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giovedì 3 luglio 2014

Terza Interrogazione Parlamentare

Come annunciato nel precedente post, ecco il testo completo della bella interrogazione parlamentare a risposta scritta presentata dal l'onorevole Gianluca Rizzo, del Movimento Cinque Stelle, ai Ministri della Difesa e del Lavoro. Il testo è pubblicato nel sito della Camera dei Deputati: 
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20682&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27

Di seguito ne riportiamo il contenuto integrale:
"
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05335
presentato da
RIZZO Gianluca
testo di
Martedì 1 luglio 2014, seduta n. 254
RIZZO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
i lavoratori italiani delle basi militari USA nel territorio nazionale operano per il settore difesa del Governo italiano in virtù di accordi bilaterali Italia-USA (ancora in parte secretati) chiamati SOFA Agreement (o SHELL Agreement) e sono assunti direttamente dalle Forze armate USA. A differenza di altri Paesi europei come la Spagna, Grecia e Germania, dove i lavoratori locali sono assunti dal Governo di quel Paese e prestati all'amministrazione USA, qui in Italia ogni installazione militare USA opera con una propria figura giuridica. Dunque, sarebbe più corretto affermare che questi nostri lavoratori sono dipendenti delle installazioni per cui lavorano e non delle Forze armate statunitensi in quanto tali; 
questi lavoratori che svolgono una funzione pubblica a contratto privato (con tanto di CCNL dedicato) si trovano a lavorare in un contesto che appare in contrasto con i diritti stabiliti l'articolo 18 della Statuto dei lavoratori (legge n. 300,1970). A titolo meramente esemplificativo si riportano alcune condizioni anomale: il loro datore di lavoro non è pignorabile, non godono degli sgravi sui premi produzione e non hanno la libertà di scegliere il sindacato al quale affiliarsi;
questi lavoratori (circa 5000) operano per un ente che viene rappresentato nelle tematiche contrattuali da una commissione americana denominata JCPC avente come controparte solo due sigle sindacali (leggasi l'art, 2 del testo «normative per il personale civile non statunitense delle Forze armate U.S.A. in Italia del 1o novembre 2013). 
tali problematiche erano già state evidenziate in uno studio dell'istituto degli affari internazionali (IAI) (Le Basi Americane in Italia — Problemi Aperti; n. 70, giugno 2007); nella relazione si evidenzia: «...occorrerebbe una disamina delle fattispecie disciplinate, specialmente in relazione al reparto della giurisdizione penale sulle forze armate dei Paesi NATO presenti in Italia, alla esenzione dalla giurisdizione civile e alla disciplina dei rapporti di lavoro instaurati con la manodopera locale..»; 
si evidenzia come venga secondo l'interrogante sostanzialmente meno la libertà di associazione sindacale dei lavoratori e la mancata applicazione della legge n. 98 del 1971 in materia di «tutela del personale dipendente da organismi militari operanti sul territorio nazionale nell'ambito della comunità atlantica». Una norma, quest'ultima, che garantirebbe la ricollocazione in servizio in amministrazioni pubbliche italiane, in caso di ristrutturazioni degli organismi militari –: 
se il Governo non intenda rivedere gli accordi bilaterali e riconoscere la funzione di difesa nazionale (quindi pubblica) svolta dai (quasi) 5000 lavoratori italiani delle basi USA; 
quali iniziative siano state assunte dal Governo italiano nei confronti delle autorità militari delle basi Usa in Italia affinché siano rispettati i diritti sindacali dei lavoratori italiani lì impiegati e solennemente sanciti dalla Costituzione italiana e dalla legge n. 300 del 1970 (statuto dei lavoratori). (4-05335)

13 commenti:

  1. Riguardo a questa iniziativa non saprei cosa dire, forse servita a qualcosa. L'unica perplessità che mi viene in mente è: Ma il M5S non crede nel sindacato e neanche nei partiti politici anzi li vorrebbe cancellale dall'ordine civile e politico della Nazione. Mah, vediamo cosa vorranno fare a parte un po di pubblicità?

