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sabato 26 ottobre 2013

400 piccoli eroi

Finalmente possiamo scriverlo!
Dopo aver letto la nuova stesura del contratto appena firmato (per leggerne una copia, cliccate qui), confermiamo che non c'è ombra del Q.A.C., la quota di assistenza contrattuale che avrebbero voluto fare versare ai sindacati, da chi non è iscritto.
Come mai? Eppure, sia UILTuCS che FISASCAT avevano più volte difeso questo provvedimento! Per esempio, ricordiamo la risposta della UILTuCS al blog dell'Onorevole Berretta e quella scritta al Prefetto di Catania; ricordiamo anche la lettera inviata dalla FISASCAT a tutti iscritti di Sigonella: tutte a sottolineare come il Q.A.C. fosse un provvedimento più che gusto e legittimo. Inoltre, molti lavoratori potranno confermare come alcuni RSA andavano in giro difendendo il Q.A.C., poiché (dicevano) il sindacato affrontava delle spese che riguardavano tutti e che, dunque, anche i non iscritti avrebbero dovuto contribuire. Adesso, visto e considerato che il Q.A.C. non avrebbe in alcun modo influito sugli interessi del datore di lavoro, ci chiediamo di nuovo: come mai non c'è traccia di questo "meraviglioso esempio di giustizia sindacale" nella stesura del nuovo contratto, che sarà in vigore dal primo di novembre?
Noi una risposta l'abbiamo! Noi crediamo che tutta la categoria sia oggi debitrice verso quei 400 lavoratori che hanno deciso di firmare la nostra petizione, dove uno dei punti, lo ricordiamo, intendeva proprio scongiurare il pericolo di un'eventuale introduzione del Q.A.C. nel nostro contratto di lavoro. 400 firme (circa il 10 per cento della forza lavoro) non sono state sufficienti per la modifica dell'articolo 8, già inserito nel contratto, né per l'istituzione della RSU, faccenda alquanto complessa e che presuppone la cooperazione sindacale. 400 firme però, sono invece riuscite a togliere quella forza politica che avrebbero dovuto avere i 2 sindacati ammessi alle trattative, per spingere questo iniquo provvedimento col datore di lavoro. Ribadiamo iniquo perché, quello che gli RSA non dicono ai lavoratori, è che loro non sono stati eletti (si intende dall'intera forza lavoro) ma hanno il posto garantito dalle segreterie le quali, a loro volta, hanno le deleghe garantite dalla limitazione della libertà di scelta sindacale nelle basi Usa. Quando un giorno chi ci rappresenta verrà eletto a suffraggio universale da tutti i lavoratori (la RSU, perché prima o poi otterremo anche questo) e quando le Basi saranno aperte a tutti Sindacati, allora, forse, si potrebbe pensare ad un provvedimento che coinvolga tutta la categoria (sempre che questa si pronunci a favore) come, per esempio, nella contrattazione di secondo livello del contratto commercio nella provincia di Catania.
Per adesso però, godiamoci questa bella vittoria e ringraziamo quei 400 lavoratori, 400 piccoli eroi che, con coraggio e determinazione, a dispetto delle fantomatiche ritorsioni paventate dai soliti noti, hanno impedito di inserire il Q.A.C., questa sorta di "estorsione", nel nuovo contratto di lavoro. Dovremmo ricordarlo tutti: ogni mese, guardando la nostra busta paga. Se l'unico modo per ottenere la quota sindacate passa ancora attraverso le deleghe, questo è grazie alla petizione della LIBU ed ai 400 lavoratori che l'hanno firmata.
GRAZIE!!

martedì 22 ottobre 2013

Giù la Maschera!

