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lunedì 13 gennaio 2014

Quella "strana" storia

Cari amici,
Abbiamo aspettato a lungo per vedercela tutta e oggi, come primo articolo dell'anno, siamo finalmente pronti a raccontarVi una "strana" storia in quel di Sigonella…
Forse non tutti sanno che l'anno scorso si è finalmente risolta un’annosa questione che contrapponeva i vigili del fuoco di Sigonella all'amministrazione USA. Il contenzioso era cominciato molti anni prima quando, FISASCAT e UIL-TuCS di Sigonella, avevano deciso di adire le vie legali, per cambiare l'orario di lavoro dei pompieri.
Questo “strano” orario prevedeva turni attivi di 16 ore seguite da 8 ore di riposo in loco (pagate a forfait 27 euro), obbligando così il lavoratore a restare sul posto di lavoro per 24 ore di fila. Alle 24 ore di lavoro si alternavano poi 24 ore di intervallo. In altre parole, i vigili del fuoco restavano sul posto di lavoro un totale di 72 ore settimanali!! Una situazione pesante che portò a delle rivendicazioni da parte dei lavoratori (appoggiati da FISASCAT e UIL-TuCS), i quali chiesero di considerare il turno come composto di 24 ore effettive (non 16+8) e di concedere poi un intervallo per le successive 48 ore. Un cambiamento sostanziale che avrebbe portato i turni settimanali da 72 a 48 ore e che avrebbe comportato un non indifferente onere per il datore di lavoro, il quale avrebbe dovuto ricalcolare e poi liquidare tutti i riposi di 8 ore, che i lavoratori avevano passato in caserma fino a quel momento. Il caso fu affidato agli avvocati della FISASCAT che, piano piano, prese il completo controllo nell’impostazione e nella gestione della causa. Purtroppo, il primo grado di giudizio andò perso, perché (ci perdonerete se qui preferiamo la brevità al dettaglio) questo orario era stato stabilito direttamente sul contratto di lavoro, firmato ed approvato dalle stesse organizzazioni sindacali! Se questa era la situazione fino a pochi anni fa, con la FISASCAT che si preparava ad affrontare l’appello, improvvisamente arrivava una svolta: i Comandi USA decidevano autonomamente di modificare l'orario di lavoro dei pompieri, impostando turni di 12 ore lavorative e 24 ore di intervallo; una modifica compatibile sia con la legislazione italiana che con le richieste dei lavoratori. Gli avvocati del datore di lavoro si mettevano subito all’opera e, l’anno scorso, si chiudeva finalmente con un accordo che modificava l’orario e risarciva (in parte) i lavoratori per gli anni precedenti.
A questo punto, direte voi, ci sarà il famigerato “E vissero tutti felici e contenti” che sancisce la fine della storia, ma questa non è una favola, è una "strana" storia... e le cose sono sempre più complicate di come possono apparire. Come un fulmine a ciel sereno arriva un’altra “stranezza”: la richiesta di versare un contributo volontario di 700 euro (il 10% di quanto liquidato ad ogni lavoratore) a favore della FISASCAT!!! E a che titolo?? In realtà, le voci che giravano nel dipartimento erano altre: parlavano di 350 euro come onorario per l'avvocato e 350 euro per la casse della FISASCAT. Inoltre, per rendere le acque ancora più torbide e "strane", la FISASCAT rinunciava a 300 euro da chiunque fosse già iscritto alla stessa organizzazione: dunque, gli scritti FISASCAT avrebbero dovuto pagare “solo” 400 euro, mentre tutti gli altri avrebbero dovuto pagarne 700. E mentre queste voci rimbalzavano da bocca in bocca (Verba Volant), la ricevuta da firmare (Scripta Manent) riportava invece la voce “contributo volontario”. Volontario??? Cari lettori, immagino che penserete che la UIL-TuCS abbia subito reagito duramente contestando la legittimità di questo “strano” contributo; che abbia avanzato dubbi sul perché il pagamento dell’avvocato non fosse stato regolato nella sentenza; che avesse chiesto conto delle spese affrontate dalla FISASCAT e sul perché invece nella ricevuta non figurasse nulla di tutto questo… e invece no: la UIL-TuCS si limitava ad un semplice comunicato in cui dava la propria disponibilità a coprire i 300 euro destinati alla FISASCAT, ma solo per i propri iscritti.
Fine della storia? Non ancora! Mentre la FISASCAT chiedeva “strani” contributi volonari e la UIL-TuCS l'assecondava nella scia, approvando di fatto questo salasso, in questa storia arrivano finalmente “i nostri”: Il gruppo di pompieri associato alla LIBU, tra cui figura uno dei nostri soci fondatori, si rifiuta di pagare pedissequamente questo contributo obbligatoriamente volontario (un ossimoro) e va invece ad informarsi con altri avvocati, scoprendo e confermando che nulla era dovuto!! A questo punto, alla richiesta da parte dell'avvocato della FISASCAT, i nostri rispondevano che avrebbero certamente onorato le spettanze dell’avvocato (se avessero visto la parcella), ma che non avrebbero dato nient’altro. Visto che non c’era alcuna spettanza, il nostro gruppo di lavoratori non ha pagato nulla, non 700, non 400, non 300 e nemmeno 10 ma, ripetiamo: NULLA!!!
Ovviamente, il proverbiale (si fa per dire) scetticismo siculo provocò il dileggio da parte di tutti gli altri lavoratori (che invece avevano pagato), i quali, magari in buona fede, sbeffeggiarono la scelta dei nostri amici, immaginando multe severe e pene esemplari per chi si era rifiutato di pagare il dovuto. Ma così non fu! Giorno dopo giorno i sorrisetti andavano via, mentre cresceva in ognuno dei tartassati (per usare un termine pulito) la consapevolezza che avrebbero potuto semplicemente NON PAGARE. Noi della LIBU avevamo ragione (ci siamo abituati) ma, ancora una volta, eravamo stati sottovalutati (siamo abituati anche a questo). Cari lettori, potrete immaginare da soli cosa sia successo dopo, noi diremo solo che alla rabbia e al caos seguirono le dimissioni di alcuni RSA FISASCAT, prima che la stessa restituisse quello "strano" contributo che, evidentemente, nessuno era stato davvero “volontario” nel dare. Che figuraccia per FISASCAT e UIL-TuCS (a proposito, anche loro ci sono abituati).