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  2. Pur condividendo quanto scrive il collega del 03 agosto 2014 09:44, io vorrei dire che tutti i tentativi sono buoni, anche questa anche se molto improbabile,
    ANDIAMO AVANTI!!!

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  3. Amici e colleghi,
    Io non ho molta simpatia per il M5S ma se può servire a qualcosa ben venga.

    Marilema

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  4. Ecco, questo è l'articolo su cui volevo pubblicare.

    Onestamente penso che sia controproducente, questi hanno dato dimostrazione di non voler fare nulla, magari si vogliono fare un po di pubblicità con i dipendenti delle basi USA.Mah, ormai tutto fa brodo, anche questa nella pendola.
    (non sono iscritta a nessun sindacato e mi allettava l'idea della CGIL essendo di idee social democratiche)
    Francesca

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    Risposte
    1. Collega, la LIBU non è un'associazione politica: ogni convergenza alla nostra causa è benvenuta (con le dovute eccezioni). Noi vogliamo aprire a TUTTI i sindacati e su questo la CGIL si trova in prima linea con noi.
      Inoltre, il fatto che il M5S non "ami" i sindacati non significa che sia d'accordo con la soppressione di un diritto sancito da una legge dello Stato (legge 300, 1970: Statuto dei Lavoratori).

      PS Come da tua richiesta, abbiamo cancellato il tuo commento dal post sbagliato.

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    2. Grazie, comunque la mia era una opinione da "libera cittadina" come dicono loro.
      Speriamo nella CGIL.

      Francesca

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  5. Cari colleghi speriamo di non dover scendere a compromessi scomodi, siamo usciti da un'organizzazione non "efficiente" vediamo di andare avanti nella direzione giusta e non dover pagare nessun biglietto di entrata, in questi casi se le cose vanno in porto tutti vogliono meriti e voti. Tiriamo avanti e cerchiamo di farcela con le nostre forze.

    Mario

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  6. Ho letto molto attentamente i vari commenti e noto che l'idea di affidare la nostra causa ad un esponente ad un esponente dei 5 Stelle non è molto gradita da tutti quelli che hanno scritto. Detto ciò voglio esprimere la mia opinione in quanto iscritto alla Libu e simpatizzante della Cgil. Si, anche io non sono tanto entusiasta, mi sento molto lontano dalle loro posizioni, specialmente nel concetto di democrazia e l'idea che hanno di sindacato, purtuttavia vista la situazione dico che se questo può servire spero che potrà dare i suoi frutti ma che non ci vengano a chiedere i voti, questo confermerebbe che sono come gli altri. Bene andiamo avanti e cerchiamo di raggiungere lo scopo, noi tutti abbiamo bisogno di un sindacato perché appunto al contrario dei 5 Stelle io credo che un sindacato forte ci vuole sempre, magari rinnovato ma non abolito. Coraggio amici e colleghi.
    Manuela da Napoli.

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    Risposte
    1. Scusate, sono Emanuele e non Emanuela, errore di battuta e dicevo che sono un iscritto della Libu (virtualmente perché non ci ancora capitato di poterlo fare e mi onoro di sentirmi tale)

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    2. Caro Emanuele da Napoli,
      Essere membro della LIBU è facile, basta aderire, già esiste a Sigonella, basta contattarci e ti/vi faremo avere la richiesta di tesseramento.

      Angelo

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  7. Sono d'accordo con Alfio cerchiamo di non dover pagare qualche brutto biglietto.

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  8. Mi piace cosa dice la collega da Napoli, lo stesso posso dire da noi di Livorno.

    Alfredo da Livorno

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  9. Non credo sia difficile non essere d'accordo con Alfio, dopo l'esperienza che abbiamo avuto dove si incontrano tanti pescecani.

    Antonino da Sigonella

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