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giovedì 16 gennaio 2014

Lettera dei Pompieri

Nel nostro articolo intitolato "Quella strana storia" avevamo parlato di postumi, a seguito della richiesta di un contributo volontario da parte della FISASCAT, e della restituzione di questo contributo, dopo che il gruppo LIBU del dipartimento si era rifiutato di pagarlo e dopo che altri ne avevano seguito l'esempio.
Qualche giorno fa un gruppo di Pompieri (non LIBU) ha consegnato una lettera al Presidente della nostra associazione, Rosario Pellegrino, chiedendoci di pubblicarla per loro. Questo Blog è dedicato a tutti i lavoratori, e siamo ben lieti di fare cassa di risonanza per le loro istanze. La lettera, una raccomandata firmata da ben 33 lavoratori(!!), è indirizzata alla Segreteria nazionale e siciliana della FISASCAT CISL, e reca come oggetto: "Conferma disdetta adesione da parte dei lavoratori alle dipendenze della Marina degli Stati Uniti d'America, addetti al servizio antincendio presso Ia Base Militare di Sigonella".

Per ovvie ragioni di privacy, abbiamo deciso di omettere i nominativi dei mittenti:
Caltagirone, 24 dicembre 2013
RACCOMANDATA A .R.

I sottoscritti: <...>, lavoratori alle dipendenze della Marina degli Stati Uniti D'America, addetti al servizio antincendio presso Ia Base Militare di Sigonella, iscritti al sindacato Fisascat - Cisl, ai fini del presente atto elettivamente domiciliati presso <...>,  


   PREMESSO

- nel mese di maggio 2004 parte degli esponenti, unitamente ad altri lavoratori non menzionati nel superiore elenco in quanto aderenti ad altre sigle sindacali, con l'assistenza dell'ufficio legale della Fisascat - Cisl di Catania, hanno promosso azione legale innanzi al Tribunale di Catania Sezione Lavoro nei confronti del Govemo degli Stati Uniti d'America, tesa ad ottenere Ia riorganizzazione dei turni di lavoro nonché il pagamento delle differenze retributive maturate;
- con sentenza n. 2634/06 il Tribunate di Catania Sezione Lavoro ha rigettato il ricorso, talchè alcuni degli esponenti, sempre assistiti dall'Ufficio legale del Sindacato, hanno interposto appello;
- nelle more del giudizio di II Grado, con verbale del 20.3.2012, Ia controversia e stata conciliata con riconoscimento di parte del credito vantato dagli appellanti;
-in virtù del suddetto accordo, gli Stati Uniti hanno corrisposto al procuratore costituito dei lavoratori l'importo lordo di Euro 40.000,00- a titolo di concorso aile spese legali sostenute dai predetti appellanti;

   CONSIDERATO

- che all'atto della consegna degli assegni emessi dal Governo degli Strati Uniti, è stato richiesto a ciascun ricorrente, quale condicio sine qua non, il pagamtmto dell'importo di Euro 400,00- per coloro i quali erano iscritti alla Fisascat - Cisl e di Euro 700,00- per gli aderenti ad altre sigle sindacali e ciò a titolo di contributo da destinare all'Ufficio legale del Sindacato;
- che ciò è avvenuto nonostante, all'atto del conferimento del mandato, l 'Ufficio legale del Sindacato abbia omesso di sottoporre e far sottoscrivere a ciascuno dei ricorrenti l'informativa e l'impegno a versare il contributo suddetto;
- che il pagamento dei suddetti importi da parte dei ricorrenti, avvenuto presso lo studio del procuratore costituito, è stato effettuato ed accettato anche in denaro contante o con bonifico accreditato direttamente sui c/c bancario intestato al predetto procuratore costituito;
- che, acquisito un parere legale, i lavoratori hanno chiesto alia Segreteria provinciale di Catania il rimborso di quanto indebitamente corrisposto, ricevendo il categorico rifiuto da parte del Legale rappresentante pro tempore della Segreteria provinciale;
- che, successivamente, Ia Segreteria provinciale ha ritenuto di procedere al rimborso delle citate somme a ciascuno dei ricorrenti, senza alcun concorso per te spese legali, cio che e avvenuto nel mese di dicembre 20 t 3;