Postumi a parte (cancellazioni, sottoscrizioni, nuovi avvocati ecc.), siamo finalmente arrivati alla fine di questa “strana” storia; adesso possiamo dirlo davvero: e grazie alla LIBU, vissero (quasi) tutti felici e contenti.

26 commenti:

  1. A quando l'ingresso di un sindacato serio da cui non ci dobbiamo difendere? A che punto siamo con tutta la faccenda della CGIL? Credo sia lecito pensare che, dal giorno in cui avremo un vero sindacato che lavora per l'esclusivo interesse dei lavoratori, allora tanti uomini e donne che si sono avvicinati a voi in forma anonima avranno il coraggio di dire chi sono. Io sarò certamente tra quelli.

    Andrea

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    1. Infatti aspettiamo che Sigonella si fornisca di un sindacato vero e non di "giovanotti e signorine" da passerella che vanno in viaggi turistici camuffati da missioni sindacali.

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    2. Caro Andrea, stiamo lavorando...stiamo lavorando.

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  2. Non ho capito cosa rappresentava questo pagamento del 10% al sindacato. Era una specie di tangente, il pizzo? Non ho capito con quale scusa valida volevano quei soldi.

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    1. Collega, non lo abbiamo capito neppure noi... proprio per questo, evitiamo comunque di usare certi aggettivi. In ogni caso, ricordiamo che la motivazione ufficiale (quella scritta sulla ricevuta) era "contributo volontario" e che, a fronte della presa di posizione dei nostri colleghi LIBU del reparto, di altri colleghi che ne hanno seguito l'esempio e della protesta generale che ha poi avuto luogo, la FISASCAT ha restituito tutto il denaro ai lavoratori che avevano versato il contributo.

