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martedì 26 marzo 2013

Incontro in Prefettura

Oggi, a proseguimento dell'azione iniziata con la conferenza stampa di qualche mese fa ed in occasione della chiusura petizione, la CGIL e la LIBU sono state ricevute congiuntamente alla Prefettura di Catania, dove si è discusso dei seguenti 3 punti:
1. Le Basi USA soffrono problemi di una rappresentanza sindacale limitata ed inadeguata, dove i lavoratori possono iscriversi a due sole sigle sindacali, poiché l'accesso è precluso ad ogni altra organizzazione. Nell'ambito di questo punto, si è portato a conoscenza delle istituzioni la "strana" natura della nostra categoria, che non gode dei vantaggi del privato e neppure della sicurezza del pubblico. Una categoria figlia di nessuno, che lavora per la sicurezza nazionale e per un datore di lavoro, Governo alleato, considerato a volte ente privato ed altre Paese straniero.
2. Proprio dai vuoti di rappresentanza, nasce la nuova associazione LIBU, che raccoglie istanze ed iniziative che le due sigle sindacali di cui sopra, non sono in grado o non intendono gestire. Nell'ambito delle azioni LIBU, alle Istituzioni è stata presentata la petizione e tutte le sue 400 firme. Una petizione che, ricordiamo, chiede l'istituzione della RSU, la possibilità di revoca immediata della propria quota di affiliazione e la cancellazione della richiesta di far pagare una quota sindacale anche ai non iscritti. La Prefettura è stata informata che la petizione è già stata spedita (a mezzo Raccomandata) a sindacati, datore di lavoro e ministero del lavoro. Ci ha fatto piacere sapere che la Prefettura fosse già a conoscenza della nostra petizione, grazie all'articolo apparso su La Sicilia, la scorsa domenica.
3. Uno dei problemi sui quali la LIBU pone la propria attenzione, è quello della difficoltà che sembra oggi avere l'applicazione della legge 98, la quale consentirebbe agli esuberi di essere assorbiti negli organi dello Stato. È stato chiesto alle Istituzioni di sollecitare l'applicazione di questo nostro piccolo diritto, che tende (in parte) a coprire gli svantaggi di una categoria che, come sopra descritto, si trova spesso tra incudine e martello. Si è a questo punto sollevato il problema che stanno vivendo i 41 nostri colleghi licenziati a Livorno, i quali attendono una ricollocazione che, noi ci auguriamo, possa al più presto avvenire. Contiamo sul fatto che la Prefettura possa portare queste problematiche all'attenzione dei Ministeri preposti, sia per la sollecita sistemazione dei colleghi di Camp Darby, che a prevenzione di altre possibili future riduzioni. La Prefettura ha infatti prestato molta attenzione e interesse, sia a questo che a tutti gli altri punti trattati nell'ambito dell'incontro.

Ancora una volta, noi LIBU ringraziamo la CGIL di Catania, senza la quale questo incontro non avrebbe potuto avere luogo. La CGIL, ripetiamo, è l'unico Sindacato che ha avuto il coraggio e la capacità di ascoltare le nostre richieste. Essa merita tutto il nostro rispetto.

Concludiamo con una nota di colore: uscendo dalla Prefettura abbiamo incontrato un ex collega di Sigonella, licenziato con gli esuberi del 2010, il quale è stato felicemente riassegnato presso un vicino ufficio Statale. È tranquillo, contento ed economicamente soddisfatto: a fronte dei 1500 euro che prendeva a Sigonella, adesso ne percepisce oltre 1600, lavorando solo 36 ore settimanali. Questo esempio dovrebbe spegnere le inutili paure di  chi, ancora oggi, teme di vedere la nostra categoria sotto l'ombrello Statale.

E ora si potrà lavorare alla nostra prossima mossa... sarà una bella sorpresa... vedrete!

mercoledì 20 marzo 2013

FATTO!!!

Cari amici,
siamo lieti di annunciarVi che oggi, 20 marzo 2013, la nostra petizione è stata inoltrata a chi di dovere. Sia chiaro che, quando scriviamo "nostra", intendiamo di TUTTA la categoria ed in particolare della LIBU, che alla stessa ha dedicato tanto lavoro, e dei 400 lavoratori che hanno avuto il coraggio e la determinazione di firmarla!

Adesso vedremo se, finalmente, riusciremo ad aprire un confronto con le sigle sindacali ammesse a trattare col datore di lavoro, oppure se queste continueranno impunemente ad ignorarci ed ignorare la volontà di 400 lavoratori (345 da Sigonella, 46 da Napoli, 8 da Livorno e 1 da Vicenza) che hanno pacificamente, liberamente e democraticamente avanzato le loro richieste. Quasi il 10% dell'intera forza lavoro, quasi la metà dei lavoratori di Sigonella, sono un numero più che sufficiente per chiedere risposte concrete e/o una consultazione ufficiale, un referendum, così come previsto dall'articolo 7 del nostro contratto di lavoro (CCNL o COE).
Abbiamo effettuato tutte le verifiche possibili per convalidare le firme ma, ciò nonostante,  non abbiamo i mezzi per essere certi che un'esigua minoranza di queste (non più di una decina) non siano frutto di chi, per burla o per inganno, abbia potuto cercare di prendersi gioco della scelta democratica dei lavoratori delle Basi USA in Italia. Speriamo che non sia così, anche perché non abbiamo alcuna ragione per crederlo. Ma, fosse anche vero, 390 firme valide non cambierebbero di una virgola la sostanza e la forza della nostra azione!