   RITENUTO

- che gli esponenti sono da anni iscritti alia Fisascat - Cisl ed hanno mensilmente versato il relativo contributo;
- che il trattarnento riservato alia detegazione degli esponenti recatisi con il proprio legale il 17.10.2013 presso Ia sede della Segreteria provinciale di Catania al fine di ricevere chiarimenti sull'operato del Sindacato e richiedere il rimborso delle somme indebitamente versate e stato insolente ed offensivo;
- che, alla preannunciata comunicazione di disdetta delle adesioni, Ia Segreteria provinciale di Catania ha replicato, adducendo verbalmente che Ia Fisascat - Cisl non ha bisogno delle adesioni di siffatti lavoratori;
- che l'operato del Sindacato nell'intera vicenda ha suscitato notevoti dubbi e perplessità e, comunque, compromesso in modo irreversibite il rapporto di fiducia che legava ciascun iscritto all'Organizzazione;
- che gli esponenti, solo in virtù della lunga militanza e della considerazione che hanno sempre nutrito hei confronti dell'Organizzazione sindacale, hanno deciso di definire bonariamente Ia questione;
- che, tuttavia, sono venuti meno i presupposti che consentono Ia prosecuzione di qualsivoglia rapporlo, quantomeno fino a quando il Sindacato verrà localmente rappresentato dagli attuali incaricati;

Tutto cio premesso, considerato e ritenuto, con Ia presente, gli esponenti intendono

   CONFERMARE

Ia disdetta irrevocabile dell'iscrizione, gia comunicata il 24 ottobre u.s. all'ufficio paghe di Sigonella, che si allega, diffidando il Sindacato dall'effettuare Ia trattenuta sulle rispettive buste paga a partire dall'uno gennaio 2014.
Con osservanza
<...>


Come potete leggere, la lettera si riferisce proprio ai fatti da noi narrati in  "Quella strana storia", proprio uno dei postumi che ha portato tra i pompieri (da quanto almeno si evince leggendo la lettera) una massiccia revoca delle deleghe FISASCAT.
In questi giorni abbiamo anche ricevuto alcuni commenti che rifiutano di attribuire ogni merito al gruppo LIBU dei pompieri, adducendo che un famigerato gruppo di "dissidenti" si sia organizzato in modo autonomo, senza prendere esempio dai nostri. A queste persone, a cui chiediamo di rinunciare all'anonimato, domandiamo quanto segue:

1. Sono tra quelli che hanno rifiutato di pagare oppure sono tra coloro che hanno pagato e poi chiesto la restituzione?
2. Le loro azioni sono state precedenti o successive alle prese di posizione del gruppo LIBU i quali, mentre altri accettavano mestamente di versare il contributo prima di ricevere l'assegno, contestavano invece all'avvocato il loro diritto a ricevere il pagamento senza pagare 1 solo euro?
3. Erano o non erano a conoscenza delle azioni del gruppo, guidato da uno dei nostri soci fondatori, quando hanno deciso di non pagare o richiedere la restituzione del pagamento?
Noi non vogliamo nessuna medaglia, però è giusto dare i meriti a chi ha lavorato per ottenerli: non parliamo del Consiglio Direttivo della LIBU (che comunque ha seguito e supportato queste azioni), ma del gruppo di iscritti LIBU del reparto Vigili del Fuoco di Sigonella, che hanno messo il loro tempo e la loro faccia per salvaguardare i diritti della categoria (subendo anche gli sberleffi dei soliti "furbetti") e che ha provocato importanti reazioni, come la lettera che abbiamo pubblicato in questo articolo. 
Siamo disponibili a dare voce a tesi alternative, purché argomentate e senza anonimato. In mancanza di queste, continuiamo a dire: grazie ragazzi, grazie LIBU pompieri!

