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giovedì 11 dicembre 2014

Uno sciopero a bassa voce

Colleghi, sapete che domani, venerdì 12 dicembre, c'è uno sciopero generale? Sapete che è stato indetto dalla CGIL e dalla UIL? Probabilmente sì, i media ci hanno informato bene, ma vi hanno detto qualcosa i vostri RSA? 
Qui i conti non tornano: se a proclamare lo sciopero fosse stata la sola CGIL, avremmo compreso perché ai lavoratori non arrivi nessuna comunicazione ufficiale, perché nessun volantino appaia sulle bacheche sindacali! Forse, e si sottolinea il forse, se lo sciopero fosse stato proclamato dalla sola CGIL, oggi saremmo qui a scrivere sulla nostra libertà (o meno) di partecipare. Se fosse stata la sola CGIL... ma non è così: questo sciopero è indetto anche dalla UIL, uno dei due sindacati deputati a trattare col nostro datore di lavoro! Eppure, basta chiedere in giro per scoprire che pochi, pochissimi lavoratori sanno che anche la UIL-TuCS presente nelle Basi invita ad aderire a questo sciopero e che i Comandi, di questo, sono già stati informati!
Perch
é allora non arrivano le dovute comunicazioni a tutti i lavoratori? Perché le bacheche ne restano vuote? Certo, magari qualche iscritto UIL-TuCS avrà anche ricevuto qualcosa, magari qualche RSA zelante avrà anche informato il proprio reparto, così, in ordine sparso, ma gli altri? Tutti gli altri? Questo è uno sciopero generale e tutti, TUTTI i lavoratori dovrebbero esserne informati per poi scegliere, in piena libertà, se parteciparvi o meno! Tutti, non solo gli aderenti a questa o quella sigla! Quanti di noi saranno domani a riempire i cortei? Molti non avrebbero aderito in ogni caso, ma altri non andranno solo perché non sono mai stati informati o comunque mai invitati a farlo... e oggi sarebbe già tardi!
A questo punto la domanda sorge spontanea: si tratta, anche in questo caso, della famigerata scarsa capacità comunicativa dei "nostri" sindacati oppure di altro? Oppure che al dovere si contrappone la volontà? Chi lo sa, certo che a noi tutto questo ricorda tanto l'episodio di "Così parlò Bellavista" dove quel signore si faceva chiamare ogni mattina per la sveglia, però a bassa voce, per non farsi disturbare.

lunedì 1 dicembre 2014

La FILCAMS incontra a Vicenza i lavoratori delle Basi USA

Cari amici, 
siamo orgogliosi di annunciare che sabato 6 dicembre alle ore 20:30, presso la sede della CGIL Vicenza in via Vaccari  128  (di fronte la pasticceria Poggiana), la FILCAMS, in collaborazione con LIBU Vicenza, incontrerà i lavoratori delle Basi USA. È un incontro fondamentale nell'inesorabile percorso di avvicinamento della CGIL alla tutela della nostra categoria, iniziato con l'incontro tenutosi a Catania lo scorso anno e che proseguirà con altre importantissime iniziative a breve scadenza. All'assemblea interverrà il Funzionario Nazionale FILCAMS con delega alle Basi USA, Andrea Montagni, e il Segretario Generale FILCAMS Vicenza, Alessio Odoni, oltre (si intende) al coordinamento LIBU di Vicenza.
Ci rendiamo conto che per alcuni lavoratori potrebbe venire difficile partecipare ad un'assemblea che, per assurdi motivi contrattuali (che speriamo di cambiare al più presto) deve essere tenuta oltre l'orario e fuori dal luogo di lavoro, tuttavia riteniamo importante la presenza di tutti sia per lanciare un segnale a chi vuole che nulla cambi, a chi pretende di continuare a limitare la nostra libertà di scelta, sia per conoscere, informarsi, porre domande e  (perché no) anche critiche a chi lavora, ormai da qualche anno, per affrancare sindacalmente la nostra categoria.
E allora, nonostante tutto, Vi aspettiamo in molti; passate parola: partecipate e fate partecipare i Vostri colleghi. Adesso c'è un Sindacato che vuole conoscerci, ascoltarci... e noi abbiamo davvero bisogno di un Sindacato che ci conosca e che ci ascolti! Siamo stati presi in giro per troppi anni, adesso vogliamo una rappresentanza libera, democratica, forte, professionale e, finalmente, dalla parte dei lavoratori.
Facciamolo, incontriamoci: ci vediamo Sabato, ore 20:30, via Vaccari 128.

martedì 21 ottobre 2014

Roma, 25 ottobre 2014


Il 25 ottobre, con la CGIL a Roma, la LIBU c'è: scenderemo in piazza per noi, per voi, per tutti. Una battaglia per i diritti, le tutele, il welfare; noi ci saremo! Se vorrai raggiungerci e manifestare con noi, conoscerti sarà un piacere. Scrivi a libuliberi@gmail.com o chiama al 340-1079503.

LIBU LIBERI... TUTTI!

sabato 18 ottobre 2014

Una Pietra Miliare

Da sinistra: Giacomo Rota, Segretario Generale CGIL Catania; Adriano Filice, Segretario Organizzativo CGIL Veneto; Maria Grazia Gabrielli, Segretario Generale FILCAMS CGIL; Franco Martini, Segretario Nazionale CGIL; Andrea Montagni, Funzionario Nazionale FILCAMS con delega alle Basi USA; Saverio Bruno, co-fondatore LIBU.

