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lunedì 29 aprile 2013

La Categoria Oscura

Dedichiamo questo articolo a tutti coloro che credono (o fanno finta di credere) che la legge 98, nata per tutelare la nostra categoria (svantaggiata), sia una sorta di "privilegio" che sarebbe meglio lasciare nell'ombra, per evitare che qualcuno ce la porti via.
L'Istituto Affari Internazionali (http://www.iai.it) è un ente morale patrocinato dalla Presidenza della Repubblica Italiana, che svolge compiti di ricerca ed analisi per conto delle istituzioni che ne fanno richiesta. Il documento che oggi alleghiamo, titolato "le Basi Americane in Italia - problemi aperti", è stato commissionato dal Senato della Repubblica, redatto nel 2007 e pubblicato in Internet dallo stesso istituto all'indirizzo "http://www.iai.it/pdf/Oss_Transatlantico/70.pdf". Tutto questo a beneficio di chiunque volesse consultarlo. Lo scopo principale di questa relazione sarebbe quello di approfondire argomenti non pertinenti alla LIBU ma, proprio in virtù di questo approfondimento, essa contiene anche molti passi che riguardano le funzioni della nostra categoria ed il quadro in cui essa è chiamata ad operare. Per questo motivo, abbiamo deciso di aprire il documento dell'Istituto (ripetiamo che esso è di pubblica fruizione), evidenziare in giallo le parti che potrebbero riguardarci, ed allegarlo al presente articolo. Cliccate qui per leggere la versione con le nostre evidenziazioni.

In breve, ecco riassunto il senso delle frasi evidenziate nel documento allegato:

1. Benché non sia chiaro se le Basi (e dunque i suoi dipendenti) debbano essere considerate NATO o esclusivamente Americane (esistono a tal proposito opinoni divergenti), la loro funzione rimane comunque regolata dai trattati NATO, per la reciproca collaborazione e difesa del territorio;
2. Le funzioni delle Basi propriamente Americane (dove lavora la nostra categoria) sono assimilabili a quelle di altre Basi militari, esclusivamente Italiane (il cui personale è dipendente della Difesa Italiana), che vengono messe a disposizione per espletare azioni comuni a tutela del territorio;
3. Le funzioni delle Basi Americane in Italia sono dunque a supporto degli articoli 11 e 52 della nostra Costituzione: a difesa della Repubblica Italiana;
4. Si sottolinea come territorio ed immobili delle Basi Americane restino comunque Italiani;
5. In conclusione, si sollecita un intervento che dia maggiore chiarezza su come inquadrare giurisdizionalmente le Basi USA in Italia e su come disciplinare i rapporti di lavoro per il personale (definito "manodopera locale") che vi opera.

Eccoci qua: in questo documento presentato al Senato della Repubblica Italiana, viene sancito, nero su bianco, la nostra funzione a tutela della difesa del territorio nazionale (assimiliabile ai dipendenti di altre Basi Italiane, come quella di Taranto) e l'inconsistenza della nostra posizione lavorativa, che non si capisce a chi faccia capo e se essa sia privata, straniera, NATO o Governativa.
All'interno di questo quadro, risulta dunque chiaro come la legge 98 non sia affatto un "regalo" che qualche politico "benevolo" ha deciso di fare alla nostra categoria, ma semplicemente un tentativo per riequilibrare una situazione complessa, un contentino per una categoria che meriterebbe una precisa collocazione, proprio perché la difesa di una nazione non è e non può essere delegata ad enti privati. Non c'è proprio nulla da nascondere ma, al contrario, da portare in evidenza per sollecitare la giusta collocazione dei lavoratori di tutte le Basi USA in Italia. 

La LIBU si augura che il nuovo Governo possa presto sbloccare questa legge per i nostri colleghi di Livorno, una legge di anno in anno più debole perché, se da un lato non limita più l'accesso ai soli dipendenti anziani, dall'altro è ormai subordinata ad un finanziamento che, di volta in volta, deve essere erogato. Risolto il problema dei nostri 41 colleghi e sperando che nel frattempo non se ne aggiunga nessun altro, la LIBU ribadisce la sua linea, tesa al riconoscimento del ruolo della categoria: lavoratori che supportano attivamente la difesa nazionale e che, dunque, oltre agli oneri dovrebbero condividerne gli onori. Non più categoria oscura figlia di nessuno, ma lavoratori patrocinati dal nostro Governo, così come già accade nelle altre istallazioni USA in Europa. 

15 commenti:

  1. E allora?
    Cosa è successo a Pordenone sul rinnovo CCNL?
    Che fine avete fatto?

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    1. Caro amico, con confondere il silenzio con l'inoperosita'. Stiamo lavorando ai nostri progetti... e ci stiamo spingendo MOLTO in avanti. A breve potremo darVi alcune importanti notizie.
      Per quanto riguarda la tua domanda sull'incontro di Pordenone, hai ragione! Chi siede ai tavoli, i Sindacati (autorizzati), dovrebbe dirci cosa succede: qui siamo ciechi, sordi e muti. Leggiamo solo brevi comunicati che non dicono nulla di significativo... certo, a dire il vero e' trapelata notizia di un "accordo" che, se confermato, sarebbe molto MOLTO grave per l'intera categoria.
      "Se" confermato... vedremo.

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    2. potrebbe essere che in cambio del rinnovo del contratto, abbiano concesso "qualcosina" tipo esuberi, o irrigidimento sul diritto alla malattia, o qualche altra limitazione ai nostri diritti????

