che imbarazzerebbe il nostro stesso Governo? Siamo anche disposti a questo se sarà necessario!
Cari colleghi e amici, noi della LIBU non vogliamo  fare guerra a nessuno, tantomeno sminuire il ruolo del Sindacato, nel quale crediamo fermamente e incondizionatamente. Noi non odiamo nessuno e non vogliamo la pelle di nessuno, siamo tutti figli del nostro tempo e ognuno di noi fa la propria parte in questa società che ha tanto bisogno di solidarietà e di democrazia, non certo di individualismi o di logiche tese soltanto a conservare privilegi e poltrone.
Noi della LIBU ci sentiamo solo parte di una grande famiglia composta da TUTT i lavoratori delle basi USA in Italia, e lottiamo e lotteremo per il bene di questa categoria, costi quel che costi. Questo spirito di appartenenza ci ha indotti a creare un'associazione che non vuole certo sostituire ruoli o competenze, vuole soltanto essere un luogo di ritrovo e di confronto di idee per ristabilire Democrazia e civiltà. Per questi motivi riteniamo inconcepibile che 41 colleghi di Livorno siano stati licenziati senza che tutta la categoria si sia mossa a difesa del diritto al lavoro dei nostri colleghi. Ci hanno disgregato volontariamente per toglierci forza e motivazioni.  Ma è il momento di ricompattarci. Abbiamo bisogno che tutti escano fuori la testa e si mettano in prima linea con noi per costruire tutti insieme un futuro migliore.
 
Sigonella, Napoli, Livorno, Vicenza, Aviano: raduniamoci tutti e facciamoci sentire! È venuto il momento di contarci e sapere chi pensa che siamo tutti appartenenti alla stesso gruppo e che il bene individuale è subordinato al bene di tutti. Facciamo l'appello per sapere chi è presente e chi vuole percorrere questa strada con noi. Passate parola ai colleghi vicini, costringeteli a prendere posizione.  Diteci in questi giorni: io sto con la categoria, io ci sono!
Aiutiamo i colleghi di Livorno, non facciamo calare l'attenzione su di loro, domani potremmo essere noi al loro posto! Uniti potremmo salvarli.
Noi della LIBU abbiamo incontrato ieri sera Susanna Camusso, alla quale abbiamo anche consegnato una lettera che spiega i problemi della nostra categoria e una nota riguardante i licenziati di Livorno. Questo è il nostro impegno e dovrà essere l'impegno di tutti. Non subiremo passivamente che 41 colleghi vengano buttati via senza che la categoria reagisca. Noi stiamo facendo piccoli passi, ora abbiamo bisogno dell'appoggio di tutti.

Un grande sindacalista del passato diceva: "Abbiamo sempre cercato di parlare ai lavoratori come a degli uomini, di parlare al loro cervello e al loro cuore,  alla loro coscienza.  In questo modo il sindacato è diventato scuola di giustizia, ma anche di Democrazia, di libertà, ha contribuito a elevare le virtù civili dei lavoratori e del popolo."
Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo parlare al cervello, al cuore e alla coscienza di tutti per riuscire ad avere  un sindacato futuro che abbia questi valori, che sia in grado di elevare le virtù civili dei lavoratori delle basi USA in Italia. Usciamo la testa dalla sabbia, la vita ci aspetta e ha tanto bisogno di noi.    
SCRIVETECI, UNITEVI A NOI!

9 commenti:

  1. SIAMO UNITI A VOI PIU` DI PRIMA ...FORZA LIBU!!!

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  2. Anche se vi ho scoperto da poco credo in Voi. Grazie dell'appoggio che ci state offrendo! Uno dei 41 colleghi licenziati!