Comunque la pensiate su di noi, dovrete ammettere che quello che è accaduto ieri a Vicenza, dove i coordinatori LIBU ed i vertici CGIL e FILCAMS si sono riuniti per confrontarsi sui temi a noi cari e stabilire una comune strategia condivisa, è un evento di portata storica per la nostra categoria… e non è che il primo.
Eravamo quasi tutti: c’era la LIBU di Sigonella, Vicenza, Pisa e Pordenone; la Segreteria Nazionale CGIL rappresentata dal Segretario Franco Martini (che ormai segue meticolosamente le nostre questioni da oltre un anno); la Segreteria Nazionale FILCAMS rappresentata dal Segretario Generale Maria Grazia Gabrielli e dal funzionario con delega alle Basi USA, Andrea Montagni (un importantissimo punto di riferimento); le Segreterie territoriali (dove sorgono le Basi) di CGIL e FILCAMS. Purtroppo abbiamo registrato la defezione del coordinatore LIBU di Napoli, un'assenza sentita, dovuta ad un imprevisto dell'ultimo momento. 
Iniziamo col dire che il funzionario nazionale FILCAMS con delega alle Basi USA, Andrea Montagni, a partire da Dicembre andrà a Pisa, Catania, Pordenone, Napoli e Vicenza dove, insieme alle segreterie FILCAMS ed ai coordinatori territoriali LIBU, organizzerà delle assemblee per tutti i lavoratori della categoria. Nel corso delle assemblee verrà ufficializzata la formazione del nuovo coordinamento nazionale LIBU, che lavorerà organicamente con e per la FILCAMS, allo scopo di vincere, una volta per tutte, la nostra battaglia per la libera scelta Sindacale. Le strategie non sono cambiate (basta leggere il nostro blog per capire cosa intendiamo) ma sono state definite priorità, assegnati compiti ben precisi e stabiliti tempi e modi d’azione. Un nuovo incontro tra tutti i coordinatori nazionali LIBU avverrà nei primi mesi del 2015. Abbiamo anche parlato dei licenziamenti di Aviano e Camp Darby, dove cercheremo di fare luce su una situazione così tanto ingarbugliata che non è neppure chiaro se questi siano stati sospesi o, come temiamo, siano ancora in essere. Benché non sia possibile al momento trattare direttamente col datore di lavoro, non lasceremo soli questi lavoratori.
Siamo stati ben contenti di riscontrare l'attenzione della stampa, come nell'articolo uscito su "Il Giornale di Vicenza” (cliccate qui per leggerlo): un pezzo non troppo benevolo nei nostri confronti e pieno di inesattezze (per non dire assurdità)  ma che ha avuto il merito di servire da cassa di risonanza per questo evento, tanto che diversi lavoratori delle Basi di Vicenza si sono spontaneamente presentati per assistere all'incontro. Alcuni di loro erano addirittura delegati delle 2 sigle sindacali presenti nelle Basi, non sappiamo bene se mandati o sinceramente interessati al dibattito. In ogni caso, sono stati tutti benvenuti: benché l’incontro fosse stato pensato per i soli addetti ai lavori, noi non abbiamo nulla da nascondere. Sempre da “Il Giornale di Vicenza”, ci ha divertito molto l’accuratezza con cui è stato riletto il nostro precedente articolo su questo Blog (Coordinamento Nazionale LIBU a Vicenza) e come si sia colta la nostra ironia sulla scelta della data, tanto da accentuarne l’efficacia sul lettore. Ne siamo lieti. Comunque, per la cronaca, la CGIL ha già risposto all'articolo di questo giornale con una nota a firma del Segretario Generale CGIL Vicenza, Marina Bergamin, che riteniamo alquanto esaustiva (cliccate qui per leggerla).  
Concludiamo questo articolo con un estratto della lettera scritta dai coordinatori LIBU di Vicenza e letta ai Segretari CGIL e FILCAMS, durante l'incontro: 
Per noi lavoratori delle Basi è molto importante avervi qui oggi, perché dopo anni di buio sindacale finalmente abbiamo la speranza di poter scegliere liberamente la sigla che sentiamo più vicina a noi, un sindacato che storicamente è sempre stato dalla parte dei lavoratori senza se e senza ma e, soprattutto, senza strane ambiguità. Voglio ringraziare in particolare il Segretario FILCAMS di Vicenza, che in questi tre mesi ha dimostrato disponibilità, professionalità e trasparenza: qualità che non sapevamo appartenessero ai sindacalisti, viste le nostre esperienze del passato. Basterebbe solo questo per fare la differenza tra voi e gli altri. 
Penso e spero che questa esperienza non sia solo un colpo di fortuna per noi di Vicenza ma la regola di tutte le segreterie FILCAMS, soprattutto quelle dei territori dove c'è più bisogno di essere tutelati. Penso soprattutto ai colleghi di Sigonella, che sono si esposti da oltre due anni come LIBU, ricevendo minacce e insulti per averci messo la loro faccia, il loro tempo, le loro energie e le loro risorse economiche e per aver creato quel meraviglioso blog che a moltissimi da fastidio.
Penso a loro quando, da soli, un anno fa raccolsero quasi 130 deleghe CGIL o quando raccolsero 400 firme per una petizione mentre qui a Vicenza venivano derisi e chiamati "illusi": noi lo ricordiamo bene!
Senza la loro iniziativa, noi oggi non saremmo qui. 
LIBU LIBERI! 

PS Ci vediamo il 25 a Roma, dove anche la LIBU sarà in strada col suo striscione!

martedì 23 settembre 2014

Coordinamento Nazionale LIBU a Vicenza!!!

Carissimi amici, 
siamo orgogliosissimi di poter annunciare un avvenimento storico: il primo Coordinamento Nazionale LIBU, a Vicenza, che si terrà insieme ai vertici nazionali della FILCAMS CGIL
I coordinatori LIBU di ogni Base incontreranno la FILCAMS per discutere sugli ultimi risvolti nella battaglia per la libertà di scelta sindacale e sui licenziamenti delle Basi di Aviano e Camp Darby, quella "faccenduola" liquidata con poche righe in fondo all'ultimo comunicato congiunto FISASCAT e UIL-TuCS (ma questa è un'altra storia sulla quale torneremo presto). 
Saremo in tanti: oltre ai membri del Consiglio Direttivo LIBU provenienti dalle Basi di Sigonella, Vicenza, Livorno, Aviano e Napoli, interverrà all'incontro il Segretario Generale della FILCAMS (Maria Grazia Gabrielli), Il Segretario Nazionale CGIL (Franco Martini), il Segretario Nazionale FILCAMS (Andrea Montagni) e tutte le segreterie territoriali della FILCAMS CGIL coinvolte con le Basi. Sarà anche presente la segreteria CGIL di Catania, che ha da sempre occupato un ruolo di primissimo piano nelle iniziative e nelle battaglie sostenute dalla LIBU. Vi invitiamo a cliccare qui per leggere la convocazione nazionale della FILCAMS, giorno 17 ottobre, presso l'albergo san Raffaele a Vicenza. Faremo il punto della situazione e decideremo le prossime strategie da adottare per sanare un vulnus anacronistico ed insensato. È solo una questione di tempo... e stiamo lavorando per  portare avanti gli orologi.
Se qualcuno di Voi dovesse poi pensare che la data del "venerdì 17" sia una scelta infausta, risponderemo che ha ragione, è vero: è infausta... ma non certo per noi! Il prossimo venerdì 17 sarà certamente una data sfortunata per tutti i nostri detrattori: per quei furboni che vanno  blaterando sulla nostra inconcludenza e per quei sempliciotti che si illudono ancora che la LIBU sia un fenomeno legato alla sola Sigonella. Per loro sarà un giorno da dimenticare, per tutti noi, invece, sarà una data importante da ricordare.