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  3. Cari Amici e colleghi,

    E' ormai evidente che le due sigle sindacali esistenti nella base non stanno dando grandi risultati, capisco che in tempi di crisi ci si accontenta del fatto che già stiamo avendo un buon lavoro. Ma è anche vero che non è molto edificate quando un lavoratore o lavoratrice ha un problema con il suo supervisore (spesso con quelli italiani) e ti rivolgi al rappresentante sindacale e ti senti dire " mbare, magiati stu pani, lassa perdere, anzi cà ste travaghiannu, no scaminamu a merda cà è meghiu". Non mi sembra normale questa cosa. Lo stesso nelle cose più grandi come il caso degli ultimi licenziamenti nelle basi del nord dove il sindacato è stato assente.
    Ora, visto che ci sono novità che ci saranno delle altre sigle sindacali, spero che qualcosa si smuova in senso positivo.
    Una buona serata a tutti.

    Paolo G.

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    1. Paolo,
      diverso tempo fa scrivemmo un articolo in proposito (Carusi... non su i tempi). E' ancora attuale oggi come allora.

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  4. Colleghi, io ho fatto sindacato in una delle due sigle che operano nella base e sono andato via dal direttivo proprio perché è più un club tra amici che un sindacato. Bene che ci siano altri e bene che dissidenti della UIL-Tucs che hanno poi fondato la LIBU dando qualche speranza a tanti lavoratori che chiedono solo di essere rappresentati non per lo scontro (a chiacchiere e apparenza) con il datore di lavoro ma per il confronto e il rispetto del contratto per migliorare i diritti-doveri dei lavoratori.
    T.F.

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    1. Collabora anche tu con noi! Scrivici su libuliberi@gmail.com .
      Ciao!

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  5. Non so cosa sia successo e quali errori siano stati commessi nella gestione di questa delicata situazione ma sappiate che in molti atti costitutivi di una qualche sigla sindacale e' previsto una somma in percentuale da versare alla struttura in caso di contenzioso che conduca all'utilizzo dei legali del sindacato stesso. Questo vale per molti sindacati non solo Cisl ed Uil ma anche altri. La percentuale varia da sigla a sigla. E' bene che questo si sappia. State attenti a parlare di pizzo. Perche' queste parole sono suscettibili di querela..Una cosa e' la propaganda l'altra sono i fatti l'altra sono le diffamazioni. A parte questo e' chiaro che errori nella gestione ci sono stati ma e' altrattento chiaro che i nostri colleghi del fire dept. hanno ottenuto tutto quello che volevano e se non sono contenti delle somme ricevute a titolo di risarcimento dovrebbero ricordare che loro stessi hanno accettato tale accordo pur di aver cambiato l'orario di lavoro.

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    1. Collega, nel nostro articolo non abbiamo MAI usato il termine "pizzo" e nessuna altra espressione diffamatoria. Per cortesia non metterci in "bocca" parole che non abbiamo mai detto (né scritto)!
      In ogni modo, questo caso non rientra in quelli da te descritti, perché la ricevuta riportava "contributo volontario"; ripetiamo: VOLONTARIO. Credi davvero che se il pagamento fosse stato previsto per statuto, sarebbe stato permesso ad un gruppo di lavoratori di non pagare la quota? E pensi davvero che avrebbero addirittura restituito la somma? L'avvocato consultato dai nostri soci LIBU, non aveva dubbi sul fatto che non vi fosse nessuna somma dovuta. E aveva ragione! Inoltre, se si è arrivato all'accordo è perché, lo ricordiamo, è stato il datore di lavoro a voler sistemare l'orario, nonostante avesse già vinto in primo grado.
      Se di errori si può parlare, caro collega, credo che questi risalgano a quando le organizzazioni sindacali decisero di firmare un contratto che recava questo assurdo orario (16+8): prima lo accettano (con tanto di firma) e poi fanno causa perché non va bene??? Fa un po' ridere...

