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martedì 2 aprile 2013

Reazioni Scomposte

Cercavamo confronto e dialogo… soprattutto per i 400 lavoratori che hanno firmato la nostra petizione, soprattutto per i 41 colleghi licenziati di Livorno, soprattutto per una categoria che cerca certezze sul proprio futuro. Lo cercavamo… ma questa lettera (clicca per visualizzare) è tutto quello che, finora, abbiamo ottenuto. La lettera che "linkiamo" al presente articolo, era destinata agli iscritti UIL-TuCS di Sigonella, ma noi crediamo che TUTTI debbano poterla leggere, per meglio capire con chi abbiamo a che fare e perché la nostra categoria meriti ben altro!
La lettera, scritta dal Segretario Generale della UIL-TuCS di Catania, non è stata certo inviata a noi: un così alto dirigente non può certo disturbarsi a scrivere a dei lavoratori qualunque, a chi ha raccolto 400 firme nel modo più pacifico e democratico possibile! No di certo! La lettera è  invece indirizzata al Prefetto di Catania, a seguito dell'incontro tenutosi la scorsa settimana, e, per conoscenza, ad una serie di dirigenti sindacali tra cui quelli della CGIL Catanese e agli iscritti UIL-TuCS di Sigonella (ma anche ad altri lavoratori, simpatizzanti LIBU). La lettera si riferisce all'articolo apparso su La Sicilia qualche giorno fa, poiché la UIL-TuCS non era presente al citato incontro. Da notare il fatto che che la lettera è stata inoltrata a molti iscritti e colleghi, tramite le email ufficiali al posto di lavoro che, a quanto pare, non possono usarsi solo quando il mittente fa parte della LIBU. Ne prendiamo doverosamente atto.  

Noi della LIBU, siamo convinti che questa lettera si commenti da sola, né abbiamo alcuna intenzione di alimentare polemiche sterili: dobbiamo restare concentrati sui nostri obiettivi. Però, in ogni caso, riteniamo che un paio di note in proposito siano più che doverose:
1. Siamo lieti di apprendere che la UIL-TuCS di Sigonella NON sia affatto contraria all'istituzione della RSU: bene!!! Questo è un primo passo per ottenere maggiore democrazia nella rappresentanza sindacale delle Basi USA in Italia. Ne siamo davvero lieti! Peccato però che, la "democrazia partecipativa" menzionata nella lettera non trova, almeno a Sigonella, alcuno sbocco diretto da oltre un anno… visto che da OLTRE UN ANNO non  vengono indette assemblee sindacali per i lavoratori; luogo PER ECCELLENZA in cui poter per l'appunto "partecipare". Meno male allora che ci siamo noi: nella lettera che accompagna la presentazione della petizione, chiediamo assemblee e referendum. Vista l'apertura della dirigenza UILTuCS in tal senso, siamo sicuri (si fa per dire) che accetteranno con entusiasmo di raccogliere le opinioni e le scelte di noi semplici lavoratori. Perché, se così non fosse, allora, forse, sarebbe anche ammissibile poter dubitare di quanto scritto dal Segretario Catanese della UIL-TuCS.
2. La lettera in oggetto recita quanto segue: "[…] una delega sindacale valida fino alla sua revoca […] creerebbe una condizione di perenne competizione che distrarrebbe dai compiti di tutela […] dei lavoratori". Siamo di fronte ad una confessione in piena regola: la Segreteria Catanese della UIL-TuCS candidamente ammette che, durante le fasi della raccolta deleghe, le RSA non riescono a tutelare i diritti dei lavoratori!! Se lo ricordino bene i lavoratori a fine anno, quando a partire da novembre questi signori girano con promesse di miglioramento e minacce di licenziamento: in quel momento, loro usano le ore che il contratto concede per la tutela dei nostri diritti, per fare invece altre cose. Un'ulteriore ragione per volere la soppressione del comma 4 dell'articolo 8 del CCNL, così come richiesto dai 400 lavoratori firmatari della petizione.
3. Sul Q.A.C. abbiamo già scritto e detto tantissimo: non si possono mescolare categorie diverse con diritti e doveri diversi e chiederci di pagare comunque per un sindacato dal quale non ci sentiamo rappresentati! Probabilmente chi ha scritto la lettera non ha mai letto i punti sui quali basiamo le nostre richieste… peccato, non potrebbe che apprenderne nuove nozioni. Ma poi, chi sarebbe questo fantomatico individuo della LIBU che approvò questa norma nel 2009? Ovviamente, a questa domanda non può esserci alcuna risposta e, in ogni caso, questa non potrebbe in alcun modo cambiare il fatto che, oggi, 400 lavoratori si sono espressi in un certo modo e MERITANO considerazione!!!

Vorremmo a questo punto far notare un aspetto interessante della parte finale della lettera: la UIL-TuCS di Catania non afferma NULLA (non potrebbe in alcun modo permettersi di farlo) ma chiede alla CGIL di verificare "se". Questo è un sotterfugio per potersi permettere di scrivere qualsiasi cosa, senza prendersi la responsabilità delle proprie parole. Si mette il tarlo nell'orecchio del lettore senza aver in realtà affermato nulla, solo "chiesto". Bravi!  Adesso siamo noi della LIBU a dover confessare che, in quanto a trucchetti e sotterfugi, rispetto a questa gente siamo solo dei piccoli dilettanti: loro sono molto ma molto più bravi di noi.