LIBU LIBERI

martedì 16 settembre 2014

Riso amaro Vicentino

Quasi un mese fa, precisamente il 21 agosto, usciva sul Corriere del Veneto un articolo (cliccate qui per leggerlo) che denunciava il Comando AAFES di Vicenza per l'uso di telecamere poste a controllo del personale (attività vietata dalla legge 300/1970, Statuto dei Lavoratori), per elargire premi fuori busta (dunque non tassati) e per aver disatteso le promesse occupazionali a seguito dell'ampliamento della Base. Sempre lo stesso articolo riportava poi le dichiarazioni di un esponente FISASCAT CISL che, rispondendo solo in parte alle accuse del giornale, affermava che nel nostro Contratto Nazionale (CCNL) è stabilito chiaramente che i premi sono elargiti ad esclusiva discrezionlità datoriale (verissimo), che le telecamere inquadrano solo i clienti (versione messa in discussione da alcuni lavoratori AAFES) e che i rapporti con l'amministrazione USA sono ottimi (non nutriamo alcun dubbio in merito).
Per colpa della nostra (proverbiale) prudenza, avevamo deciso di attendere prima di pubblicare la notizia, avevamo deciso di aspettare la replica dei Comandi per avere così un quadro completo di quanto succede ad Ederle. Attendevamo anche una risposta sindacale decisamente più corposa: maggiori dettagli in merito ad una denuncia che dipinge un quadro quantomeno imbarazzante. Attendevamo inutilmente: non è avvenuto nulla; all'articolo del Corriere del Veneto non è seguita alcuna replica (almeno per quanto ne sappiamo noi). 
Oggi riteniamo inutile aspettare ulteriormente e allora, ancora una volta, puntiamo il dito verso qualcosa che altri continuano inutilmente a nascondere o negare: la nostra situazione lavorativa decisamente "atipica", il fatto che non venga ammessa nessuna interferenza esterna e che quindi, si accettano scommesse, nessuna autorità esterna si permetterà il lusso di verificare la veridicità o meno di quanto denunciato dal Corriere del Veneto
Comunque sia, chiudiamo questo breve post con la soddisfazione di vedere parecchio "movimento" tra i lavoratori Vicentini sui quali, a breve, daremo un importante annuncio.

venerdì 29 agosto 2014

La Terza Pagina

Cari amici, 
molti, moltissimi colleghi continuanio a chiederci il da fare sulla convenzione per la Sanità Integrativa. Noi abbiamo già detto la nostra su due articoli del nostro blog ma, alla fine, come potremmo dare un giudizio valido se proprio questa convenzione resta un mistero? Dov'è? Chi l'ha firmata? Quali sono le clausole? Come funziona il diritto di recesso?
Qualcuno potrà pensare che la guida online (https://www.unisalute.it/unisalute/doc/supplementalhealth/GuidaCompletaBasiUSA_Apr2014.pdf) composta da ben 33 pagine, possa essere lo strumento sul quale basare la propria scelta, in realtà le cose stanno diversamente. Per spiegarci meglio, Vi rimandiamo a quanto scritto nella stessa guida, a pagina 3:
Questo manuale è stato predisposto in modo da costituire un agile strumento esplicativo; in nessun caso può sostituire la convenzione, della quale evidenzia esclusivamente le caratteristiche principali. La convenzione resta, pertanto, l’unico strumento valido per un completo ed esauriente riferimento
Esatto, avete letto bene: il manuale online, lo stesso divulgato dai Sindacati, NON può sostituire la convenzione, la quale resta l'unico riferimento valido. In altre parole, i Sindacati (o chi per loro) NON ci hanno fornito l'unico riferimento valido per operare una scelta!!
Noi non possiamo suggerire di non firmare poiché non conosciamo i termini dell'accordo, possiamo solo dire che qualsiasi sia la nostra scelta, è un salto nel buio. Per onestà intellettuale, Vi comunichiamo che noi (chi Vi scrive), ha deciso di aspettare, perché non è affatto chiaro cosa succederà a chi non firma, a chi decide di non aderire (per il momento) ad AssiCassa. Anzi, la nostra modestissima opinione è che non succederà proprio nulla perché il datore di lavoro versa comunque le nostre quote (come stabilito nel CCNL) e, di conseguenza, siamo comunque coperti... in ogni caso, ripetiamo, la nostra é solo un opinione. Sia chiaro però che abbiamo già preso contatti per adire le vie legali, nel caso che, invece, chi non firmasse dovesse essere ingiustamente penalizzato, in quanto non adeguatamente e preventivamente informato da chi di dovere.
E se adesso Vi lamenterete per non aver ricevuto risposte, Vi lasciamo con un'ulteriore domanda: cliccate qui per leggere lo Statuto di AssiCassa (l'associazione alla quale aderite firmando il foglio fornito con la busta paga), leggetene l'articolo 11:
I Soci ordinari sono obbligati al versamento dei contributi previsti e richiesti da Assicassa. Assicassa potrà richiedere ai Soci ordinari e/o ai loro datori di lavoro una specifica ulteriore contribuzione diretta a far fronte agli oneri di funzionamento, così come definito da apposito Regolamento.
Lasciamo a Voi ogni libera interpretazione....

LIBU LIBERI

venerdì 1 agosto 2014

Firmo o non firmo?

Man mano che passano i giorni, aumentano le domande inerenti la nuova copertura della Sanità Integrativa per la nostra categoria. Più che sulla guida e sulle prestazioni (https://www.unisalute.it/assicurazione/supplementalhealth), a molti non è chiaro il ruolo di Assicassa (l'entità che eroga i rimborsi ma che decide anche le integrazioni) e le modalità di recesso. Inoltre, cosa determina esattamente il modulo di adesione? E cosa succede se non si firma entro il 31 Agosto? Si rinuncia ad usufruire del servizio? 
A noi la cosa sembra un po' più complessa: basta chiamare la UNISALUTE (invitiamo a farlo) per verificare che siamo già inseriti nei loro DataBase! Forse questo vuol dire che il nostro datore di lavoro contribuisce per tutti noi a priori dal modulo di adesione? Vuol dire che siamo comunque protetti? Vuol dire che quel modulo serve solo per poter erogare i rimborsi? E che oneri porta l'adesione all'associazione Assicassa che, all'articolo 11 del suo statuto, recita: "...Assicassa potrà richiedere ai soci ordinari e/o ai loro datori di lavoro una specifica ulteriore contribuzione diretta..."? L'articolo 67 del nostro CCNL impegna il datore di lavoro a pagare fino ad una cifra pari 100 euro: cosa succederà in caso di aumento dei costi della polizza?
Tutte domande a cui, ahimè, non possiamo dare risposta. Speriamo soltanto (ma neanche tanto) che da parte del datore di lavoro e sindacati vengano delle risposte prima che questo possa implicare qualche onere per il lavoratore. Qualcuno di noi adesso deciderà di firmare entro il 31 Agiosto, qualche altyro deciderà invece di aspettare: qualunque sia la scelta, fin quando non avremo risposte, sarà comunque un salto nel buio.

mercoledì 30 luglio 2014

Arriva la sanità integrativa

Cari amici,
in questi giorni molti di Voi hanno chiesto la nostra opionione sulla nuova convenzione per la sanità integrativa che, a leggere l'allegato alle buste paga, sembrerebbe essere sul punto di partire. La domanda più comune è se vale la pena o meno aderire all'offerta: perché no, se è gratis?
La LIBU non è mai stata contraria a questa convenzione, abbiamo solo scritto (e ribadiamo) che i fondi stanziati dal datore di lavoro appaiono come una sorta di baratto con l'aumento salariale che, infatti, non abbiamo ottenuto. Abbiamo anche scritto (e ribadiamo anche questo) che il compito di un Sindacato non è (solo) quello di trovare convenzioni e sconti: il Sindacato non è un CRAL!
Ribaditi i nostri punti, possiamo ora entrare nel merito: abbiamo letto la guida informativa della UNISALUTE (33 pagine) inviata da alcuni RSA via e-mail: un documento (apparentemente) genuino, del quale però non abbiamo trovato alcun riscontro su nessuna fonte ufficiale e che, comunque, non porta alcuna firma in calce. In altre parole: non è il contratto. 
Nella guida i servizi illustrati sono interessanti e la scelta è ampia (clicca qui per la lista delle strutture convenzionate), soprattutto se consideriamo che questi verrebbero offerti con soli 120(?) euro l'anno (interamente sborsati dal datore di lavoro). Comunque sia, ci accorgeremo solo nel tempo se la convenzione corrisponde a quanto annunciato nella guida, se i servizi funzionano adeguatamente e se non verranno chieste delle integrazioni al lavoratore.
Nel frattempo 
è gratis... o no?

