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martedì 13 novembre 2012

A "Braghe Calate"

Credevamo di averle già viste tutte… e invece riescono ancora a sorprenderci!
Da qualche giorno nelle Basi gira una lettera, apparentemente autentica, che non può essere in alcun modo definita se non patetica. Questa lettera (che potrete leggere cliccando qui), è stata inviata dalle segreterie nazionali FISASCAT e UILTUCS all'ambasciata Statunitense in Italia. In essa si ammette senza alcun pudore: 
Riteniamo, come Organizzazioni Sindacali, di non aver seguito tutte le strade possibili per evitare i licenziamenti
Si…. avete capito bene: FISASCAT e UILTUCS confessano, nero su bianco, di NON aver fatto tutto il possibile per salvare i lavoratori licenziati a Livorno!!! Da non credere, vero? Eppure sembrerebbe essere proprio così! Benché distanti mille miglia da questo modo di fare sindacato, non riusciamo comunque e non vergognarci per loro e per noi, per essere così "rappresentati" davanti al datore di lavoro. Certo, ribadiamo il fatto che la lettera giunge a noi per vie traverse, che non possiamo in alcun modo certificarne l'autenticità e, per quanto scarsa (anzi scarsissima) sia la nostra stima verso questa dirigenza sindacale, anche a noi sorprende una confessione così candida, a "braghe calate": dei sindacati che confessano un'enorme inadempienza, pagata a caro prezzo da chi oggi è a casa, senza più lavoro né stipendio. Vergogna! Questa lettera è assurda e per certi aspetti ci stordisce; eppure non abbiamo alcuna ragione per ritenerla falsa. Aspettiamo (e un po' lo speriamo) un'imminente smentita.
In ogni caso, è doveroso avanzare almeno una richiesta: dopo l'ammissione di una mancanza così grave, crediamo che questi vertici sindacali dovrebbero dimettersi IMMEDIATAMENTE per palesi incapacità operative o, altrimenti, che TUTTI i lavoratori delle Basi USA dovrebbero revocare la propria adesione a queste sigle sindacali!!! 
Questo nostro sfogo potrebbe chiudersi qua: basta infatti leggere poche righe di questa lettera per deprimersi non poco. Ma bisogna farsi forza e proseguire: torniamo allora ad una lettera che potremmo tranquillamente definire "supplica". Una richiesta di aiuto (fuori tempo massimo) inviata al datore di lavoro, il cui tono sembra essere: "va bene, è vero, noi abbiamo sbagliato… ma adesso aiutateci comunque perché non sappiamo più che pesci prendere!" Questo è un sindacato senza idee, senza vigore e senza spina dorsale, che sconsolatamente abbandona 41 lavoratori i quali (forse) credevano in un'organizzazione che adesso ammette di non aver fatto l'unica vera cosa per la quale era chiamata ad operare: tutelare il diritto al lavoro. Se le prime righe già squalificavano questo sindacato, leggere la lettera fino in fondo (Vi invitiamo di nuovo a farlo cliccando qui) significa sostituire la pena con la preoccupazione: la situazione ivi descritta pone i nostri colleghi licenziati in una posizione non solo distante dall'essere ricollocati presso gli enti pubblici ma, addirittura, dal poter usufruire dei benefici della mobilità!! Inoltre, perché scrivere all'ambasciata solo adesso, dopo che i giochi si sono già (penosamente) conclusi? Perché non rivolgersi alle istituzioni Italiane, affinché il diritto venga ripristinato ed i lavoratori ricollocati presso gli enti Statali (enti ai quali, vista la natura del nostro lavoro, dovremmo appartenere a prescindere)? 
Questa lettera, se autentica, è un'ulteriore conferma di quanto sia più che mai necessario per tutti noi scuotere (per non dire sradicare) un sistema rappresentativo che non funziona più, che non ci tutela più. Cos'altro dovremmo aspettare, che tocchi a noi? No! Ci sono tante cose che noi e Voi possiamo, anzi DOBBIAMO fare insieme a partire da subito! Oggi, ancora una volta, Vi chiediamo di firmare la nostra petizione, di smettere di aspettare che altri agiscano al posto vostro! Oggi è indispensabile dare un forte segnale a chi avrebbe il dovere di tutelarci meglio, molto meglio di come ha invece fatto finora, in attesa che altre iniziative possano aprire nuovi orizzonti rappresentativi. 
Colleghi, e ci rivolgiamo soprattutto a Livorno, Vicenza ed Aviano: è il momento di svegliarVi da un torpore durato molti, troppi anni! Sappiamo che leggete il nostro blog… ma dove sono le Vostre firme? I complimenti mandati in privato non sono sufficienti, senza il vostro aiuto attivo anche questa nostra voce verrà spenta. E poi? Cosa succederà allora? Aspetteremo come tante pecore che altre lettere simili arrivino, sperando magari di non ritrovarci noi stessi tra gli sfortunati oggetti della discussione? La nostra petizione è solo uno dei passi che dovremo percorrere…. ma ha comunque bisogno di TUTTI! Questo è un primo tassello per mettere in gabbia i coccodrilli e le loro lacrime tardive, per non dover più leggere altre lettere come questa a "braghe calate".

Ora BASTA! Non possiamo essere loro complici! Svegliamoci, dimostriamo di essere migliori di chi ci rappresenta e... seppelliamoli di firme!!!

11 commenti:

  1. Sono sconvolta. Mi viene da vomitare.

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  2. Voglio penzare che al nord gli va bene che i sindacati decidono invece di loro e che questa vergogna di lettera a loro invece piace !
    Ma se invece é solo paura allora tutti noi siamo veramente rovinati, perché i sindacati faranno sempre peggio e peggio. Tanto hanno capito che stanno tutti muti lo stesso !!