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  2. Ciechi, sordi e muti ....... concordo!

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    1. Purtroppo, la "comunicazione" è una grossa limitazione dei sindacati, almeno a Sigonella. Qui non si fanno assemblee generali da oltre un anno ed i comunicati sono alquanto scarni e poco esplicativi. Speriamo che presto saremo in grado dii far cambiare questo andazzo... noi siamo ottimisti.

      LIBU LIBERI

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  3. Avete letto l'accordo sulla rappresentanza sindacale?
    Per sedersi al tavolo, basta il 5% di iscritti sul totale dei lavoratori. Se noi siamo circa 4000 in tutta Italia, ci bastano 200 iscritti fra tutte le basi. Cosa aspettiamo a formare un sindacato senza CGIL, quindi senza un marchio politico con più possibilità di essere seguiti? Se vi interessa posso mandarvi lo statuto con il relativo logo già predisposto e redatto.

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    1. Caro amico, non è così semplice: ti prego di non sottovalutarci. Le Basi sono state aperte alle sole FISASCAT e UILTuCS per ragioni storiche che, però, oggi hanno ben poche ragioni di esistere. Il nostro contratto contiene un articolo (art.2) che, addirittura, limita la rappresentanza alle sole due sigle sopra citate. Pochi, pochissimi hanno cercato di cambiare questa situazione assurda. Noi siamo convinti di essere MOLTO vicini alla soluzione.

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    2. PS Se vuoi collaborare con noi (logo ecc.) scrivici su libuliberi@gmail.com . Sicuramente non è l'anonimato il miglior modo per sostenere la causa. Ti aspettiamo!

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  4. Purtroppo non condividerò mai le idee della CGIL, quindi fino a quando sarà il Vostro riferimento io ne resterò fuori. Apprezzo l'apertura alla collaborazione. Sono lo stesso che tempo Vi disse che solo il blog senza la costituzione di un'associazione era inutile adoperarsi ed ho apprezzato la costituzione e la formalizzazione con un regolare statuto della LIBU. Io penso che i lavoratori delle basi non abbiano nulla a che fare con FISASCAT-UILTuCS e FILCAMS. Ecco perchè ci vuole un sindacato dei lavoratori Basi U.S.A. come il CCNL. Le adesioni sarebbero totali perchè sarebbe solo nostro, invece di servire solo a foraggiare con le deleghe e i permessi sigle che li usano per altro.
    FORTEABBRACCIO

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    1. Collega, nessuno si batte per l'ingresso della CGIL ma per l'apertura delle Basi a tutte le sigle. Sinceramente, questo dovrebbe essere ormai chiaro!!!!
      In ogni caso, il tuo commento e' superato dai fatti: leggi l'ultimo post.

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  5. Sull'ultimo post si potrebbero aprire mille polemiche, ma non è il caso. Fatta l'associazione, bisogna fare il sindacato. Fuori da sigle che usano i nostri soldi e i nostri permessi per attività che nulla hanno a che fare con le basi. Perchè non cominciate a chiedere agli Americani che fine fanno i permessi.
    Perchè non cominciate a chiedere agli iscritti CISL e UIL quanti dei loro soldi vengono reinvestiti per l'attività, la formazione e i servizi nelle basi invece di andare al commercio, turismo, vigilanza e altro? Avete mai fatto un volantinaggio come associazione fuori dalla base cominciando a STIMOLARE i lavoratori su questi argomenti. Bisogna passare dal blog alla strada. Magari informando anche chi è fuori dalle basi, magari il sabato mattina al mercato.
    FORTEABBRACCIO

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    1. Le polemiche strumentali, caro il nostro collega anonimo, si potrebbero aprire sempre e su tutto. Non ci interessa.

      Il tuo commento contiene diverse imprecisioni, come quella del volantinaggio, il quale non e' ammesso nei dintorni della Base e concesso alle sole sigle sindacali all'interno dei cancelli! La richiesta di conoscere come vengono spesi i fondi non devi indirizzarla a noi (basta leggere i nostri articoli per sapere come la pensiamo), devi indirizzarla ai tuoi RSA di riferimento... buona fortuna per la risposta.

      Visto che sei cosi' pieno di idee (lo scriviamo senza ironia), perche' non collabori con noi, in prima persona? Non e' giusto dire "armiamoci e partite", aiutaci anche tu! Scrivici su libuliberi@gmail.com.

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    2. Dimenticavo: noi non siamo solo su questo blog. La gente ci conosce, ci ferma, ci parla. Abbiamo gia' 150 adesioni firmate con tanto di penna e inchiostro! Aderisci anche tu, costa solo un euro.

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    3. Buon giorno,

      I vorrei dire al collega "fortebraccio", noto che usi un linguaggio piuttosto adeguato all'argomento, ma perché non dici chi sei veramente? La cosa che ho notato in queste discussioni nel blog che alcuni sanno molto e dicono parecchio ma sempre dietro uno pseudonimo; non hai un nome e un cognome? O hai imbarazzo a dire chi veramente sei?

      Un caro saluto,

      Grazia F.

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    4. correggo, "FORTEABBRACCIO", ma ci sono pure "FORTEMENTE" e "FORTEBRACCIO".

      Onestamente non si capisce bene chi è questo personaggio, ci sono pure degli altri nomignoli o pseudonimi, ma tutti dietro il nulla. Siate uomini veri.

      Grazia F.

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