giovedì 3 luglio 2014

Terza Interrogazione Parlamentare

Come annunciato nel precedente post, ecco il testo completo della bella interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata dal l'onorevole Gianluca Rizzo, del Movimento Cinque Stelle, ai Ministri della Difesa e del Lavoro. Il testo è pubblicato nel sito della Camera dei Deputati: 
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20682&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Di seguito ne riportiamo il contenuto integrale:
"
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05335
presentato da
RIZZO Gianluca
testo di
Martedì 1 luglio 2014, seduta n. 254
RIZZO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
i lavoratori italiani delle basi militari USA nel territorio nazionale operano per il settore difesa del Governo italiano in virtù di accordi bilaterali Italia-USA (ancora in parte secretati) chiamati SOFA Agreement (o SHELL Agreement) e sono assunti direttamente dalle Forze armate USA. A differenza di altri Paesi europei come la Spagna, Grecia e Germania, dove i lavoratori locali sono assunti dal Governo di quel Paese e prestati all'amministrazione USA, qui in Italia ogni installazione militare USA opera con una propria figura giuridica. Dunque, sarebbe più corretto affermare che questi nostri lavoratori sono dipendenti delle installazioni per cui lavorano e non delle Forze armate statunitensi in quanto tali; 
questi lavoratori che svolgono una funzione pubblica a contratto privato (con tanto di CCNL dedicato) si trovano a lavorare in un contesto che appare in contrasto con i diritti stabiliti l'articolo 18 della Statuto dei lavoratori (legge n. 300,1970). A titolo meramente esemplificativo si riportano alcune condizioni anomale: il loro datore di lavoro non è pignorabile, non godono degli sgravi sui premi produzione e non hanno la libertà di scegliere il sindacato al quale affiliarsi;
questi lavoratori (circa 5000) operano per un ente che viene rappresentato nelle tematiche contrattuali da una commissione americana denominata JCPC avente come controparte solo due sigle sindacali (leggasi l'art, 2 del testo «normative per il personale civile non statunitense delle Forze armate U.S.A. in Italia del 1o novembre 2013). 
tali problematiche erano già state evidenziate in uno studio dell'istituto degli affari internazionali (IAI) (Le Basi Americane in Italia — Problemi Aperti; n. 70, giugno 2007); nella relazione si evidenzia: «...occorrerebbe una disamina delle fattispecie disciplinate, specialmente in relazione al reparto della giurisdizione penale sulle forze armate dei Paesi NATO presenti in Italia, alla esenzione dalla giurisdizione civile e alla disciplina dei rapporti di lavoro instaurati con la manodopera locale..»; 
si evidenzia come venga secondo l'interrogante sostanzialmente meno la libertà di associazione sindacale dei lavoratori e la mancata applicazione della legge n. 98 del 1971 in materia di «tutela del personale dipendente da organismi militari operanti sul territorio nazionale nell'ambito della comunità atlantica». Una norma, quest'ultima, che garantirebbe la ricollocazione in servizio in amministrazioni pubbliche italiane, in caso di ristrutturazioni degli organismi militari –: 
se il Governo non intenda rivedere gli accordi bilaterali e riconoscere la funzione di difesa nazionale (quindi pubblica) svolta dai (quasi) 5000 lavoratori italiani delle basi USA; 
quali iniziative siano state assunte dal Governo italiano nei confronti delle autorità militari delle basi Usa in Italia affinché siano rispettati i diritti sindacali dei lavoratori italiani lì impiegati e solennemente sanciti dalla Costituzione italiana e dalla legge n. 300 del 1970 (statuto dei lavoratori). (4-05335)

mercoledì 2 luglio 2014

Non c'è due senza tre.

Cari amici, dopo le interrogazioni parlamentari dell'anno scorso, adesso anche il Movimento Cinque Stelle, attraverso il Deputato Gianluca Rizzo, ha presentato ieri un'interrogazione ai Ministri della Difesa e del Lavoro, sui temi a noi da sempre molto cari. Un'interrogazione che chiede la "normalizzazione" della nostra categoria e la libertà di affiliarsi a qualsiasi sindacato. 
A breve torneremo a scriverVi con i dettagli ed il testo intero dell'iniziativa pentastellata. 

lunedì 30 giugno 2014

AAA diritto cercasi

Cari amici,
avevamo promesso di tenerVi informati sulle vicende narrate nel nostro articolo "14 anni" al cui sfortunato protagonista, il nostro amico Carmelo Cocuzza, il giornale La Sicilia dedica un lungo articolo che potrete leggere per intero cliccando qui.

La faccenda occorsa a Cocuzza, che alcuni potrebbero erroneamente liquidare come di poca importanza, riguarda invece tutti noi, l'intera categoria dei lavoratori Italiani delle Basi USA. Sinceramente, il merito degli avvenimenti è ormai poco importante: c'è stata una sentenza DEFINITIVA... e questo è tutto quello che ci dovrebbe interessare! Noi siamo attenti ad altro: se il comando dovesse semplicemente decidere di ignorare la sentenza, sarebbe la conferma del fatto che il nostro datore di lavoro è al di sopra della legge Italiana e che non si potrebbe fare mai più (e per nessuno) alcun tipo di rimostranza perché, l'organizzazione per la quale lavoriamo, sarebbe in grado di disporre di noi a proprio piacimento, infischiandosene di giudici, leggi e accordi vari. A questo punto, non avrebbe neppure alcun senso continuare a dare la propria delega ad un sindacato, qualsiasi sindacato, perché il nostro datore di lavoro potrebbe comunque fare e disfare unilateralmente qualsiasi accordo e/o concessione, rendendo qualsiasi trattativa assolutamente inutile (tranne per chi va a mangiare a spese nostre, si intende). Qualsiasi mancato impegno sarebbe semplicemente non perseguibile o, quanto meno, solo un modo per perdere tanti anni dietro a qualcosa che non porterebbe ad alcun risultato.
Proprio per questo, per la grandissima importanza che ricopre questa faccenda, ci chiediamo (ma neanche tanto) come mai la rappresentanza sindacale interpellata da Cocuzza continui a fare poco o nulla, invece di intraprendere azioni forti, che coinvolgano una categoria che, come spiegato sopra, ha tutto l'interesse che questa sentenza venga rispettata! Sarebbe il momento di mostrare un po' grinta, la stessa grinta che, finora, abbiamo visto solo quando si trattava di discutere di sanità e previdenza integrativa. 