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  3. E allora reagite. Firmate la petizione e date a voi stessi una possibilità. Noi della Libu crediamo che si possa uscire dal baratro,ma abbiamo bisogno di TUTTI VOI.
    FIRMATE! FIRMATE! FIRMATE!

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  4. Bisogna firmare la petizione (che non è un atto anti sindacale) per sottolineare l'importanza che hanno gli iscritti che sono il "motore" del sindacato. Essere RSU significa appunto essere legittimati dai colleghi che riconoscono negli eletti i responsabili per rappresentare le loro legittime istanze e necessità.

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  5. Anche i licenziati di Camp Darby possono firmare questa petizione? O è necessario essere lavoratori (e non ex) delle Basi? La lettera fa veramente pena e soprattutto, per noi licenziati, è davvero sconfortante...se queste sono le persone che devono aiutarci (con al mobilità e la 98 perchè a questo punto non ci resta altro) stiamo freschi!!! Cosa possiamo fare? Potete consigliarci?

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    1. Benché il senso pratico della petizione suggerirebbe la firma dei soli dipendenti attivi, la partecipazione dei nostri colleghi appena licenziati sarebbe altamente simbolica e densa di significato per lavoratori e sindacati. Propongo di firmare scrivendo "ex-Livorno" dove chiede il nome della Base. Che ne dite?
      PS Tra l'altro almeno uno dei licenziati ha già firmato.

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  6. Sono sempre più amareggiata e "schifata" da tutte le sigle sindacali che dovrebbero aiutare noi lavoratori ed invece ci voltano le spalle con scuse ridicole. Io, ex dipendente di Camp Darby,così come gli altri colleghi che mi hanno affiancata,dal 1° ottobre ad oggi,non solo non abbiamo avuto alcun aiuto,ma ci siamo dovuti articolare da soli nella caotica realtà della disoccupazione. Promesse e scuse, promesse e dietro front........ ecco il vero volto dei sindacati

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  7. La lettera finisce cosi: si era chiesto e convenuto di seguire una via piu morbida per evitare il ripetersi di quello che era successo a napoli e sigonella, ma chiesto a chi e convenuto cosa e con chi? Ma il sindacato da che parte sta????

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  8. Cari colleghi, vi espongo la mia interpretazione di questa lettera. Ritengo che alla base ci sia una profonda ignoranza, innanzitutto linguistica, dei cosiddetti dirigenti sindacali. In questo caso temo che chi scrive disconosce la sintassi del periodo in lingua italiana e carica la proposizione oggettiva di un significato diverso dalle intenzioni. Chi scrive "riteniamo di non aver seguito tutte le strade possibili" immagino che volesse dire "riteniamo che non siano state seguite tutte le strade possibili"...utilizza la proposizione oggettiva implicita o infinitiva, perdonatemi i tecnicismi linguistici, ignorando che in questo caso il soggetto della reggente (riteniamo, noi) sara' lo stesso della subordinata (di non aver seguito, noi....ma voleva dire voi!); nell'anticamera della sua mente pensa che si intenda che da una parte ci sono loro, i dirigenti sindacali, quelli che in sindacalese "ritengono" e dall'altra la controparte, quelli che "non hanno seguito tutte le strade possibili". Questa mia interpretazione e' supportata anche dal resto della lettera che riferisce loro suggerimenti(?) e proposte(?) che non sono stati ascoltati e quant'altro. Detto questo, l'incapacita' di rendere intellegibile il proprio pensiero, nuoce gravemente al ruolo del sindacalista...un po' come il fumo ai polmoni. Se la controparte deve sottostare alla fatica di decifrare una proposta, a partire dalla semplice definizione dei soggetti, noi-essi, e facile cadere in un groviglio di equivoci che portano inevitabilmente al naufragio di ogni trattativa. Ma se anche perdonassimo le carenze linguistiche dei nostri improvvisati dirigenti, il succo dov'e'? quali proposte avrebbero fatto concretamente? quali scioperi non hanno organizzato? Insomma, scrivere una lettera-necrologio con cui si compiange la salma dell'ammalato che si e' lasciato trapassare senza cure mi sembra cosa triste e patetica. Mi auguro che oltre alla petizione in corso, parta anche una nuova petizione a richiedere le dimissioni di questi (cosiddetti) dirigenti inetti e inattivi.

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    1. Caro amico,
      concordiamo sul senso del tuo commento anche se, a parer nostro, la frase in questione sottintende comunque una mancanza da parte dei sindacati e non (solo) del datore di lavoro. Infatti, subito dopo la frase "famosa" segretari nazionali aggiungono: "...bloccare le nuove assunzioni per destinarle alla ricollocazione dei lavoratori in esubero [...] evitare di prorogare appalti esterni utilizzando le risorse umane già dipendenti della base." Chi doveva richiedere il blocco? Chi doveva chiedere di evitare le proroga? Non si può certo aspettare che un datore di lavoro assuma autonomamente questo tipo di iniziative! Senza voler giustificare una lettera stilisticamente povera, crediamo comunque che in quella frase vi sia un "rigurgito di coscienza" a fronte di 41 lavoratori licenziati.
      Per quanto riguarda la petizione da te proposta (le dimissioni dei dirigenti), crediamo che la miglior petizione sia quella di revocare la propria adesione a questi sindacati. A Sigonella, abbiamo fondatissime ragioni per credere che, alla fine di quest'anno, il sindacato ne uscirà devastato a seguito di un crollo verticale delle deleghe. E... nelle altre Basi?

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    2. Ovviamente, aggiungiamo, si ritiene che la responsabilità di questa "devastazione" sia da attribuirsi solo ed esclusivamente proprio a chi dirige le sigle sindacali attualmente nelle Basi.

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