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giovedì 4 aprile 2013

Eppur si muove

Dopo la lettera della UIL-TuCS, che abbiamo già pubblicato, in questi giorni arriva anche la risposta FISASCAT. Questa nuova lettera, genericamente intestata FISASCAT, è stata inviata a tutti gli iscritti di Sigonella, ancora una volta usando l'email ufficiale, il quale si conferma strumento interdetto ai soli aderenti alla LIBU. Dobbiamo dire che, questa lettera, se pur densa di pesanti offese verso chi ha organizzato e firmato la petizione, ha quantomeno il merito di aver risposto alle questioni da noi proposte: una sostanziale differenza rispetto alla "fantasiosa" lettera UIL-TuCS, la quale non rispondeva affatto alla nostra petizione ma a quanto riportato in un articolo di giornale, su un incontro tenutosi tra CGIL e LIBU con i funzionari prefettizi. Come al solito, l'accuratezza di contenuti e linguaggio, non sono il forte di questa dirigenza sindacale.

Comunque, vista l'attinenza di questa nuova lettera rispetto ai punti sollevati nella nostra petizione, riteniamo doveroso replicare. Nota bene: la lettera FISASCAT non è stata inviata direttamente a noi ma inoltrata dai numerosi simpatizzanti LIBU in Base. Per questo motivo, anche noi non risponderemo direttamente alla FISASCAT, ma pubblicheremo qui, sul nostro blog, la nostra risposta. Quando la FISASCAT scriverà direttamente alla LIBU, avremo il piacere di rispondere ed aprire un eventuale confronto pubblico. 