Concludiamo questo articolo augurando a tutti coloro che hanno mostrato spregio e  scherno per quanto avvenuto a Carmelo Cocuzza, di poter vivere la stessa "avventura" e vedere poi come la penseranno tra 14 anni.

PS No, non è vero, non riusciamo ad augurare il male a nessuno... neanche a chi se lo meriterebbe.

lunedì 16 giugno 2014

ZZZZ...

No, non stiamo dormendo... e certamente non siamo morti! :-D
La ragione per cui da circa un mese e mezzo non scriviamo nulla su questo blog è perché abbiamo promesso di non tediarVi con articoli fini a se stessi, di non farVi perdere tempo scrivendo tanto per scrivere. State pure tranquilli che la LIBU c'
è sempre e che sempre lavora nel tentativo di "normalizzare" la categoria anormale alla quale apparteniamo! Certo la politica non ci aiuta ed ogni traguardo in Italia è lento e difficile. Comunque sia, ci sono diverse iniziative a cui stiamo lavorando (con vecchi e nuovi partners), qualcuna di queste vedrà presto la luce. Ne sarete informati.
Nel frattempo, aspettavamo i moduli di questa "famigerata" sanità integrativa, per capire come funzioner
à, quali vantaggi porterà e quanto costerà. Purtroppo, il modulo che, almeno a Sigonella, era stato promesso con le buste paga di Maggio, non è arrivato. Continuiamo ad attendere... una cosa che questi sindacati sanno farci e farVi fare molto bene. A breve invece, Vi racconteremo la storia di un collega di Napoli, una storia simile a quella successa a Sigonella e che, dopo 14 anni, ha trovato una soluzione giuridica.
A presto.

martedì 8 aprile 2014

14 anni!

Immaginate un giorno: siete improvvisamente licenziati! 
Immaginate di non capire bene cosa succeda, di protestare e di iniziare una battaglia legale perché vi sentite sopraffatti dall'ingiustizia! Immaginate la forza, la perseveranza e la pazienza necessari per percorrere anni e anni in tribunale: primo grado, secondo grado e cassazione. Immaginate che, nel frattempo, molti tra amici e colleghi si sono dileguati e nascosti dietro i "se lo merita", "tanto non torna più", "è colpa sua"... Immaginate lo sconforto, la voglia di lasciar perdere, di abbandonare: perché è dura, molto molto dura arrivare fino in fondo! Immaginate però di continuare, nonostante tutto, e di arrivare alla fine di un lungo tunnel; immaginate di vedere finalmente la luce: nel frattempo sono trascorsi 14 anni!

Lo scorso marzo, forse per la prima volta nella storia delle Basi USA in Italia, la cassazione decreta il reintegro di un lavoratore del NEX (i negozi) di Sigonella. Il licenziamento, avvenuto per un presunto illecito nella timbratura del cartellino, è invece ritenuto inconsistente dai giudici, che stabiliscono il reintegro retroattivo del lavoratore. È una vittoria piena! Forse per la prima volta (siamo incerti sui contorni di un altro caso a Camp Darby) viene applicato l'articolo 18 alla nostra categoria su un lavoratore licenziato INGIUSTAMENTE (adesso possiamo scriverlo) 14 anni fa. 
Noi, che abbiamo più volte parlato con questo lavoratore, adesso attendiamo con interesse e fiducia lo sviluppo di questa sentenza: come e quali saranno le procedure operative per portare alla risoluzione di quello che sembra un caso emblematico di una categoria atipica che lavora per un datore atipico, con un contratto atipico, all'interno di strutture decisamente atipiche, nel nostro territorio nazionale? Chi si occuperà di questa faccenda? Chi farà da tramite tra il lavoratore ed il datore di lavoro? 
14 anni sono tanti, tantissimi. Auspichiamo che questa brutta storia si chiuda quanto prima, così che il nostro collega possa finalmente lasciarsi tutto alle spalle e "svegliarsi" nel primo giorno... del resto della sua vita. 
Vi terremo informati.
P.S.
Per ovvie ragioni di privacy, eviteremo di pubblicare qualsiasi commento che entri nello specifico e/o nel merito di una sentenza già passata in giudicato e, dunque, non discutibile. 

mercoledì 26 marzo 2014

Comunicazione di servizio #5

Amici,
credevamo che le 4 piccole regole di censura fossero sufficienti per il buonsenso comune: ci sbagliavamo! Siamo costretti a dover aggiungere una quinta tipologia di commenti censurabili, che credevamo superfluo dover elencare: "Argomenti non inerenti ai lavoratori Italiani delle Basi USA". Quindi, ricapitolando, saranno censurate le seguenti tipologie di commenti:
1. Diffamazioni, calunnie e fango di ogni genere;
2. Fatti palesemente falsi, mistificati e tendenziosi;
3. Polemiche artificiose, ripetute, provocatorie e sprezzanti;
4. Volgarità, scurrilità ed esplicite offese personali;
5. Argomenti non inerenti ai lavoratori Italiani delle Basi USA.
Per ulteriori informazioni e specifici dettagli, scriveteci pure su libuliberi@gmail.com.