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    2. Una lieve ammissione di colpa, associata ad un monito per il disinibito uso della parola “pizzo”, il tutto pervaso dalla probabile possibilita’ di richiedere al lavoratore “contributi volontari” da devolvere a quel sindacato che ha curato la vertenza, sono indicazioni che disegnano il profilo di un appartenente ad uno oppure all’altro sindacato “operante” sulle nostre basi. Forse c’e’ del vero in quanto detto, ma rimane il profondo dubbio che la meraviglia dei lavoratori forzati a versare obbligatoriamente un “contributo volontario” al sindacato fosse un chiaro segno di quanto il sindacato avesse taciuto in merito a tale “contributo volontario” fino al momento in cui lo ha richiesto. Diciamo pure che da una organizzazione preposta alla difesa dei diritti dei lavoratori ci si aspetterebbe un atteggiamento meno disinvolto nel chiedere soldi ai lavoratori stessi. In special modo quando questi soldi sono il riconoscimento legale di un diritto che era stato calpestato da tanti, troppi, anni. Forse lo scopo del sindacato sarebbe quello di occuparsi piu’ proficuamente degli aumenti salariali negati per anni! Per questo e tanti altri motivi seguiremo il tuo consiglio spassionato di stare attenti. Saremo veramente attenti e sopratutto vigili a che in futuro non ci siano altre richieste per “contributi volontari” da versare contro la nostra volonta’. Viva l’Italia e quelli come noi!

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    3. Bene state attenti in tutto perchè quando pubblicate opinioni di altri il solo fatto di pubblicarli vi fa diventare corresponsabili.

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    4. Caro collega, dovremmo ringraziarti per il suggerimento (superfluo) o preoccuparci per la minaccia (patetica)?
      Sinceramente non comprendiamo se irriti di più aver raccontato (pubblicamente) del "contributo volontario" o aver indicato (chiaramente) nel "gruppo LIBU" dei pompieri, coloro che hanno dato l'esempio e fatto da apripista a tutti gli altri.

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    5. Carissimo Anonimo del 16 gennaio 2014 01:43,

      Mi scappa un “BRAVO”! Un altro pseudo-sindacalista “unto dal Signore” che minaccia la liberta’ di pensiero dei lavoratori! Bravo davvero! Solo per condividere una mia percezione, direi che ancora una volta, quando ci sono brucianti verita’ spiattellate sul blog che stimolano saccenti ciarlatani a reazioni scomposte, quello e’ il momento in cui la LIBU trionfa!

      Andrea

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  6. Siete bravi solo a chiacchere ed a strumentalizzare..Siete voi a fare pena..Siete come le iene che si cibano di avanzi..
    Lo pubblicate? O censurate come vi e' solito fare..sarebbe auspicabile l'apertura di una altro blog dove possano essere spiegati i fatti senza stupidi inutili e sgradevoli commenti di parte..Mi auguro che qualcuno cominci a considerare la possibilità di agire legalmente ad ogni insulto o falsa, offensiva accusa che ogni giorno postate su questo blog contro i vostri colleghi. Unica arma ormai smussata che avete. Perchè a mio parere avete solo questa. Ai vostri illusi sostenitori potete solo dare calendarietti e fumo..Ed ora andate a lavorare..perche' e' questo che vi manca il lavoro..da svolgere ogni giorno..hai..hai..

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    1. Collega(?),
      eviteremo di risponderti nel merito perché le tue farneticazioni ti qualificano da solo agli occhi di tutti.
      Vorremmo solo farti notare che (cito) "i blog dove possano essere spiegati i fatti senza stupidi inutili e sgradevoli commenti" esistono già: sono i normali siti web (hai presente www...), dove possono pubblicarsi le pagine senza ricevere commenti. Ci risulta che le organizzazioni sindacali dispongano di diversi siti web che nessuno impedirebbe loro di usare come organo di informazione per tutti i lavoratori. Il fatto che non lo facciano a dovere (visto che tu senti il bisogno di altro), non può certo essere imputato a noi.

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    2. Cara LIBU, non è mica vero che i sindacati non sanno sfruttare le potenzialità di internet! Qui a Vicenza per dirne una, la Uil ha scritto su Facebook al Babbo Natale per chiedere di non chiudere la mensa!!! Adesso grazie alla rete globale questo pezzo da 90 sta al nostro fianco!! Altro che le vostre letterine su questo blog!! :))))

      Ehm...per il collega siciliano dalla denuncia facile, tengo a precisare che sto scherzando!!!