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  3. Ho letto attentamente il tuo scritto e mi trovo sbigottito dalla risposta data dall' Agenzia delle entrate, ma loro fanno quel che il loro padrone ordina, per intenderci "Il professore" certo prima con il mio compianto "Mignottaro" lo sgravio ci stava, via Lui via lo sgravio ma tu obbietterai meglio morir di tasse che il mignottaro al governo. Bene, io ritengo che il tuo discorso circa l'appartenenza alla categoria difesa potrebbe andar bene ma vedi se penso per un attimo alle retribuzioni medie di uno statale alle dipendenze del ministero difesa mi vengono i brividi, quindi meglio la categoria degli Autoferrotramvieri del Turismo & spettacolo, qualsiviglia categoria ma mai Difesa. Ora se il punto è avere il posto fisso e quindi la 98 a scapito delle buone retribuzioni, si accomodino pure ma io non mi vedo daccordo. Per quanto attiene alla rappresentanza sindacale, hai tutta la mia simpatia, quale bella cosa sarebbe avere un bel sindacato autonomo e sganciato dalla triplice, ma invece no, fai dei bellissimi discorsi per poi andare a parare alla Camusso (CGIL) noto sindacato che è l'emanazione del PCI, PDS,DS, PD come vedi le sigle cambiano ma la matrice è sempre quella, quella che da sempre si è battuta ferocemente contro la NATO e gli Stati Uniti.
    Cosa ti aspetti dalla Camusso? Forse un ampliamento delle strutture militari? Ma dai siamo seri non puoi portare avanti questa bufala, non puoi irretire le persone per poi andare a parare dove vuoi tu,suvvia, la CGIL è una contraddizione nei termini, non si regge in piedi. Bene fanno gli USA a non accettarla, loro sono pragmatici e conoscono bene la matrice di tale sigla sindacale e non si fanno infinocchiare dai nostri bizantinismi e cambio di pelo, perche in fondo l'uomo sinistro perde il pelo ma non il vizio. Fortunatamente sono uscito dal sindacato, da questo sindacato a dicembre dell'anno scorso quando la triplice (Camusso inclusa), nel silenzio più assordante fece passare la riforma Fornero, ad oggi mi ritrovo con circa 15 Euro in più al mese in tasca certo non risolvono i miei problemi ma sono 15 eur. in più. Quindi caro Lei, mi faccia sapere, che tipo di sindacato ha in mente, pronto a seguirla sulla strada dell'indipendenza ma altrsi pronto a combatterla se le sue mire portano a quanto sopra esposto. W il sindacato Libero dei lavoratori delle basi USA ma "AUTONOMO"
    Un saluto a tutti i colleghi ed una esortazione, leggete sempre tra le righe.

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    1. Caro anonimo, forse ti sei confuso: il nocciolo del problema non è che nelle basi USA entri o non entri la CGIL ma che i lavoratori possano scegliere LIBERAMENTE a quale sindacato affiliarsi... sia questo CGIL, UGL, CISAL o quanto altro ancora scelga ogni singolo lavoratore. Noi non facciamo politica ma ci battiamo la LIBERA SCELTA, così come stabilito dalla nostra costituzione. Non sono i sindacati a decidere sulle politiche di espansione o meno delle Basi militari: i sindacati pensano a tutelare i lavoratori. Essere riconosciuti come lavoratori che operano per la sicurezza nazionale ed ottenere (finalmente) oneri ed onori relativi al nostro incarico, non ha nulla a che fare con riduzioni di stipendio ed altre (scusa) scemenze. Basti pensare che noi lavoriamo 40 ore (e non 36) e basti guardare i lavoratori spagnoli, il loro modo di essere diversi ma simili a chi lavora in altri uffici del loro Governo. In ogni caso: hai incontrato i nostri colleghi riassorbiti allo Stato? Hai chiesto loro come si trovano? Fallo... ne resterai sorpreso. Forse bisognerebbe chiedersi se 100 euro in busta paga valgono una vita di precariato come la nostra.... ci piacerebbe sapere come la pensano i 41 nostri colleghi che si ritrovano a casa senza nessuna, ripeto NESSUNA garanzia per il loro futuro.
      Infine, la tua visione della sinistra rispetto a NATO ed USA è così anacronistica da lasciarmi davvero senza parole.

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    2. Collega anonimo,
      voglio anche ricordare che, prima di parlare con la Signora Camusso, abbiamo cercato in tutti i modi di parlare con i vertici FISASCAT e UIL-TuCS, attraverso delle lettere aperte che tutti possono leggere perché pubblicate anche su questo blog.