LIBU LIBERI

lunedì 17 marzo 2014

Le 3 Scimmiette

Giancarlo, 
ti scrivo per condividere con te il mio rammarico e la mia costernazione per un errore madornale in cui sono incappato e di cui mi vergogno, facendo ammenda con me stesso e con i colleghi di Sigonella e in particolare con gli iscritti alla LIBU. 
Ho pensato, ingenuamente, che bastava inviarti una lettera a nome di centinaia di colleghi che si sono costituiti in un’Associazione di lavoratori (LIBU - Lavoratori Italiani Basi Usa) di cui io mi onoro di esserne il Presidente, offrendoti collaborazione e appoggio nei riguardi di un’azione che ci sembrava giusta e finalmente condivisa, per spingerti ad aprire una porta per una possibile futura collaborazione fondata su nuove proposte e reali intenzioni di cambiamento. Ho pensato che tu eri quella persona per la quale, ti ricordo, quando ero coordinatore della UILTUCS per Sigonella, e tu non stavi attraversando un bel periodo con la segreteria Nazionale, ho speso una mattinata al telefono con il Segretario Nazionale della UILTUCS, minacciandolo che, se ti avessero rimosso dal coordinamento nazionale, Sigonella (che era allora in grande crescita sindacale) sarebbe uscita fuori dal coordinamento stesso. La stessa persona che, sempre io, ho voluto fortemente a Sigonella, dopo l’ennesima lite con il Segretario Nazionale, a parlare in assemblea con i colleghi, presentandoti a loro come il meglio che la struttura sindacale metteva a disposizione, sia come preparazione sindacale che come esperienza. 
Perché ho fatto tutto questo? Perché ti credevo diverso. Perché nel mio immaginario avevo creato una persona che non sei tu. Perché ti pensavo e ti vedevo fuori da quello squallore che aleggia nelle segreterie sindacali, fatto da logiche politiche e spartizioni di cariche e privilegi, dove tutti fanno finta di avere un compito e di saperlo gestire ma che in realtà è soltanto il pretesto per restare attaccati alla sedia proteggendo, in realtà, solo il proprio orticello e la propria carica. Scusami l’errore è tutto mio e me ne rammarico, non posso pretendere che tu sia ciò che non puoi essere, ero io che probabilmente avevo bisogno di vedere in qualcuno dei nazionali una figura di spessore che potesse insegnarmi qualcosa sia sindacalmente che moralmente. E la lettera che ti ho inviato era sull’onda di questo equivoco, ma il tuo silenzio mi ha fatto riflettere su certi comportamenti passati e mi ha fatto chiudere il cerchio, realizzando che, fin dall’inizio, avevo scommesso sulla persona sbagliata, come sbagliata era la struttura in cui mi trovavo. 
Già, il tuo silenzio! Molto eloquente e assolutamente inequivocabile. È lo stesso silenzio di un coordinamento Nazionale, di cui tu sei da parecchi anni uno dei due Coordinatori, che è stato in questi ultimi anni pressoché inesistente, se non nelle inutili partenze per inutili riunioni, nell’uso delle ore sindacali, nei rimborsi, e in altri pseudo-privilegi ai quali nessuno di voi vuole rinunciare. È lo stesso silenzio che ci ha regalato la vergogna di un contratto firmato dopo anni di aspettative e di lavoro certosino dei direttivi locali per cambiare articoli e vuoti di regole presenti in un contratto capestro, che avete ulteriormente avallato, tradendo le aspettative di migliaia di lavoratori, e portando a casa ciò che a voi veramente premeva: la Sanità integrativa! (È strano che i soldi per questo si siano trovati, ma per tutto ciò che poteva portare reali migliorie economiche alla categoria, neanche a parlarne. Molto strano!). È lo stesso silenzio che vi ha fatto accettare lungaggini, rifiuti, trent’anni di lavoro sull’Inquadramento Unico bistrattati e ignorati, licenziamenti decisi unilateralmente senza coinvolgimento di chi dovrebbe rappresentare i lavoratori. E per ultimo, lo stesso silenzio che vi ha fatto riunire qui a Catania qualche settimana fa, in gran segreto (nessuno a Sigonella era a conoscenza di questo incontro, questo fa capire di che livello sia il vostro grado di informazione nei riguardi dei vostri iscritti) e che vi ha fatto accettare un aumento salariale dell’1%, e guarda un po’, un altro aumento per la Sanità Integrativa. Giancarlo, ma pensi anche tu che è giusto prendere in giro una categoria di lavoratori in questo modo? Pensi davvero che nessuno ha capito che la Sanità Integrativa è stata una merce di scambio? 
Siamo stanchi, stanchi dei vostri silenzi, delle vostre alzate di spalle, delle frasi tipo: iscrivetevi al sindacato perché fra poco vi licenziano...stiamo zitti perché siamo fortunati ad avere un lavoro....avete problemi? Non possiamo fare nulla, rivolgetevi ad un avvocato.... Siamo stanchi del vostro ritenervi intoccabili, lontani da critiche e giudizi, di questo vostro becero identificarvi con il sindacato: chi critica voi attacca il sindacato stesso. Ma dove è scritto che voi siete il sindacato? 
Il sindacato siamo noi lavoratori! E a proposito, siete sicuri che state rappresentando (si fa per dire) la maggioranza dei lavoratori italiani delle basi USA? Io qualche dubbio lo avrei, contiamo gli iscritti? Come Associazione, intendiamo chiarire, possibilmente nelle sedi adatte, questo dubbio che riguarda il principio basilare della democrazia: se tu firmi un contratto che riguarda migliaia di lavoratori in tutta Italia presumo che tu rappresenti la maggioranza dei lavoratori altrimenti quello che firmi è illeggittimo, non pensi? Scusami Giancarlo, forse sto abusando troppo del tuo preziosissimo tempo, chiudo qui le comunicazioni, e ne escludo possibili future. La nostra Associazione riterrà possibile un dialogo con le (indispensabili) rappresentanze sindacali, quando tutti voi farete un favore a noi lavoratori delle Basi e a tutti quelli che credono veramente nel Sindacato e nella Democrazia: abolire l’articolo 2 del Contratto e passare alle RSU. Fatevi eleggere dai colleghi se pensate di essere nel giusto, e dateci la libertà di decidere chi ci deve rappresentare! 
Sul mobile di camera mia ho tre statuette che ho messo li per ricordare la mia passata esperienza di Coordinamento Nazionale. Sono tre scimmiette: una non vede, l’altra non sente...l’ultima non parla... Le 3 scimmiette


Rosario Pellegrino
Presidente Associazione LIBU

giovedì 27 febbraio 2014

Lettera al Presidente Napolitano!

Quando iniziammo la nostra avventura con la LIBU, un paio di anni fa, ci ripromettemmo di non fermarci davanti a nessun ostacolo e di portare le nostre istanze, le nostre ragioni, sempre più avanti, fino a coinvolgere le più alte autorità. Alcuni forse ricorderanno anche quello che promise Saro Pellegrino: faremo arrivare la voce della nostra categoria sempre più in alto, fino allo stesso Presidente, se fosse necessario! Allora molti interpretarono questo impegno come una sorta di battuta: i nostri detrattori scommettevano su una nostra rapida scomparsa mentre i nostri amici (alcuni di loro), non riuscivano a sperare che si potesse davvero tenere questa linea. E invece, giorno dopo giorno, passo dopo passo, siamo riusciti a mantenere l'impegno di denunciare i problemi e proporre iniziative, coinvolgendo Sindacati, datore di lavoro ed istituzioni. Non ci siamo mai fermati, ed incuranti delle ire scomposte che spesso abbiamo provocato tra i "capetti tribali" che ci eravamo lasciati alle spalle, abbiamo sempre mirato in alto, fino ad arrivare ai vertici politici e Sindacali del nostro Paese.
Ieri, in occasione della visita del Presidente Napolitano a Catania, la LIBU, attraverso la Segreteria Provinciale della CGIL, ha consegnato una lettera al Capo dello Stato, in cui si denuncia la violazione del dettato Costituzionale, per la mancata libertà di scegliere a quale sindacato associarsi. La notizia è stata anche divulgata dal giornale radio.
Ecco la lettera, firmata da Rosario Pellegrino, a nome di tutta la LIBU:
Illustrissimo signor Presidente,
Noi siamo i lavoratori dell'associazione "Lavoratori Italiani Basi USA" (LIBU) che oggi Le scrivono per denunciare un vulnus a cui è assoggettata la nostra intera categoria, numericamente piccola, ma con delle problematiche ampie e complesse, tanto da avere un Contratto Nazionale (CCNL) specifico ed "unico" nel suo genere. La nostra categoria raccoglie quasi tutte le tipologie di lavoro dipendente: tra noi ci sono contabili, pompieri, meccanici, musicisti, chimici, autisti, informatici, camerieri, commessi, ingegneri, animatori, avvocati, insegnanti, idraulici e tanto altro ancora. Siamo una classe speciale con diritti e doveri speciali, diversi da chiunque altro in Italia. Una fascia di lavoratori senza una chiara paternità: sospesa tra la funzione pubblica espletata nella difesa nazionale in una forza alleata, ed un contratto dai termini privati.
Noi siamo forse gli unici lavoratori in Italia a non avere il diritto di poter scegliere a quale sigla sindacale aderire, poiché il nostro Contratto Nazionale all'articolo 2 comma 1 recita: "I Comandi intrattengono rapporti sindacali con FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL". Una situazione anomala che, a nostro parere, viola i diritti Costituzionali di associazione sindacale e pone noi, lavoratori Italiani con contratto Italiano, ad essere una sorta di "emigrati in patria", Italiani in un'Italia che non riconosce i diritti per noi sanciti dai nostri padri costituenti. Pur non comprendendo la ragione di un tale divieto, forse questa è da ricercare in situazioni e scenari ormai lontani dai tempi odierni. Infatti, dentro le Basi viviamo la  beffa di lavoratori a contratto (i quali ricoprono a volte anche incarichi delicati) che possono liberamente aderire alla CGIL (come ad altre sigle), mentre noi, lavoratori assunti direttamente dai Comandi USA (secondo i trattati bilaterali) non possiamo farci rappresentare da alcuna organizzazione sindacale al di fuori di FISASCAT CISL e UIL-TuCS UIL.
La nostra piccola e forse insignificante voce, unita però a quella della CGIL e dell'organizzazione di categoria FILCAMS, ha in questi ultimi anni cercato di scalfire questo muro di gomma, in un rimpallo di responsabilità tra i Comandi USA e le due organizzazioni sindacali ammesse a trattare con loro.