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  7. Le cose non sono andate così...
    è chiaro che questa associazione tende ad alimentare polemiche con la uiltucs, ma in questa vicenda non c'entra veramente nulla!
    Nel comunicato del 31 gennaio 2013 anzi la uiltucs critica in maniera chiara e netta l'operato della fisascat!
    Basterebbe pubblicare quel comunicato su questo sito per ristabilire la verità.
    Lo farete? Vedremo.....
    A. S.

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    1. Caro collega,
      la uiltucs ha il suo bel sito pulito e carino (www.uiltucscatania.it) in cui poter pubblicare tutti i comunicati possibili ed immaginabili. Resta comunque il fatto che questa organizzazione, pur condannando a parole, non ha suggerito ai lavoratori di NON pagare ma si è semplicemente offerta di coprire i 300 euro di differenza con gli iscritti FISASCAT, per far dunque pagare a tutti (tranne i non iscritti) la cifra complessiva di 400 euro. 400 euro non sono bruscolini!!! È giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità!

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    2. non è necessario pubblicarlo nel sito..
      quel comunicato ha avuto una capillare diffusione in tutte le bacheche sindacali dei vari dipartimenti e gran parte dei lavoratori lo ricorda molto bene.
      Era però opportuno (oltre che elegante) come suggerito da A. S. che nel momento in cui IN QUESTO BLOG si esprimono critiche sull'operato altrui SU QUESTO BLOG si producano le prove... altrimenti è solo chiacchericcio.

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    3. In questo caso abbiamo parlato di fatti, di avvenimenti che nessuno finora ha contestato.
      Vediamo se siamo tutti d'accordo:
      1. I lavoratori fanno causa
      2. Si usa l'avvocato della CISL
      3. Si perde il primo grado
      4. Si trova un accordo prima del secondo grado
      5. La FISASCAT chiede il 10%
      6. La FISASCAT fa lo sconto agli iscritti
      7. La UIL-TuCS paga l'eccedenza per i propri iscritti
      8. Alcuni si rifiutano di pagare
      9. Chi ha pagato vuole restituiti i soldi
      10. I soldi vengono restituiti.

      Niente chiacchiere: fatti! Al lettore ogni giudizio.

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  8. Vi posso assicurare che Cisl e Uil in questa brutta storia di sindacato non hanno fatto gli interessi dei lavoratori quello che è stato detto e la santa verità cioè offrire di coprire la parte di 300 euro per i poli iscritti Uil per quale motivo direte voi?
    Io sono arrivato a questa soluzione
    1 così facendo la si sarebbe instaurato un modus operandi che nelle future controversie legali avrebbe prodotto lo stesso risultato in mondo che anche la Cisl avrebbe dovuto fare lo stesso per la Uil.
    2 in questo modo chi ad esempio in quel momento si fosse trovato non tesserato a nessun sindacato pur di risparmiare 300 euro si sarebbe iscritto con la Uil garantendo alla Uil stessa nuove deleghe e la quota annuale che avrebbe abbondantemente ricoperto la spesa dei 300 euro
    Credete ancora che la Uil sia diversa dalla Cisl?
    A voi le giuste considerazioni

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  9. Possibile che dal 18 Gennaio 2014 non ci sia stato piu' nessuno a voler esprimere note di assenso o di dissenso in merito a vicende come quelle riportate da LIBU? Ma in che razza di mondo viviamo? Bah!

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  10. Caro collega non vengono espressi giudizi semplicemente perché é una vicenda che non li ha toccati in prima persona....come sempre.
    Non so cosa dire tranne il fatto che mi auguro che tutti possano provare
    Questo tipo di esperienza così come noi del fire department in modo da poter valutare chi dovrebbe tutelarci de invece ci pugnala e specula alle spalle.
    E la soluzione non è certo cambiare sponda andando alla Uil in quanto sono fatti della stessa pasta.

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