Come avevamo scritto nel nostro precedente articolo (vedi sotto), la lettera inviata da Susanna Camusso e Franco Martini ai vertici di CISL e UIL, aveva messo FISASCAT e UILTuCS davanti ad un bivio: prendere la decisione coraggiosa di contribuire a cambiare l'articolo che limita la libertà di scelta sindacale per la nostra categoria (articolo 2), oppure "tapparsi il naso" e firmare il contratto, rendendosi complici di quell'ingiustizia che non consente ai lavoratori delle Basi USA di concedere le proprie deleghe al Sindacato specifico dal quale si sentirebbero maggiormente rappresentati.
Secondo Voi che scelta avranno fatto? Domanda retorica: ovviamente, senza che questo abbia provocato in noi alcuna sorpresa, gli unici due sindacati (ad oggi) titolati a contrattare col nostro datore di lavoro, hanno preso la comoda scelta di firmare il contratto, nonostante la più grossa sigla sindacale Italiana avesse chiesto loro di non farlo, nonostante una grossa fetta di lavoratori non concede più la propria delega, nonostante a Pisa sia in atto un procedimento per attività antisindacale. Incuranti di tutto e tutti,  FISASCAT e UILTuCS hanno firmato e basta! I nostri rappresentanti hanno buttato la maschera, lasciandosi riconoscere come i primi responsabili della limitata libertà di scelta sindacale nelle basi USA! Adesso tutti lavoratori possono vedere chi, nel momento in cui veniva richiesta una franca collaborazione per sanare un vulnus che ormai dura da oltre cinquant'anni, invece di cooperare unitariamente così come prevede il protocollo d'intesa CGIL, CISL e UIL, ha preferito procedere comunque alla firma di un contratto che, a nostro parere, viola i principi dello Statuto dei Lavoratori.
A mitigare gli effetti dello schiaffone mollato in pieno viso alla CGIL, speriamo che almeno i signori di CISL e UIL, abbiano comunque inviato una risposta. Un segno di buona volontà che, indipendentemente da questa (frettolosa) firma del contratto, possa portare all'apertura di un dialogo che consenta anche alla FILCAMS CGIL di poter rappresentare i lavoratori delle Basi USA. Forse sogniamo... vedremo. In ogni caso le nostre azioni proseguiranno (ne siamo certi), congiuntamente a quelle che vorrà intraprendere da oggi la CGIL. Crediamo che esistano ancora dei margini per evitare di adire le vie legali, al fine di ottenere quello che è sacrosanto diritto di ogni lavoratore Italiano. Noi, comunque, arriveremo fino in fondo.

Per quanto riguarda il nuovo contratto, ci riserviamo di leggerne il contenuto nel dettaglio, prima di esprimere un parere su questo blog. Restate "in ascolto".

venerdì 18 ottobre 2013

Semaforo Rosso

Colleghi,
a coronamento del nostro lavoro e collaborazione con la CGIL, oggi è avvenuto un fatto straordinario, di portata storica per tutti i lavoratori delle Basi USA!
Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, insieme al Segretario Generale della FILCAMS CGIL, Franco Martini, hanno scritto una lettera (clicca qui per visualizzare) ai Segretari Generali di CISL e UIL (Bonanni e Angeletti) e a quelli delle organizzazioni di categoria (Raineri e Boco). Nella lettera si chiede UFFICIALMENTE la modifica dell'articolo 2 del nostro CCNL, prima di firmare il nuovo contratto. Nota bene: L'articolo 2 è quello che limita il potere contrattuale alle sole FISASCAT e UILTuCS. Al fine di sanare questo vulnus anti storico, la Camusso e Martini chiedono la collaborazione attiva di CISL e UIL per consentire anche alla FILCAMS, la possibilità di raccogliere deleghe e di accedere alle trattative col nostro datore di lavoro. La piena collaborazione ed il rifiuto della contrattazione separata, è già stabilita nei recenti accordi tra CGIL CISL e UIL come in quelli che stanno per essere firmati tra le nostre organizzazioni di categoria (FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS). Inoltre, a giorni, una sentenza a Pisa potrebbe condannare i Comandi USA per attività anti sindacale come conseguenza di un rifiuto di contrattazione con la FILCAMS (il procedimento era stato avviato da alcuni colleghi licenziati a Camp Darby).
A questo punto FISASCAT e UILTuCS si trovano davanti ad un bivio: potrebbero scegliere responsabilmente di modificare l'articolo 2 (come etica imporrebbe), oppure procedere comunque alla firma di un contratto che continuerebbe a limitare la libertà di rappresentanza. In questo caso però, apparirà chiaro a TUTTI che, senza ombra di dubbio, il principale ostacolo all'ingresso della CGIL nelle basi USA non viene dai comandi Americani, ma dalle due organizzazioni sindacali che in questo momento ne detengono l'esclusiva rappresentanza.
La lettera è chiara e non si presta a fraintendimenti: si presenti unitariamente ai Comandi USA l'istanza per la modifica dell'articolo 2 e poi si provveda alla firma del contratto, al quale la FILCAMS accetta di apporre la firma a "scatola chiusa", pur di entrare da subito nella rappresentanza e non rallentare un rinnovo che la nostra categoria attende ormai da 3 anni.