Abbiamo già portato questo problema di principio fino in Parlamento, ma oggi ci permettiamo di scrivere direttamente a Lei perché, benché la nostra istanza non sia grave come quella delle migliaia di lavoratori che, ogni giorno, continuano a perdere il proprio posto di lavoro, questo divieto umilia profondamente la nostra categoria, limitando i nostri diritti civili e costituzionali di cui proprio Lei, signor Presidente, è il primo garante.
Colleghi di Sigonella, Aviano, Napoli, Vicenza e Livorno: l'abbiamo detto e l'abbiamo fatto.
Unitevi a noi, La LIBU non si ferma!!

martedì 11 febbraio 2014

Collaborazione Offresi

Cari colleghi,
Proprio in questi giorni gira tra i lavoratori delle Basi una lettera mandata al Presidente del Consiglio Letta e al Ministro degli Esteri Bonino, da parte del coordinatore nazionale UIL-TuCS Giancarlo Guidi. Questa lettera, che molti dei nostri lettori avranno ricevuto dagli RSA UIL-TuCS, chiede sostanzialmente al Governo Italiano di attivarsi per limitare le continue "ristrutturazioni" che la nostra categoria è costretta a subire da qualche anno a questa parte. In realtà le ristrutturazioni ci sono sempre state ma, come si evince dalla lettera, l'efficacia e l'attuabilità della legge 98 per tutti gli esuberi, col passare degli anni si è drasticamente ridotta. La validità di un provvedimento che proteggeva la nostra categoria dai buchi legislativi a cui essa è assoggettata, oggi si è sfaldata a tal punto che, come spiegato nella lettera di Guidi, i nuovi fondi stanziati dalla legge di stabilità potrebbero addirittura non essere sufficienti per coprire i circa 50 esuberi di Livorno del 2012. 
Sempre nella lettera, uno dei passaggi che riteniamo più interessanti è dove il coordinatore UIL-TuCS per le basi USA in Italia descrive ai Ministri l'inquadramento e la situazione occupazionale dei nostri "colleghi" degli altri Paesi Europei: lavoratori assunti direttamente dai loro Governi, Governi coi quali i Comandi USA devono discutere e "fare i conti" prima di poter operare alcun taglio. Sulla nostra situazione anomala, invece, e sulle sue peculiarità, Guidi si rimette al giudizio di Letta e Bonino.

Cosa vi ricordano queste parole? Quali sono le posizioni della LIBU in merito alla legge 98 ed alla collocazione della nostra categoria? Siamo lieti di constatare che alcune delle nostre tesi, all'origine(?) dell'epurazione del direttivo UIL-TuCS di Saro Pellegrino, vengono sposate dal coordinamento nazionale UIL-TuCS. Ne siamo lieti ma... non eravamo pazzi, estremisti ed esaltati? Lasciamo perdere, qui in ballo non c'è la reputazione di questa o quella organizzazione ma il futuro della nostra categoria, non sigle ma persone e famiglie in carne ed ossa. Diciamolo dunque senza peli sulla lingua: noi LIBU appoggiamo questa iniziativa che reputiamo, senza alcun ombra dubbio, lodevole. Anzi, ci permettiamo di aggiungere: era ora! Proprio per questo, in barba a chi blatera giudizi contro la LIBU reputandola un'associazione anti sindacale, il Presidente dell'associazione dei Lavotratori Italiani Basi USA, Rosario Pellegrino, ha già scritto ed inviato una proposta a Giancarlo Guidi, offrendo la piena disponibilità a collaborare con varie iniziative a sostegno e supporto della lettera in oggetto e dei risultati che si prefigge di ottenere.
Certo, ce lo concederete, notiamo una e più assenze: accanto alla firma di Guidi ci saremmo aspettati quella delle Segreterie territoriali e nazionali che, in questo modo, danno invece l'impressione di aver lasciato il coordinamento da solo davanti ad ostacoli grandi come titani. Lo stesso si potrebbe dire per la FISASCAT, che ci saremmo aspettati a supporto di un'iniziativa tanto lodevole ed importante per tutti noi. Comunque sia, lo sapete bene, a noi della LIBU gli scontri coi "titani" non ci hanno mai spaventato: oggi siamo qui a sottoscrivere che stiamo col coordinatore Guidi e che potrà contare (se mai decidesse di farlo come noi ci auguriamo) sulla nostra più attiva e sincera collaborazione.

LIBU LIBERI!

giovedì 16 gennaio 2014

Lettera dei Pompieri

Nel nostro articolo intitolato "Quella strana storia" avevamo parlato di postumi, a seguito della richiesta di un contributo volontario da parte della FISASCAT, e della restituzione di questo contributo, dopo che il gruppo LIBU del dipartimento si era rifiutato di pagarlo e dopo che altri ne avevano seguito l'esempio.
Qualche giorno fa un gruppo di Pompieri (non LIBU) ha consegnato una lettera al Presidente della nostra associazione, Rosario Pellegrino, chiedendoci di pubblicarla per loro. Questo Blog è dedicato a tutti i lavoratori, e siamo ben lieti di fare cassa di risonanza per le loro istanze. La lettera, una raccomandata firmata da ben 33 lavoratori(!!), è indirizzata alla Segreteria nazionale e siciliana della FISASCAT CISL, e reca come oggetto: "Conferma disdetta adesione da parte dei lavoratori alle dipendenze della Marina degli Stati Uniti d'America, addetti al servizio antincendio presso Ia Base Militare di Sigonella".