1. La FISASCAT denuncia la non esattezza dei numeri della petizione. Ci chiediamo come avrà fatto la FISASCAT a fare le sue "indagini" approfondite, visto che (lo sappiamo per certo), Il "plico" è stato consegnato solo il 27 marzo? I giorni utili, considerato che la lettera di risposta è stata spedita giorno 2 aprile, sarebbero stati solo 2 (in quanto in mezzo c'è il weekend Pasquale). Forse lo sapevano fin dall'inizio? Avevamo già denunciato la possibilità che qualcuno avesse voluto sabotare la petizione, aggiungendo qualche firma "fasulla" e difficilmente verificabile! Ma, il sospetto che a prendersi gioco delle libere, legittime e democratiche richieste dei lavoratori, possa essere stata addirittura un'organizzazione sindacale, è semplicemente ABERRANTE. È questa la considerazione che avrebbero di tutti noi che abbiamo firmato (sul serio)? Prendendo in giro i lavoratori che raccolgono delle firme? Cos'è questo, scherno o timore? E timore di cosa? Di perdere qualcosa che erroneamente ritengono di loro esclusiva competenza e "proprietà"? Si rassegnino: i lavoratori NON appartengono al Sindacato, è il Sindacato ad appartenere ai lavoratori! In ogni caso, visto che lorsignori considerano questa raccolta firme inattendibile, li sfidiamo ad indire un referendum ufficiale, così come da noi richiesto, un referendum già previsto all'articolo 7 del nostro CCNL. Immaginiamo che la FISASCAT non debba e non possa avere nulla in contrario. Vedremo.
2. Il fatto che per esserci la RSU vi debba essere a monte una grande unione ed armonia sindacale, semplicemente non corrisponde al vero. Inoltre, come riporta la stessa lettera FISASCAT, la RSU non è (ancora) prevista nel nostro CCNL e, dunque (aggiungiamo noi), ogni considerazione sul numero degli eletti è fuorviante e speculativa, poiché esso deve ancora essere stabilito. In ogni caso, crediamo si debba puntare alla qualità più che alla quantità: avere meno rappresentanti che lavorano meglio (perché scelti direttamente dai lavoratori) e per più ore (perché il monte ore totale sarebbe comunque invariato), é a nostro avviso preferibile a 40 o 50 RSA nominati dalle Segreterie (oppure eletti dai soli iscritti, per gentile concessione del "principe") che abbiano pochissime ore a disposizione, usate per lo più in riunioni di direttivo o per "altra roba" che preferiamo non commentare. Quante sono le persone che fanno sindacato effettivo (buono o cattivo che sia) nelle Basi? Pochissime, negarlo sarebbe come nascondere il Sole con un dito. Infine, l'attivismo sindacale e la RSU non sono sinonimi: si può benissimo non essere eletti RSU ma continuare ad essere attivi e fungere come punto di contatto con le Segreterie sindacali e le RSU di pertinenza. Non è ancora chiaro? Facciamo un esempio, consideriamo una carica notoriamente elettiva: quella dei politici. Essi, quando pur non eletti, non smettono comunque di fare politica. Esempi ce ne sarebbero a bizzeffe: da Pannella a D'Alema, da Pisanu ad Amato, per non parlare dello stesso Grillo. Un altro esempio (decisamente più modesto) è quello nostro della LIBU, dove riusciamo a portare avanti le nostre azioni pur non godendo di alcuna ora sindacale: basta farlo fuori dall'orario e dal posto di lavoro. Forse… però… è proprio questa la nota dolente di chi non vuole la RSU per noi lavoratori delle Basi USA: la paura di non essere scelto e dover rinunciare al privilegio di "assentarsi" per motivi sindacali. Un motivo in più per volere la RSU e volerla quanto prima.
3. Per quanto riguarda l'articolo 8, è vero, come si cita nella lettera, che molti contratti prevedono l'iscrizione per l'intero anno solare ma, aggiungiamo noi, altri contratti prevedono invece la cancellazione dal mese successivo alla revoca. Come mai? Come fanno? E perché proprio noi non possiamo avere un contratto della seconda tipologia? A dire il vero, un'idea dei veri motivi l'abbiamo… e l'abbiamo ampiamente esposta in altri articoli di questo blog.
4. Per quanto riguarda il Q.A.C., di nuovo, si tende ad evidenziare un aspetto, dimenticandone tutti gli altri. Noi NON lavoriamo in un ambiente dove poter scegliere liberamente la sigla sindacale alla quale affiliarci e neppure possiamo scegliere i nostri rappresentanti (vedi punto 2). La delega è l'ultimo ed unico strumento che ancora lega i sindacati ai lavoratori. Spezzare questo legame, obbligando i non iscritti a versare comunque metà della quota sindacale, provocherebbe una sorta di "dittatura sindacale" nella quale le organizzazioni non avrebbero più alcun interesse a raccogliere deleghe (dunque consenso) da parte dei lavoratori... perché i soldi entrerebbero lo stesso. Una cosa del genere danneggerebbe tutti, iscritti e non, anche coloro che lamentano il fatto di essere gli unici a mantenere i sindacati in quanto iscritti! Proprio in questi giorni, in Italia si discute di abolire il rimborso elettorale elargito forfettariamente ai partiti mentre da noi, invece, si vorrebbe introdurre uno strumento (in linea di principio) simile!! La lettera della FISASCAT elenca tutta una serie di benefici di cui godrebbero i lavoratori (iscritti e non), pagati solo dagli iscritti. E a quanto ammontano, in soldoni, questi servizi? Vi siete mai fatti 2 conti? Vediamo... diciamo pure che lo 0.5% della paga base corrisponda, in media, a 5 euro per lavoratore (forse anche di più). I lavoratori Italiani delle basi USA in Italia non iscritti a nessun sindacato, saranno (almeno) 2000. 5 euro a lavoratore fanno allora 10.000 (diecimila) euro al mese, 140.000 (cento quarantamila) euro l'anno, considerata anche tredicesima e quattordicesima. Si, avete capito bene: CENTO QUARANTAMILA... e forse sbagliamo per difetto. Stiamo soltanto considerando i non iscritti, perché invece gli iscritti, da soli, con la loro contribuzione volontaria (almeno fino alla revoca, vedi punto 3), danno più del doppio. Ma scherziamo? Dovremmo davvero "donare" un forfait di cento quarantamila euro l'anno ai sindacati (prelevati direttamente dalle nostre buste paga) perché facciano, tra l'altro, cose del tipo "le riunioni per l'anticipo liquidazione"? E come ci vanno all'ufficio del personale, in elicottero???? Siamo seri! Si porti prima la PIENA libertà di scelta sindacale e la LIBERA elezione della RSU (cosí come avviene nel tanto menzionato Contratto del Commercio) e poi, SOLTANTO POI, si potrà iniziare ad ipotizzare e discutere su un modo, una certa forma di contribuzione da parte di tutti i lavoratori (non certo il Q.A.C.)! Infine, ricordiamo che rappresentare i lavoratori è un onore e un privilegio, prima che un sacrificio: se questi signori pretendono cifre così alte per compiere il loro mandato, forse è giunta l'ora che lascino il posto ad altri.