Infine, chi oggi Vi scrive vuole con piacere confermare ogni parola rilasciata durante l'intervista per La Sicilia: con il termine "inefficienza" non si offende niente e nessuno ma si denuncia una limitata libertà di scelta sindacale (sia per quanto riguarda la sigle che per quanto riguarda il rappresentante) che non può che riflettersi negativamente nell'azione sindacale stessa. Questo lo capirebbe anche un bambino.
firmato"tale Bruno Saverio"

6 commenti:

  1. Cosa dirti Saverio......non ti curar di loro ma guarda e passa!
    Sono i soliti metodi del vecchio far sindacato, mettere le pulci nell'orecchio senza esporsi.
    Ma avete capito o no che me abbiamo le scatole piene di voi vecchi sindacalisti dei vostri metodi del vostro non far nulla.
    Basta!
    Andate via fatevi un favore!
    Lasciate che gente che ha voglia di fare libu o Cgil che sia prenda il vostro non posto ma ruolo istituzionale e professionale
    Fateci un Favore levatevi dalle PALLE!!!!!!!!!!!

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  2. Non ho voglia di aggiungere altro sulla “lettera”. Si commenta da se. Vorrei invece soffermarmi a riflettere sui 400 (quattrocento) lavoratori delle Basi italiane, firmatari della petizione.
    A scrivere è uno di quei lavoratori che cercano confronto e dialogo, che credono ancora negli strumenti sindacali, quali l’assemblea dei lavoratori e il referendum (entrambi previsti dal nostro contratto di lavoro), la cui richiesta, espressa democraticamente attraverso la petizione, è tuttora disattesa, e al quale la” lettera”, fa l’effetto di una porta chiusa in faccia.

    Mi chiedo se questo è il nuovo modo di fare sindacato!

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  3. Ho letto la lettera in questione. Per un attimo mi è sembrato di assistere al film "Fantozzi", quando, il famoso "Direttore Generale" del povero Ragioniere soleva annunciare ai propri lavoratori le nuove norme lavorativo-comportamentali da LUI (il direttore) decise e fatte applicare senza interpellare nessuno!!! Ecco, noi 400 lavoratori per il "Segretario Generale" siamo NESSUNO non esistiamo, siamo dei fantasmi degli ologrammi, praticamente siamo dei TAROCCHI creati dalla mente diabolica della LIBU che ha organizzato la petizione solo per fini personali.....QUESTE SONO BALLE!!! Quei 400 lavoratori che hanno firmato la petizione esistono, respirano, e cercano con tutte le forze di far sentire la loro voce attraverso l'unico mezzo a disposizione la LIBU!
    DOMANDE:
    In quale riunione sindacale sono stati proposti i punti "scomposti" presenti nella lettera inviata al Questore di Catania?
    Perche non istituite L'ASSEMBLEA SINDACALE che oramai fa parte solo dei nostri più lontani ricordi?

    AUSPICIO:
    Spero che il buon senso prevalga sulla vostra ARROGANZA riconoscendo le 400 firme che chiedono unanimamente l'istituzione della RSU. Per quest'ultima non rimangiatevi ciò che avete scritto!!!


    Un abbraccio a tutti gli amici della LIBU,
    Alessio

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  4. Ho letto la lettera della UILTUCS-UIL mandata al Prefetto.
    Considerazione:
    Le persone intelligenti hanno un vantaggio, ogni tanto possono fare gli imbecilli. E' il contrario che e' impossibile.
    Gli imbecilli possono fare solo e sempre gli imbecilli.

    "Tale" Riccardo

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  5. Che dire!?
    Questa segreteria si e' distinta per il savoire faire, la dialettica e gli obiettivi raggiunti! Veramente un bel passo avanti: complimenti al signor Segretario Generale sez di Catania! Finalmente si sono 'calati la maschera' e scoperto le loro facce! Finalmente e' tutto li': quelle parole trasudano di arroganza, presunzione e voglia metter sotto chi osa ribellarsi !
    Viene facile chiedersi se questi ci sono o ci fanno; o se hanno la testa per finimento di busto! Ma veramente pensano di manovrare la gente come gli pare, come burattini?
    Sembra una lite tra bambini all'asilo: io vado dalla maestra a recriminare per un torto o una mancanza, e subito arriva il bulletto di turno che si affretta a smentire e svilire il fatto e mette in cattiva luce proprio chi ha avuto l'ardire di parlare!
    Cmq, al di la' del fattarello in se stesso, non capisco com'e' che I 'piani alti' sindacali non abbiano preso provvedimenti per premiare il loro lavoro.
    Sono cosi' ottusi da pensare che nella loro rete da pesca si e' solo rotta una maglia e che il pesce non puo; scappare? Sono cosi' ciechi da non vedere che il branco e' gia scappato ed andato altrove? Oppure sono cosi' sicuri da poterlo riacchiappare calando l'esca degli "imminenti" licenziamenti?

    Lina C.

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    1. Credo stia accadendo per il sindacato quanto si osserva oggi nel mondo della politica. Nuove forze contro tutto cio' che rappresenta il passato emergono piano piano a dispetto di coloro che vorrebbero rimanere nella staticita' sindacale. La rabbia viva di chi sente scivolare via il predominio di tanti anni si manifesta nelle forme piu' scomposte. Noi dobbiamo, credo, analizzare tali reazioni con la consapevolezza che la dissolvenza di vecchie incrostazioni sindacali nel tessuto sociale delle basi americane non potra' essere un processo lento ed indolore. Le forme di attrito continueranno nel tempo e forse saranno anche piu' corrosive, ma confido nella forza del nuovo per il buon fine dei vostri e nostri proponimenti.

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