Per ovvie ragioni di privacy, abbiamo deciso di omettere i nominativi dei mittenti:
Caltagirone, 24 dicembre 2013
RACCOMANDATA A .R.

I sottoscritti: <...>, lavoratori alle dipendenze della Marina degli Stati Uniti D'America, addetti al servizio antincendio presso Ia Base Militare di Sigonella, iscritti al sindacato Fisascat - Cisl, ai fini del presente atto elettivamente domiciliati presso <...>,  


   PREMESSO

- nel mese di maggio 2004 parte degli esponenti, unitamente ad altri lavoratori non menzionati nel superiore elenco in quanto aderenti ad altre sigle sindacali, con l'assistenza dell'ufficio legale della Fisascat - Cisl di Catania, hanno promosso azione legale innanzi al Tribunale di Catania Sezione Lavoro nei confronti del Govemo degli Stati Uniti d'America, tesa ad ottenere Ia riorganizzazione dei turni di lavoro nonché il pagamento delle differenze retributive maturate;
- con sentenza n. 2634/06 il Tribunate di Catania Sezione Lavoro ha rigettato il ricorso, talchè alcuni degli esponenti, sempre assistiti dall'Ufficio legale del Sindacato, hanno interposto appello;
- nelle more del giudizio di II Grado, con verbale del 20.3.2012, Ia controversia e stata conciliata con riconoscimento di parte del credito vantato dagli appellanti;
-in virtù del suddetto accordo, gli Stati Uniti hanno corrisposto al procuratore costituito dei lavoratori l'importo lordo di Euro 40.000,00- a titolo di concorso aile spese legali sostenute dai predetti appellanti;

   CONSIDERATO

- che all'atto della consegna degli assegni emessi dal Governo degli Strati Uniti, è stato richiesto a ciascun ricorrente, quale condicio sine qua non, il pagamtmto dell'importo di Euro 400,00- per coloro i quali erano iscritti alla Fisascat - Cisl e di Euro 700,00- per gli aderenti ad altre sigle sindacali e ciò a titolo di contributo da destinare all'Ufficio legale del Sindacato;
- che ciò è avvenuto nonostante, all'atto del conferimento del mandato, l 'Ufficio legale del Sindacato abbia omesso di sottoporre e far sottoscrivere a ciascuno dei ricorrenti l'informativa e l'impegno a versare il contributo suddetto;
- che il pagamento dei suddetti importi da parte dei ricorrenti, avvenuto presso lo studio del procuratore costituito, è stato effettuato ed accettato anche in denaro contante o con bonifico accreditato direttamente sui c/c bancario intestato al predetto procuratore costituito;
- che, acquisito un parere legale, i lavoratori hanno chiesto alia Segreteria provinciale di Catania il rimborso di quanto indebitamente corrisposto, ricevendo il categorico rifiuto da parte del Legale rappresentante pro tempore della Segreteria provinciale;
- che, successivamente, Ia Segreteria provinciale ha ritenuto di procedere al rimborso delle citate somme a ciascuno dei ricorrenti, senza alcun concorso per te spese legali, cio che e avvenuto nel mese di dicembre 20 t 3;

   RITENUTO

- che gli esponenti sono da anni iscritti alia Fisascat - Cisl ed hanno mensilmente versato il relativo contributo;
- che il trattarnento riservato alia detegazione degli esponenti recatisi con il proprio legale il 17.10.2013 presso Ia sede della Segreteria provinciale di Catania al fine di ricevere chiarimenti sull'operato del Sindacato e richiedere il rimborso delle somme indebitamente versate e stato insolente ed offensivo;
- che, alla preannunciata comunicazione di disdetta delle adesioni, Ia Segreteria provinciale di Catania ha replicato, adducendo verbalmente che Ia Fisascat - Cisl non ha bisogno delle adesioni di siffatti lavoratori;
- che l'operato del Sindacato nell'intera vicenda ha suscitato notevoti dubbi e perplessità e, comunque, compromesso in modo irreversibite il rapporto di fiducia che legava ciascun iscritto all'Organizzazione;
- che gli esponenti, solo in virtù della lunga militanza e della considerazione che hanno sempre nutrito hei confronti dell'Organizzazione sindacale, hanno deciso di definire bonariamente Ia questione;
- che, tuttavia, sono venuti meno i presupposti che consentono Ia prosecuzione di qualsivoglia rapporlo, quantomeno fino a quando il Sindacato verrà localmente rappresentato dagli attuali incaricati;

Tutto cio premesso, considerato e ritenuto, con Ia presente, gli esponenti intendono

   CONFERMARE

Ia disdetta irrevocabile dell'iscrizione, gia comunicata il 24 ottobre u.s. all'ufficio paghe di Sigonella, che si allega, diffidando il Sindacato dall'effettuare Ia trattenuta sulle rispettive buste paga a partire dall'uno gennaio 2014.
Con osservanza
<...>


Come potete leggere, la lettera si riferisce proprio ai fatti da noi narrati in  "Quella strana storia", proprio uno dei postumi che ha portato tra i pompieri (da quanto almeno si evince leggendo la lettera) una massiccia revoca delle deleghe FISASCAT.
In questi giorni abbiamo anche ricevuto alcuni commenti che rifiutano di attribuire ogni merito al gruppo LIBU dei pompieri, adducendo che un famigerato gruppo di "dissidenti" si sia organizzato in modo autonomo, senza prendere esempio dai nostri. A queste persone, a cui chiediamo di rinunciare all'anonimato, domandiamo quanto segue:

1. Sono tra quelli che hanno rifiutato di pagare oppure sono tra coloro che hanno pagato e poi chiesto la restituzione?
2. Le loro azioni sono state precedenti o successive alle prese di posizione del gruppo LIBU i quali, mentre altri accettavano mestamente di versare il contributo prima di ricevere l'assegno, contestavano invece all'avvocato il loro diritto a ricevere il pagamento senza pagare 1 solo euro?
3. Erano o non erano a conoscenza delle azioni del gruppo, guidato da uno dei nostri soci fondatori, quando hanno deciso di non pagare o richiedere la restituzione del pagamento?
Noi non vogliamo nessuna medaglia, però è giusto dare i meriti a chi ha lavorato per ottenerli: non parliamo del Consiglio Direttivo della LIBU (che comunque ha seguito e supportato queste azioni), ma del gruppo di iscritti LIBU del reparto Vigili del Fuoco di Sigonella, che hanno messo il loro tempo e la loro faccia per salvaguardare i diritti della categoria (subendo anche gli sberleffi dei soliti "furbetti") e che ha provocato importanti reazioni, come la lettera che abbiamo pubblicato in questo articolo. 
Siamo disponibili a dare voce a tesi alternative, purché argomentate e senza anonimato. In mancanza di queste, continuiamo a dire: grazie ragazzi, grazie LIBU pompieri!