lunedì 13 gennaio 2014

Quella "strana" storia

Cari amici,
Abbiamo aspettato a lungo per vedercela tutta e oggi, come primo articolo dell'anno, siamo finalmente pronti a raccontarVi una "strana" storia in quel di Sigonella…
Forse non tutti sanno che l'anno scorso si è finalmente risolta un’annosa questione che contrapponeva i vigili del fuoco di Sigonella all'amministrazione USA. Il contenzioso era cominciato molti anni prima quando, FISASCAT e UIL-TuCS di Sigonella, avevano deciso di adire le vie legali, per cambiare l'orario di lavoro dei pompieri.
Questo “strano” orario prevedeva turni attivi di 16 ore seguite da 8 ore di riposo in loco (pagate a forfait 27 euro), obbligando così il lavoratore a restare sul posto di lavoro per 24 ore di fila. Alle 24 ore di lavoro si alternavano poi 24 ore di intervallo. In altre parole, i vigili del fuoco restavano sul posto di lavoro un totale di 72 ore settimanali!! Una situazione pesante che portò a delle rivendicazioni da parte dei lavoratori (appoggiati da FISASCAT e UIL-TuCS), i quali chiesero di considerare il turno come composto di 24 ore effettive (non 16+8) e di concedere poi un intervallo per le successive 48 ore. Un cambiamento sostanziale che avrebbe portato i turni settimanali da 72 a 48 ore e che avrebbe comportato un non indifferente onere per il datore di lavoro, il quale avrebbe dovuto ricalcolare e poi liquidare tutti i riposi di 8 ore, che i lavoratori avevano passato in caserma fino a quel momento. Il caso fu affidato agli avvocati della FISASCAT che, piano piano, prese il completo controllo nell’impostazione e nella gestione della causa. Purtroppo, il primo grado di giudizio andò perso, perché (ci perdonerete se qui preferiamo la brevità al dettaglio) questo orario era stato stabilito direttamente sul contratto di lavoro, firmato ed approvato dalle stesse organizzazioni sindacali! Se questa era la situazione fino a pochi anni fa, con la FISASCAT che si preparava ad affrontare l’appello, improvvisamente arrivava una svolta: i Comandi USA decidevano autonomamente di modificare l'orario di lavoro dei pompieri, impostando turni di 12 ore lavorative e 24 ore di intervallo; una modifica compatibile sia con la legislazione italiana che con le richieste dei lavoratori. Gli avvocati del datore di lavoro si mettevano subito all’opera e, l’anno scorso, si chiudeva finalmente con un accordo che modificava l’orario e risarciva (in parte) i lavoratori per gli anni precedenti.
A questo punto, direte voi, ci sarà il famigerato “E vissero tutti felici e contenti” che sancisce la fine della storia, ma questa non è una favola, è una "strana" storia... e le cose sono sempre più complicate di come possono apparire. Come un fulmine a ciel sereno arriva un’altra “stranezza”: la richiesta di versare un contributo volontario di 700 euro (il 10% di quanto liquidato ad ogni lavoratore) a favore della FISASCAT!!! E a che titolo?? In realtà, le voci che giravano nel dipartimento erano altre: parlavano di 350 euro come onorario per l'avvocato e 350 euro per la casse della FISASCAT. Inoltre, per rendere le acque ancora più torbide e "strane", la FISASCAT rinunciava a 300 euro da chiunque fosse già iscritto alla stessa organizzazione: dunque, gli scritti FISASCAT avrebbero dovuto pagare “solo” 400 euro, mentre tutti gli altri avrebbero dovuto pagarne 700. E mentre queste voci rimbalzavano da bocca in bocca (Verba Volant), la ricevuta da firmare (Scripta Manent) riportava invece la voce “contributo volontario”. Volontario??? Cari lettori, immagino che penserete che la UIL-TuCS abbia subito reagito duramente contestando la legittimità di questo “strano” contributo; che abbia avanzato dubbi sul perché il pagamento dell’avvocato non fosse stato regolato nella sentenza; che avesse chiesto conto delle spese affrontate dalla FISASCAT e sul perché invece nella ricevuta non figurasse nulla di tutto questo… e invece no: la UIL-TuCS si limitava ad un semplice comunicato in cui dava la propria disponibilità a coprire i 300 euro destinati alla FISASCAT, ma solo per i propri iscritti.
Fine della storia? Non ancora! Mentre la FISASCAT chiedeva “strani” contributi volonari e la UIL-TuCS l'assecondava nella scia, approvando di fatto questo salasso, in questa storia arrivano finalmente “i nostri”: Il gruppo di pompieri associato alla LIBU, tra cui figura uno dei nostri soci fondatori, si rifiuta di pagare pedissequamente questo contributo obbligatoriamente volontario (un ossimoro) e va invece ad informarsi con altri avvocati, scoprendo e confermando che nulla era dovuto!! A questo punto, alla richiesta da parte dell'avvocato della FISASCAT, i nostri rispondevano che avrebbero certamente onorato le spettanze dell’avvocato (se avessero visto la parcella), ma che non avrebbero dato nient’altro. Visto che non c’era alcuna spettanza, il nostro gruppo di lavoratori non ha pagato nulla, non 700, non 400, non 300 e nemmeno 10 ma, ripetiamo: NULLA!!!
Ovviamente, il proverbiale (si fa per dire) scetticismo siculo provocò il dileggio da parte di tutti gli altri lavoratori (che invece avevano pagato), i quali, magari in buona fede, sbeffeggiarono la scelta dei nostri amici, immaginando multe severe e pene esemplari per chi si era rifiutato di pagare il dovuto. Ma così non fu! Giorno dopo giorno i sorrisetti andavano via, mentre cresceva in ognuno dei tartassati (per usare un termine pulito) la consapevolezza che avrebbero potuto semplicemente NON PAGARE. Noi della LIBU avevamo ragione (ci siamo abituati) ma, ancora una volta, eravamo stati sottovalutati (siamo abituati anche a questo). Cari lettori, potrete immaginare da soli cosa sia successo dopo, noi diremo solo che alla rabbia e al caos seguirono le dimissioni di alcuni RSA FISASCAT, prima che la stessa restituisse quello "strano" contributo che, evidentemente, nessuno era stato davvero “volontario” nel dare. Che figuraccia per FISASCAT e UIL-TuCS (a proposito, anche loro ci sono abituati).

Postumi a parte (cancellazioni, sottoscrizioni, nuovi avvocati ecc.), siamo finalmente arrivati alla fine di questa “strana” storia; adesso possiamo dirlo davvero: e grazie alla LIBU, vissero (quasi) tutti felici e contenti.