Di seguito, Vi mostriamo la lettera che accompagnava la petizione insieme a tutti i destinatari a cui è stata inviata. Cliccate sull'immagine per visualizzare la versione in PDF.

Petizione LIBU - Lettera di accompagnamento (clicca per visualizzare il PDF)

In aggiunta a quanto sopra, grazie ad uno sforzo congiunto con la Segreteria CGIL di Catania (ricordate la conferenza stampa?), la prossima settimana la LIBU sarà ricevuta dal Prefetto di Catania, al quale verrà consegnata un'ulteriore copia completa della petizione, affinché possa essere latore delle nostre richieste presso il Governo Italiano.

LIBU LIBERI!

domenica 17 marzo 2013

Marco da Livorno

Amici,
un paio di giorni fa abbiamo ricevuto su libuliberi@gmail.com il messaggio che segue. Marco, il mittente, aveva già altre volte parlato con noi durante i tragici giorni dei tagli di Camp Darby:
Buon giorno, Avrei bisogno di sapere una cosa da voi:
Ma come è possible che dopo 6 mesi dai tagli di personale avuti a Livorno alla base di Camp Darby nessuno di voi ne parla più? Si parla di petizioni, si fa populismo per avere consenso tra il personale delle basi italiane, ma un problema sociale così grande non fa più notizia. 

Se ricordo bene noi di Livorno quando c’è stato analogo problema a Napoli e Sigonella abbiamo scioperato per mostrare la nostra solidarietà e fortunatamente hanno avuto l’estensione della legge 98-1971 cosa che qui è quasi un tabù.
Non mi aspetto da voi nessun miracolo ma solamente (si fa per parlare) far sentire a quelle 40 persone licenziate che gli siete per quanto potete vicini.
Ovviamente alla lettera abbiamo prontamente risposto, così come usiamo fare noi della LIBU, che non c'è nostro articolo che non menzioni i colleghi di Livorno e questa loro situazione. Noi non abbiamo gli strumenti per conoscere se, allo stato attuale, vi sia o meno un lavoro di preparazione del DPCM per traghettare i licenziati agli enti statali, né speriamo di poter essere informati da un sindacato di categoria che, almeno a Sigonella, è ASSOLUTAMENTE INCAPACE di comunicare con la gente. Il fatto che Marco da Livorno sia "costretto" a  rivolgersi a noi, la dice lunga sull'attuale condizione della rappresentanza sindacale nella nostra categoria.
Quando ancora membri del direttivo UIL-TuCS di Sigonella, noi della LIBU abbiamo più volte sollecitato un'azione unita della categoria a sostegno degli esuberi di Camp Darby, anzi, erano gli stessi lavoratori che ci spingevano a chiedere alle segreterie di agire... di AGIRE. Era per noi un periodo difficile, pugnalati alle spalle da chi vedeva il sindacato come un'occasione per viaggiare a sbafo e/o per "sistemare" amici e parenti, siamo stati estromessi nel momento in cui "qualcuno" si era illuso di poter "usare" l'importante consenso raccolto in Base. Ovviamente così non è stato... e questa gente a Sigonella ha poi raccolto solo pernacchie ma... ma nel frattempo, 41 padri e madri di famiglia sono stati "segati" d'autorità secondo delle regole che noi da sempre rigettiamo. Di nuovo, di fronte ad eventi del genere, la nostra categoria, una categoria orfana perché priva di effettiva collocazione, si dimostra più debole delle altre categorie, sia  private che pubbliche! Ed ora? Davvero, non sappiamo cosa poter dire e fare se non proseguire nelle nostre azioni per riportare nelle Basi una rappresentanza DEGNA di questo nome. Abbiamo scritto a Marco che, a seguito delle nostre azioni, speravamo nella reazione veemente dei lavoratori delle altre Basi... ma così non è stato. Pazienza. La nostra petizione ha comunque raccolto 400 firme: sono un buon inizio...e tra pochissimo saranno inviate a chi di dovere. Nel frattempo lavoriamo senza sosta per far aprire le porte delle basi a tutti i Sindacati, così come dovrebbe essere garantito dalla nostra Costituzione. Susanna Camusso ci ha già detto che, secondo il ministro Fornero, non c'è alcun impedimento di sorta.... ma tra il dire e il fare, è meglio aspettare il nuovo Governo. 
Non ci abbandonate!

Concludiamo con un nuovo appello a FISASCAT e UIL-TuCS anche se, ne siamo quasi certi, verrà anch'esso ignorato: mentre i lavoratori vengono licenziati come a Livorno e sempre più insistentemente si parla di nuovi tagli, leggiamo nei vostri comunicati che vi adoperate in cose "essenziali" come la sanità integrativa!?!?! Bello... bellissimo.... ma a che serve quando non si ha più un lavoro?? In questo momento la categoria non ha bisogno di "società di servizi" ma di VERA rappresentanza sindacale. C'è un nuovo Parlamento: MOBILITIAMO LA CATEGORIA!! Oggi! Torniamo TUTTI a Roma a chiedere a gran voce la sistemazione di 41 lavoratori che si sono adoperati per la sicurezza nazionale ma che, una volta in esubero, sono stati dal proprio Paese abbandonati! Organizzatevi ed organizziamoci... ANDIAMO, noi siamo pronti!
Attendiamo risposte.....