Siamo infine stanchi, ma stanchi stanchi, di sentire e di leggere che "qualcuno" del nostro gruppo era a conoscenza del Q.A.C. fin dal 2009. È falso! Se ne era sentito parlare come fosse leggenda, ma si era visto, nero su bianco, solo l'anno scorso. Se qualcuno vuole muovere accuse precise, lo faccia portando NOMI E COGNOMI, insieme alla documentazione che prova una simile sciocchezza. Altrimenti, ricordiamo che questo tipo di false accuse in Italia si chiamano DIFFAMAZIONI e sono perseguibili dalla legge. Gli spalatori di fango sono avvertiti: facciano nomi e presentino prove... altrimenti tacciano.

Quel "manipolo di bugiardi e arraffoni" della LIBU, ribadiscono con la presente le proprie richieste di indire assemblee (diritto dei lavoratori), e referendum (strumento di partecipazione democratica), per verificare la volontà dei lavoratori tutti, rispetto alla petizione ed a qualsiasi altra istanza che sindacati e lavoratori intendano presentare alla categoria. 
Tutto il resto è chiacchiera. 

LIBU LIBERI!

3 commenti:

  1. Mi pare chiaro che in 2 giorni non sarebbe possibile controllare se chi ha firmato voleva davvero farlo oppure no. Mi pare chiaro che chi ha scritto quella lettera già sapevs!!! Io non ho firmato la vostra petizione. Non so perché. Perö adesso sono un pò pentita anche perché indignata del fatto che volevano sabotare questa cosa bella e democratica solo per dimostrare che comandano loro. Ma che gente è??? Vergogna. Io sto con voi.
    Una collega di Vicenza.

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  2. Cari colleghi io vorrei puntare l'accento su un fatto saliente.
    Perché queste gentiluomini dei sindacati si impegnano così tanto a gettar fango e smentire delle oneste proposte fatte dalla libu e non fanno altrettanto impegnandosi nelle lotte a favore dei lavoratori?
    La risposta dovete cercarla da soli......
    Io una mia personale spiegazione me la sono data .
    Il motivo? La paura, si la paura che prima o poi NOI stupidi portatori sani di soldi nelle loro casse, ci possiamo svegliare e renderci conto che stiamo buttando via i nostri soldi per persone che non meritano la nostra fiducia per persone che se me fregano se stiamo bene o no tanto loro o sono fuori dalla nostra realtà o stanno pensando alla loro bella carriera
    Io sono stufo di queste ridicole lettere che non chiariscono nulla ma buttano solo fango o dicono palesi bugie.
    Sono stufo di non poter vedere cose positive e costruttive per noi.
    Sono stufo.
    Mi auguro che presto la libu possa fare qualcosa di realmente costruttivo per la categoria.
    Mi da enorme piacere che la collega di Vicenza si sia resa conto di cosa ha fatto quando non ha firmato ma non è mai troppo tardi per capire chi ci prende veramente in giro brava un plauso a te ora sai di chi ti devi fidare.
    Fare mea culpa e segno di intelligenza e di onestà spero che sarete tantissimi a farlo.
    Ne sento ogni giorno una nuova, sindacati che si vantano di risultati ottenuti per i lavoratori a costo zero , sbandierati ai quattro venti.........con lettere e volantini ma in realtà non è così non dicono la verità il risultato ottenuto e stato pagato a caro prezzo e non in senso lato ma in soldi suonanti chiesti proprio dal sindacato o da chi ne fa le sue veci ......
    SONO DAVVERO STUFO DI QUESTI MEZZUCCI.

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  3. Io a questo punto andrei ad appurare quante deleghe sono state firmate da colleghi che poi volevano "constatare la reazione" del sindacato. Vergogna! Già sapevano. Hanno tentato, senza riuscirci, di sabotare un sacrosanto diritto alla democrazia.
    Squallidi mercenari che difendono solo segreterie fasulle e competenze inesistenti. Basta! Basta!
    Andiamo alle assemblee, facciamo i referendum, lasciamo decidere ai lavoratori, liberiamoci di questi zombi.

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