      Abbiamo provato e abbiamo provato.... ancora aspettiamo che ci rispondano!!

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    3. Riccardo cuor di leone17 ottobre 2012 11:02

      Una parte dei problemi della nostra categoria sono le persone come te, che pur di avere qualche misero centesimo in più, sono disposti anche ad allearsi con il diavolo, calpestando diritti e libertà. Qui il punto non è la triplice o "il professore" o "il mignottaro", queste sono interpretazioni politiche del problema che sono comunque soggettive e relegate alle proprie idee politiche. Credo che la LIBU non abbia nulla a che fare con schieramenti politici. Ognuno in questo spazio la può pensare come vuole, ma il fine di tutti deve essere la Democrazia e la libertà di iscriversi dove cavolo si vuole. Su questo dobbiamo batterci. La categoria non ha bisogno di aggiungere un altro solo sindacato, ha bisogno della libertà che hanno tutti i cittadini italiani tutelati da una meravigliosa Costituzione. Quindi io devo essere in grado di iscrivermi dove voglio: triplice, autonomi, e chiunque altro mi assicuri una seria rappresentanza, e se non mi va come mi rappresentano mi cancello e mi scrivo da un'altra parte. Questa è la libertà che dovevamo avere fin dall'inizio, e credo che le cose sarebbero andate molto diversamente, invece di aver fatto gestire il tutto soltanto a 2 sigle sindacali che hanno operato in perfetto accordo quando c'erano vantaggi per loro, e dividendosi quando dovevano tutelare noi.
      Per quanto riguarda lo stipendio degli statali, ma hai chiesti ai nostri ex colleghi che lavorano con l'aviazione italiana? Prima di sparare cazzate informati!
      Ma pensi davvero di avere uno stipendio da privilegiato?
      Quando spendi per mantenere la macchina che ti porta al lavoro? Togli queste spese e raffronta il tuo stipendio con loro che hanno il servizio autobus per andare a lavorare, e poi dimmi quant'è la differenza.
      Smettiamola di pensare solo al nostro orticello, guardiamoci attorno, forse il nostro non è poi così bello, e poi ha un problema grosso: è limitato, e quindi attenzione, può contagiare il cervello....

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  4. e andiamo rottamiamo tutto quel sindacato che ci ha sempre fatto vedere cosa gli faceva comodo. Ora poi la rottamazione è in auge
    speriamo anche nell'incentivo. ex di camp darby

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  5. Caro anonimo,
    La tua è solamente dell’ironia spicciola. Non credo che parleresti cosi, se non potessi più fare affidamento sulla tua busta paga mensile. Sono certa che accetteresti l’aiuto anche di chi disdegni tanto.
    Ti ripeto il concetto espresso sopra e che tu, ancorato a certe ideologie, ti ostini a non capire.
    Il problema non è che nelle basi USA entri o non entri la CGIL ma che i lavoratori possano scegliere LIBERAMENTE a quale sindacato affiliarsi... sia questo CGIL, UGL, CISAL o quanto altro ancora scelga ogni singolo lavoratore. Noi non facciamo politica, ma ci battiamo per la LIBERA SCELTA, così come stabilito dalla nostra costituzione.
    Noi della LIBU abbiamo consegnato una lettera che spiega i problemi della nostra categoria e una nota riguardante i 41 colleghi licenziati di Livorno a Susanna Camuso, perché ci sentiamo parte di una grande famiglia composta da TUTTI i lavoratori delle basi USA in Italia. Non subiremo passivamente che 41 colleghi vengano buttati via senza che la categoria reagisca.
    Questo è il nostro impegno e dovrà essere l'impegno di tutti.
    Tu come pensi di aiutare i 41 colleghi licenziati e la nostra categoria? Ti ricordo che potrebbe capitare anche a te.

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  6. Grazie LIBU siamo con Voi.
    E grazie ancora per L'interessamento e supporto che state dando
    ai nostri 41 colleghi licenziati.

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